mercoledì 31 ottobre 2012

Questo nostro amore: dei vicini di casa molto speciali



          (nella foto Nicola Rignanese, Claudio Varsalona, Manuela Ventura, Alberto Varsalona, Claudio La Russa)

Corre l'anno 1967. La famiglia Strano, composta da Salvatore, Teresa e i loro figli  Bernardo, Fortunato, Cicciuzzo e Domenico sono i vicini di casa dei Costa -Ferraris, la coppia concubina formata da Neri Marcorè e Anna Valle, che ci raccontano la loro storia d'amore nella fiction Questo nostro amore, in onda in questi giorni su Rai Uno, diretta da Luca Ribuoli. Abbiamo chiesto a questa "famiglia" se aveva voglia di parlarci dei loro personaggi, e le loro risposte sono state quanto mai spontanee e divertenti. Abbiamo lasciato volutamente i testi intatti, come sono venuti loro spontaneamente, per dare un gusto genuino alle loro esperienze.

Com'e' stato interagire con la famiglia Valle/Marcore. Chi è il tuo personaggio? Hai un aneddoto da raccontarci? 

Manuela Ventura/Teresa: Già dalla sceneggiatura si intuiva che tra le due famiglie sarebbero potute nascere dinamiche assai “vivaci “e così è stato. Nelle storie di entrambe le famiglie si riscontrano punti in comune: i Costa-Ferraris, considerati ospiti non graditi nel paesino di Monferrato, si trasferiscono a Torino e ricercano, con grande forza, una nuova stabilità; la famiglia Strano finalmente si ricongiunge sotto lo stesso tetto ricominciando, con non pochi cambiamenti e colpi di scena, una nuova vita.
Il legame tra le due famiglie si va costruendo man mano nel corso delle puntate: il primo impatto “turbolento” tra Vittorio Costa e Salvatore Strano, i primi sorrisi e segni di accoglienza tra le due donne , Anna Ferraris e Teresa Strano, le prime dolcissime e “ impacciate ” interazioni tra i bambini Domenico,Fortunato ,Cicciuzzo, Clara e Marina, il primo sguardo intenso e complice tra Benedetta e Bernardo.
In particolare il rapporto che Teresa ha con Anna Ferraris si rivelerà quanto mai profondo e pieno di complicità. Teresa e Anna sono due donne piene di vitalità e animate da grandi valori e da una sana determinazione. Teresa vive sin dall’inizio il proprio rapporto con Anna con una grande curiosità, la osserva , la ascolta, ha una grande voglia di conoscerla e di diventarne subito amica. Per Teresa, Anna sarà un esempio, un punto di forza, un conforto, un sostegno nell’affrontare difficoltà e cambiamenti. Teresa è una donna del Sud, una siciliana, madre e moglie di una numerosa famiglia tutta composta da tutti “masculi”, marito e quattro figli. Siamo alla fine degli anni ’60, quando Teresa lascia la Sicilia e, con prole al seguito, arriva a Torino; per la prima volta si trova nel “Continente”, in una Città, in una nuova casa grande , bella, non le pare vero,è felice di cominciare questa nuova vita con tutta la famiglia finalmente riunita e quasi con timidezza chiede al marito di poterlo finalmente riabbracciare in questo momento così importante . Credo che questo personaggio abbia anche un’ aspetto ulteriore, riesce, partendo da una bellissima scrittura e una profonda idea di regia, a mostrare una vitalità che lo fa uscire dalle definizioni anagrafiche e realistiche, potrebbe sembrare una donna “ all’antica”, di quelle di una volta, e certamente lo è, ma in fondo Teresa, pur tenendo alti i propri solidi valori e pur affermando con orgoglio le proprie origini, riuscirà ad andare oltre, ad essere una donna di dell’oggi. Tra le occasioni emozionati del set (e sono tante), mi ricordo di una intera giornata dedicata a girare scene tra Teresa Strano ed Anna Ferraris. La scena girata in soffitta , oppure in casa a “misurare” vestiti e poi quella in cucina a chiacchierare tra donne sono stati momenti di grande complicità tra i personaggi ma anche tra me ed Anna Valle: ho impresso ancora adesso l’attimo in cui Teresa ed Anna, parlando dei propri figli, si scambiano uno sguardo intenso e gli occhi di Anna sono emozionati e sorridenti.

           (nella foto Luca Ribuoli, il regista, con i due gemelli Fortunato e Domenico Strano)

Claudio Varsalona/Fortunato : Fortunato Strano, nella famiglia Costa Ferraris ha avuto maggiore influenza per la figlia Marina, con la quale, superata l’iniziale diffidenza, diventerà suo grande amico. Fortunato è un personaggio dal carattere dolce e ingenuo, molto divertente, al quale, contrariamente al nome che porta, gliene capiteranno di tutti i colori. Una delle cose più belle che ho vissuto in questa meravigliosa esperienza è stato proprio il bellissimo rapporto che si è creato con la mia famiglia della fiction. Nicola Rignanese e Manuela Ventura sono stati due fantastici “finti” genitori che hanno avuto il grande merito fin dal primo giorno di riprese di saper tenere unita la “Famiglia della fiction”. L’aneddoto che mi è rimasto più nel cuore è quello del primo ciak di “ QUESTO NOSTRO AMORE” girato da me, mio fratello e dalla mia finta “madre” Manuela Ventura: prima di raggiungere il set sono passato dal camerino per vestirmi e dal trucco e parrucco per pettinarmi i capelli. Quando mi vidi allo specchio rimasi colpito di come mi fossi trasformato in un bambino degli anni 60. Dopo un attesa di qualche minuto, il tempo che gli operatori preparassero il set, mi chiamarono insieme a mio fratello e Manuela.
Luca Ribuoli ci stava aspettando per farci provare la scena prima di girarla. Dopo diverse prove eravamo pronti per il primo ciak. Io ero emozionatissimo, non avevo ancora capito quello che mi stava capitando. Realizzai il tutto quando Luca ci disse con un sorriso bellissimo :- Ragazzi, questo è il primissimo ciak di questo nostro amore, abbiamo inaugurato la lavorazione -. Terminata la scena, ricordo come se fosse adesso che Luca gridò STOOOOOP e successivamente MOLTO BENE con un tono di voce molto soddisfatto. L'esperienza vissuta sul set di “questo nostro amore” è stata fantastica!  E’ stato per me motivo di curiosità, gioia ed orgoglio interpretare un bambino siciliano emigrato dalla Sicilia a Torino negli anni 60; un personaggio che ho amato non appena ho letto il copione: Fortunato è molto simile a me caratterialmente sia nella generosità che nella bontà. Unica differenza tra noi, per fortuna, è la sua incredibile sfortuna. Della mia notorietà non so ancora cosa pensare : potrò dare una risposta soltanto dopo che questa andrà in onda. Ad oggi posso dire che gli unici ad essere stupiti e curiosi di ciò che ho fatto sono i miei parenti e gli amici, impazienti di vedermi in TV. Lavorare in questa fiction è stata un esperienza molto interessante perché mi sono dovuto calare in un' epoca che non conoscevo. Ho scoperto che essere bambini in quegli anni era molto diverso, c’era molta più educazione e rispetto per i genitori, valori che nel tempo si sono persi, e, non essendoci la tecnologia dei nostri tempi, si ci divertiva a giocare con giochi semplicissimi come poteva essere la nizza (un gioco molto antico), che consisteva nel far saltare da terra un piccolo bastoncino in legno cercando di colpirlo al volo con una mazza.Sono rimasto inoltre affascinato dagli abiti che le costumiste mi facevano indossare, ma la cosa più bizzarra è stato vestirmi alla stessa maniera di mio fratello gemello, cosa che nella vita reale non è mai successo!

Alberto Varsalona/Domenico: Il mio personaggio, Domenico Strano, ha interagito ben poco con la famiglia Costa Ferraris, ma di contro, nella storia avrà un grande feeling con la secondogenita Marina. Domenico  ha un carattere apparentemente molto forte e aggressivo che si rivelerà successivamente buono e generoso, e ha un rapporto di amore e rivalità con il fratello gemello Fortunato con il quale si contenderà “l’amicizia” di Marina Costa Ferraris. Abbiamo instaurato un bellissimo rapporto con la famiglia della fiction, anche fuori dal set, per merito soprattutto dei miei “finti” genitori Salvatore (Nicola Rignanese) e Teresa (Manuela Ventura).Un aneddoto piacevole che ricordo dal set è stato quando siamo partiti per Ovada, in provincia di Alessandria, per girare le scene del pic nic delle due famiglie Strano e Costa Ferraris. Ricordo che siamo partiti intorno alle 7:00 da Torino attraversando le chilometriche risaie piemontesi e le favolose collinette del Monferrato prima di arrivare a destinazione dopo ben due ore di viaggio. Il luogo delle riprese era abbastanza distante dal campo base tant’è che ci accompagnarono i pulmini che ci lasciarono ad una certa distanza dal set. Ricordo che quel giorno c’era un gran caldo e che dopo un cammino di 10 minuti a piedi i miei occhi furono illuminati dallo splendido paesaggio fluviale; una piccola vallata con un torrente che creava un favoloso laghetto naturale. Ricordo che per arrivare all’altra sponda del torrente dove dovevamo girare la troupe aveva creato un piccolo ponte artificiale. Dopo una giornata intensa di lavoro sotto un sole cocente, Luca Ribuoli ha premiato il nostro impegno chiedendoci quale fosse un nostro desiderio, e, dopo un  mese e di astinenza e lontananza dal nostro splendido mare palermitano gli abbiamo chiesto di fare il bagno in quel meraviglioso laghetto naturale. Dalla gioia mi levai di corsa i pantaloni rimanendo in mutande ed insieme a mio fratello ci buttammo di corsa in acqua felici e contenti per un bagno inaspettato tanto desiderato in una occasione unica e particolare che ricorderò per tutta la mia vita. Ho vissuto questa esperienza straordinaria molto positivamente perché ho avuto il privilegio di conoscere un mondo a me estraneo che ho imparato ad amare ed il grande onore di recitare con attori bravi e famosi come Neri Marcorè, Anna Valle, Manuela Ventura, e Nicola Rignanese.
Ho conosciuto, inoltre, tante persone con le quali ho coltivato delle belle amicizie perché sul set si è creata una bella atmosfera familiare. Non ho ancora vissuto la notorietà in quanto la fiction non è andata ancora in onda, ma quando la trasmetteranno mi aspetto che la gente mi riconosca apprezzando il ruolo che ho interpretato. Essere bambini negli anni 60 era decisamente diverso e “difficile” rispetto ad oggi: i giocattoli erano semplici, i vestiti molto attillati ma soprattutto c’era molto più rispetto per le persone e le cose.
Interpretando Domenico Strano, un ragazzino di 11 anni, costretto a lavorare per aiutare la sua famiglia povera emigrata a Torino dalla Sicilia in cerca di una stabilità economica , ho capito che in quegli anni- a differenza di oggi che viviamo un epoca in cui c’è molto consumismo, menefreghismo e mancanza di educazione-  c’era molta più considerazione per la famiglia per la quale si facevano sacrifici e rinunce.  

                                                     (nella foto mamma Teresa e Cicciuzzo)
 
Claudio La Russa/Cicciuzzo: io mi chiamo "Ciccio" e sono un bambino balbuziente. E' stato molto carino interagire con  la famiglia Costa : era ricca e noi poveri,  loro però non erano sposati. Avevano tre figlie molto carine ed io mi sono innamorato di Aurora, (Benedetta nella Fiction), peccato che ha 19 anni ed io ne ho solo sette....
Mi divertivo molto a recitare e tutti mi volevano bene. La nostra è una famiglia "STRANA" mio padre molto severo ma dolce e simpatico specie quando ha comperato il televisore. Lui chiedeva sempre se io miglioravo nel parlare visto che balbettavo. Mia madre era sempre premurosa verso la famiglia, anche lei aspettava che io parlassi meglio. Infatti quando hanno scoperto che cantando non balbettavo più loro erano molto felici. E' stata una grande avventura stare a Torino e poi a Roma, così lontana dai nonni ed anche da papà, anche se lui poverino prendeva sempre l'aereo per venirmi a trovare. Avevamo una casetta molto carina, l'autista che ci portava sul set, la maestra di canto, ed anche di recitazione. Poi avevo anche il camper per cambiarmi e mangiavamo sempre tutti insieme. Ho conosciuto tantissima gente e dei posti bellissimi a Torino. A Roma invece sul set ho visto come erano fatte le case finte fatte di legno e dentro tutte le cose antiche anni 60, tipo il televisore, il telefono, la cucina. In una scena ho mangiato tante olive ed in un'altra tanto gelato perchè le scene si dovevano ripetere tante volte. Ho imparato tante cose in questo set che mi sono servite per gli altri film che ho girato a Palermo. Spero di diventare bravo come Claudio Gioè. Sul set ci divertivamo molto, Neri Marcore' era molto simpatico ed io lo osservavo. Quando un giorno si mise a ballare il tip tap io lo imitai e caddi a terra stramazzato! Un altro giorno ho visto che Dario ( Bernardo) che si bacio' con Aurora (Benedetta), io stavo vomitando perchè ho visto la lingua che entrava nella bocca dell'altro. Che schifo! Pochi giorni fa ho portato un foglio del giornale di Sicilia a scuola dove era uscita la notizia della fiction con anche la foto di noi attori. Tutti i miei compagni sono impazziti e mi hanno stretto molto forte dicendomi che sono un portento. Mio papà mi dice sempre di rimanere con i piedi per terra altrimenti non diventerò mai un bravo attore. Mi piace essere famoso quindi studierò tanto per diventarlo. Mi sembrava di essere tornato indietro nel tempo quello quando mio padre era piccolo come me, visto che lui mi diceva che usava gli stessi vestiti che avevo io in scena. Tutto era diverso, non c'erano cose elettroniche e le macchine erano piccole e si rompevano sempre. I vestiti un poco pungenti e le scarpe, rovinate dure che sembravano di legno. I bambini lavoravano infatti mio fratello andava in fabbrica invece di andare a scuola per guadagnare più soldini che servivano a casa.

Per concludere Manuela Ventura ricorda che durante le fasi di preparazione, il giorno di lettura della sceneggiatura, lei,  il regista Luca Ribuoli, e Nicola Rignanese, suo "marito",  si ritrovarono insieme a leggere, e lei, come avrebbe fatto Teresa, aveva portato alcuni dolcetti siciliani. Il clima,  quindi già disteso e familiare, diventò ancora più sereno, e lei non dimenticherà mai lo sguardo felice e attento di Luca, la sua bravura, già in quell’occasione, nel guidarli , nel dare gli stimoli giusti, la sua passione nel lavorare insieme agli attori, quasi fossero a teatro. Attento ai loro suggerimenti, al loro modo di parlare, con delle improvvisazioni che poi hanno codificato. Luca Ribuoli, regista generoso, ha avuto così un approccio profondo al lavoro in tutti i suoi aspetti, insegnando veramente tanto ai giovani attori. E poi l’impatto travolgente con il talento di Nicola col quale è stato un grande piacere lavorare le ha fatto  pensare subito che ci sarebbe stato davvero da divertirsi. Ed infatti così è successo: i dolcetti sono finiti, e questa è stata la riprova di un ottimo inizio.

Non ci resta pertanto di seguire le puntate a venire, il quattro e sei novembre, su Rai Uno, ore 21.00 di Questo nostro amore. 

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Clara Bartoletti