martedì 2 ottobre 2012

Ricky Tognazzi: Enzo Tortora, dove eravamo rimasti?



(Ricky Tognazzi con Portobello)
Domenica 30 settembre e lunedi 1 ottobre, su Rai Uno, è andata in onda la miniserie in due puntate di "Enzo Tortora, dove eravamo rimasti?", che vede come regista, sceneggiatore,  e protagonista Ricky Tognazzi. L'annosa e drammatica vicenda subìta da Enzo Tortora, accusato ingiustamente di associazione a delinquere di stampo camorristico e spaccio di droga, viene rielaborata dall'attore in modo realistico e più fedele possibile a quanto realmente accaduto all'amatissimo presentatore televisivo, creatore insieme alla sorella del format "Portobello", andato in onda negli anni ottanta e che vedeva come protagonista un pappagallo restio a parlare.


Non restii a parlare invece furono i numerosi accusatori di Tortora, dai "pentiti" agli improvvisati sciacalli che si succedettero nelle sale di tribunale, che si inventarono storie fantasiose per mettere fine alla carriera del giornaliste genovese. Un refuso, nemmeno un caso di omonimia - si lesse in una agendina trovata a casa di un camorrista Enzo Tortora, quando invece si trattava di Enzo Tortona - portò agli arresti in piena notte di Tortora, e il successivo calvario giudiziario.

Rifiutando la libertà vigilata, Tortora iniziò la sua nuova vita in carcere, a Regina Coeli, per diversi mesi. All'ennesima bufala, lo avrebbero accusato di aver intascato i soldi raccolti per i terremotati, Tortora si sente male, e ottiene gli arresti domiciliari. Quattro anni dopo, ottenuto finalmente il riconoscimento della sua innocenza dalla Corte di Appello di Napoli, tornerà finalmente a condurre Portobello, e dirà la famosa frase "Dove eravamo rimasti?". Solo per poco: un anno dopo morirà di cancro, nel 1988.

(Bianca Guaccero)

Tornando alla fiction, Ricky Tognazzi non riesce appieno nel suo intento. La storia scorre a tratti in modo fluido e coinvolgente, nella seconda parte il film risulta statico e troppo lento. Riconosciamo l'impegno ma forse sarebbe stato meglio fare o l'attore o il regista, e non entrambe le cose. Tognazzi ammette la difficoltà estrema nel confrontarsi sia con il personaggio, che con la regia. E forse è questo che risulta "pastoso", come se il regista non sia riuscito a dirigere l'attore nella funzione di catalizzatore di emozioni, nè di effettivo protagonista nelle scene. Sono stati molto bravi i ragazzi del carcere, pienamente dentro la storia, un po' meno di camorristi, perché quasi artefatti e caricaturali, come immagini televisive stereotipate. Buona l'interpretazione di Carlotta Natoli nelle vesti della sorella Anna Tortora, personaggio di grande forza morale e dedita completamente al fratello, e una vera rivelazione Bianca Guaccero, nel ruolo della fidanzata di Tortora, Francesca Scopelliti.

Sulle pagine di Chi di questa settimana potrete trovare l'intervista a lei, e alla vera Scopelliti, in cui descrive anche l'impegno politico che ha continuato a fare dopo la morte di Enzo Tortora.

Clara Bartoletti