martedì 6 novembre 2012

Chiara Ricci: una moglie per ...tre.



(Chiara Ricci e' Stefania Virgili in Carabinieri 7)

Chiara Ricci è un'attrice nota del piccolo schermo: l'abbiamo vista nelle fiction più amate, Cento Vetrine, Tutti per Bruno, Distretto di Polizia e Don Matteo. Ma è sicuramente con Carabinieri 7 che il suo viso diventa familiare a molti. Stefania Virgili è il maresciallo dei Carabinieri in cui molte ragazze si sono identificate. Bella, altera, sofisticata, ma anche coraggiosa e contesa fra l'amore di Walter Nudo e la gelosia di Micheal Reale, ha incarnato il prototipo di donna militare per eccellenza. Ultimamente però ha  abbandonato le vesti di poliziotta e carabiniera per affrontare tre interpretazioni completamente diverse, anche se hanno un punto in comune: sono mogli. La prima è la moglie  dell' efferato mafioso di Squadra Antimafia, il pluriomicida De Silva, la seconda è la moglie  di Stefano Calvagna, un regista accusato di aver inscenato il suo tentato omicidio, una storia vera che è balzata alle cronache sia per la drammaticità della vicenda, sia per l'uscita del libro che ha raccontato i particolari e da cui lo stesso Calvagna ha tratto il film, la terza è un ricordo surreale nei pensieri e sogni del marito, nella piece teatrale "Dove sei" di Giancarlo Moretti, andata in scena quest'estate a Roma.

                                              (con De Silva in Squadra Antimafia Palermo 4)

Abbiamo chiesto a Chiara cosa ne pensa dei tre personaggi e lei ne ha tracciato i profili. La moglie di De Silva è in contrasto con il marito, e nelle scene che abbiamo visto si nota questo rapporto in perenne bilico tra l'amore e l'odio. Nonostante tutto, lei è ancora innamorata del feroce assassino, e gli chiede di non cercarla mai più. Non sa che quella sarà veramente l'ultima volta che lo vedrà. De Silvia morirà, lasciandole un vuoto pieno di dubbi irrisolti. La scelta psicologica del personaggio è stata indicata dal regista della fiction che ha interagito con Chiara per fornire il più possibile i suggerimenti per la realizzazione di una donna forte ma al contempo fragile, una donna che ha un difficile rapporto di comunicazione con un uomo spietato, e malato. Chiara ci racconta di un'esperienza fantastica, sia per l'energia trovata sul set, sia per l'ottimo feeling riscontrato con il regista e sopratutto con Paolo Pierobon, attore generoso e preparato, sia per il genere di fiction, a lei caro, ovvero quello dell'action movie tipico dei polizieschi, che danno brividi ed adrenalina pura.

(nella foto Chiara Ricci con Piero Nicosia)

In "Dove sei" Chiara è la moglie di un uomo distrutto, ormai rimasto solo con se stesso, che deve continuare a sopravvivere sotto le cure maldestre di un badante arruffone e menzognero, che lo maltratta e da cui subisce umiliazioni e furti. Chiara rappresenta la vita, la felicità, un passato che non tornerà, il suo personaggio è etereo e struggente, è lo spirito che tiene ancora in piedi un uomo a cui non è rimasto più niente, se non la nostalgia e parole ormai divenute silenzio. Commovente e malinconica, la moglie (non ha un nome ma è solo un simbolo) riflette l'animo di chi, ormai stanco e vecchio, non ha altro da fare che darsi affetto con le immagini sbiadite di un amore che non tornerà più. Chiara riesce ad emozionare il pubblico, quando l'unica luce del palcoscenico la fissa in un alone di memoria che tende a svanire, mentre nel buio il marito la chiama a sé in un doloroso lamento.

(Una scena tratta da Cronaca di un assurdo normale)

In "Cronaca di un assurdo normale" il lavoro di Chiara è stato molto curato e particolareggiato, una prova difficilissima specialmente nel ricreare sul set le situazioni vissute, quasi dei flashback della memoria dei protagonisti. Nella storia, basata su fatti realmente accaduti, Stefano Calvagna deve ritrovare la serenità e una motivazione  per tornare a fare il regista dopo due anni passati in carcere e agli arresti domiciliari. Lontano dai figli e la famiglia, che poi ritroverà una volta di nuovo a casa, dovrà iniziare il lento e difficile  reintegro agli affetti familiari, e alla quotidianità. Per Chiara il personaggio di Teresa Calvagna è stato amore a prima vista. Appena letto il copione, Chiara è rimasta affascinata dall'intensità della sua personalità, estremamente fragile ma dalle grandi capacità di adattamento e recupero, come solo una donna forte nell'animo sa essere. Prima di girare c'è stato l'incontro: il racconto fiume, ricco di particolari, di sensazioni, di emozioni, di ricordi ancora dolorosi di Teresa, hanno permesso a Chiara di sentire sulla propria pelle le vicissitudini di un dramma consumato tra le mure domestiche. L'attrice ci spiega le difficoltà di riportare fedelmente sulla scena la verità e l'esperienza di una persona reale, dove niente può essere lasciato alla libera interpretazione, o alla fantasia di un momento. Teresa e Chiara devono essere la stessa cosa e intenso è stato  anche il rapporto con Niccolò, il più grande dei figli di Teresa e Stefano, anche lui piccolo protagonista della storia del padre.

(Ospite di Gigi Marzullo a Sottovoce)

Chiara in una recente intervista per "Sottovoce" di Gigi Marzullo, ha parlato di questo film coraggioso e impegnativo. Accolto dalla critica come un film durissimo, che colpisce per l'umanità ferita, la sua interpretazione viene descritta come molto convincente, dove si sente la recitazione e il professionismo,  dove lei riesce a manifestare un senso di disagio e anche di paura, vissuto in prima persona, come nelle scene di minaccia e di violenza a lei rivolte. Una vita divorata dal cinismo altrui, dalla corruzione, e dai tormenti del processo mediatico e giudiziario che hanno coinvolto l'intera esistenza della famiglia.

Chiara Ricci la vedremo ancora molto presto, nelle vesti di Valeria Zabban, nella fiction "Un matrimonio" di Pupi Avati, dove questa volta non arriverà, però, all'altare, e interpreterà la prima fidanzata del grande regista.


Clara Bartoletti