giovedì 25 ottobre 2012

Gianluca Grignani coinvolge al Dingwalls di Londra




Era un po' di tempo che non ascoltavo Gianluca Grignani, quindi mi sono detta quale migliore occasione se non questa del Dingwalls di Camden Town. Il locale e' un po' difficile da trovare, almeno per me che non sono un'assidua frequentatrice della zona, dopo alcuni errori riesco finalmente ad entrare. Molto suggestivo, non grande, intimo, scuro, luci blue e rosse soffuse illuminano il palco. Non e' pienissimo e si capisce subito che la maggioranza del pubblico e' italiano.



Iniziano i The Traveler, non li conoscevo ma confesso mi fanno una buonissima impressione, eseguono alcuni brani dal loro album un'ottima musica, orecchiabile al primo ascolto, cantano in inglese, ci riscaldano in attesa di Grignani. Il pubblico e' un po' distratto, forse si meriterebbero un po' piu' di attenzione.
Nell'attesa che arrivi sul palco Gianluca Grignani mi ritrovo a chiaccherare con delle ragazze italiane, alcune risiedono come me in inghilterra altre invece sono venute per seguitre il loro beniamino, lo conoscono bene, sono delle vere fan. 
Finalmente fa il suo ingresso sul palco la musica inizia e ci coinvolge, in testa un cappello da cowboy che togliera' dopo un paio di canzoni, <<fa troppo caldo - dice- veramente molto caldo>>. Dopo le prime canzoni anche Gianluca inizia ad essere a suo agio, lancia il cappello al tecnico del suono e finalmente si lascia andare. Canta e suona, presenta le sue canzoni e interagisce con il pubblico sempre di piu', sembra quasi chiaccherare con quelli nelle prime file.
<<Ho 40 anni, sono italiano e me ne vanto, e mai come in questo periodo mi vanto di esserlo - dice - Caruso la devo cantare, a modo mio...>> ecco questo per me e' stato uno dei momenti piu' emoziananti di tutto il concerto, Gianluca Grignani con la sua chitarra interpreta la canzone da far venire i brividi, tutto il pubblico canta insieme a lui e' un momento indimenticabile, ci si sente una grande famiglia.



Da ora in poi e' un susseguirsi di emozioni sempre piu; coinvolgenti, bella musica, un po' di risate e un po' di ballo scatenato. Grignani ci regala anche qualche medley inserendo alla fine di Destinazione Paradiso, un pezzo di Paradise City dei Guns'n'roses e We Will rock you dei Queen. Gioca con le sue canzoni storiche coinvolgendo il pubblico, ogni tanto verso la fine del concerto, la sua chitarra fa cilecca, qualche problema di fili ma la sua professionalita' si vede, ci scherza sopra e alla fine si rassegna facendo suonare l'ultima canzone al chitarrista.
Splendida serata unica pecca Grignani si sarebbe meritato molto piu' pubblico ma buon per noi che abbiamo potuto godercelo al meglio.


Cristina Richiardi