domenica 18 novembre 2012

Giampaolo Simi: si, anche io ho messo il gatto su Facebook!



                           (Elena Torre con Giampaolo Simi presso la Croce Verde di Viareggio)


Ha esordito così Giampaolo Simi alla prima domanda della scrittrice Elena Torre, durante l'intervista per la presentazione del libro "La notte alle mie spalle", edito da E/O, ultima fatica del giallista viareggino: si, anche se non sono un maniaco di facebook, anche io ho ceduto all'esibizionismo di mettere la foto del mio micio, sei chili di pelo, che a malapena riusciva a nascondersi dietro lo schermo del mio computer. La dichiarazione ci strappa un sorriso, il gatto ce lo mettiamo proprio tutti su Facebook.

Giampaolo Simi incalzato dalle domande di Elena, ha risposto in modo esaustivo e con passione , cercando di  spiegare, senza troppo entrare nei particolari, la trama e il carattere dei personaggi che danno vita a questo insolito psico thriller. Il protagonista, Furio Guerri, è un rappresentante, maniaco e puntiglioso, che fa della sua vita un modello personale a cui tutto deve corrispondere senza uscire dagli schermi da lui prefissati. La moglie Elisa è la più bella della scuola, la sua automobile è ovviamente d'epoca, il fatturato deve crescere, anche a discapito di colleghi e clienti, le scarpe soprattutto devono essere lucide, sempre. Un mostro, come si definisce lo stesso Furio, già dalle prime pagine. Ma "mostro" è solo un depistaggio a metà, una verità manipolata che nasconde un'altra più terribile verità. Furio Guerri è un non consapevole della sua crudeltà, delle sue fissazioni, maniacali e morbose. Un personaggio che lo stesso Giampaolo definisce "uno con cui non vorresti mai uscire a cena, ma che finisce che di lui vuoi sapere tutto". 


Lo scrittore racconta di come nascono le sue storie: otto mesi circa di solitudine totale con la scrittura. Perchè scrivere, almeno per lui, è vivere completamente per le pagine da riempire. Non ci sono regole, non ci sono obiettivi - "non capisco chi riesce a prefissarsi di scrivere tot battute, o tot capitoli in determinati tempi"- dice, spiegando che i quei momenti il frigo potrebbe essere perennemente vuoto, senza che lui possa accorgersene. Poi passati i mesi di isolamento, sentendo la mancanza del mondo, degli altri, deve uscire di nuovo dalla nebbia della propria solitudine, per confrontare quello che si ha scritto con il prossimo. 

Il tema caro a Giampaolo anche questa volta sono le donne. Come sostiene a ragione Elena Torre, Rosa (Elettrica ndr) scritta in prima persona è una figura veramente femminile di cui lo scrittore riesce in modo magistrale a cogliere le sfumature psicologiche; anche qui Caterina, la ragazzina che si nasconde su internet, è descritta perfettamente come un'adolescente immersa nella sua realtà. - "Caterina usa i puntini di sospensione a quantità, e come i punti esclamativi. Più sono, più sono manifesti di situazione sospesa, appunto, o di clamore. Caterina usa dire ti voglio bene con il linguaggio degli sms: come leggere un codice fiscale".  Chi si salva da questa storia inquietante e noir è solo lei. O come dice lui - "io salverei anche gli editori gay e la loro segretaria, ma sta al lettore avere preferenze in tal senso".




Poi ci racconta della differenza fra scrivere un libro - "il libro fino a prova contraria è un'opera tua, che hai fatto tu senza aiuto di altri "- e fare una sceneggiatura televisiva. "Il tempo è la cosa più importante, in una sceneggiatura televisiva. E non sei solo, ma è un lavoro di gruppo. La tua sceneggiatura viene vagliata da tutti, tutti hanno voce in capitolo, dal produttore all'attore che deve dire la battuta. L'attore può rifiutarsi di dirla, bisogna essere diplomatici, riscrivere, accontentare tutti. E tutto deve durare 90 minuti. Se dura 110, va rifatto il lavoro, va alleggerito. Se in una scena di due minuti c'è il particolare delle fettuccine, queste fettuccine rimarranno nel testo se e solo se saranno importanti per il resto della fiction, se no, le fettuccine verranno eliminate!".

Giampaolo ha questa grande capacità di comunicare in modo semplice ed accattivante, con ironia e gioco di esempi facili e comprensibili, che lo staresti ad ascoltare per ore. Alla domanda della sua amica se avesse cambiato idea sui Duran Duran e gli Spandau Ballet, sostiene adesso di amarli entrambi, e con questa notizia rasserenante ci saluta, offrendoci un aperitivo a base di spritz.


Clara Bartoletti


(Biografia: ha esordito nel 1996 con il romanzo Il buio sotto la candela (Baroni), pubblicando poi Direttissimi altrove (DeriveApprodi, 1999), Figli del tramonto (Hobby&Work, 2000), Tutto o nulla (2000, DeriveApprodi, ristampato da Mondadori), L'occhio del rospo (2001, Adkronos Libri). Per Einaudi Stile libero ha pubblicato Il corpo dell'inglese (2004), Rosa elettrica (2007) e ha scritto un racconto per l'antologia Crimini italiani (2008). Per edizioni E/O ha pubblicato La notte alle mie spalle (2012). Pubblicista, collabora con riviste e quotidiani.
Soggettista e sceneggiatore: "Crimini", Rodeo Drive/RAI2, "RIS 5", "Ris Roma" e "RIS Roma 2" Tao Due/Canale 5. Giornalista: "Giudizio Universale" e "Il Tirreno".Traduttore: "La lunga notte di Berlino" di Buddy Giovinazzo (Meridiano Zero),la graphic novel di Artemis Fowl -Disney.)