giovedì 29 novembre 2012

Sempre Nomadi...a Londra



Ascolto la musica dei Nomadi da tanti anni ormai, li ho visti molte volte in concerto e non potevo perdere l'occasione di andarli a sentire proprio qui a Londra, un'occasione per sentirmi per qualche ora a casa mia, l'Italia.
Ti senti a casa proprio perche' gli spettatori sono tutti italiani come me, chi viene apposta per seguire i proprio beniamini, chi invece qui a Londra ci vive da tanti o pochi anni ma sempre comunque legato al nostro paese.
Le formazioni dei Nomadi sono cambiate molte volte nei loro 49 anni di carriera ma la musica e' sempre la stessa, coinvolgente e loro sono molto tradizionalisti, Cico Falzone tra una canzone e l'altra legge i messaggi che i fan hanno scritto su bigliettini, piu' o meno grandi, mostra i regali ricevuti. Interagiscono molto con il pubblico e quando, nonostante la canzone sia finita, il pubblico ricomincia a cantarla, loro iniziano nuovamente a suonarla, e questo si ripete per parecchi brani.
Lo scopo del tour e' presentare il loro ultimo album, "Terzo tempo". Confesso che non l'ho ancora ascoltato e non conosco le canzoni pero' sono orecchiabili, molto piacevoli. 
I momenti piu' belli pero', almeno per me, sono quando cantano i cavalli di battaglia, "Auschwitz", "Canzone per un'amica" dedicata come sempre a Dante Pergreffi scomparso tragicamente nel 1992 lo stesso anno in cui mori' anche Augusto Daolio, "Dio e' morto", "Io vagabondo".
Grazie Nomadi per la serata e grazie anche a TIJEvents che porta la musica italiana a Londra.

Vi segnaliamo i prossimi eventi italiani a Londra:





Cristina Richiardi


mercoledì 21 novembre 2012

Giampaolo Morelli instancabile, sul set con Ambra


Il 15 ottobre sono iniziate le riprese del ramake italiano di "La chance de ma vie" film francese del 2010 diretto da Nicolas Cuche.
La versione italiana avra' come titolo "Per sfortuna che ci sei" con protagonisti Ambra Angiolini ed Enrico Brignano con Anna Galiena, Giampaolo Morelli, Giorgio Colangeli, Fabio Troiano, Gianna Paola Scaffidi, Giorgia Cardaci e Fabrizia Sacchi diretto da Alessio Maria Federici realizzato dalla Cattleya. Il film francese non ha ottenuto i risultati sperati vedremo se la versione italiana riuscira' nell'intento.

La sceneggiatura e' stata scritta da Edoardo Falcone e Davide Lantieri, si parla di destino e sentimenti, il protagonista Julien e' un consulente matrimoniale a cui pero' nella vita privata non ne va mai bene una. Ogni volta che esce con una donna questa è vittima di qualche strano incidente, quando incontra Johanna Sorini, di cui si innamora perdutamente fara' di tutto per trovare una soluzione al suo problema.

martedì 20 novembre 2012

Sergio Assisi: Ultima fermata


                                          
Il film dedicato alla dismessa linea ferroviaria "Avellino-Rocchetta".

Nel cast ruolo di primo piano per Philippe Leroy. Primo ciak del regista irpino Giambattista Assanti lunedì a Rocchetta Sant'Antonio con Claudia Cardinale, Sergio Assisi  e Francesca Tessi.  

L'attore napoletano Sergio Assisi ("Il commissario Nardone", "Capri") era alla  conferenza stampa con  Claudia Cardinale , tenutasi il 18 novembre a Foggia per presentare il film "Ultima fermata", di cui ha girato ieri la prima scena lunedì 19 novembre a Rocchetta Sant'Antonio. Il film, scritto e diretto dal regista irpino Giambattista Assanti, racconta di una dismissione e di un inevitabile declino di una linea ferroviaria di un treno del Sud, quell'Avellino-Rocchetta S.Antonio, che fino a un decennio fa riusciva a collegare tre regioni e che oggi, in nome di una drammatica recessione economica , è stata sospesa, in attesa di un definitivo decreto di chiusura. La colonna sonora è affidata a Nicola Piovani, che inserirà di Vinicio Capossela,  la cui famiglia di origine è di Calitri, l'interpretazione della canzone popolare "Franceschina la Calitrana", scritta nel secolo scorso, proprio in occasione della costruzione della linea ferroviaria, ormai in chiusura. Il regista ha al suo attivo diversi corti, presentati anche alla Mostra del Cinema di Venezia. La trama parla dell'amore del capo ferroviere e della sartina del paese, e su questa base si dipana la storia, attraverso anche altre vicissitudini di altri personaggi.


Il film è prodotto dalla Atalante Film di Alessandro Verdecchi e Tonino Zangardi, che ha convinto la Cardinale a ritornare al cinema italiano dopo 15 anni di assenza. Claudia Cardinale, alla presentazione, ha dichiarato di essere tornata sul set per ragioni sentimentali, avendo avuto il padre ferroviere, e per dare una spinta al cinema italiano, sostenendo giovani motivati che non hanno aiuti da parte del Governo. Per lei, dice, sarà una grande emozione tornare al cinema, come per la giovane Francesca Tessi, per la prima volta sul set dopo tanto teatro. Sarà girato, oltre che a Rocchetta, a Foggia, in molti paesi dell'Irpinia e ai laghi di Monticchio. Nel cast, in alcune scene, è annunciata la partecipazione di Diego Abbatantuono e Silvio Orlando.

(nel video Vinicio Capossela in Franceschina la Calitrana)

Avendo sul posto una nostra collaboratrice, Concetta Zarrilli, saremo in grado di fornirvi foto dal set. Stay tuned. 

Clara Bartoletti

Fiction Tv: sempre la solita minestra.

Siamo alle solite: i palinsesti televisivi ci offrono sempre le solite storie. I generi sono quasi sempre due: la fiction d'azione, sulla falsariga dei format americani, i vari CSI di ogni città e genere, che in Italia diventano puntate interminabili di sparatorie, morti per caso e voluti, inseguimenti, nebbie finte sparate da macchine del fumo di pessima qualità, sangue rappreso comprato in quantità industriale da rivenditori cinesi, e dialoghi imbarazzanti intercalati di parolacce, consumati in modo superficiale con tanto di sfiati non doppiati che alla fine uno dice: ma che dicono questi? ; e il genere soft, così soft da far addormentare sul divano anche il più agguerrito nottambulo. Se da una parte l'uso di sonniferi è del tutto superfluo, l'uso di internet diventa predominante. Chi non ha spento la TV, mettendosi piuttosto a guardare i video musicali di You Tube, preferendo di passare la serata on line piuttosto che rimbambendosi di idiozie televisive? Penso un sacco di gente.

Le giustificazioni sono le solite: mancano i soldi. Mi chiedo cosa direbbe a questo punto Rossellini che ha girato Roma Città Aperta chiedendo praticamente l'elemosina, cercando pezzi di pellicola da riattaccare alla meglio, e fidandosi solo del suo istinto, e non del portafoglio. Il problema è che mancano le idee. Il fatto stesso che i grandi colossi di Rai, Mediaset e Sky ci ripropongano all' infinito Tenenti e Donne in giallo, preti investigatori, cani poliziotto, carabinieri, finanzieri, guardie costiere, medici, infermieri e famiglie desolanti, la dovrebbe dire lunga. Stagioni. La parola chiave. Intere stagioni "stagionate", direi quasi pronte alla mummificazione, si alternano all'infinito sullo schermo della Tv. E noi pubblico, pagante e non, ormai ripetiamo come automi le battute di Ispettori e Commissari, pensando " e che cavolo, quanto era giovane Pinco Pallino  in quella puntata!".


Il problema è la solita minestra. E le repliche, delle repliche, delle repliche. Le facce degli attori sono sempre le stesse. Motivo : "ma quello piace". Abbiamo capito, ma forse abbiamo bisogno anche di vedere volti nuovi, voci nuove, situazione nuove. Poi dopo la messa in onda, tutti aspettano le percentuali di share. Share a mio avviso falsato, perché se si deve scegliere fra una fiction trita e ritrita e i mostri dell'universo, meglio mettersi a vedere come si fa la filettatura di un bullone industriale nei documentari del National Geografic. 

Nelle nostre fiction, ma anche nel cinema italiano, tutti sembrano ignorare le emozioni vere. Tutti si concentrano su milioni di banalità, senza mettere umorismo - quello vero, non quello dozzinale da vacanze di natale in Perù con la Porche - senza mettere quelli che sono i sentimenti, la comunicazione fra individui, la psicologia dei personaggi. E quindi, poi, davanti al filmone americano che fa affondare una nave con uno scapestrato e una rossa in carne, o davanti a due vampiri giovani e belli, ci facciamo dei pianti interminabili, e apriamo pagine su FaceBook chiamandole "Le più belle frasi dai film". 

Bisognerebbe dare spazio alle idee, di giovani intelligenti, preparati. Dare spazio ai ghost writers, quelli che magari scrivono una sceneggiatura perfetta e poi arriva Tizio, amico di Caio, che rivoluziona tutto perché "sono vent'anni che faccio sto lavoro e quindi taci". Bisognerebbe osare, sfidare le caste, proporre quell'attore là che non ha la faccia di Sempronio ma quando parla si sente tutto quello che dice, e senza inflessioni. Bisognerebbe lasciar spazio a certi registi di nicchia, o a quelli bravi, assolutamente bravi, che sanno cogliere in uno sguardo un dramma e che ti fanno ridere e piangere, cavandoti fuori dallo stomaco tutto quello che senti. 

Registi così li conti sulla punta delle dita di una mano, e non possono fare tutto da soli. Affiancateli a qualcuno preparato che impari alla svelta. Levate certe attrici che alle interviste dicono "ao sto film è una figata pazzesca, il regista è figo da morire", per favore, dateci qualità. Dateci quello che ci manca in questa Italia che è deprezzata di tutto, questa Italia che è finita in un sondaggio all'ultimo posto al MONDO da visitare perché abbiamo instabilità economica, dateci almeno voi che lavorate per lo spettacolo, per i sogni, immagini e storie che possano farci respirare. Dateci l'amore, quello vero, anche nevrotico come i film di Allen, anche impossibile, o per sempre, ma datecelo. 

Da spettatori, ce lo meritiamo.

Clara Bartoletti

domenica 18 novembre 2012

Giampaolo Simi: si, anche io ho messo il gatto su Facebook!

                           (Elena Torre con Giampaolo Simi presso la Croce Verde di Viareggio)


Ha esordito così Giampaolo Simi alla prima domanda della scrittrice Elena Torre, durante l'intervista per la presentazione del libro "La notte alle mie spalle", edito da E/O, ultima fatica del giallista viareggino: si, anche se non sono un maniaco di facebook, anche io ho ceduto all'esibizionismo di mettere la foto del mio micio, sei chili di pelo, che a malapena riusciva a nascondersi dietro lo schermo del mio computer. La dichiarazione ci strappa un sorriso, il gatto ce lo mettiamo proprio tutti su Facebook.

Giampaolo Simi incalzato dalle domande di Elena, ha risposto in modo esaustivo e con passione , cercando di  spiegare, senza troppo entrare nei particolari, la trama e il carattere dei personaggi che danno vita a questo insolito psico thriller. Il protagonista, Furio Guerri, è un rappresentante, maniaco e puntiglioso, che fa della sua vita un modello personale a cui tutto deve corrispondere senza uscire dagli schermi da lui prefissati. La moglie Elisa è la più bella della scuola, la sua automobile è ovviamente d'epoca, il fatturato deve crescere, anche a discapito di colleghi e clienti, le scarpe soprattutto devono essere lucide, sempre. Un mostro, come si definisce lo stesso Furio, già dalle prime pagine. Ma "mostro" è solo un depistaggio a metà, una verità manipolata che nasconde un'altra più terribile verità. Furio Guerri è un non consapevole della sua crudeltà, delle sue fissazioni, maniacali e morbose. Un personaggio che lo stesso Giampaolo definisce "uno con cui non vorresti mai uscire a cena, ma che finisce che di lui vuoi sapere tutto". 


Lo scrittore racconta di come nascono le sue storie: otto mesi circa di solitudine totale con la scrittura. Perchè scrivere, almeno per lui, è vivere completamente per le pagine da riempire. Non ci sono regole, non ci sono obiettivi - "non capisco chi riesce a prefissarsi di scrivere tot battute, o tot capitoli in determinati tempi"- dice, spiegando che i quei momenti il frigo potrebbe essere perennemente vuoto, senza che lui possa accorgersene. Poi passati i mesi di isolamento, sentendo la mancanza del mondo, degli altri, deve uscire di nuovo dalla nebbia della propria solitudine, per confrontare quello che si ha scritto con il prossimo. 

Il tema caro a Giampaolo anche questa volta sono le donne. Come sostiene a ragione Elena Torre, Rosa (Elettrica ndr) scritta in prima persona è una figura veramente femminile di cui lo scrittore riesce in modo magistrale a cogliere le sfumature psicologiche; anche qui Caterina, la ragazzina che si nasconde su internet, è descritta perfettamente come un'adolescente immersa nella sua realtà. - "Caterina usa i puntini di sospensione a quantità, e come i punti esclamativi. Più sono, più sono manifesti di situazione sospesa, appunto, o di clamore. Caterina usa dire ti voglio bene con il linguaggio degli sms: come leggere un codice fiscale".  Chi si salva da questa storia inquietante e noir è solo lei. O come dice lui - "io salverei anche gli editori gay e la loro segretaria, ma sta al lettore avere preferenze in tal senso".




Poi ci racconta della differenza fra scrivere un libro - "il libro fino a prova contraria è un'opera tua, che hai fatto tu senza aiuto di altri "- e fare una sceneggiatura televisiva. "Il tempo è la cosa più importante, in una sceneggiatura televisiva. E non sei solo, ma è un lavoro di gruppo. La tua sceneggiatura viene vagliata da tutti, tutti hanno voce in capitolo, dal produttore all'attore che deve dire la battuta. L'attore può rifiutarsi di dirla, bisogna essere diplomatici, riscrivere, accontentare tutti. E tutto deve durare 90 minuti. Se dura 110, va rifatto il lavoro, va alleggerito. Se in una scena di due minuti c'è il particolare delle fettuccine, queste fettuccine rimarranno nel testo se e solo se saranno importanti per il resto della fiction, se no, le fettuccine verranno eliminate!".

Giampaolo ha questa grande capacità di comunicare in modo semplice ed accattivante, con ironia e gioco di esempi facili e comprensibili, che lo staresti ad ascoltare per ore. Alla domanda della sua amica se avesse cambiato idea sui Duran Duran e gli Spandau Ballet, sostiene adesso di amarli entrambi, e con questa notizia rasserenante ci saluta, offrendoci un aperitivo a base di spritz.


Clara Bartoletti


(Biografia: ha esordito nel 1996 con il romanzo Il buio sotto la candela (Baroni), pubblicando poi Direttissimi altrove (DeriveApprodi, 1999), Figli del tramonto (Hobby&Work, 2000), Tutto o nulla (2000, DeriveApprodi, ristampato da Mondadori), L'occhio del rospo (2001, Adkronos Libri). Per Einaudi Stile libero ha pubblicato Il corpo dell'inglese (2004), Rosa elettrica (2007) e ha scritto un racconto per l'antologia Crimini italiani (2008). Per edizioni E/O ha pubblicato La notte alle mie spalle (2012). Pubblicista, collabora con riviste e quotidiani.
Soggettista e sceneggiatore: "Crimini", Rodeo Drive/RAI2, "RIS 5", "Ris Roma" e "RIS Roma 2" Tao Due/Canale 5. Giornalista: "Giudizio Universale" e "Il Tirreno".Traduttore: "La lunga notte di Berlino" di Buddy Giovinazzo (Meridiano Zero),la graphic novel di Artemis Fowl -Disney.)

sabato 17 novembre 2012

Un marito di troppo: dove e come a Milano


Ultime news per la fiction "Un marito di troppo" per la trilogia "Purché finisca bene" per la casa di produzioni romana "Pepito" di Agostino Saccà.

La terza parte, diretta da Luca Ribuoli - già regista di Questo nostro amore - si girerà fra Torino e Milano.

La trama è questa: la protagonista del film, Cristiana Capotondi, è una donna in carriera che lavora presso una casa discografica di successo, che dopo rocambolesche vicende, sceglierà di sposare un musicista scapestrato e non il predestinato aristocratico di nobili origini.

Le riprese verranno effettuate a fine novembre nel centro storico di Milano, nelle zone più caratteristiche della città.

Nella fiction, oltre a Cristiana Capotondi, anche Flavio Parenti.

Clara Bartoletti

venerdì 16 novembre 2012

I Nomadi a Londra



Il 28 novembre 2012 al O2 Academy Islington di Londra suoneranno i Nomadi, concerto organizzato da TIJEvents. Band storica italiana, suonano insieme dal 1963, fondati da Beppe Carletti e dal mai dimenticato Augusto Daolio presenteranno il loro ultimo album "Terzo tempo" un lavoro durato tre anni che ci propone tutti inediti.
La formazione dei Nomadi ha subito molti cambiamenti negli anni, attualmente e' cosi composta: Beppe Carletti (tastiere), Daniele Campani (batteria), Cico Falzone (chitarre), Cristiano Turato (Voce), Massimo Vecchi (basso e voce), Sergio Reggioli (violino, percussioni e voce).

Hanno pubblicato fino al 2012 settantasei album tra dischi registrati in studio o dal vivo e raccolte varie. Sono uno dei più conosciuti - e longevi - complessi della musica leggera italiana (wikipedia).




O2 Academy Islington
N1 Centre, 16 Parkfield Street | London | N1 0PS | United Kingdom
www.O2AcademyIslington.co.uk

apertura porte: 7 pm – inizio concerto: 9 pm
biglietti: 25£ in prevendita– £ 30 sera della spettacolo


prevendita:
- www.ticketweb.co.uk
- www.gigantic.com

giovedì 15 novembre 2012

Diabolik: la serie su Sky Cinema


Confermata la serie Diabolik su Sky Cinema, anche se soffriremo ancora fino al 2014. E' infatti ufficiale la notizia di oggi che andranno in onda ben 13 puntate dedicate al personaggio creato dalle sorelle Giussani.

Nel trailer che segue è stato chiesto al nuotatore Lorenzo Benatti di interpretare queste scene, ma in realtà il nome del protagonista che sarà il ladro più famoso dei fumetti è ancora avvolto nel mistero.

Accontentiamoci per ora di vedere il video promozionale, chiedendoci chi sarà mai il volto (mascherato) del fortunato attore che verrà scelto.

Clara Bartoletti








mercoledì 14 novembre 2012

Sean Penn a Roma




In occasione della chiusura del Festival Internazionale del Film di Roma, ci sarà la serata di beneficenza in onore di Sean Penn - che sara' nella Capitale - sabato 17 novembre, organizzata da Desiree Colapietro Petrini grazie all'impegno di Cinecitta' Studios, con l'ausilio di Giorgio Armani e anche grazie alla partecipazione di amici e imprese che hanno contribuito come sponsor tecnici, donando oggetti per l'asta o facendo semplicemente pervenire una donazione alla J/P Haitian Relief Organization, l'organizzazione fondata dall'attore americano a seguito del terremoto che colpi' Haiti il 12 gennaio 2010 provocando la morte di oltre duecentomila vittime.

Molti gli artisti e imprenditori italiani che contribuiscono al progetto, Maurizio Cattelan, Dante Ferretti (tre volte premio Oscar), Francesco Totti, Fernando Alonso, Fabio Volo che sarà il battitore dell'asta. Tante anche le società presenti, come Filmauro e Publispei. All'evento sono attesi oltre quattrocento ospiti. Sean Penn ricevera' il Variety Humanitarian Award durante la manifestazione. Variety ha scelto infatti questa serata per inaugurare la prima edizione del premio che verra' consegnato ogni anno ad un personaggio del cinema attivamente coinvolto nelle cause umanitarie. L'intento dell'associazione J/P HRO e' quella non solo di salvare vite ma anche di offrire programmi atti ad aiutare in modo concreto gli abitanti di Haiti colpiti in modo serio dalla tragedia, collaborando con la popolazione non solo per consentirne la ripresa, ma anche per costruire un futuro migliore e evitare altri drammi di questa portata.

Clara Bartoletti

lunedì 12 novembre 2012

Toni D'Angelo: amo raccontare le emozioni.


Il personaggio di cui ci occupiamo oggi è Toni D'Angelo, regista emergente del panorama cinematografico italiano, napoletano ma romano d'adozione, di cui uscirà a dicembre il suo ultimo lungometraggio, L'Innocenza di Clara, che ha avuto la sua première in concorso al Festival Internazionale di Montreal.
Toni ci ha concesso un'intervista, eccola.

Come è nata la tua passione per il cinema e la regia?

Non sono uno di quei registi con il pallino del cinema, che sono nati per farlo, con l'ambizione dell'Oscar. Avrei voluto diventare un calciatore ma a causa della mia scarsa disciplina, ho deciso di abbandonare lo sport. Mi sono diplomato al Liceo Scientifico e ho deciso di iscrivermi non so perchè al D.A.M.S. di Bologna. In questo periodo è iniziata e cresciuta la mia passione per il cinema. Volevo diventare critico cinematografico, visionavo tre film al giorno, ma la teoria mi annoiava e poi non sono mai stato capace di avere la presunzione di poter giudicare le fatiche altrui. Allora ho deciso di andare a sbirciare su qualche set per vedere come si realizzava realmente un film…ed è stato amore a prima vista.Osservandomi intorno mi sono trovato a fare l’assistente rendendomi conto che ci sapevo fare. Ho scoperto che stare sul set mi faceva sentire vivo mi appagava di tanta passione e dopo tanti lavoro da assistente ho deciso di provarci anche io.

Aver lavorato con un personaggio controverso come Abel Ferrara come ha inciso sulle tue scelte lavorative?

Moltissimo. Abel mi ha dato il coraggio di affrontare il cinema (inteso come industria) con più coraggio e con istinto. Mi ripeteva ogni giorno, quando si parlava della mia difficoltà di trovare i produttori per il mio esordio:  prendi una camera e gira. Così ho fatto. Ho esordito producendomi un film a bassissimo costo che mi ha portato grande visibilità, premi in tutto il mondo e candidatura ai David di Donatello, la possibilità di avere adesso produttori che puntano su di me e quella di poter dire si può fare un cinema di livello anche così.

La scelta di portare nei cortometraggi il sesso, ispirandoti a Bukowski, correndo il rischio della censura, è ancora presente nelle tue aspirazioni future, o hai deciso di operare per motivi più soft?

Viviamo in un paese dove la censura è a piacere: censurano quello che pensano sia censurabile, senza una vera e propria regola. Il sesso in Bukowski non è una cosa gratuita per far comprare i suoi libri. Ne tanto meno l’alcool o la disperazione la disoccupazione il nichilismo o altri temi ricorrenti dello scrittore. Sono tutte cose che fanno parte della nostra vita e che lui ha raccontato parlando di sè e facendosi conoscere. Trovo che ci sia tanto di commovente nei suoi racconti apparentemente erotici e pulp. Questo per dirti che non mi pongo affatto il problema della censura. Mi pongo sempre e solo il problema di come poter dialogare con lo spettatore. Film come quelli di Ferrara, Haneke e Cronenberg non li avremmo mai visti, dietro la violenza c’è qualcosa che ci ha resi migliori.

Cosa vuoi trasmettere al tuo pubblico? Meglio raccontare di un personaggio positivo o di un cattivo?

Voglio dialogare, non voglio imporre una tesi, voglio raccontargli una storia con un mio punto di vista ben preciso e definito nella forma filmica e contenutistica e con lui confrontarmi per capire insieme il nostro Paese, e nel caso del pubblico estero di farli conoscere il mio Paese. Meglio raccontare bene tutti e due perché se c’è un personaggio positivo, per legge drammaturgica deve esistere per forza uno cattivo.


Le tue letture preferite? Ci sono personaggi che vorresti riportare sullo schermo?

Il libro che mi ha cambiato la vita come visione della vita e soprattutto politica è MEMORIE DI UN RIVOLUZIONARIO di Victor serge. In genere leggo quasi più di quanto guardo i film. Per lunghissimo tempo solo romanzi, divoravo romanzi. Poi col tempo sono diventato un lettore disordinato. Oggi riesco a leggere contemporaneamente 7 romanzi in contemporanea. Ne tralascio uno per un periodo e ne inizio un altro e via dicendo fino a terminare quelli che realmente mi appassionano e abbandonare li altri. Da qualche anno sono piu dedito alla saggistica Fofi, Kapuscinski, Paul Goodman. Ho amato alla follia tanto da aver scritto una sceneggiatura ispirata alla trilogia di Izzo su Marsiglia , amo Simenon , vorrei farne un film, ma i produttori dicono che Simenon al cinema è improponibile perché tutto psicologico, ma in fondo è il genere che prediligo, e quindi magari prima o poi ci riesco. Amo i personaggi di questo tipo: i solitari, depressi, profondi “emarginati”da bettole notturne,  forse perché mi assomigliano tanto, forse troppo.

Il mestiere di regista: professione o vocazione. Nella società d'oggi, con i mezzi a disposizione, è facile o difficile credere in quello che fai? Videoclip, corti, lungometraggio: dove senti di poterti esprimere al meglio?

Fare il regista è prima di tutto una necessità. Necessità di vivere e io mi sento vivo solo facendo il mio lavoro. Necessità di esprimermi e necessità di di dire la mia senza peli sulla lingua. Oggi è il nostro momento. Il vecchio non ce la fa a mettersi al passo con i nuovi mezzi e le nuove tecnologia e soprattutto con film a basso costo che ormai sono la normalità. Ogni forma narrativa richiede un tipo di atteggiamento e un approccio diverso di racconto. Col videoclip gioco, col cortometraggio mi esercito, col lungometraggio faccio sul serio.

La scelta del super 8 in "Poeti" pensi possa essere usata per realizzazioni più vicini alla popolarità, o la consideri un mezzo per emozionare un settore di nicchia?

Il super 8 in Poeti è stata una scelta fatta in quanto tutti i materiali di reperti storici che avevo selezionato erano in formati “scaduti” vhs, qualche 16 mm andato a male quindi per unificare il racconto e viaggiare su un'unica costante visiva, ho scelto questo formato. Per dire che ieri come oggi la poesia c’è, ma non c’è più il fervore per poter portare trentamila persone ad ascoltare poesia come fu per il festival di Castelporziano nel 79.


L'innocenza di Clara: cosa ti ha spinto a raccontare una storia basata su un vero fatto di cronaca. Perchè la scelta di girarlo nelle aspre cave di marmo carrarine? Cosa ti ha lasciato quest'esperienza?

Era da tempo che volevo fare un noir classico con la femme fatale che al centro di un contesto inconsapevolmente crea scompiglio (un po come Gilda). Poi una notte mi sono trovato a vedere una trasmissione che raccontava di questo fatto realmente accaduto in cui una donna era stata incarcerata perché mandante dell’omicidio del marito ma non c’erano le prove in quanto il presunto amante si era suicidato lasciando una lettera in cui non accennava minimamente alla colpa della donna. Ecco,  mi interessava raccontare (ipotizzando l’innocenza di questa donna) come si possa diventare assassini inconsapevoli senza premere il grilletto. E’ un film che si tiene in equilibrio su un sottilissimo filo e di cui sono molto orgoglioso e che senza dubbio mi ha fatto crescere molto professionalmente. Necessitavo di un luogo prettamente maschile e maschilista da mettere da contrappunto con la bellezza e sensualità della protaonista. Girando per l’Italia ho conosciuto la realtà dei cavatori e delle cave di marmo a Carrara e ho pensato che fossi arrivato a destinazione. Le donne devono essere libere dagli stereotipi borghesi di destra e di centro sinistra che la vogliono sempre colpevole,  sempre sugli attenti del proprio uomo,  e passiva nelle decisioni vere. Ho grande considerazione delle donne tanto che come dicevo, nel  mio nuovo film la protagonista è tutt'altro che colpevole, semmai vittima dell’idiozia maschile piccolo borghese della provincia italiana. 

Se dovessi scegliere di fare un film d'azione americano, chi vorresti avere come nel cast e perché?

Joaquin Phoenix e Philip Seymour Hoffman, Michael Shannon, Meryl Streep, perché sono dei mostri di bravura, fuori concorso rispetto alla maggior parte degli attore e soprattutto Michelle Williams perché è la mia attrice preferita.

Di te? Cosa ci racconti?

Critico, nei miei confronti. Mi spaventa il fatto che se continuo cosi prima o poi potrei impazzire. Non posso fare a meno di amare e cercare di raccontare i disperati. La cosa più difficile per arrivare al pubblico è tenersi umile e allo stesso livello dello spettatore senza presunzioni intellettualoidi ma raccontare una storia che assomigli emozionalmente alla realtà. Nella vita rifarei una figlia, adorabile come la mia. La farei altre 1000 volte. Non rifarei mai piu il liceo scientifico. Odio la matematica. Ancora oggi non so fare un equazione di rimo grado!


E per finire, prima di ringraziarti ancora per la disponibilità, la domanda di rito. Futuro: progetti di lavoro. Idee in corso?

Un film melo’ in una cornice poliziesca che girero’ a Napoli a fine 2013 prodotto da Figli del Bronx e Minerva pictures. Mi accontento di fare film che appaghino le aspettative che ho nei confronti di me stesso. I premi se arrivano bene, senno’ li vince un altro, che magari ha fatto un film più brutto del mio. Purtroppo sono cose che capitano!


Non ci resta che aspettare l'uscita a breve di L'innocenza di Clara, al cinema da dicembre.

Clara Bartoletti

domenica 11 novembre 2012

Il ritorno dell'Ispettore Coliandro?! No, ma è un altro film!



La notizia è fresca di web, e arriva direttamente dal quotidiano La Repubblica di Napoli: è ufficiale. Il 26 di novembre inizieranno le riprese di  un film, con l'amatissimo Giampaolo Morelli e diretto dai soliti monelli del cinema italiano, i Manetti bros. Sarà forse L'ispettore Coliandro?!

Nel cast del nuovo film, per il momento ancora senza titolo, anche Alessandro Roja e Marco Mario De Notaris. La fotografia è di Francesca Amitrano.

Invece pare che lo stesso Giampaolo Morelli dalla sua pagina ufficiale di Fb abbia dichiarato che non si tratti di Coliandro, ma di altro film...quale?

Di certo abbiamo il nome della protagonista femminile, Serena Rossi!



Non ci resta che dirvi stay tuned su Break Up per sapere dove sta la verità.


Clara Bartoletti

sabato 10 novembre 2012

Movember: il mese dei baffi!

Smettiamo di essere seri per un momento. Pensiamo agli altri e divertiamoci contribuendo ad una buona causa. Clicca qui per aiutarci a raccogliere fondi per combattere il cancro alla prostata e testicoli.

Let’s stop being serious for a moment. Think to the others, have some fun and contribute to a good cause. 
Click here, the aim is to raise vital funds and awareness for men’s health, specifically prostate cancer and testicular cancer.

venerdì 9 novembre 2012

Carabinieri 7: come siamo diventate amiche.

                                         (Montepulciano: il cast di Carabinieri 7 al completo)


Ieri sono iniziate le repliche di Carabinieri 7, su Rete Quattro, e ho ripensato con nostalgia a come questa fiction ci abbia fatto diventare amiche. Io, Cristina, Arianna, Barbara, Fiorella, Clara, e altre ragazze che hanno come me la passione per la divisa della Benemerita. Era la primavera del 2008, e io, completamente a digiuno di fiction e televisione, amante come sono di internet e la musica, mi ritrovavo una sera a usare il telecomando in cerca di qualcosa di interessante. Si, quella sera il telecomando era in mio possesso. Come spesso capita alle coppie, il telecomando è un accessorio prettamente maschile, che anche anatomicamente conferisce alla mano maschia quel senso di potere che tanto noi donne usiamo in altro modo, magari mettendo in pratica la civetteria e l'intelligenza. Come se avessi a disposizione un Sacro Graal, mi ero predisposta ad una serata anomala, in compagnia del gatto, allora il buon Rampi, e una sigaretta. Dopo un presagire di noiosità varie, il telecomando si posizionò, come attratto da forze inconsce, su Canale Cinque e allora vidi. Vidi le divise di un gruppo di attori divertenti e simpatici, ma anche molto bravi, che riuscirono subito a catalizzare la mia scarsa attenzione. 



(nella foto B.Matera, F. Chillemi, R.Calabrese e G.Soleri)

Il cast era formato da attori di mestiere molto bravi, ma anche da giovani "leve" che riuscirono a bucare lo schermo con la loro simpatia. Nella piccola caserma di Montepulciano, sotto il Capitano Bruno Morri, interpretato da Maurizio Casagrande, si alternano le vicende sentimentali della coppia Maresciallo Virgili (Chiara Ricci) e Giacomo Contini (Walter Nudo) alle prese con il terzo incomodo, che alla fine si farà da parte, l'affascinante Fabio di Chiara (Michael Reale). Ma ci sono anche altre storie, tutte concatenate fra loro: il menage tra Edoardo e Roberta (Simon Grechi e Alessia Ventura), i dissapori tra Laura e Antonio (Francesca Chillemi e Massimiliano Varrese), le gag irresistibili dell'appuntato cuoco Giorgio (Dario Ballantini) e della coppia comica Costante e Antonio, interpretati da Andrea Roncato e Alessandro Partexano, e i giovanissimi Claudio Petri (Giuseppe Soleri) e Ferderico Girelli (Roberto Calabrese) sempre pronti a ficcare il naso su internet, a spacciarsi per qualcuno, a combinare pasticci e a far figure barbine, per poi rivelarsi bei bravi appuntati. E poi le bellissime Sonia e Francesca (Roberta Giarusso e Barbara Matera) la prima tutta pepe, la seconda un pò svampita, e la partecipazione straordinaria di Katia Ricciarelli, una donna sola e un pò invadente e il grande Paolo Villaggio, un frate amante della buona cucina e dei misteri. Molti i personaggi, avvincenti le storie, sempre dirette con garbo, senza l'uso di volgarità o doppi sensi, adatte ad un pubblico variegato, un target per famiglie, che ancora oggi ci lascia un vuoto nei nostri cuori. Almeno per me, questa fiction mi ha avvicinato alla televisione, e quasi per caso, girottolando nei forum inciampai in quello che parlava proprio di Carabinieri. Le mie "amiche" virtuali erano già on line da tempo, dalle edizioni precedenti, e conoscevano nomi e fatti, avevano raccolto foto e aneddoti e io mi sentii di dover partecipare nel mio piccolo alla "comunità virtuale". 

(Chiara Ricci e Walter Nudo a Malta con il sindaco della Valletta)

Da allora i nostri interessi si sono raffinati, e anche la scelta di fare questo blog, io e Cristina, è nata dal nostro entusiasmo per il mondo dello spettacolo. Così ci siamo date da fare per conoscere i nostri beniamini, Cristina contattando Chiara Ricci, io Giuseppe Soleri, e da qui le cose sono piano piano decollate, regalandoci belle soddisfazioni. 

Purtroppo Carabinieri è un format che è stato abbandonato da Mediaset, e di questo abbiamo un cruccio da allora. Lo share dell'ultima serie non è stato ragguardevole come previsto, e quindi la fiction è stata messa da parte. Noi abbiamo ostinatamente chiesto con delle petizioni il suo ritorno, ma le richieste sono andate disattese. In questi giorni, rivedere i sorrisi e le battute di questi attori tanto amati, ci riempie di malinconia, addirittura ci sono scene che non riusciamo a guardare senza un attimo di commozione. Consideriamo Carabinieri 7 un must televisivo, proprio come il Tenente Colombo o la Signora in Giallo, e ci piace l'idea che ogni tanto Mediaset ce lo riproponga. 

Quindi, se anche voi siete degli aficionados, o semplicemente avete voglia di passare un'ora in buona compagnia, non dimenticate che ogni mattino alle 9.50 su Rete quattro, da lunedi a sabato potrete calarvi nelle dolci colline toscane, a bordo di qualche camionetta blu con la scritta 112.

Carabinieri 7, nei secoli fedele!

Clara Bartoletti






giovedì 8 novembre 2012

Un Matrimonio di Pupi Avati

(Il regista Pupi Avati)

Finalmente si inizia a parlare della messa in onda della fiction Un Matrimonio diretta da Pupi Avati per Raifiction e la notizia non puo' che farci felici, perche' amiamo le fiction ben fatte, possibilmente made in Italy e, diciamolo, non vediamo l'ora di rivedere la nostra amica Chiara Ricci in Tv. Troppo spesso ci si ritrova a confrontare il nostro prodotto con quello americano e ci rendiamo conto di quanto siamo lontani dall'ottenere lo stesso risultato; anche in Italia pero' abbiamo ottimi registi e attori di cui andare fieri e sicuramente il nome Avati ci fa ben sperare.
Un Matrimonio parla della storia d'amore di Avati con la moglie che dura da 48 anni. Ripercorre le gioie e i dolori della coppia, lui democristiano, lei figlia d’un comunista, e di tutta la famiglia che li circonda, genitori, figli e nipoti, partendo dal dopoguerra per passere attraverso il boom economico degli anni 60, il terrorismo degli anni 70 e tutto cio' che ha caratterizzato i successivi anni fino ad arrivare ai giorni nostri.
La fiction, definita da Avati "Un film lungo 600 minuti", sara' in 6 puntate trasmesse da RaiUno nei primi mesi del 2013, forse febbraio ma ancora tutto da confermare.

Il 30 ottobre durante la manifestazione Eurovisioni a Roma è stata proiettata la prima puntata della fiction e il commento dei presenti è stato "una grande emozione, non vediamo l'ora che esca"!

(Micaela Ramazzotti e Flavio Parenti)

La coppia è composta da Micaela Ramazzotti (Francesca) e Flavio Parenti (Carlo), che per la prima volta lavora con Pupi Avati.

Nel cast inoltre ci sono Andrea Roncato nel ruolo di Sisto Osti padre di Francesca, Valeria Fabrizi Rosalia Osti madre di Francesca, Katia Ricciarelli Zia Amabile, Gisella Sofio Zia Celestina, Mariella Valentini Medea Dagnini madre di Carlo, Chiara Ricci Valeria Zabban 1° fidanzata di Carlo, Roberta Mengozzi Pierina migliore amica di Francesca, Adelmo Togliani è Edagardo figlio dell'Amabile, Bob Messini è il funzionario Fiat, Vincenzo Failla è Zio Antenore, Gianni Franco è Giuliano Zabban padre di Valeria, Eliana Miglio è la Signora Baietti, Remo Remotti è Don Aldo Ricci, Pierpaolo Zizzi è Beppe, Lola Pagnani è l'amante Viero, Antonella Ferrari è Anna Paola figlia adottiva di Carlo e Francesca e l'io narrante della storia, Pasquale Cassalia è Duilio, Claudia Salerno è AnnaPaola bambina e Gabriele Corti è Angelo bambino. (dal sito dell'agenzia C.D.A. STUDIO DI NARDO S.r.l.)


(Chiara Ricci e Flavio Parenti)






Cristina Richiardi

martedì 6 novembre 2012

Chiara Ricci: una moglie per ...tre.

(Chiara Ricci e' Stefania Virgili in Carabinieri 7)

Chiara Ricci è un'attrice nota del piccolo schermo: l'abbiamo vista nelle fiction più amate, Cento Vetrine, Tutti per Bruno, Distretto di Polizia e Don Matteo. Ma è sicuramente con Carabinieri 7 che il suo viso diventa familiare a molti. Stefania Virgili è il maresciallo dei Carabinieri in cui molte ragazze si sono identificate. Bella, altera, sofisticata, ma anche coraggiosa e contesa fra l'amore di Walter Nudo e la gelosia di Micheal Reale, ha incarnato il prototipo di donna militare per eccellenza. Ultimamente però ha  abbandonato le vesti di poliziotta e carabiniera per affrontare tre interpretazioni completamente diverse, anche se hanno un punto in comune: sono mogli. La prima è la moglie  dell' efferato mafioso di Squadra Antimafia, il pluriomicida De Silva, la seconda è la moglie  di Stefano Calvagna, un regista accusato di aver inscenato il suo tentato omicidio, una storia vera che è balzata alle cronache sia per la drammaticità della vicenda, sia per l'uscita del libro che ha raccontato i particolari e da cui lo stesso Calvagna ha tratto il film, la terza è un ricordo surreale nei pensieri e sogni del marito, nella piece teatrale "Dove sei" di Giancarlo Moretti, andata in scena quest'estate a Roma.

                                              (con De Silva in Squadra Antimafia Palermo 4)

Abbiamo chiesto a Chiara cosa ne pensa dei tre personaggi e lei ne ha tracciato i profili. La moglie di De Silva è in contrasto con il marito, e nelle scene che abbiamo visto si nota questo rapporto in perenne bilico tra l'amore e l'odio. Nonostante tutto, lei è ancora innamorata del feroce assassino, e gli chiede di non cercarla mai più. Non sa che quella sarà veramente l'ultima volta che lo vedrà. De Silvia morirà, lasciandole un vuoto pieno di dubbi irrisolti. La scelta psicologica del personaggio è stata indicata dal regista della fiction che ha interagito con Chiara per fornire il più possibile i suggerimenti per la realizzazione di una donna forte ma al contempo fragile, una donna che ha un difficile rapporto di comunicazione con un uomo spietato, e malato. Chiara ci racconta di un'esperienza fantastica, sia per l'energia trovata sul set, sia per l'ottimo feeling riscontrato con il regista e sopratutto con Paolo Pierobon, attore generoso e preparato, sia per il genere di fiction, a lei caro, ovvero quello dell'action movie tipico dei polizieschi, che danno brividi ed adrenalina pura.

(nella foto Chiara Ricci con Piero Nicosia)

In "Dove sei" Chiara è la moglie di un uomo distrutto, ormai rimasto solo con se stesso, che deve continuare a sopravvivere sotto le cure maldestre di un badante arruffone e menzognero, che lo maltratta e da cui subisce umiliazioni e furti. Chiara rappresenta la vita, la felicità, un passato che non tornerà, il suo personaggio è etereo e struggente, è lo spirito che tiene ancora in piedi un uomo a cui non è rimasto più niente, se non la nostalgia e parole ormai divenute silenzio. Commovente e malinconica, la moglie (non ha un nome ma è solo un simbolo) riflette l'animo di chi, ormai stanco e vecchio, non ha altro da fare che darsi affetto con le immagini sbiadite di un amore che non tornerà più. Chiara riesce ad emozionare il pubblico, quando l'unica luce del palcoscenico la fissa in un alone di memoria che tende a svanire, mentre nel buio il marito la chiama a sé in un doloroso lamento.

(Una scena tratta da Cronaca di un assurdo normale)

In "Cronaca di un assurdo normale" il lavoro di Chiara è stato molto curato e particolareggiato, una prova difficilissima specialmente nel ricreare sul set le situazioni vissute, quasi dei flashback della memoria dei protagonisti. Nella storia, basata su fatti realmente accaduti, Stefano Calvagna deve ritrovare la serenità e una motivazione  per tornare a fare il regista dopo due anni passati in carcere e agli arresti domiciliari. Lontano dai figli e la famiglia, che poi ritroverà una volta di nuovo a casa, dovrà iniziare il lento e difficile  reintegro agli affetti familiari, e alla quotidianità. Per Chiara il personaggio di Teresa Calvagna è stato amore a prima vista. Appena letto il copione, Chiara è rimasta affascinata dall'intensità della sua personalità, estremamente fragile ma dalle grandi capacità di adattamento e recupero, come solo una donna forte nell'animo sa essere. Prima di girare c'è stato l'incontro: il racconto fiume, ricco di particolari, di sensazioni, di emozioni, di ricordi ancora dolorosi di Teresa, hanno permesso a Chiara di sentire sulla propria pelle le vicissitudini di un dramma consumato tra le mure domestiche. L'attrice ci spiega le difficoltà di riportare fedelmente sulla scena la verità e l'esperienza di una persona reale, dove niente può essere lasciato alla libera interpretazione, o alla fantasia di un momento. Teresa e Chiara devono essere la stessa cosa e intenso è stato  anche il rapporto con Niccolò, il più grande dei figli di Teresa e Stefano, anche lui piccolo protagonista della storia del padre.

(Ospite di Gigi Marzullo a Sottovoce)

Chiara in una recente intervista per "Sottovoce" di Gigi Marzullo, ha parlato di questo film coraggioso e impegnativo. Accolto dalla critica come un film durissimo, che colpisce per l'umanità ferita, la sua interpretazione viene descritta come molto convincente, dove si sente la recitazione e il professionismo,  dove lei riesce a manifestare un senso di disagio e anche di paura, vissuto in prima persona, come nelle scene di minaccia e di violenza a lei rivolte. Una vita divorata dal cinismo altrui, dalla corruzione, e dai tormenti del processo mediatico e giudiziario che hanno coinvolto l'intera esistenza della famiglia.

Chiara Ricci la vedremo ancora molto presto, nelle vesti di Valeria Zabban, nella fiction "Un matrimonio" di Pupi Avati, dove questa volta non arriverà, però, all'altare, e interpreterà la prima fidanzata del grande regista.


Clara Bartoletti











lunedì 5 novembre 2012

Luca Ribuoli: come regista sono un allenatore, con un cuore da bambino.


                                      (il regista Luca Ribuoli al Roma Fiction Festival 2012 )


Oggi Break Up Press News si occupa di un giovane regista emergente, che sta realizzando fiction importanti per la televisione. Si è gentilmente offerto di rispondere ad alcune domande e lo ringraziamo per la disponibilità dimostrata. 

Crescita professionale: in meno di dieci anni sei passato da attore in Paz ad aiuto regista a regista di fiction importanti: come è avvenuta questa escalation, cosa ti ha fatto passare da attore a regista, spiegaci le tue motivazioni.
Avevo capito, qualche anno prima, che la regia era una professione che faceva per me, e che avrei potuto imparare. Ho deciso di andare a Roma. Mi sono fatto largo fin dai primi lavori, poi un po' di fortuna. Ed ecco che un sogno un giorno é diventato realtá.

Sei stato il regista di Manara e di  Questo nostro amore: cosa ha significato per te passare da una fiction "action movie" al racconto di un amore che non richiede "effetti speciali". Come hai vissuto le due esperienze?
È l'aspetto divertente della regia. Nella fiction, in Italia, l'atteggiamento nei confronti del lavoro della messa in scena é molto simile a quello piú conosciuto del cinema Made in U.S.A., dove la professionalitá s'impone all'autorialitá tout court. Ogni progetto richiede una nuova sfida. Lo é stato anche per la committenza (il produttore) che di volta in volta mi ha messo alla prova in un nuovo genere.

            (nella foto Luca Ribuoli e Debora Caprioglio sul set di Questo nostro amore)


Questo nostro amore: come è stato lavorare con il duetto vincente Valle/Marcorè e sopratutto con i giovanissimi, bambini e adolescenti. A livello emotivo: cosa ti sei prefissato di far uscire dai tuoi personaggi. Valori? Emozioni? Qualcuno ha definito questa fiction "strappalacrime", secondo te rispecchia l'aggettivo, o è invece un lavoro complesso che agisce sui sentimenti? 
Neri e Anna sono diventati complici da subito. Nessuno dei due ha cercato di sovrastare l'altro. Ecco perché risultano cosí uniti e empatici al pubblico. Li ami e li seguiresti ovunque. C'é stata grande armonia e forse perché il cast, era chiaro da subito, si é rivelato azzeccato. Per un gruppo al lavoro, é importante che ognuno sappia di essere stato voluto per quel ruolo e di essere fondamentale in quel ruolo per la riuscita del progetto.
I bambini sono il mio ricordo piú vivo. Mi hanno regalato tanto, sono stati professionisti incredibili, supportati da genitori responsabili e che hanno vissuto con gioia e senza troppe aspettive un'esprienza insolita. I siciliani non avevano mai visto "il fiume". Giovanni Monchietto, bambino di una sensibilitá unica, mi ringraziava tutti i giorni per avergli dato fiducia. Karen Ciaurro é una bambina prodigio, che sá far tutto, simpaticissima. Noemi é una peste intelligentissima. Riccardo e Liam, veri fenomeni per la macchina da presa.
Direi che  non é una fiction strappalacrime e non vuole esserlo. É divertente e commovente, come lo sono le vicende dei personaggi, che hanno un atteggiamento nei confronti della vita diverso da quello di oggi. I sogni erano grandi, e c'era un forte senso del futuro.

Che tipo sei nella vita e sul set: pregi e difetti. Cosa ti piace? Internet, la comunicazione verbale e/o virtuale, cosa pensi dei social network in relazione al tuo lavoro?
Come regista sono un allenatore. Mi piace il lavoro di squadra. Mi faccio un' idea del film, senza quella non riesco a muovere un dito, poi mi metto a disposizione della storia e degli attori. Anche con i collaboratori credo di avere un atteggiamento di ascolto, fino a che viene rispettata l'idea di partenza. Le cose cambiano in fretta. Sono stato tra i pionieri dell'utilizzo di internet, ma poi i miei interessi erano altri e poco per volta ho perso la strada maestra. Sono un utilizzatore della rete come tutti, niente di piú. So che non é un mezzo che mi appartiene, non mi circola nel sangue. Sono nato un decennio prima che potesse avvenire la mutazione.


Come ti ispiri, cosa ti ispira, come ragioni prima di trovarti davanti ad un ciak, cosa ti aspetti dalle persone che lavorano con te, cosa vuoi suscitare nel tuo pubblico.
La vita, le persone, i film, i libri, la musica, mi ispirano continuamente. Le fasi in cui penso al progetto sono le piú stimolanti. Quando "vedo" il film sono veramente felice. Quando giro sono molto appassionato, do il massimo. Dagli altri mi aspetto lo stesso tipo di coinvolgimento. Al montaggio divento freddo. La post produzione per me é la parte più creativa. É quella in cui mi diverto di piú, ma é anche quella piú difficile.

Se ti proponessero un lavoro importante, a livello internazionale, hai un sogno nel cassetto che vorresti realizzare? Un film, che genere, con chi.

Non saprei. Sono molto aperto alle esperienze. Con un film di genere, ottimamente scritto, mi sentirei a casa.
                                                                       



Quale regista in assoluto reputi il migliore, e come stimolo per migliorare il tuo lavoro e perché.
Ce ne sono tanti, troppi. Non c'é spazio qui. Per cui ti dico quello di adesso, quello del momento, anche perché é italiano e forse non te lo aspettavi: Matteo Garrone. Mi piace come ama i suoi personaggi, anche i piú terribili. E dei suoi film, mi stimola non poter prevedere cosa fará la macchina da presa: guardandoli provo sempre un senso di libertá. Poi amo i film. I film mi hanno fatto crescere e mi hanno tenuto bambino. Ogni film é un'esperienza ricca di vita e di mestiere da rubare.

Progetti futuri? Puoi parlarcene?

Sto ultimando una mini serie con la coppia inedita Pozzetto-Frassica che ho girato quest'estate sul lago maggiore. Una storia vera e contemporanea nel difficile mondo dell'imprenditoria. Da qualche settimana ho iniziato la preparazione di un film-tv con Cristiana Capotondi e Flavio Parenti, ambientato nel mondo della musica. É una favola moderna, o meglio cosí la vedo io. É molto complicato e quindi una gran bella sfida. Inoltre è notizia di pochi giorni fa che sono stato scelto per la regia di Un marito di troppo, per la trilogia Purché finisca bene, per la casa di produzioni Pepito di Roma. Presto sarò a Torino, per iniziare le riprese! 

Ringraziamo Luca per la sua disponibilità e gli auguriamo in bocca al lupo per tutto, e oltre a guardare Questo nostro amore, aspettiamo con impazienza le sue nuove fatiche.

Clara Bartoletti



venerdì 2 novembre 2012

La Tempesta : così realistica da far arrivare la Benemerita.

Treviso 31 ottobre 2012
Dalla fiction alla realtà: e i veri carabinieri arrivano sul set per sedare i tafferugli scoppiati durante l’occupazione di una fabbrica. 
Treviso, esterni della fabbrica di porcellane TOGNANA.
Siamo sul set de “La Tempesta” una commedia brillante prodotta per RAI FICTION dalla Pepito Produzioni con la regia di Fabrizio Costa. 
La scena di ieri rappresentava un tentativo di occupazione della fabbrica, sul set erano presenti con i protagonisti Nicole Grimaudo, Ennio Fantastichini, Nino Frassica, Giovanni Scifoni, oltre 200 comparse, con striscioni, bidoni della spazzatura rovesciati, tutto in piena regola per creare un set realistico.  
Da una stradina laterale sono arrivati a piedi tre uomini diretti alla Fabbrica, ignari che si stesse girando la scena di un film in esterni che sorpresi da tanta confusione sono tornati sui loro passi e hanno avvisato i carabinieri del posto perché intervenissero a sedare i manifestanti. 
I veri Carabinieri sono dunque prontamente arrivati sulla scena a sirene spiegate…..e si sono congratulati con la produzione per la maestria della ricostruzione!!! 

Ringraziamo l'ufficio stampa di Pepito Produzioni per questa chicca, e confidiamo in ulteriori sviluppi di storie legate alla fiction Un caso d'amore e... . Se nella prima parte Morelli ha ammaccato la Ferrari, e nel secondo sono arrivati i Carabinieri, nella terza fiction attendiamo l'arrivo di qualcosa di ancor più eclatante!


Clara Bartoletti