mercoledì 19 settembre 2012

Luigi Di Fiore : Il maresciallo Muraro ne Il Commissario Nardone





Luigi Di Fiore ci piace proprio. Diciamocelo. Sopratutto perché non ha peli sulla lingua, è schietto come solo i milanesi sanno essere, e non teme il giudizio altrui. Se ha qualcosa da dire, lo dice, e se ne assume le conseguenze. Proprio come Muraro, il braccio destro di Nardone, quello che si arrabbia molto perché ha temperamento, inteso come grande carattere da vendere, e perchè non vuole ingiustizie. 
E poi si sa, è pure un Cancerino, e i cancerini lo sappiamo sono buoni, e prendono le cose con passionalità e profondo senso del dovere.



Luigi mi ha permesso di parlare di lui, e lo farò, cercando di delineare il più possibile, ed in modo corretto, la sua persona, e il suo personaggio. Luigi è un attore di quelli che ormai ce ne sono pochi, perché i media preferiscono prendere i volti noti dai reality, e non dalle scuole di recitazione. Luigi quella scuola l'ha fatta, era la Bottega Teatrale di Gassman, negli anni 80, quella a cui tutti ambivano, e dalla quale uscivano solo i migliori. Quelli che avevano talento, e che avevano studiato e sudato, quelli che non si sentono mai arrivati, neppure adesso, dopo trent'anni di palcoscenico e telecamere. E' uno di quei pochi che ha lavorato subito dopo al Piccolo Teatro con Strelher.

Luigi è vero, sincero. Non critica il cinema italiano, ma nemmeno lo difende. Luigi sa che un vero attore nasce in teatro, è quello che ha nelle vene, nella pancia, nel cuore è il Sacro Fuoco, e che solo dopo aver respirato la polvere del palcoscenico si arriverà al grande pubblico del cinema e della televisione. Il teatro è quella linfa vitale che ti fa comprendere di non essere uno qualsiasi, ma uno che possiede l'amore e la passione per essere un altro, e un altro ancora. Luigi sa, e ha sentito sulla sua pelle, che a volte se hai prestato il volto a qualcuno per anni, finisci col diventarlo.

Luigi sa che si sono stati momenti nella vita in cui fare l'attore non è solo luci della ribalta, ma sapersi rimettere in gioco. Lo ha fatto, e con Il Commissario Nardone, nelle vesti di Corrado Muraro, il maresciallo dalle manone gigantesche e neppure tanto leggere, ci è riuscito in pieno.


Nelle interviste rilasciate non vuole parlare di quei momenti cari ma ormai lontani  che appartengono a Napoli ed a "Un posto al sole", ma vuole guardare avanti, e parlare di quelle opportunità che la Rai e Fabrizio Costa in primis gli hanno dato. E così, in questi giorni, per altre quattro puntate a venire, lo vedremo a fianco di Sergio Assisi. Un rapporto di lavoro molto intenso che li ha uniti anche fuori dal set. Luigi ha parole di simpatia e di stima per tutto il team: per i giovani Ludovico Vitrano e Francesco Zecca, per i più longevi Judica e Dionisi, e anche per il "cattivo" della storia, Giuseppe Soleri. Un affiatamento che li ha portati a vivere una bellissima esperienza  a Belgrado, negli studios serbi dove Milano è stata ricostruita come negli anni cinquanta.
Luigi in questa veste, non sembra neppure un attore italiano, ma americano. L'incedere, il portamento, il modo di mettersi il cappello, e poi levarselo ricordano personaggi d'oltreoceano, i protagonisti degli Intoccabili, tanto per citarne qualcuno. Se non fosse per l'eterna e amata tazzina di caffè, che offre con insistenza ad Assisi, direi che l'italianità è ben celata. Un professionista, un  attore su cui puoi contare. Uno che non ti fa sorprese, ma con cui puoi parlare. Un buono che se sa che sei malato a casa, si offre di andare a comprarti l'aspirina in piena notte.



Amatissimo dai suoi fans, che lo seguono su FaceBook e Twitter, Luigi ha sempre un pensiero carino e un messaggio per chiunque gli scriva qualcosa. Luigi sa che il pubblico è quello che ti sostiene sempre, in ogni momento, ed è quello che è disposto a credere in te anche quando non sei molto convinto di quello che stai facendo. In Commissario Nardone è talmente credibile che ti verrebbe voglia di avere un poliziotto del genere nel tuo quartiere. Con il sorriso solido e rassicurante, il lato burbero smascherato da occhi dolci e gentili, Muraro incarna il poliziotto incorruttibile, rispecchiando fedelmente l'originale Maresciallo Oscuri, creatore con Nardone della prima Squadra Mobile.Di questa fiction dice che potrebbe cambiare il modo di vedere la fiction italiana e sottolinea l'importanza di credere allo "sceneggiato" vecchia maniera, dove la qualità premia tutti. 


(nella foto Luigi di Fiore con il produttore Marco De Angelis e Flò, Anna Safroncik)

Ma Luigi non si ferma qui. L'instancabile andrà in onda nella fiction di Rai Uno "Rosso San Valentino" della regia di Fabrizio Costa  dove interpreta Vittorio, un disabile che è costretto a vivere su una sedia a rotelle, e in "Barabba", la mini serie del regista Roger Young, dove interpreterà un potente organizzatore di tornei tra gladiatori.

Per il momento continuiamo a vederlo nel Commissario Nardone, nella puntata di giovedì 20 settembre, ore 21.10 su Rai Uno.

Ah, dimenticavo.. Luigi, posso offrirti un caffè?

Clara Bartoletti