mercoledì 31 ottobre 2012

Adrien Brody e Moran Atias sul set di The third person a Roma




Paul Haggis regista e sceneggiatore (Crash, Nella valle di Elah, The next three days) è in questi giorni sul set a Roma con il suo nuovo progetto The Third Person da lui definito "una storia seria sulle relazioni moderne ma viste da una prospettiva molto più dark".
Break Up Press News era presente sul set allestito nella piazza del Pantheon a Roma.
(Adrien Brody e Moran Atlas nelle Fiat 126 appena usata per girare una scena)

Il film verrà girato principalmente in Italia tra gli storici studi cinematografici di Cinecittà, il centro storico di Roma e la città di Taranto. Nel cast sono presenti Liam Neeson, Olivia Wilde, Mila Kunis, James Franco, Adrien Brody, Moran Atias, Kim Basinger, Maria Bello e, tra gli interpreti, anche l’attore italiano Vinicio Marchioni.

(Adrien Brody in attesa di girare una scena)

Il film racconta la storia di tre coppie, una vive  a Roma, l'altra a Parigi e l'ultima a New York. "Le tre storie rappresentano l'inizio, la relazione in se' e la fine di questa - ha detto Haggis - La coppia in Italia e' l'inizio, Parigi e' il durante e New York la fine''

(Moran Atias e Adrien Brody prima ascoltano le istruzioni del regista, di spalle con il cappello)

Moviemax, che ha acquisito i diritti del film durante l’ultimo Toronto Film Festival, distribuiràThird Person in Italia nel 2014.

(Moran Atias)

Per una settimana si girera' anche a Taranto. Il film avra' un piano di lavorazione suddiviso in due blocchi distinti (dal 17 ottobre al 4 dicembre 2012 e dal 10 al 25 gennaio 2013).

(Espressione buffa di Moran Atias. Di profilo Paul Haggis)




Cristina Richiardi


Questo nostro amore: dei vicini di casa molto speciali

          (nella foto Nicola Rignanese, Claudio Varsalona, Manuela Ventura, Alberto Varsalona, Claudio La Russa)

Corre l'anno 1967. La famiglia Strano, composta da Salvatore, Teresa e i loro figli  Bernardo, Fortunato, Cicciuzzo e Domenico sono i vicini di casa dei Costa -Ferraris, la coppia concubina formata da Neri Marcorè e Anna Valle, che ci raccontano la loro storia d'amore nella fiction Questo nostro amore, in onda in questi giorni su Rai Uno, diretta da Luca Ribuoli. Abbiamo chiesto a questa "famiglia" se aveva voglia di parlarci dei loro personaggi, e le loro risposte sono state quanto mai spontanee e divertenti. Abbiamo lasciato volutamente i testi intatti, come sono venuti loro spontaneamente, per dare un gusto genuino alle loro esperienze.

Com'e' stato interagire con la famiglia Valle/Marcore. Chi è il tuo personaggio? Hai un aneddoto da raccontarci? 

Manuela Ventura/Teresa: Già dalla sceneggiatura si intuiva che tra le due famiglie sarebbero potute nascere dinamiche assai “vivaci “e così è stato. Nelle storie di entrambe le famiglie si riscontrano punti in comune: i Costa-Ferraris, considerati ospiti non graditi nel paesino di Monferrato, si trasferiscono a Torino e ricercano, con grande forza, una nuova stabilità; la famiglia Strano finalmente si ricongiunge sotto lo stesso tetto ricominciando, con non pochi cambiamenti e colpi di scena, una nuova vita.
Il legame tra le due famiglie si va costruendo man mano nel corso delle puntate: il primo impatto “turbolento” tra Vittorio Costa e Salvatore Strano, i primi sorrisi e segni di accoglienza tra le due donne , Anna Ferraris e Teresa Strano, le prime dolcissime e “ impacciate ” interazioni tra i bambini Domenico,Fortunato ,Cicciuzzo, Clara e Marina, il primo sguardo intenso e complice tra Benedetta e Bernardo.
In particolare il rapporto che Teresa ha con Anna Ferraris si rivelerà quanto mai profondo e pieno di complicità. Teresa e Anna sono due donne piene di vitalità e animate da grandi valori e da una sana determinazione. Teresa vive sin dall’inizio il proprio rapporto con Anna con una grande curiosità, la osserva , la ascolta, ha una grande voglia di conoscerla e di diventarne subito amica. Per Teresa, Anna sarà un esempio, un punto di forza, un conforto, un sostegno nell’affrontare difficoltà e cambiamenti. Teresa è una donna del Sud, una siciliana, madre e moglie di una numerosa famiglia tutta composta da tutti “masculi”, marito e quattro figli. Siamo alla fine degli anni ’60, quando Teresa lascia la Sicilia e, con prole al seguito, arriva a Torino; per la prima volta si trova nel “Continente”, in una Città, in una nuova casa grande , bella, non le pare vero,è felice di cominciare questa nuova vita con tutta la famiglia finalmente riunita e quasi con timidezza chiede al marito di poterlo finalmente riabbracciare in questo momento così importante . Credo che questo personaggio abbia anche un’ aspetto ulteriore, riesce, partendo da una bellissima scrittura e una profonda idea di regia, a mostrare una vitalità che lo fa uscire dalle definizioni anagrafiche e realistiche, potrebbe sembrare una donna “ all’antica”, di quelle di una volta, e certamente lo è, ma in fondo Teresa, pur tenendo alti i propri solidi valori e pur affermando con orgoglio le proprie origini, riuscirà ad andare oltre, ad essere una donna di dell’oggi. Tra le occasioni emozionati del set (e sono tante), mi ricordo di una intera giornata dedicata a girare scene tra Teresa Strano ed Anna Ferraris. La scena girata in soffitta , oppure in casa a “misurare” vestiti e poi quella in cucina a chiacchierare tra donne sono stati momenti di grande complicità tra i personaggi ma anche tra me ed Anna Valle: ho impresso ancora adesso l’attimo in cui Teresa ed Anna, parlando dei propri figli, si scambiano uno sguardo intenso e gli occhi di Anna sono emozionati e sorridenti.

           (nella foto Luca Ribuoli, il regista, con i due gemelli Fortunato e Domenico Strano)

Claudio Varsalona/Fortunato : Fortunato Strano, nella famiglia Costa Ferraris ha avuto maggiore influenza per la figlia Marina, con la quale, superata l’iniziale diffidenza, diventerà suo grande amico. Fortunato è un personaggio dal carattere dolce e ingenuo, molto divertente, al quale, contrariamente al nome che porta, gliene capiteranno di tutti i colori. Una delle cose più belle che ho vissuto in questa meravigliosa esperienza è stato proprio il bellissimo rapporto che si è creato con la mia famiglia della fiction. Nicola Rignanese e Manuela Ventura sono stati due fantastici “finti” genitori che hanno avuto il grande merito fin dal primo giorno di riprese di saper tenere unita la “Famiglia della fiction”. L’aneddoto che mi è rimasto più nel cuore è quello del primo ciak di “ QUESTO NOSTRO AMORE” girato da me, mio fratello e dalla mia finta “madre” Manuela Ventura: prima di raggiungere il set sono passato dal camerino per vestirmi e dal trucco e parrucco per pettinarmi i capelli. Quando mi vidi allo specchio rimasi colpito di come mi fossi trasformato in un bambino degli anni 60. Dopo un attesa di qualche minuto, il tempo che gli operatori preparassero il set, mi chiamarono insieme a mio fratello e Manuela.
Luca Ribuoli ci stava aspettando per farci provare la scena prima di girarla. Dopo diverse prove eravamo pronti per il primo ciak. Io ero emozionatissimo, non avevo ancora capito quello che mi stava capitando. Realizzai il tutto quando Luca ci disse con un sorriso bellissimo :- Ragazzi, questo è il primissimo ciak di questo nostro amore, abbiamo inaugurato la lavorazione -. Terminata la scena, ricordo come se fosse adesso che Luca gridò STOOOOOP e successivamente MOLTO BENE con un tono di voce molto soddisfatto. L'esperienza vissuta sul set di “questo nostro amore” è stata fantastica!  E’ stato per me motivo di curiosità, gioia ed orgoglio interpretare un bambino siciliano emigrato dalla Sicilia a Torino negli anni 60; un personaggio che ho amato non appena ho letto il copione: Fortunato è molto simile a me caratterialmente sia nella generosità che nella bontà. Unica differenza tra noi, per fortuna, è la sua incredibile sfortuna. Della mia notorietà non so ancora cosa pensare : potrò dare una risposta soltanto dopo che questa andrà in onda. Ad oggi posso dire che gli unici ad essere stupiti e curiosi di ciò che ho fatto sono i miei parenti e gli amici, impazienti di vedermi in TV. Lavorare in questa fiction è stata un esperienza molto interessante perché mi sono dovuto calare in un' epoca che non conoscevo. Ho scoperto che essere bambini in quegli anni era molto diverso, c’era molta più educazione e rispetto per i genitori, valori che nel tempo si sono persi, e, non essendoci la tecnologia dei nostri tempi, si ci divertiva a giocare con giochi semplicissimi come poteva essere la nizza (un gioco molto antico), che consisteva nel far saltare da terra un piccolo bastoncino in legno cercando di colpirlo al volo con una mazza.Sono rimasto inoltre affascinato dagli abiti che le costumiste mi facevano indossare, ma la cosa più bizzarra è stato vestirmi alla stessa maniera di mio fratello gemello, cosa che nella vita reale non è mai successo!

Alberto Varsalona/Domenico: Il mio personaggio, Domenico Strano, ha interagito ben poco con la famiglia Costa Ferraris, ma di contro, nella storia avrà un grande feeling con la secondogenita Marina. Domenico  ha un carattere apparentemente molto forte e aggressivo che si rivelerà successivamente buono e generoso, e ha un rapporto di amore e rivalità con il fratello gemello Fortunato con il quale si contenderà “l’amicizia” di Marina Costa Ferraris. Abbiamo instaurato un bellissimo rapporto con la famiglia della fiction, anche fuori dal set, per merito soprattutto dei miei “finti” genitori Salvatore (Nicola Rignanese) e Teresa (Manuela Ventura).Un aneddoto piacevole che ricordo dal set è stato quando siamo partiti per Ovada, in provincia di Alessandria, per girare le scene del pic nic delle due famiglie Strano e Costa Ferraris. Ricordo che siamo partiti intorno alle 7:00 da Torino attraversando le chilometriche risaie piemontesi e le favolose collinette del Monferrato prima di arrivare a destinazione dopo ben due ore di viaggio. Il luogo delle riprese era abbastanza distante dal campo base tant’è che ci accompagnarono i pulmini che ci lasciarono ad una certa distanza dal set. Ricordo che quel giorno c’era un gran caldo e che dopo un cammino di 10 minuti a piedi i miei occhi furono illuminati dallo splendido paesaggio fluviale; una piccola vallata con un torrente che creava un favoloso laghetto naturale. Ricordo che per arrivare all’altra sponda del torrente dove dovevamo girare la troupe aveva creato un piccolo ponte artificiale. Dopo una giornata intensa di lavoro sotto un sole cocente, Luca Ribuoli ha premiato il nostro impegno chiedendoci quale fosse un nostro desiderio, e, dopo un  mese e di astinenza e lontananza dal nostro splendido mare palermitano gli abbiamo chiesto di fare il bagno in quel meraviglioso laghetto naturale. Dalla gioia mi levai di corsa i pantaloni rimanendo in mutande ed insieme a mio fratello ci buttammo di corsa in acqua felici e contenti per un bagno inaspettato tanto desiderato in una occasione unica e particolare che ricorderò per tutta la mia vita. Ho vissuto questa esperienza straordinaria molto positivamente perché ho avuto il privilegio di conoscere un mondo a me estraneo che ho imparato ad amare ed il grande onore di recitare con attori bravi e famosi come Neri Marcorè, Anna Valle, Manuela Ventura, e Nicola Rignanese.
Ho conosciuto, inoltre, tante persone con le quali ho coltivato delle belle amicizie perché sul set si è creata una bella atmosfera familiare. Non ho ancora vissuto la notorietà in quanto la fiction non è andata ancora in onda, ma quando la trasmetteranno mi aspetto che la gente mi riconosca apprezzando il ruolo che ho interpretato. Essere bambini negli anni 60 era decisamente diverso e “difficile” rispetto ad oggi: i giocattoli erano semplici, i vestiti molto attillati ma soprattutto c’era molto più rispetto per le persone e le cose.
Interpretando Domenico Strano, un ragazzino di 11 anni, costretto a lavorare per aiutare la sua famiglia povera emigrata a Torino dalla Sicilia in cerca di una stabilità economica , ho capito che in quegli anni- a differenza di oggi che viviamo un epoca in cui c’è molto consumismo, menefreghismo e mancanza di educazione-  c’era molta più considerazione per la famiglia per la quale si facevano sacrifici e rinunce.  

                                                     (nella foto mamma Teresa e Cicciuzzo)
 
Claudio La Russa/Cicciuzzo: io mi chiamo "Ciccio" e sono un bambino balbuziente. E' stato molto carino interagire con  la famiglia Costa : era ricca e noi poveri,  loro però non erano sposati. Avevano tre figlie molto carine ed io mi sono innamorato di Aurora, (Benedetta nella Fiction), peccato che ha 19 anni ed io ne ho solo sette....
Mi divertivo molto a recitare e tutti mi volevano bene. La nostra è una famiglia "STRANA" mio padre molto severo ma dolce e simpatico specie quando ha comperato il televisore. Lui chiedeva sempre se io miglioravo nel parlare visto che balbettavo. Mia madre era sempre premurosa verso la famiglia, anche lei aspettava che io parlassi meglio. Infatti quando hanno scoperto che cantando non balbettavo più loro erano molto felici. E' stata una grande avventura stare a Torino e poi a Roma, così lontana dai nonni ed anche da papà, anche se lui poverino prendeva sempre l'aereo per venirmi a trovare. Avevamo una casetta molto carina, l'autista che ci portava sul set, la maestra di canto, ed anche di recitazione. Poi avevo anche il camper per cambiarmi e mangiavamo sempre tutti insieme. Ho conosciuto tantissima gente e dei posti bellissimi a Torino. A Roma invece sul set ho visto come erano fatte le case finte fatte di legno e dentro tutte le cose antiche anni 60, tipo il televisore, il telefono, la cucina. In una scena ho mangiato tante olive ed in un'altra tanto gelato perchè le scene si dovevano ripetere tante volte. Ho imparato tante cose in questo set che mi sono servite per gli altri film che ho girato a Palermo. Spero di diventare bravo come Claudio Gioè. Sul set ci divertivamo molto, Neri Marcore' era molto simpatico ed io lo osservavo. Quando un giorno si mise a ballare il tip tap io lo imitai e caddi a terra stramazzato! Un altro giorno ho visto che Dario ( Bernardo) che si bacio' con Aurora (Benedetta), io stavo vomitando perchè ho visto la lingua che entrava nella bocca dell'altro. Che schifo! Pochi giorni fa ho portato un foglio del giornale di Sicilia a scuola dove era uscita la notizia della fiction con anche la foto di noi attori. Tutti i miei compagni sono impazziti e mi hanno stretto molto forte dicendomi che sono un portento. Mio papà mi dice sempre di rimanere con i piedi per terra altrimenti non diventerò mai un bravo attore. Mi piace essere famoso quindi studierò tanto per diventarlo. Mi sembrava di essere tornato indietro nel tempo quello quando mio padre era piccolo come me, visto che lui mi diceva che usava gli stessi vestiti che avevo io in scena. Tutto era diverso, non c'erano cose elettroniche e le macchine erano piccole e si rompevano sempre. I vestiti un poco pungenti e le scarpe, rovinate dure che sembravano di legno. I bambini lavoravano infatti mio fratello andava in fabbrica invece di andare a scuola per guadagnare più soldini che servivano a casa.

Per concludere Manuela Ventura ricorda che durante le fasi di preparazione, il giorno di lettura della sceneggiatura, lei,  il regista Luca Ribuoli, e Nicola Rignanese, suo "marito",  si ritrovarono insieme a leggere, e lei, come avrebbe fatto Teresa, aveva portato alcuni dolcetti siciliani. Il clima,  quindi già disteso e familiare, diventò ancora più sereno, e lei non dimenticherà mai lo sguardo felice e attento di Luca, la sua bravura, già in quell’occasione, nel guidarli , nel dare gli stimoli giusti, la sua passione nel lavorare insieme agli attori, quasi fossero a teatro. Attento ai loro suggerimenti, al loro modo di parlare, con delle improvvisazioni che poi hanno codificato. Luca Ribuoli, regista generoso, ha avuto così un approccio profondo al lavoro in tutti i suoi aspetti, insegnando veramente tanto ai giovani attori. E poi l’impatto travolgente con il talento di Nicola col quale è stato un grande piacere lavorare le ha fatto  pensare subito che ci sarebbe stato davvero da divertirsi. Ed infatti così è successo: i dolcetti sono finiti, e questa è stata la riprova di un ottimo inizio.

Non ci resta pertanto di seguire le puntate a venire, il quattro e sei novembre, su Rai Uno, ore 21.00 di Questo nostro amore. 

Potete seguire la fiction sulla pagina Facebook all'indirizzo :
https://www.facebook.com/pages/Questo-nostro-amorela-fiction-fan-club/358708187545134?fref=ts

Clara Bartoletti





domenica 28 ottobre 2012

"David Bowie is" le sue memorabilia esposte a Londra


Il museo Victoria & Albert di Londra ospitera' la mostra di memorabilia di David Bowie. Dal 23 marzo 2013 fino al 28 luglio 2013 sara' possibile ammirare costumi utilizzati da Bowie durante i suoi concerti e non solo. Saranno esposti piu' di 300 oggetti raccolti in 5 decadi di carriera tra cui testi delle canzoni scritti a mano, costumi originali come la tuta indossata in Ziggy Stardust, schizzi, strumenti musicali, iconografie degli album, fotografie, video musicali, film.
La mostra ci raccontera' l'influenza di Bowie sull'arte e cultura e quale sia stato il suo ruolo nell'ispirare l'auto espressione.
Gli oggetti in esposizione appartengono al David Bowie Archive di New York. 
David Bowie il cui vero nome e' David Robert Jones nacque nel sud di Londra nel 1947, cambio il suo nome nel 1965. Bowie attualmente risiede negli Stati Uniti.

Biglietti:
£15.50 intero comprende donazione (+£1.40 prevendita)
£11.00 over 60
£ 9.00 studenti
£23.00/£37.00 Family ticket
I bambini sotto il 12 anni possono entrare gratuitamente se accompagnati da un adulto pagante.

Orari:
10.00 - 17.45 tutti i giorni.
10.00 - 22.00 il venerdi'.

Cristina Richiardi

venerdì 26 ottobre 2012

Carlo Lucarelli: L'Isola dell'Angelo Caduto

(nella foto Carlo Lucarelli)

L'instancabile Carlo Lucarelli si cimenta con la regia. E non lo fa con un film qualsiasi, ma con una sua creatura, il libro del 2009 pubblicato da Einaudi, che porta lo stesso titolo del film.
Lucarelli ci ha appassionato da tempo, dalle sue trasmissioni televisive dove riprendeva i casi di mala e di cronaca nera italiani, ci ha fatto innamorare dell'Ispettore Coliandro, ha una scuola a Bologna, la Bottega Finzioni dove insegna a scrivere, a creare sceneggiature, ad inventare personaggi in collaborazione con professionisti del mestiere.

L'11 di novembre, a Roma, ci sarà la presentazione ufficiale al Festival di Roma. Siamo curiosi di sapere di cosa si tratta. Per adesso possiamo solo dirvi la trama, che per certi versi ricorda L'isola della paura, il film con Leonardo di Caprio, ambientato nell' isola Shutter davanti a Boston. L'isola dell'Angelo Caduto, invece, si trova in Italia, in un posto non ben definito, collegata alla terraferma solo da un ponte, e dove svetta un faro.

(nella foto, la ricostruzione virtuale dell' Isola dell'Angelo Caduto)

Su quest' isola c'è un penitenziario, e in questo posto lontano da tutti, Giampaolo Morelli, che veste i panni di un giovane commissario, dovrà investigare sulla morte misteriosa di una camicia nera. Siamo negli anni 20, la moglie del commissario ha il "mal di vivere", e l'atmosfera dell' isola rende ancora più cupa e desolante la loro vita, al punto che il commissario teme di non poter riuscire a vivere lontano da quel pezzo di terra abbandonato da Dio. Ancora, si legge in alcuni brani del libro, egli sente il rumore dell'onda sugli scogli, le gocce di pioggia di quella sera che mise piede sull'isola, nonostante ormai i fatti siano conclusi ma mai dimenticati.

(nella foto Giampaolo Morelli)

Un film che è stato riconosciuto come di interesse nazionale dalla Commissione Cinema, sarà presentato l'11 di novembre alla 7sima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, nella sezione "Prospettive Italia". Lucarelli in una recente intervista dichiara di essersi ispirato al fumetto, alla musica, a diversi generi, e di aver cercato di afferrare dai grandi maestri i segreti per cercare di creare una "diabolica magia".

Il nostro blog augura a Carlo Lucarelli un caloroso in bocca al lupo, e aspettiamo di vedere molto presto  la sua fatica.


Clara Bartoletti



giovedì 25 ottobre 2012

Paolo Virzì, retrospettiva a Londra

Ancora grande cinema italiano a Londra, Italian Cinema London organizza una retrospettiva dedicata a Paolo Virzì, innovatore della commedia all'italiana che recentemente in una puntata di TV Talk ha criticato la fiction del nostro paese definendola "camomilla per anziani".
Dal 26 al 30 ottobre al Riverside Studios (Crisp Road, London W6 9RL) verranno proiettati 10 film del regista.
Biglietti £9.50 (£8.50 concs.).

Calendario dell'evento

Venerdi 26 Ottobre
Sun 28 Oct

Gianluca Grignani coinvolge al Dingwalls di Londra


Era un po' di tempo che non ascoltavo Gianluca Grignani, quindi mi sono detta quale migliore occasione se non questa del Dingwalls di Camden Town. Il locale e' un po' difficile da trovare, almeno per me che non sono un'assidua frequentatrice della zona, dopo alcuni errori riesco finalmente ad entrare. Molto suggestivo, non grande, intimo, scuro, luci blue e rosse soffuse illuminano il palco. Non e' pienissimo e si capisce subito che la maggioranza del pubblico e' italiano.



Iniziano i The Traveler, non li conoscevo ma confesso mi fanno una buonissima impressione, eseguono alcuni brani dal loro album un'ottima musica, orecchiabile al primo ascolto, cantano in inglese, ci riscaldano in attesa di Grignani. Il pubblico e' un po' distratto, forse si meriterebbero un po' piu' di attenzione.
Nell'attesa che arrivi sul palco Gianluca Grignani mi ritrovo a chiaccherare con delle ragazze italiane, alcune risiedono come me in inghilterra altre invece sono venute per seguitre il loro beniamino, lo conoscono bene, sono delle vere fan. 
Finalmente fa il suo ingresso sul palco la musica inizia e ci coinvolge, in testa un cappello da cowboy che togliera' dopo un paio di canzoni, <<fa troppo caldo - dice- veramente molto caldo>>. Dopo le prime canzoni anche Gianluca inizia ad essere a suo agio, lancia il cappello al tecnico del suono e finalmente si lascia andare. Canta e suona, presenta le sue canzoni e interagisce con il pubblico sempre di piu', sembra quasi chiaccherare con quelli nelle prime file.
<<Ho 40 anni, sono italiano e me ne vanto, e mai come in questo periodo mi vanto di esserlo - dice - Caruso la devo cantare, a modo mio...>> ecco questo per me e' stato uno dei momenti piu' emoziananti di tutto il concerto, Gianluca Grignani con la sua chitarra interpreta la canzone da far venire i brividi, tutto il pubblico canta insieme a lui e' un momento indimenticabile, ci si sente una grande famiglia.



Da ora in poi e' un susseguirsi di emozioni sempre piu; coinvolgenti, bella musica, un po' di risate e un po' di ballo scatenato. Grignani ci regala anche qualche medley inserendo alla fine di Destinazione Paradiso, un pezzo di Paradise City dei Guns'n'roses e We Will rock you dei Queen. Gioca con le sue canzoni storiche coinvolgendo il pubblico, ogni tanto verso la fine del concerto, la sua chitarra fa cilecca, qualche problema di fili ma la sua professionalita' si vede, ci scherza sopra e alla fine si rassegna facendo suonare l'ultima canzone al chitarrista.
Splendida serata unica pecca Grignani si sarebbe meritato molto piu' pubblico ma buon per noi che abbiamo potuto godercelo al meglio.


Cristina Richiardi

mercoledì 24 ottobre 2012

Casino Royale al Dingwalls di Londra

La grande musica italiana a Londra continua, il 14 novembre al Dingwalls di Camden Town sara' la volta dei Casino Royale, un altro grande appuntamento organizzato da TIJ Events.
La band milanese presentera' il loro ultimo album "Io E La Mia Ombra" dove cantano il loro eterno amore e odio verso la loro citta', Milano. 


Il gruppo si e' formato nel 1987 a Milano e per il nome della band si sono ispirati ad un episodio della saga di James Bond 007 di Ian Fleming, Casino Royale. Inizialmente influenzati da gruppi come SPECIALS e CLASH pubblicano i loro primi tre album SOUL OF SKA, JUNGLE JUBILEE e TEN GOLDEN GUNS.
Negli anni 90 ci saranno dei cambiamenti nella loro musica, inizieranno a cantare in italiano cosi da dare importanza anche al testo e non soltanto alla musica.
Nel 1993 pubblicano DAINAMAITA in cui si ritrovano un mix di suoni molto diversi tra di loro, rock, soul, reggae, hip hop, dub, funk.
SEMPRE PIU’ VICINI e' l'album del 1994 prodotto insieme a Ben Young della scuola musicale di Bristol che indirizzera' la band verso nuove sonorita'.
Si trasferiscono a Londra nel 1995 e iniziano a lavorare ai brani che daranno poi vita all'album CRX, composto da parti melodiche, sperimentazioni e dal groove tipico dell'hip hop.
Il disco non avra' il successo sperato e i Casino Royale decidono di rescindere il contratto con la casa discografica e si allontaneranno per un periodo dal mercato discografico. Durante questo periodo fondano la loro etichetta dal nome Royality e lavoreranno al progetto Royalize, legato a sonorità elettroniche di matrice black. Il cantante Giuliano Palma, interprete di molte canzoni del gruppo, decide di dedicarsi alla carriera da solista e il gruppo si ferma fino al 2002 quando decidono di tornare a fare musica insieme. Pubblicheranno una serie di brani scaricabili liberamente dalla rete e nel 2004 suoneranno in una serie di concerti in giro per l'Italia.
Nel 2006 pubblicano il loro nuovo album REALE per la V2 Records prodotti dallo scozzese Howard Bernstein, meglio noto come Howie B, ritrovando atmosfere tra soul e trip-hop cantate dalla voce di Alioscia.
ROYALE ROCKERS - TE REGGAE SESSIONS e' la raccolta di brani pubblicata nel 2008 in cui troviamo anche il brano inedito “Cosmic sound”.
Nel 2011 l'ultimo album di inediti  IO E LA MIA OMBRA.


Le porte verranno aperte alle 7.30 pm e l'inizio del concerto e' previsto per le 9.00 pm.
Costo biglietti; £10.00 in prevendida, £ 14.00 alla cassa.



Cristina Richiardi


mercoledì 17 ottobre 2012

Abbattiamo il muro!!! Torneo di beach volley di beneficenza


ABBATTIAMO IL MURO per OLTRECONFINE ONLUS!!

Il primo torneo di Beach Volley di beneficenza, domenica 21 ottobre al Centro sportivo Empire Sport & Resort di Roma.
Una giornata dedicata allo sport e al divertimento  promossa dall'associazione OLTRECONFINE Onlus, organizzata per raccogliere fondi per contribuire alla costruzione della casa famiglia ANFFAS Onlus di Macerata, e alla costruzione di un pozzo di acqua potabile in Malawi.

OLTRECONFINE è una Associazione indipendente, apartitica e aconfessionale dedicata al sostegno dei bambini che versano in condizione di disagio e alle comunità in cui vivono.

Una sfida tra attori, cantanti e sportivi, ci saranno Samantha De Grenet madrina dell'evento, Marco Basile, Cesare Bocci, Simone Corrente, Milena Miconi, Angela Melillo, Massimiliano Buzzanca, Alessia Barela, Claudio Castrogiovanni, Beppe Convertini, G-Max Flaminio Maphia, Simon Grechi, Chiara Ricci, Antonio Grosso, Pier Belloni, Francesca Figus, Raffaello Balzo e altri!!

Si affrionteranno 24 squadre ognuna composta da tre giocatori, l'inizio e' previsto per le ore 10.30.

Iscrizione al torneo 30 euro.
Ingresso al villaggio con branch incluso, 10 euro per gli adulti e 5 euro per i bambini.

Pagina ufficiale facebook: Abbattiamo Il Muro



Cristina Richiardi

Gianluca Grignani, vinci pass backstage e biglietti per concerto di Londra


Il concerto di Londra di Gianluca Grignani e' ormai imminente, e la TIJ Events ha messo in palio 2 PASS BACKSTAGE e biglietti gratis per assistere al concerto.

Eccovi le modalita' per partecipare:

PASS BACKSTAGE

I primi due che risponderanno correttamente alla seguente domanda potranno incontrare Gianluca Grignani nel backstage, fare foto con lui e fargli delle domande e, ovviamente, potranno assistere al concerto in modo gratuito.

La domanda per il pass backstage è:

- Anno e titolo del primo album di Gianluca Grignani

BIGLIETTI

Ai primi 10, invece, che risponderanno correttamente alla seguente domanda daremo due biglietti per assistere al concerto. La domanda è:

- Titolo del primo singolo dell’ultimo album di Gianluca Grignani.

I partecipanti dovranno mandare una email con la risposta alla domanda a press@tijevents.com scrivendo anche il loro nome, cognome, città.


Non perdete questa occasione!!

Pagina evento facebook: Gianluca Grignani @ London


Cristina Richiardi

lunedì 15 ottobre 2012

Andrea Carpinteri: sono più "buono" del cioccolato svizzero.


Andrea Carpinteri si è gentilmente prestato a rispondere ad alcune domande di Break Up Press News. Romano d'adozione, nato in Svizzera, ci racconta di lui e delle sue ambizioni lavorative, dei suoi ruoli passati e di cosa si aspetta dal futuro.

° Quale è stato il momento in cui hai deciso che avresti voluto fare l'attore?

Non vi è stato un momento preciso, la considero quasi una vocazione, non c'è altro modo per definire questa sensazione che si prova. Ho studiato, mi sono diplomato e laureato: se questo fosse avvenuto in Italia, dove la cultura del cinema è molto più sentita che in Svizzera, avrei iniziato prima, sicuramente. Adesso a Roma ci sono molte più opportunità. La mia "prima" è stata proprio in questa città, dove ho preso parte alla Compagnia delle Maschere di Marcello Amici, dove ho interpretato il Figlio nei "Sei personaggi in cerca di autore" di Pirandello. Per evitare l'ansia da palcoscenico, mi "calo" nel personaggio almeno due ore prima di entrare in scena, in modo da esserlo per tutto il tempo necessario. 

° Teatro quindi, e le fiction? Cosa c'è di diverso per te, essere davanti al pubblico o invece su un set ?

Sicuramente fare una fiction comporta meno stress che lavorare "live". Ultimamente mi sono stati proposti diversi lavori, con i ruoli più svariati. Preferisco le parti del "buono", perchè amo i ruoli positivi. In due fiction sono stato due sacerdoti, e ho indossato la tonaca nera. In "Che Dio ci aiuti" sarò Don Fabio, che comunque è un tipo alla mano, il classico prete simpaticone e un pò furbetto, mentre in "Main la casa della felicità" ero Don Vighetti, realmente esistito, una persona seria e composta, molto controllato. Due facce della stessa medaglia. In Commissario Rex, che vedremo presto con Francesco Arca, sarà un giovane venticinquenne indagato di omicidio. 



°Un partner con cui hai lavorato bene sul set?

Ho lavorato molto bene con Elena Aglaja Amadò che è un' attrice Svizzera che stimo moltissimo con la quale stiamo scrivendo un progetto da presentare al festival del cinema di Locarno. In Italia ho lavorato bene con Francesco Arca nel commissario Rex. Ho anche interpretato un piccolo ruolo nella serie tv "Un matrimonio" del Maestro Avati e mi è dispiaciuto non incontrare sul set Chiara Ricci che oltre ad essere un' amica è una collega che stimo tantissimo. Spero di lavorarci presto insieme!

°C'è un personaggio del cinema che avresti voluto interpretare?

Mi sarebbe piaciuto interpretare il ruolo di Arnie Grape nel  "Buon compleanno Mr. Grape" diretto da Lasse Hallström perché l' ho studiato per sei mesi in accademia e mi ha colpito moltissimo. Arnie è un ragazzo di diciotto anni, mentalmente ritardato, un ruolo intenso che ha portato Leonardo di Caprio a ricevere una nomination all' Oscar. Un giorno spero di avere la possibilità di recitare un ruolo così impegnativo e importante.


°Nella vita di tutti i giorni come sei? 

Nella vita non posso fare a meno dei rapporti umani: mia madre, mia sorella e i miei amici. Non sono una persona attaccata alle cose materiali...Odio il cellulare! 
Ho un ottimo rapporto con le persone che mi seguono, e preferisco scrivere meno frequentemente sulla mia pagina ma essere io a farlo piuttosto che delegare qualcuno che lo faccia per me. Quando riesco a staccare da tutto, l 'unico posto dove riesco a farlo davvero è in treno. Adoro ascoltare musica viaggiando e confesso, ho paura dell' aereo e se posso lo evito. I miei amici più cari sono quelli che mi conoscono meglio, e sanno delle mie ansie, e sono quelli che riescono a farmi rilassare meglio.

°Quando ti vedremo allora in televisione, presto? 

A fine ottobre sarò sul set della fiction "Che Dio ci aiuti 2 " al fianco di Elena Sofia Ricci nel ruolo di Don Fabio e contemporaneamente sarò sul set di un film per il cinema...ma ovviamente di questo parleremo la prossima volta, quando potrò svelarvi nuovi particolari.

Ringraziamo Andrea per essere stati con noi, e ci riproponiamo di chiedergli novità in occasione dei suoi nuovi lavori. Per ora, il nostro "In bocca al lupo!".

Clara Bartoletti



venerdì 12 ottobre 2012

Gianluca Grignani al Dingwalls di Londra

GIANLUCA GRIGNANI @ LONDON
Gianluca Grignani e' tornato sulla scena musicale con l'album Natura Umana pubblicato nell'ottobre del 2011. Da marzo 2012 e' in tour in Italia e Europa e il 24 ottobre suonera' al Dingwall di Londra, evento organizzato dalla TIJ Events.
The Traveller saranno il gruppo di supporto.
Le porte verranno aperte alle 7.30 pm e l'inizio del concerto e' previsto per le 9.00 pm.
Costo biglietti; £20.00 in prevendida, £ 24.00 alla cassa.


giovedì 11 ottobre 2012

Cinema italiano a Londra



Pizza e' cinema sono da sempre un connubio vincente, cosi la Pizzeria RossoPomodoro di Chelsea Londra ha organizzato una rassegna di film italiani da non perdere.
Ogni lunedi' a partire dal 15 ottobre fino al 10 dicembre si potra' gustare un'originale pizza napoletana seguita dal film  in programma. La proiezione sara' per tutti quelli che avranno cenato entro le 8.
In occasione della prima sera soltanto (15 ottobre) si potra' usufruire dell'offerta speciale: pizza o pasta, un drink, caffe e dessert a £9.99.
I film sono in italiano sottotitolati in inglese.
I film in cartellone sono:

  • 15 Ottobre - Cinema Paradiso (Tornatore 1989)
  • 22 Ottobre - Mediterraneo (Salvatores 1991)
  • 29-30 Ottobre - La Meglio Gioventu (Tullio Giordana 2003)
  • 5 Novembre - Il Postino (Radford 1994)
  • 12 Novembre - L’Ultimo Bacio (Muccino 2001)
  • 19 Novembre - Caro Diario (Nanni Moretti 1993)
  • 26 Novembre - Gomorra (Garrone 2008)
  • 3 Dicembre -Mio fratello e’ figlio  unico (Lucchetti 2007)
  • 10 Dicembre - Romanzo Criminale (Placido 2006)



Un'altra occasione per vedere film italiani a Londra e' il BFI London Film Festival che tra piu' di 200 film, proiettera':
  • Guerra dei vulcani, di Francesco Patierno
  • 11 - 12 - 14 ottobre - Reality, di Matteo Garrone, 2012
  • 13 - 16 - 18 - Rosso e il blu (The red & the blue), di Giuseppe Piccioni, 2012
  • 14 ottobre - Viaggio in Italia (Journey to Italy), di Roberto Rossellini, 1954 
  •  14 ottobre - La guerra dei vulcani (Bergman & Magnani: The War of Volcanoes), di Francesco Patierno, 2012
  • 16 - 18 ottobre - L'Intervallo (The interval), di Leonardo Di Costanzo, 2012
  • 18 - 19 ottobre Cesare deve morire (Caesar Must Die) di Paolo Taviani e Vittorio Taviani, 2012
  • 18 - 19 - 21 ottobre - E' stato il figlio (It was the son), di Daniele Ciprì, 2011
  • 20 - 21 ottobre - Bella addormentata (Dormant Beauty) di Marco Bellocchio, 2012
  • 21 Ottobre - La resa dei conti (The Big Gundown) di Sergio Sollima,1966
Per maggiori informazioni visitate il sito http://www.bfi.org.uk/


martedì 9 ottobre 2012

Puglia sounds in London, ad ognuno il suo pubblico


Ieri sera al Koko club di Camden Town si e’ svolta la prima delle tre serate di Puglia sounds in London organizzata dalla TIJevents.
Noi di breakupressnews siamo stati invitati all'aperitivo dove oltre ad alcuni gusti tipici della Puglia, -il vino era ottimo!- siamo stati omaggiati di brochure sulla regione. Ci e' sembrato un'ottima idea per far conoscere anche all'estero questa splendida regione.
Il concerto vede come prima protagonista Erica Mou, che arriva quasi in sordina sul palco mentre il pubblico sta ancora arrivando.
E' in versione unplugged, lei con la sua chitarra, una pedaliera, il pianista con tamburo che nell'ultima canzone si trasforma in rumorista utilizzando vari oggetti, carta, plastica, cartone, per accompagnare la musica di Erica.
La Mou introduce ogni canzone parlando un po' in inglese e un po' in italiano, mentre il pubblico davanti al palco la saluta, la chiama e scatta foto. 
Una musica ottimamente eseguita che risulta piacevole anche per chi non e' qui per lei. Per me una piacevole scoperta, la ricordavo per la sua partecipazione a Sanremo 2011 con "Nella vasca da bagno del tempo". Il tempo a sua disposizione e' finito, ci saluta, ringrazia e ci ricorda che stasera suonera' a Birmingham. Il pubblico continua ad aumentare e l'applauso per lei e' caloroso e ben meritato. 
Passano all'incirca una decina di minuti e il palco viene sistemato per l'arrivo di Emma, i musicisti sono gia' al loro posto, in prima fila un gruppo di fan arrivati direttamente dall'Italia per seguire la loro beniamina.Emma irrompe sul palco come un tornado, il contrasto con la musica di Erica Mou e' tangibile gia' dalle prime schitarrate e dal volume forse un po' troppo forte, almeno per le mie orecchie. E' come un fiume in piena, avanti e' indietro per il palco sulle altissime zeppe, riconosce le sue fan, scende dal palco e si fionda letteramente su di loro cantando buona parte della canzone da li. Per la performance di questa sera Emma e' in versione rock, inarrestabile, si capisce che e' fatta per il palcoscenico, sa come muoversi, cattura l'attenzione del pubblico e ci regala in finale un medley di Volare di Modugno e America di Gianna Nannini. Anche per lei sta finendo il tempo a disposizione, ringrazia tutti compresa l'organizzazione per averla scelta come una delle rappresentanti della Puglia e sembra quasi stupita dell'affluenza del pubblica, non si aspettava probabilmente tutto questo seguito anche qui a Londra. 
Lascia il palco per l'allestimento per il prossimo artista ma dopo pochi mminuti la rivediamo nel pubblico non piu' in abiti di scena, concedersi per le foto con gli innumerevoli fan che la riconoscono, ovviamente vado anche io e' un'occasione da non perdere. Forse non si aspettava di essere circondata in cosi breve tempo da tutti e suoi fan, dopo poco infatti la si vede andare via.
Sara' la volta del jazz di Nicola Conte, un altro cambio di genere musicale, molto rilassante per le nostre orecchie. Sul palco con lui si alternano due cantanti dalle splendide voci. Lui ha il suo pubblico che prende il posto davanti al palco, si vede gente che balla, che fotografa e che twitta. 
Il Koko club ormai si e' riempito ci godiamo questo magnifico concerto decisamente ben organizzato. Terminato anche il tempo per Nicola Conte, siamo in attesa dei tanto acclamati Sud Sound System, prima di loro pero' viene presentato un libro sulla "pizzica", danza popolare pugliese, autoprodotto di due scrittori .
Il pubblico ormai e' impaziente, iniziano a scaldarsi e a chiamarli a gran voce quando finalmente arrivano sul palco ed e' un tripudio. I reggae dei Sud Sound System e' travolgente e coinvolgente, tutti cantano con loro, si balla e ci si spinge forse un po' troppo, infatti il personale della sicurezza non tarda a riprendere i piu' agitati.
I SSS alternano canzoni impegnate e non, tra un'interpretazione e l'altra mandano un pensiero all'ILVA di Taranto, una causa a cui tengono molto come si puo' leggere dai loro tweet. Dopo il loro spettacolo ci sara' ancora il dj pugliese Larseen ma per me e' venuto il momento di tornare a casa, la metropolitana che mi portera' a casa chiude verso la mezzanotte e non vorrei ritrovarmi bloccata nel cuore della notte.
Ringrazio la TIJevents per averci permesso di respirare una boccata d'aria italiana, pugliese per la precisione e per la disponibilita'  cortesia. Speriamo di poter intervenire ai loro prossimi eventi perche' e' stata un'esperienza molto piacevole.


Cristina Richiardi





lunedì 8 ottobre 2012

Il Commissario Nardone: vogliamo il bis!

(nella foto la locandina usata in Usa: la Squadra Mobile al completo)

Il Commissario Nardone è arrivato alla fine. Domani, martedì 9 ottobre ci lascerà definitivamente dopo sei settimane di pathos e di avventure, per lasciare il posto a chissà quale altra fiction o format televisivo. A noi manca già. Ci ha accompagnato per 6 giovedì, lasciandoci ogni volta una grande voglia di vedere cosa sarebbe successo la volta dopo, e con un grande senso di nostalgia. Erano anni che non si sentiva una tale partecipazione, di pubblico e di critica. Per 6 settimane ha vinto su tutti, sui concerti, sulle parate di "mostri" da baraccone, su fiction viste e riviste, su programmi che ci hanno annoiato, per non dire stufato. Il Commissario Nardone è stato avanti a tutti e a tutto. La Rai ha fatto centro, questa volta non ha sbagliato niente, nè sulla storia, nè sui contenuti, tanto meno sulla scelta del cast. 

Questo blog si è occupato fin dal gennaio 2010 di tutto il percorso: la scelta dei produttori di girare low cost in Serbia, creando non poche polemiche, le richieste dai casting per le comparse, il monitoraggio attivo delle bacheche degli attori e del personale tecnico per scoprire anteprime o foto dal set. Il Commissario Nardone sembrava una fiction "segreta", di cui nessuno poteva dire niente, pochissimo è trapelato per mesi , neppure a ridosso dell'uscita sul palinsesto, come se il personaggio leggendario fosse avvolto dalle nebbie della location, Milano e dintorni, dove si è ambientata la narrazione.

(nella foto Spitz e Rizzo)

Il Commissario Nardone ha sofferto, chiuso in una scatola, prima di essere trasmesso. Nessuno sapeva quando sarebbe andato in onda, mentre in America milioni di telespettatori ne apprezzavano la qualità, aumentando di giorno in giorno, affascinati dalle gesta di un uomo semplice e vero, schietto e umano interpretato da un grandioso Sergio Assisi. In America non  si sono neppure attrezzati per doppiarlo: lo hanno seguito in originale, e ritenendo giusto che i sottotitoli in inglese fossero un'aggiunta positiva e non un disturbo. Nessuno sapeva, neppure la produzione, ma noi si. Noi internauti, amanti del web e del WIFI, sapevamo anche questo, e andavamo in giro per i social network ad avvertire gli italiani della sicura apparizione della Squadra Mobile sul primo canale.

Questa fiction è stata un ritorno al passato, a quegli anni settanta in cui la famiglia si riuniva dopo il Carosello davanti alla TV, rigorosamente in bianco e nero, per seguire in assoluto silenzio le storie narrate dagli "sceneggiati", curati in ogni particolare, ricchi di costumi e di ottima recitazione, quella davvero di qualità, quella degli attori usciti dalle scuole di Strehler e  di Gassman.

(nella foto: la Squadra Mobile nell'ultima puntata girata in Piazza del Duomo a Milano)

Oggi, nel 2012, abbiamo rivisto quegli artisti. Attori di prim'ordine, non blasonati dalla notorietà sfacciata del gossip, ma quelli nati in teatro che fanno del loro talento, arte e lavoro. Ci siamo ripetuti, più volte, ricordando la maestria del regista Fabrizio Costa, e i primi piani intensi e coinvolgenti di uomini dall'apparenza induriti dal mestiere, ma con nel cuore- mai sepolte - emozioni e  lacrime. Momenti commoventi, dove finalmente abbiamo perso di vista la superficialità di certe trasmissioni orribili e insignificanti, in cui "pretedenti" o "tronisti" o "veline" si scannano per ottenere un solo minuto di visibilità. 

(nella foto: Vanessa)

Il popolo del web chiede il bis. Vuole sapere "come andrà a finire", anche se ogni racconto ha avuto un inizio e un termine. L'ultima puntata, pur chiudendo un capitolo drammatico con l'arresto dell'acerrimo nemico di Nardone, il pluriomicida Luigi Bosso, e il matrimonio del bravo agente Rizzo, ci lascia l'amaro in bocca, come se da questo momento il giovedì rimanesse orfano di qualcosa di importante. Quasi per gioco abbiamo provato a chiedere nelle bacheche di facebook se fosse il caso di chiedere una nuova serie. Il risultato è stato  innegabile: tutti vogliono Nardone. I consigli si sprecano: migliorate il dialetto, usate attori italiani, fate come volete, basta che ce lo ridiate! 

(nella foto: il Maresciallo Muraro)

"Una cosa che mi piace molto in questo sceneggiato è l'ambientazione, nel senso che ho notato e gradito molto la meticolosa cura con cui sono stati ricostruiti gli interni delle case di quegli anni, con la presenza di mobili e suppellettili (alcuni veramente molto belli), abiti, pettinature, dettagli, a tutti i livelli, dal centro alla periferia o alla campagna...dalle auto ai posacenere, dal tappeto di lusso con gli oggetti di design alla credenza e alla bacinella per l'acqua delle case più povere...insomma, gli ambienti e le persone sembrano realmente di allora e non ricostruiti o riproposti; complimenti a chi ha svolto questo compito e ha curato tali aspetti" dice un' irpina doc, come Nardone.

"Ma pensavo fosse ovvia come cosa ;))) !!!!!!!la secoda serie DEVE esserci!!!!!!!" 


" D'accordissimo con la seconda serie, anche per la figura di Nardone dei suoi uomini, un pezzo di storia della Polizia di Stato. Notevoli gli attori, bellissime interpretazioni con accuratissimi particolari storici." 

" Bravi che per la prima volta ho visto mio padre appassionato ad una serie televisiva. solitamente per lui due puntate sono già troppe. delle vostre non se ne é persa una. per cui favorevole per la seconda serie." 

"E' un prodotto talmente ben riuscito che esige una seconda serie, anche perchè mi dispiace che ora sta già finendo, perchè avrei voluto vedere altre puntate e ancora altre..."

Questi sono solo alcuni messaggi arrivati attraverso internet, che dimostrano che Nardone è piaciuto, e a Nardone bisogna dare ancora fiducia. Confidiamo nel buon senso di chi sta dietro la scrivania, e studia le programmazioni e macina dati di share ogni giorno, e chiediamo loro di leggere quello che la gente scrive. Perchè è la gente che fa la televisione, solo il pubblico conosce se stesso e sa quello che vuole. Vi invito a scrivere nei commenti sotto questo articolo la Vostra opinione. 

(nella foto: Luigi Bosso)

Un ringraziamento sentito a tutti gli attori che si sono prestati a farsi conoscere meglio dalle nostre pagine, che ci hanno parlato del loro ruolo in questa bellissima fiction:

Luigi Di Fiore (Muraro)
Giuseppe Soleri (Bosso)
Francesco Zecca (Spitz)
Samantha Michela Capitoni (Vanessa)
Ludovico Vitrano (Agente Rizzo)
Sara D'Amario (Rina Fort)
Fabrizio Costa (regista)

Clara Bartoletti





Questo nostro amore, quando la fiction e' sotto casa

(Torino agosto 2011, set di "Questo nostro grande amore")

Vivo a Londra ormai da parecchi anni, ma le fiction italiane sono sempre state nel mio cuore. Potete quindi immaginare la mia gioia quando l'estate scorsa, in visita a Torino per pochi giorni, scopro che sotto casa di mia mamma stanno girando una fiction. E' agosto, molti ormai sono partiti per le vacanze, quindi gli enormi camion/camerini spiccano ancor di più' nelle vie del centro normalmente affollate da macchine in coda.
Come fare? Mi fermerò' solo un paio di giorni e devo assolutamente trovare il modo di scoprire di cosa si tratta, fotografare, chiedere autografi. Decido quindi di fare un paio di giri dell'isolato, nonostante il caldo afoso. Il problema maggiore e' quello di capire gli orari, i camion sono li', ma non c'e' nessuno ne' dentro ne' fuori, posso solo leggere i nomi degli attori. 
Finalmente inizio ad avere le prime indiscrezioni dalla signora della macelleria, amica di famiglia di vecchia data, proprio a fianco della sua vetrina hanno ricostruito l'esterno di un negozio di acconciature. La signora mi dice quel che sa', e' una fiction ambientata negli anni '60, i protagonisti sono Anna Valle e Neri Marcore' e saranno in zona fino a fine agosto. 


Il set e' proprio davanti al suo negozio, un isolato dalla mia abitazione, ce la posso fare, decido di fare delle incursioni ogni tanto durante la giornata, prima o poi troverò quello che cerco!
La perseveranza di un Capricorno si vede in questi momenti, provo una volta, provo la seconda, la terza e' quella giusta, sono in tanti tutti li davanti. Vedo macchine dell'epoca parcheggiate nella via, enormi lampade, attori e comparse in costume anni '60, e  sotto un ombrellone verde un tecnico:  forse e' addirittura il regista che sta verificando l'ultima scena appena girata.



Scatto foto a destra e a sinistra, chissà se prima o poi riconoscerò qualcuno degli attori o delle attrici. Molte persone si fermano come me ad assistere, sperando di incontrare i protagonisti, per fortuna e' periodo di vacanze, non c'e' molta concorrenza. A distanza di un anno ho scoperto di aver fotografato Samantha Capitoni, in tv l'abbiamo vista recentemente con "Cesare Mori, il prefetto di ferro" e nell'ultima puntata de "Il commissario Nardone".
Ad un certo punto vedo un bel ragazzo, alto, magro, capisco che e' un attore ma non ricordo dove l'ho gia' visto.

Ma si! Era nella fiction Rai "Le cose che restano" , così prendo coraggio, mi avvicino gli chiedo una foto e l'autografo: e' Lorenzo Balducci.
Mi sento soddisfatta, non torno a casa a mani vuote anche se continuo a sperare di incontrare prima di ripartire Anna Valle, una delle mie attrici preferite.
E' affascinante assistere alle riprese, lunghi preparativi, tutto e tutti devono essere al posto giusto, gli assistenti ci pregano di non muoverci e di stare in silenzio, ed ecco il "ciak,  si gira."
Quando guarderò la fiction riconoscendo le scene a cui ho assistito, potrò dire c'ero anche io. Una fiction che parla della mia città, nei luoghi cari alla mia infanzia. 
I bene informati, i baristi,  che sanno sempre tutto, mi dicono che la fiction si chiama "Tutti i giorni della mia vita". Ora e' diventata "Questo nostro amore", la storia di un uomo sposato,  Neri Marcorè, che si innamora di un'altra donna, Anna Valle.  Negli anni '60, gli anni del boom economico, non si parlava di divorzio come oggi, ne tanto mento una convivenza, erano considerati concubini, da tenere a distanza perche', come diceva anche mia nonna, "cosa dice la gente".

Arriva anche il mio ultimo giorno di permanenza,  e di Anna Valle e Neri Marcore' neanche l'ombra, ma non demordo, sento di potercela fare. Mi dicono che stanno girando nel cortile del condominio dove abitano i protagonisti della fiction, ci sono anche loro oggi. Bene, mi apposterò nel dehors del bar, in attesa che passino.

Sto quasi per perdere le speranze quando vedo dall'altra parte della strada Anna Valle; non e' in costume di scene vuol dire che ha finito, avrà' sicuramente tempo per una foto. E' al telefono, le faccio un cenno per farmi vedere, mi dice di aspettarla che finisce la telefonata. Intanto altre due o tre persone mi raggiungono, aspettiamo pochi minuti ed eccola arrivare, sorridente, bella e altissima! Ricordo di averle detto "Ma siete tutte altissime voi attrici!!". Cordialissima ha scambiato qualche parola con noi, sta andando a fare alcune compere ma tornerà per un caffè'.
Dopo poco arriva anche Neri Marcorè', sembra stupito da tanta attenzione dei fan, ma si concede anche lui per la  foto di rito : mi sembra di avere compiuto un'impresa.
A distanza di più di un anno si iniziano a vedere i promo della fiction, il regista Luca Ribuoli dice che sono stati curati i particolari con molta attenzione, hanno cercato di raccontare un pezzo della nostra storia.

(Questo nostro amore promo)
Il web finalmente inizia a parlarne e per me e' un'occasione per ricordare quell'esperienza che rimarrà' sempre tra quei ricordi da poter raccontare a chi li vorrà ascoltare. Non vedo l'ora di vederla: sento che sara' una fiction che ti prende nell'anima.  L'appuntamento per Questo grande amore è su raiuno probabilmente a fine ottobre, ma per il momento non si hanno date certe, vi informeremo appena si sapra' la messa in onda.

Cristina Richiardi

mercoledì 3 ottobre 2012

Giampaolo Morelli, una Ferrari e il mare di Lerici.


Viareggio: ore 8.00 Parto per il set di una Ferrari per due, della Pepito Produzioni, regia Fabrizio Costa.
Portovere: ore 8.00 Giampaolo Morelli scatta una foto da Portovere, è là.

Lerici: ore 8.30 arrivo alla Venere Azzurra. Il bar sta aprendo, ci sono solo dei tecnici che stanno montando una telecamera sul musetto della Ferrari. Chiedo loro di poterli fotografare: acconsentono.


Mi aggiro sul set, e trovo una bisarca con due auto, una dei carabinieri e una della polizia. A cosa servono, chiedo. Per le riprese. Risposta. Ma poi interviene il barista del chiosco li' accanto e mi spiega la dinamica, ne sa più del regista! "Devono scendere dalla salita di Villa Marigola, e fare inversione ad U. Li becca la polizia e pure i carabinieri. Poi l'auto sfreccia verso Lerici, e lì, al parcheggio sotto gli alberi, dovrebbe esserci un'altra scena. Chiedo ad un signore di farmi una foto con le auto, e fortuna vuole che sia un fotografo di scena. Me la fa. Sembro altissima!


Mentre continuo a conoscere persone, la direttrice casting Tatiana e alcuni ragazzi del service, mi arriva una soffiata, come si dice in gergo, d'altronde mi son spacciata per giornalista, mica è vero! La soffiata consiste che Giampaolo Morelli e Fabrizio Costa sono su in Villa, a girare alcune scene. Non so se potrò entrare, ma ci provo. 

(nella foto Pucci, il cane del parcheggiatore Vincenzo, complice della "soffiata")

Ore 9.15 decido di salire a Villa Marigola, è una bella camminata, viene il fiatone. Quando arrivo su, pensando di non trovare nessuno, o quasi, mi ritrovo davanti ad un nuovo set. Mi nascondo dietro un camion del service, voglio essere discreta. Vorrei fare una foto, ma arriva con l'auricolare tipo Matrix, il direttore di scena che mi placca. "Chi sei, cosa ci fai qui?". Qui bisogna improvvisare. Dico che sono di Break Up Press News, se posso fare due foto. Mi dice di no, ma poi comincia la mia arringa, in cui mi dichiaro molto nota nel mondo del giornalismo, e lui cede. Faccio due foto. 


Il direttore a questo punto, mi chiede gentilmente di lasciare il set, che loro hanno il loro ufficio stampa. Io non demordo, e dico di essere la Admin del Giuseppe Soleri Fans Club. Tra il sorpreso e l'incredulo, mi chiede se Giuseppe lo sappia. Ovvio, rispondo. E dico che ho anche una consegna da fare. A Morelli, per conto di una ragazza di Salerno. Il direttore comincia a perdersi nei miei vaneggiamenti, e decide di chiamare Morelli : pensaci tu! 


Morelli arriva, splendido nel suo abito da cerimonia, con un sorriso bellissimo. Stento a crederci che sto per conoscere uno degli attori più amati dalle donne italiane, sicuramente a qualcuna prenderà un colpo, domani, leggendo questa recensione. Gli consegno la posta, mi sento per un attimo quasi Maria De Filippi, lui mette il pacchettino in tasca, e gli dico chi sono e cosa faccio. In quel momento, a destra della foto, compare Giuseppe Soleri, Gargiulo, o se vogliamo Bosso in Commissario Nardone. E' al telefono, mi fa un cenno e sparisce, Morelli afferma "Non ti ha riconosciuto! Mo ci penso io!", il tutto davanti al direttore di scena che ha smesso di impartire ordini al microfono e ci guarda con curiosità. Ma si gira, non c'è tempo da perdere, e forse pioverà!.


Mentre Giuseppe si dilegua, e sta telefonando, Giampaolo entra in macchina. Ha un copione in mano, il cellulare, è preso dalla situazione. Io non so più che pesci prendere, restare? Andare giù? Magari mi perdo il testacoda, la derapata sul lungomare. Incerta, scendo. Piove leggero, io continuo il mio marketing, spacciandomi per una grande cronista. Forse guardare Nardone, con quel ficcanaso di Judica che segue sempre la squadra mobile, funziona. Mando un sms a Giuseppe, so che è preso dal lavoro, ma magari tra un ciak e l'altro mi incontrerà. 


Infatti alle 11.00 mi riceve. Dopo quattro anni di "inseguirmenti" vari, per ben quattro volte a Roma senza successo, dal Fiction Fest spostato all'ultimo minuto e altri intoppi che si sono seguiti, ormai le mie speranze erano vane. Ma come si dice, alla lunga anche il cane perde fiato, e si fa raggiungere!  Non c'è stata una vera intervista da parte mia, perché è stato un incontro fra amici che si erano persi nel tempo, e che avevano bisogno di ritrovarsi, ma per quanto riguarda questa fiction mi ha detto che le riprese dureranno fino a sabato compreso, con grande dispiego di mezzi proprio sabato, e che poi da lunedì partiranno per Torino, per poi finire a Milano, e ritorno. Questa fiction è una delle tante nuove idee che andremo a vedere dalla prossima stagione, insieme a La Tempesta, sempre di produzione Pepito, e  Un marito di troppo che verrà girata fra il  26 novembre e fino al 22 dicembre tra Torino e Milano come location. Ambientato tra Milano e Sesto San Giovanni non so ancora  chi sia il regista nè tanto meno gli attori che comporranno il cast, perché ancora top secret, ma presto vi saranno svelati da questo blog.

Ore 12.15: Rientro a casa. Sulla salita incontro Giampaolo Morelli e Fabrizio Costa che osservano il musetto del Ferrari perchè durante le riprese in discesa l'auto guidata da Morelli ha picchiato contro il muretto della strada. Saluto Giuseppe con uno sguardo e dico a Giampaolo, che è molto mesto per l'accaduto,  "Buon lavoro". Sono sicura che lo sarà, un ottimo lavoro.

Grazie a tutti quelli che stamattina mi hanno sopportato, per me è stata una bellissima esperienza che mai avevo fatto prima.

Clara Bartoletti

Ringrazio anche Mariacarmela, Cristina, Cristiana, Barbara 1 e 2, Silvia per l'incoraggiamento. Se non fosse stato per loro, non sarei mai andata.