lunedì 23 dicembre 2013

Antonella Ferrari, "Più forte del destino" in teatro a Cinisello Balsamo (MI)



Antonella Ferrari il 24 Gennaio 2014 alle ore 21 sarà al Teatro Cinema Pax di Cinisello Balsamo (MI) con il suo spettacolo “Più forte del destino – Tra camici e paillette la mia lotta alla sclerosi multipla”, per la regia di Arturo di Tullio e liberamente tratto dall’omonimo libro autobiografico che, oltre a vederla debuttare come scrittrice l’anno scorso, è già un successo editoriale pubblicato da Mondadori.
Lo spettacolo è presentato dall'Accademia Achille Togliani.

Lo spettacolo era stato presentato questa estate ad Asti durante il Festival Asti Teatro, per approfondimenti potete leggere la nostra recensione.

Antonella Ferrari inoltre sarà in Tv dal 29 dicembre con la fiction "Un matrimonio" di Pupi Avati.

C.R.




mercoledì 18 dicembre 2013

Ritorna Under30, il premio letterario che offre un’opportunità concreta ai giovani



Giunto alla sua quarta edizione, riparte Under30, il premio letterario nazionale rivolto ai giovani autori tra i 18 e i 35 anni promosso dall’associazione culturale Under. Tra i direttori artistici di Under l’attrice, scrittrice e regista Sabrina Paravicini, e l’attore e musicista Jonis Bascir, entrambi impegnati da anni nel coinvolgimento dei giovani di talento nel campo della scrittura, della regia, della recitazione, della musica e dell’arte.
Per partecipare è sufficiente inviare un testo inedito, a tema libero, della lunghezza massima di una cartella: verrà interpretato da noti attori (di seguito ne indichiamo alcuni che hanno partecipato alle precedenti edizioni) in un prestigioso teatro di Roma durante la cerimonia di premiazione, che avrà luogo ad aprile 2014. È possibile scaricare il bando e la scheda di partecipazione dal sito www.under30.it.

Oltre ad assicurarsi un padrino o una madrina di talento, il vincitore otterrà un contratto per pubblicare un romanzo inedito con Edizioni Haiku nei dodici mesi successivi all’evento, e potrà presenziare all’edizione 2015. Tutti i finalisti avranno l’importante occasione di conoscere direttamente giurati e attori, con l’obiettivo di creare occasioni di collaborazione, come è già accaduto nelle edizioni precedenti.
La quota di partecipazione al concorso è di 10 euro per i testi inviati via e-mail entro il 31 dicembre 2013, di 15 euro se spediti dopo il 1° gennaio 2014. 

La direzione artistica selezionerà quindici testi che verranno sottoposti alla giuria composta da: 
Fabrizio Mosca, produttore cinematografico
Mariolina Venezia, scrittrice vincitrice del Premio Campiello 2007
Valia Santella, sceneggiatrice e regista cinematografica
Andrea Costantini, regista di cinema e della serie Rex
Giancarlo Scheri, direttore di Canale 5
Alvaro Moretti direttore di Leggo, Freepress
Valerio Carbone, editore di Edizioni Haiku
Giuseppe Piccioni, regista cinematografico
Nelle edizioni passate la giuria ha vantato personaggi di spicco quali Maurizio Nichetti, Marco Risi, Stefano Reali, Silvia Scola e Angelo Longoni. Sul palcoscenico, invece, si sono avvicendati Giorgio Pasotti, Giulia Bevilacqua, Chiara Conti, Valentina Carnelutti, Edoardo Leo, Ettore Bassi, Cosimo Rega, Paolo Sassanelli, Rosanna Banfi, Giorgio Borghetti, Francesco Venditti, Caludio Castrogiovanni, Roberto Ciufoli, Antonio Gerardi, Jun Ichikawa, Luca Ferrante e tanti altri.





Un Matrimonio di Pupi Avati: Adelmo Togliani è Edgardo.


Adelmo Togliani, il bravo e simpatico attore di cui abbiamo già parlato e che ci ha concesso un'intervista, ritorna sul web nelle pagine di Break Up Press News per parlarci di sè nella fiction Rai Un Matrimonio per la regia di Pupi Avati che vedremo a partire dal 29 dicembre in prima serata.

Abbiamo rivolto alcune domande ad Adelmo che così ci racconta.

Parlaci del cugino Edgardo, chi è?

Edgardo è un ragazzo di 18 anni cresciuto a Sasso Marconi. Un ragazzo di paese, monarchico e un po’ ‘nerd’.
I capelli, glieli fa la madre. Non socializza molto, adora la cugina interpretata da Micaela Ramazzotti e la sua storia è scritta sin dall’inizio: finirà per occuparsi tutta la vita del bar di famiglia. Il bar del paese ritrovo di tutti i giovani e gli anziani di Sasso Marconi.
Negli anni ’70 lo ritroviamo con i suoi LP e gli impianti Hi-Fi, la musica, la sua grande passione, ma sempre chiuso nel suo mondo nel quale non permette a nessuno di entrare.

Ti sei dovuto documentare sui periodi storici in cui sono ambientate le vicende, o è stato il regista a condurti nella parte?

Mi sono documentato molto sul periodo, ho fatto domande in casa…mia madre, soprattutto. La mia principale interlocutrice quando si tratta di vicende relative agli anni ’50 e alla storia d’Italia dal dopoguerra in poi.
Pupi ha ben chiaro in testa il suo quadro e ti indirizza senza dire molto, parla se vai fuori strada e devo dire che è in grado di far sentire le sue ragioni benissimo. Certe strigliate! Però è proprio in questa piccola tensione che Pupi riesce a creare - NdA anche se lui dice il contrario - che risiede la sua forza, la sua conduzione registica dalla mano forte ma allo stesso tempo precisa e calcolata.


Katia Ricciarelli e Adelmo Togliani sul set


Come è stato lavorare con tanti attori diversi?

Con molti di loro avevo già lavorato. Con Micaela Ramazzotti abbiamo fatto già un altro film presentato a Venezia nel 2005, siamo amici, ho anche realizzato come regista il backstage per la sua copertina di Max nel 2008, quella del suo nudo integrale, per intenderci. Katia Ricciarelli invece, è la protagonista di una serie di cui ho realizzato un pilota, dal titolo, Wilma, presentata al RomaFictionFest un paio di anni fa. Lei è una grande attrice, ironica, brillante, è stato un piacere dirigerla, ma il mio sogno era recitarvi assieme. Nel ruolo di suo figlio, Edgardo, ho avuto occasione di girare  assieme a lei pressoché sempre, e capire perché è così amata da Pupi Avati. Katia è l’emblema della semplicità recitativa, della naturalezza, del minimalismo interpretativo, emozionandoti comunque, che è poi quello che Avati richiede a tutti i suoi attori. “C’è una sola verità”, mi ha detto Pupi l’ultimo giorno di riprese, “Tu hai la tua…devi arrivarci con semplicità”.

C'è un attore o un'attrice con cui ti sei sentito meglio "sintonizzato" sul set?

Ne potrei citare tanti. Alessandro Sperduti per esempio è un attore che non conoscevo, interpreta Angelo, uno dei figli di Micaela Ramazotti, è bravo e molto generoso in scena; uno che non si risparmia, credo sia una grande dote per un attore. Purtroppo non ho nessuna scena con Chiara Ricci, un’attrice che conosco da molti anni e che stimo. Al di fuori del set c’è grande sintonia tra di noi, sono anni che diciamo di fare una cosa assieme…chissà. (Nella nostra video intervista, un piccolo assaggio di quello che potrebbero fare insieme!)

Ti hanno truccato da anziano: com'è sentirsi "su di età", per un tipo spumeggiante come sei?

Un bella sensazione. Emozionante. Anche se ho paura della vecchiaia…mi spaventa. Recitando un ‘anziano’ - sul finale della serie - ho dovuto tenere a bada il mio estro, la mia vitalità. Non è stato facile, perché per farlo ho rischiato di accentuare troppo certi atteggiamenti. Le movenze eccessivamente rallentate, la gestualità irrituale. L’errore può essere compiuto al contrario. Per fortuna Avati mi ha subito richiamato all’ordine.
  
Cosa è cambiato per te, vivendo un'ambientazione che propone il matrimonio come un valore indissolubile? Tu, ci credi al matrimonio per tutta la vita?

Credo nel matrimonio, ma più nelle unioni. L’amore può essere eterno, ma anche no. Bisogna essere fortunati...

Progetti futuri?

In primavera inizierò le riprese de L'UOMO VOLANTE, un progetto che mi sta molto a cuore e che ha ricevuto in primis il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali nonché di altri sponsor come Filafi Fithu e Centrale del Latte di Roma. Grazie al loro supporto abbiamo potuto costruire un progetto filmico di grande respiro. Sarà una storia sull’amore analogico, che inizia negli anni ’80 e finisce ai giorni nostri. D’altronde la passione in tutte le sue sfumature è sempre al centro di tutte le mie storie…e anche della mia vita.

Ed infine, si faccia una domanda, si dia una risposta: 

Vorresti lavorare di nuovo con Pupi Avati?

Certamente sì. Vi svelo una curiosità: nei suoi set non esiste il monitor. Avati ristabilisce il vecchio rapporto che l’autore deve avere con gli attori, tutti. Diretto, confidenziale, intimo, vero. Questo fa di lui un maestro. Ti guarda dentro, perché ti è talmente vicino che non puoi sfuggirgli.


Vi ricordiamo che Un Matrimonio andrà in onda dal 29 di dicembre in prima serata su Rai Uno.


C.B.



martedì 17 dicembre 2013

"Un Matrimonio": Chiara Ricci e Adelmo Togliani, in due sul divano


Chiara Ricci (Valeria Zabban)
Adelmo Togliani (Cugino Edgardo)
Per l'uscita di "Un Matrimonio" di Pupi Avati che vedremo su Rai Uno a partire dal 29 dicembre, Chiara Ricci e Adelmo Togliani si sono prestati per un'intervista insolita e spiritosa per noi di Break Up Press News. 
Invece delle solite domande riportate per scritto, si sono inventati una gag divertente, seduti su un divano rosso. 
Vi lasciamo la sorpresa, non anticipandovi nulla...



Un matrimonio regia Pupi Avati
In onda su Rai Uno dal 29 dicembre ore 21.10
Fiction di sei episodi
Sceneggiatura di Tommaso Avati
Produzione: Rai Fiction e Antonio Avati per Dueafilm




UN MATRIMONIO . sinossi

È il racconto di un amore lungo più di 50 anni. Dal primo incontro nel 1948 alle nozze d’oro nel 2005.
I protagonisti sono Carlo Dagnini e Francesca Osti, giovani bolognesi appartenenti a contesti sociali diversi: lui, figlio di un commerciante benestante, assiduo e non fortunato scommettitore alle corse di cavalli; lei, figlia di un operaio dell’Arsenale, ex emigrante e gran donnaiolo.Nonostante la contrarietà delle rispettive famiglie, Carlo e Francesca, sempre più uniti da un sentimento tenero e ispirato, si fidanzano, si sposano, mettono al mondo due bambini, Angelo e Alberto, scelgono di adottare una bambina paraplegica, Anna Paola, e diventano nonni.Insieme superano le iniziali difficoltà economiche, i problemi legati alle inquietudini dei figli, le disillusioni e la miopia che la lunga vita a due porta con sé, fino a separarsi. Per poi ritrovarsi, scegliersi di nuovo e stare l’uno accanto all’altra per sempre. Sullo sfondo della loro storia, scorrono alcuni eventi della cronaca dell’Italia della seconda metà del Novecento, ricostruita grazie al repertorio delle Teche Rai (l’avvento della tv, per esempio, il referendum sul divorzio, il rapimento di Aldo Moro, la strage di Bologna.

Nel cast, oltre a Chiara Ricci ed Adelmo Togliani, anche Micaela Ramazzotti, Flavio Parenti, Andrea Roncato, Katia Ricciarelli, Ettore Bassi, Corrado Tedeschi e la partecipazione straordinaria di Christian De Sica. 

C.B.



Apulia Film Commission: presentazione del film Nomi e Cognomi di Draka Producion.

                                                 Maria Grazia Cucinotta alla presentazione

Giovinazzo, 16 dicembre - dalla nostra inviata "Conferenza Stampa del film Nomi e Cognomi"

Nella sala consigliare comunale c'era un’aria da festa patronale, mentre si consumava la presentazione di un film in lavorazione,e a confermarlo la presenza di tv e testate giornalistiche locali.

Poi loro che facevano il loro ingresso nel palazzo cittadino, antidivi al massimo: il regista Sebastiano Rizzo; il produttore Corrado Azzollini, le rappresentanze dell’Apulia Film Commission, e gli attori (Enrico Lo Verso, Antonio Stornaiolo, Maria Grazia Cucinotta, Mingo De Pasquale, tanto per citare i principali).

Enrico Lo Verso si è offerto di aiutare un’anziana signora in serie difficoltà col carrello della spesa sui gradini del comune. Inutile dire l’espressione della donna, stupefatta, incredula, ironicissima. Incontro riservato nell’anticamera della sala consigliare con i giornalisti invitati per rilasciare interviste e poi ingresso nella sala. Tutti vestiti in maniera semplice e casual si sono disposti: la produzione, le rappresentanze dell’Apulia Film Commission, e il sindaco sui seggi dei consiglieri, il regista e gli attori sui gradini della sala, che molto umilmente si sono offerti agli scatti affamati degli addetti ai lavori e del pubblico. Gli interventi degli attori sono stati quasi tutti rivolti alla cittadinanza, ringraziandola per il calore e il supporto. Si è sottolineato il fatto che l’attore Lo Verso abbia rifiutato l’alloggio in hotel per un appartamentino nel centro storico giovinazzese per meglio integrarsi nel contesto: "preferisco annusare gli odori del posto"(sue parole).



Battute ironiche non sono mancate come quella di Mingo (per la cronaca Mingo De Pasquale di Striscia la Notizia) che si è offerto di consegnare il provolone di striscia al sindaco perché l’ha chiamato Fabio…ahaha. Poi è venuta la volta del racconto: la storia di un giornalista locale che combatte il sottobosco corrotto dell’editoria. A tale proposito si è agganciata Maria Grazia Cucinotta che, partendo dalla sua storia personale, ha evidenziato come il Sud fosse bello, difficile, ma che possiede un'enorme ricchezza. Difficile affermarsi per chi viende dal Sud, ma non impossibile.

La parola è passata alla produzione che ha spiegato come la scelta di questo territorio urbano fosse già stata testata a luglio con la realizzazione di un corto. La rappresentanza dell’Apulia Film Commission ha sottolineato, con una punta d’orgoglio,come la Puglia sia diventata negli ultimi anni, meta di registi italiani e internazionali perché è un posto che lascia il segno e l'organizzazione è fiera di dare il suo contributo economico. Il tutto si è concluso con la data dell’uscita del film nelle sale italiane: si stima il secondo semestre del 2014 e poi si provvederà anche a una trattativa con la tv di stato o privata. 
                                         La nostra inviata Nicla con l'attore Enrico Lo Verso
 
Inutile dire che per quanto mi riguarda, mi sono rimaste impressi, gli auguri di Natale della brava e bella Cucinotta (manco fossimo amiche di vecchia data) e il dammi del tu del signor Lo Verso con aggiunta: la foto non è venuta bene? Vabbè ripetiamola, è un modo per riabbracciarci…. Sbam,break up news!!!! ;-)……

Nicla Mastropasqua per gli amici Solo Ni'

giovedì 5 dicembre 2013

Lola D: Dicotomiche Declinazioni di Donna



dal nostro inviato

Al Teatro dell'Orologio, nella minuscola sala Gassman, va in scena un onirico e raffinato monologo, scritto e diretto da Giancarlo Moretti, con Lucia Ciardo nei panni dell’unico personaggio in scena.

O forse sarebbe più appropriato dire personaggi, in quanto questa pièce ruota intorno a una donna, di cui ignoreremo il nome, e del suo alter ego immaginario Lola D., personalità riflessa della protagonista, che per essa diventa a tratti modello, a tratti nemesi, e spesso ossessione.

Una Donna qualunque
La narrazione è volutamente frammentaria, a volte di difficile comprensione, e la scelta del monologo è tanto impegnativa per chi calca il palcoscenico quanto lo è per chi assiste. Da sfondo alla rappresentazione, il poco di storia che ci viene accordato è un momento tipico della vita di tutti i giorni: una coppia si sta preparando per uscire di casa, e la donna, incalzata da un impaziente quanto invisibile compagno oltre la quarta parete, sta valutando l’abbigliamento per l’uscita.

Il Demone che tutti abbiamo Dentro
Ma mentre l’azione sul piano cosciente è molto materiale, molto terrena, forse quasi banale nei suoi gesti, al cambiar dei vari abiti, scopriamo che questa persona ha “dentro” una creatura, voluta e cresciuta negli anni, la Lola del titolo, che fa da contraltare a tutte le pulsioni della sua creatrice.La protagonista non è soddisfatta di sé, del proprio vissuto, e proietta sulla sua creazione mentale tutto ciò che lei vorrebbe essere, fare, dire e pensare, e che per le inafferrabili, piccole meschinità della vita, non è mai riuscita a realizzare.

D come Due Anime
Da subito lo spettatore viene immerso in un dialogo bipolare tra Lola e la sua generatrice, tra la coscienza dell’io e la sua libertà, tra ciò che il personaggio è, e ciò che vorrebbe essere, in un emozionante alternarsi di scene reali e flashback di una memoria alternativa, in un mondo parallelo, che vive e pulsa solo nella mente e nello spirito della donna sotto i riflettori.

Le sensazioni, le scoperte, i ricordi (o presunti tali) si susseguono sul leitmotiv della ricerca del vero cognome di Lola, che come un’opera incompiuta di un artista soddisfatto del bozzetto, non “ricorda” come si chiami in realtà, e insegue la sua identità profonda, declinando quella D puntata del titolo nei tratti più profondi e classici di una donna: i suoi desideri, le sue disgrazie e la sua perenne ricerca di dolcezza.

Un Dinamico Duo
Moretti ancora una volta ci offre un testo denso, a tinte forti, a pennellate a tratti violente e a tratti delicate. Il suo teatro delle emozioni qui sublima in un lavoro impegnativo e impegnato, che diventa sfida, nel caricare sulle spalle di un solo attore il continuo pendolare tra un sé reale e un sé immaginato. Non possiamo essere completamente a nostro agio di fronte a un’opera che scarnifica così le facce di un’anima ricca e appassionata, ma anche tormentata e ossessionata dalle sue stesse costruzioni.


La Ciardo ha un compito davvero imponente, ma riesce a portarlo a termine, nella prima a cui abbiamo assistito, con grandissima passione e concentrazione. Raccoglie una grande sfida, e con impressionante bravura riesce a gestirla. E tutto a dispetto dell’essere totalmente da sola in scena, non poter contare sull’aiuto o la sponda di alcun collega, rimanere per oltre tre quarti d’ora, ininiterrottamente, l’unico corpo su cui sono posati gli occhi degli spettatori e dialogare col proprio regista solo tramite i giochi di luci e musiche, mentre il suo personaggio oscilla tra reale e virtuale, tra coscienza e sogno, e si esibisce anche in prove muscolari, fisiche, addirittura carnali.


Decisamente da vedere
Insomma, un’altra prova di puro teatro dopo “Dove Sei” e “Rose di Maggio”, che trascura volutamente i dettagli della storia per concentrarsi sulle emozioni, sulle sensazioni, sul coinvolgimento “di pancia”; sull’amore-odio della protagonista e del suo doppione antagonista, per offrirci una ricchezza espressiva solida e convincente, anche se non sempre e non per tutti di facile lettura.

Ma come commentato dopo la con gli artisti dopo il lavoro, la scommessa di un monologo è un naturale passaggio nell’evoluzione del teatro “senza sconti” di Moretti, che abbiamo imparato ad apprezzare e che ogni volta ci riserva una sorpresa “tosta” e piacevole al tempo stesso.


Francesco Munda

giovedì 28 novembre 2013

Paolo Genovese: alla regia di "Quando l'amore va in campagna".

                                                              Paolo Genovese 


Novità per il regista Paolo Genovese con due nuovi film uno per Pepito Produzioni e l'altra per Lotus Production. Il film prodotto dalla famiglia Saccà si intitolerà "Quando l'amore va in campagna", che ha richiesto l'assegnazione come contributo quale lungometraggio di Interesse Culturale.

Paolo Genovese è il regista di "Tutta colpa di Freud", che sarà nelle sale dal 23 di gennaio 2014, e lo sceneggiatore di "Un fantastico via vai" per Leonardo Pieraccioni" anche questo presto al cinema, dal prossimo 12 dicembre.

C.B.




mercoledì 27 novembre 2013

Francesco Zecca: laboratorio per attori. "C'era una volta Biancaneve".



Il bravo attore e regista Francesco Zecca apre il laboratorio per attori professionisti che si terrà dall' 11 al 15 dicembre, presso lo Spazio Mixò di Via Fivizzano 27 loc. Pigneto, a Roma.

Il tema sarà una riscrittura di Biancaneve, la celebre favola dei Fratelli Grimm, che è stata la protagonista di fumetti, film d'animazione di Walt Disney e considerata da sempre un'eroina romantica della nostra infanzia. 

Zecca è un ottimo regista di pièce teatrali, lo abbiamo visto in "Come tu mi vuoi" di Pirandello - che andrà in replica nei teatri dal 7 di gennaio al 6 marzo con protagonista Lucrezia Lante della Rovere, mentre in questa occasione Francesco condurrà gli attori in uno spazio vitale dove potranno esprimere le loro emozioni, mescolando il sapere e l'apprendimento, e scambiare idee, riflettere e dare luce alla propria spontaneità.

I C.V. vanno spediti entro l'8 di dicembre alla casella postale del regista all'indirizzo : zecca.f@gmail.com.

Francesco vi aspetta. 


Clara Bartoletti

martedì 26 novembre 2013

Lola D. con Lucia Ciardo scritto e diretto da Giancarlo Moretti


Teatro dell’Orologio
Sala Gassman
3 dicembre | 8 dicembre 2013
L’associazione culturale EXTRAVAGARTE
presenta
Lola D.
Scritto e diretto da Giancarlo Moretti
con
Lucia Ciardo

Trucco e consulente immagine: Stefania Tonini
Foto di scena: Francesco Marino

Sarà in scena al Teatro dell’Orologio (Sala Gassman) dal 3 all’8 dicembre 2013 lo spettacolo LOLA D., scritto e diretto da Giancarlo Moretti. Protagonista è Lucia Ciardo.
Dicembre, una donna si sta preparando per uscire mentre un uomo la aspetta al di là della porta della loro camera da letto. Come altre cento, mille volte ripete gesti quotidiani: si veste, si trucca, si osserva. Ma questa donna cela in sé il desiderio di uscire dall’anonimato della quotidianità, dal freddo ostile dell’inverno, alla ricerca di un sole che la riscaldi dentro.
Appare così il suo alter ego: Lola D., in cui racchiude desideri e paure, la tenerezza dei ricordi che riaffiorano dall’infanzia ed il suo vissuto di adulta; una donna immaginaria che lei ama ma al contempo odia, a cui ha dato vita per affrontare le delusioni del presente e mantenere i ricordi del passato.
Lo spettacolo è costruito intorno ad un’alternanza di tre voci tutte strette in un monologo: la donna, Lola D., e quell’uomo, tanto vicino da poterci parlare alzando appena appena la voce per farsi sentire al di là della porta, quanto allo stesso tempo distante nell’incomunicabilità dei sentimenti. Tanto vicino da farla felice oppure farla soffrire fino a morirne. Una donna alla ricerca di una sua identità con cui affrontare la vita di tutti i giorni, e capace di rinascere ogni volta dalle proprie ceneri.
Giancarlo Moretti dopo i successi riscossi con i precedenti spettacoli che lo hanno visto regista ed autore (Un giorno qualsiasi, Dove Sei, Il terzo tempo, Rose di maggio), si confronta con un monologo che dipinge i colori delle emozioni dell’anima di una donna.

“Lola D. è un monologo inteso non come narrazione di fatti – racconta l’autore e regista Giancarlo Moretti - ma come ricerca della nostra voce interiore, in cui l’obiettivo è sondare il vissuto e il non detto attraverso l’annullamento dello spazio e del tempo.
Il personaggio, infatti, esplora intensamente i suoi ricordi ed il suo presente tra esaltazione e inquietudine, entrando ed uscendo da se stesso sulla spinta delle emozioni, vivendo contemporaneamente stati diversi della sua psiche in una continua distonia emotiva. Davanti al pubblico, Lola D. è allo stesso tempo qui e altrove, l’una e l’altra di sé, sola con se stessa, senza barriere e senza finzioni”.

Atto unico, durata 1ora circa





Lucia Ciardo
Nasce Padova ma è di origini e adozione pugliese. Studia in Puglia c/o la Scuola MurgiaTeatro di Clarizio Di Ciaula. Prosegue a Roma seguendo il maestro Giancarlo Sepe per la ricerca dell'attorialitá attraverso il movimento e la musica; il coach. Vincenzo Attingenti per il metodo dell' acting e Mary Setrakjan per l'acting nel canto. Agli inizi del 2000 collabora per anni con la Compagnia TeatroOltre di Pierfrancesco Ambrogio con cui sperimenta drammaturgie di teatro classico e contemporaneo fino al teatro civile. Continua la sua ricerca aprendosi a contaminazioni diverse. Nasce così la collaborazione con Viola di Massimo, pittrice e scrittrice di cui interpreta e dirige "Lettera d'Amore Contemporanea", corto teatrale tra prosa e pittura per il Premio Art Cafè Letterario di Roma. La collaborazione con Enza Piccolo scrittrice contemporanea di " 4 donne e la Storia" la porta ad adattare interpretare e dirigere "I Volti dell'Amore" con cui partecipa al Festival della Creatività c/o la Factory Macro Testaccio a Roma. Da anni, parallelamente alla carriera di attrice, si dedica alla formazione. Conduce diversi laboratori teatrali: dal 2010 collabora con Barbara Abbondanza per i laboratori ragazzi c/o Scuola Artes di Enrico Brignano. Conduce invece classi per adulti per l'Ass Culturale "Gocce di Arte ". Partecipa inoltre a progetti speciali di carattere sociale: dal 2004 fa parte, come paziente simulato, del progetto "Onkotalk" corso di comunicazione per medici oncologici sul trattamento della malattia per sviluppare la relazione empatica medico-paziente. Nel 2009 crea il Festival del Teatro Visibile, rassegna di sperimentazione di nuove drammaturgia contemporanea.

Giancarlo Moretti
Muove i suoi primi passi nell’ambito di una formazione musicale e letteraria che lo conducono alla Laurea in Lettere in Storia della Musica. Da qui le numerose collaborazioni per Radio Rai, Accademia di Santa Cecila e Treccani, nonché la pubblicazione di testi dedicati alla filosofia e la musica russa e francese. Successivamente inizia un percorso di studio dell’espressività pittorica e teatrale sia in Italia che in Belgio approfondendone le tecniche con vari maestri. Nel 2004 è tra i fondatori dell’Associazione teatrale Extravagarte di Roma con la quale mette in scena numerosi spettacoli come attore e regista affrontando i grandi autori del teatro drammatico e comico: Ibsen, Pirandello, Tennessee Williams, Pinter, Rohmer, Magnier, De Benedetti e Goldoni per citarne solo alcuni. Dal 2011 propone al pubblico suoi testi originali (Un giorno qualsiasi, Dove Sei, Il terzo tempoRose di maggio) nei quali dà vita ad un teatro delle “emozioni”, in cui la componente emotiva è predominante rispetto a quella narrativa; un teatro della “quotidianità”, intesa come il ‘possibile’ di ognuno condotto al limite del paradosso esemplare.


Teatro dell’Orologio Sala Gassman
via de’ Filippini 17/a Roma
Orario repliche: dal martedì al sabato ore 21,30 - Domenica ore 18,00
Botteghino: 06 6875550
Costo biglietti: Intero 12 euro, ridotto 10 euro. Tessera 2 euro

mercoledì 20 novembre 2013

Da Londra a Torino in bicicletta per sostenere Movember!


Andrea, 43 anni, una moglie e due figli, un buon lavoro nella finanza, vive a Londra da 7 anni dopo aver preso la decisione di lasciare il bel paese per una migliore possibilita' lavorativa. A novembre di quest'anno in seguito ad una nuova occasione di lavoro si e' ritrovato con 3 settimane di vacanze forzate e una moglie che a casa non l'avrebbe sopportato per molto. Cosi finalmente dopo averlo rimandato per anni, in pochi giorni si e' organizzato e preparato per affrontare 1200 km in bicicletta attraversando ben 4 stati (Regno Unito, Francia, Svizzera e Italia), salendo più di 4.000 metri lungo le strade delle Alpi, trovandosi con temperature intorno ai -10 durante i passaggi piu' difficili.

Parlando con suo fratello gli e' venuto in mente di associare il giro in bici con Movember. Siccome Movember e' un'iniziativa speciale ha pensato che il giro in bici doveva essere speciale; una pedalata di 1200 chilometri al freddo, pioggia e neve gli e' sembrata abbastanza speciale! Anche se fuori allenamento, e le previsioni meteo non erano delle migliori ha deciso di farlo in un batter d'occhio!

E' partito da Londra il 15 novembre e ha previsto di arrivare a Torino il 26 novembre.
Potete seguire il suo diario su Facebook diventando fan della pagina Movember Cycle Challenge 2013 mentre sul suo Mo space e' possibile fare una donazione, anche solo di £1.


Aggiornamento:
La moglie Cristina e' stata intervistata durante il programma "La fine del mondo" su Radio M2o da Selvaggia Lucarelli e Fabio De Vivo.



C.R. 

Giampaolo Morelli: Lollo Love in Song'e Napule.

Al RomaCinemaFest di questo mese è stato presentato, fuori concorso, il nuovo film a regia Manetti Bros con protagonista Giampaolo Morelli. Purtroppo fuori concorso, visto i risultati entusiastici della critica e degli spettatori: un film così era da tempo che non si vedeva, a sentire i commenti sul web.

La storia è "verace", come si confà al popolo napoletano. Un pregiudicato dal volto anonimo, tanto da essere soprannominato O fantasma, è il chiodo fisso del Commissario Cammarota, che da anni cerca di incastrarlo. Fallito ogni tentativo, gioca la carta dell'infiltrato. Ma non un poliziotto qualsiasi, bensì il poliziotto cantante Lollo Love, un giovanotto che si è dato alla carriera in polizia solo per bisogno di denaro e non certo per vocazione, ma con una grande passione per la musica napoletana. Una sorta di Nino D'Angelo dei nostri giorni, che fa strage di cuori adolescenziali e che si ritrova a cantare al matrimonio di un capo della "Mala", dove sarà presente, mescolato fra gli invitati, il cattivissimo di turno. Le musiche sono di Pivio e Aldo De Scalzi, e si sente, in lontananza, il ricordo della colonna sonora dell'Ispettore Coliandro.. ma non solo.

I Manetti Bros riescono in questo lungometraggio a dar voce a Napoli, sia come contenuti sociali che dal punto di vista musicale. Siamo stati abituati da sempre al sole della splendida città, cantata da Merola, da Nino D'Angelo, e da Gigi D'Alessio, ed è sorprendente vedere ( e sentire) l'amato Ispettore Coliandro gorgheggiare fra una serenata e un assolo partenopeo. Ed è sorprendente altresì riconoscere la bravura dei Manetti Bros, conosciuti al grande pubblico soprattutto per i film splatter e di paura, cimentandosi in una commedia brillante dai toni casalinghi. 

Grandi attori hanno dato tanto alla comicità napoletana, basta ricordare Massimo Troisi, Lello Arena, Vincenzo Salemme, e possiamo quindi annoverare fra queste star anche il nome di Giampaolo Morelli, che finalmente ha potuto dar voce e luce alla realtà della sua città. E poi, come in ogni storia che si rispetti, Paco alias Lollo Love troverà pure l'amore, tra gag esilaranti e personaggi pittoreschi che hanno tanto di surreale ma anche di concreta realtà.

Un film da andare a vedere, e che farà entrare nel cuore dello spettatore il mix di genialità della regia, imbevuta di risate e qualche volta di amarezza, di quella nostalgia che solo certi luoghi italiani sanno dare.

Nella gallery le foto dal set durante la lavorazione del film, ottobre/novembre/dicembre 2012.









Song'e Napule :


Alessandro Roja, Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Paolo Sassanelli, Peppe Servillo, Ciro Petrone, Franco Ricciardi, Ivan Granatino
Regia: Manetti Bros
Sceneggiatura: Manetti Bros & Michelangelo la Neve
Musiche: Pivio e Aldo De Scalzi
Prodotto da : Rai Cinema, Devon Cinematografica
Clara Bartoletti

lunedì 4 novembre 2013

7 ore per farti innamorare, buona la 'uno'!


A due passi da San Giovanni in Laterano a Roma, abbiamo assistito alla commedia brillante “7 ore per farti innamorare”, con Giampaolo Morelli, Carolina Crescentini, Stefano Fresi e la nostra Chiara Ricci, su un testo adattato dal libro omonimo di Morelli, per la regia di Gianluca Ansanelli. Lo spettacolo è arricchito dalla partecipazione amichevole in video di Giorgio Colangeli e Miloud Mourad Benamara. Le musiche sono di Cristiano Califano.


Buona la una! (*)

La storia è abbastanza classica nel suo impianto iniziale: il promettente e un po’ sfigato talento del giornalismo finanziario (Paolo/Giampaolo Morelli) vive un apparente idillio con la sua fidanzatina (Giorgia/Chiara Ricci), fin troppo organizzata e organizzatrice - al confine con l’ossessivo.

Quando scopre che questa ha da tempo una relazione col suo capo, è inevitabile la rottura, e le successive dimissioni lo costringono ad accettare un lavoro di ripiego in una rivistaccia per soli uomini, incoraggiato dall’esuberante amico fotoreporter (Marcello/Stefano Fresi).

Dalle stelle alle stalle, il protagonista finisce precipitato in un mondo non suo: abituato ad articoli seri e compassati sull’economia e le quotazioni di borsa, si ritrova invischiato in scultura degli addominali, tronisti di bassa lega e trucchi su “come farla impazzire a letto”.

Fino al momento in cui verrà mandato a scrivere di uno strabiliante corso di “rimorchio”, che garantisce la conquista della “preda” in sole sette ore - le sette ore del titolo - dall’approccio al “consumo”.

A questo punto, gli schemi saltano.

Il docente del corso, tra teorie evolutive e tecniche di aggancio al bar, non è un casanova postmoderno, come si potrebbe sospettare, bensì un’agguerrita e bellissima coach (Valeria/Carolina Crescentini). Il che, ovviamente, stravolge il grigio mondo di Paolo, e lo proietta almeno due scalini più in alto sulla lunghissima scala della scoperta di cosa vogliano realmente le donne!

...E se questa occasione potesse essere sfruttata per riconquistare Giorgia? Vale la pena di tentare, visto che il corso va seguito comunque, avendo avuto grande successo sulla rivista! Certo, potrebbe funzionare, a meno che…



Spazi, volumi, ritmi


Il Golden è finalmente un teatro spazioso e il palco è letteralmente in mezzo agli spettatori; questa disposizione permette alla narrazione di evolversi in ambienti differenti senza cambiare struttura, semplicemente aggiungendo o modificando piccoli dettagli dell’arredamento e delle scenografie.


L’atto unico in realtà si compone di dozzine di scene - a volte vere scenette - con un ritmo e “stacchi” sicuramente più congeniali a un taglio televisivo o cinematografico, e che aggiunge difficoltà logistica all’impegno recitativo per i quattro artisti in scena. Davanti e dietro il proscenio, tra i pochi elementi minimalisti, immaginando motociclette e terrazze vista mare dove un attimo prima c’erano solo panche e bauli, gli attori si muovono in uno spazio aperto, con una quarta parete che in realtà, per la disposizione degli spettatori, avvolge quasi tutta la scena, e che viene sistematicamente abbattuta nella continua interazione tra personaggi e pubblico, e tra attori e pubblico!

Sotto i riflettori

I quattro teatranti sono semplicemente strepitosi, ognuno a modo suo. Caratterizzati, ma non stereotipati, in maniera decisa e riconoscibile i quattro personaggi.

Morelli è a casa sua. Il testo è suo, il personaggio è suo, la scena è sua; le battute non sembrano scritte e studiate, ma lette di getto da un suo diario, e il tempo comico è perfetto, cantilenato nel suo dialetto napoletano a volte accennato, a volte represso, a volte trionfalmente sfruttato nella sua innata simpatia. Un Totò con lo smartphone in tasca, padrone del copione, che passa dalle “facce buffe” al distacco del narratore fuori campo con inquietante velocità.

La Crescentini è una rivelazione, e la dimostrazione che il teatro tira fuori i veri attori, separandoli dalle belle statuine. Intensa, trascinante, capace di profondità e immedesimazione sorprendenti. Nelle scene più drammatiche, comunque presenti, emerge una recitazione sensibile, appassionata, emozionata, dallo scricciolo biondo che mette in riga gli sfigatelli con l’autostima sotto i tacchi.

Fresi è il caratterista che non smetteresti mai di apprezzare. Viene sempre il dubbio se stia recitando o improvvisando, se la sua battuta, magari nel tipico romanesco sincopato, sia stata studiata per settimane o venuta così, come te l’aspetteresti chiacchierandoci di persona. Il suo esilarante personaggio casinista è d’aiuto, sicuramente, ma non ci si improvvisa spalla se non si riesce a tenere lo stesso livello del capo-comico.


Chiaramente Chiara!

La nostra Chiaretta dà l’ennesima prova di bravura, con una sfida tutta nuova. Dice che siano i suoi primi passi nella commedia, e che l’abbia aiutata il fatto che il suo personaggio sia il più serio e impostato di tutti. Un personaggio tutto sommato non molto positivo, anzi, a tratti antipatico, molto lontano da come sia lei - e per questo ancora più complicato - mentre asseconda Morelli nelle sue battute fulminanti e nelle sue riflessioni profonde e accorate.

Ma noi sappiamo benissimo che dietro la sua preparazione drammatica, la sua concentrazione e precisione maniacale (citiamo non a caso Elena di Rose di Maggio), la sua presenza scenica luminosa, brillante, sorridente, si intravede, neanche troppo celato, un cuore comico e buffonesco di prim’ordine.


E non sono solo le sue faccette, i suoi ammiccamenti, la battuta sempre pronta, il senso del grottesco e del ridicolo, l’inesauribile allegria che conosciamo bene; siamo convinti che con uno studio e un’applicazione diligente alla corte di maestri della commedia (come Morelli e Ansanelli, in questo caso), l’evoluzione di Chiara in un’attrice completa, poliedrica, che sa far divertire molto mentre si diverte moltissimo, sia assolutamente a portata di mano.



Se potete, andateci!

La commedia è davvero divertente, merita di essere vista e goduta dalla prima all’ultima frase, non senza lasciare spunti riflessivi sui rapporti tra uomini e donne, sulle differenze tra attrazione e innamoramento, sulle esigenze dei due sessi e i loro ancestrali motivi proiettati in una società schizofrenica e disfunzionale.

Ma soprattutto potrebbe segnare un punto di svolta per la Nostra, e un ingresso davvero trionfale nell’arte comica che tanto le vedremmo cucita bene addosso.

E non importa se ci siano piccole limature da rifinire, come è giusto e normale che sia. Per esempio, il disinvolto uso del dialetto per i due attori maschi, mentre le due femminucce sembrano un pochino più ingessate in una recitazione “impostata” e rigorosa.

O la struttura stessa degli spazi del palcoscenico, per i quali c’è sempre almeno qualche spettatore a cui i protagonisti danno le spalle.

E anche se da un certo punto (che non vi diciamo) la storia prende una direzione ben precisa e il finale è abbastanza prevedibile (ma non vi diciamo come), rimane comunque un’opera decisamente godibile, e la speranza di vederla anche su grande schermo potrebbe rendere ancora più preziosa questa eccellente riduzione teatrale del libro di Morelli.

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(*) - Nessuna Clara è stata maltrattata per questa recensione!


Francesco Munda (amico della redazione)

sabato 2 novembre 2013

Dario Acocella: non amo i supereroi, mi piace raccontare la realtà.



Oggi la redazione ha intervistato per Voi Dario Acocella, regista, sceneggiatore e documentarista che sarà presente a Roma al Festival del Cinema per l'uscita del documentario "Ho fatto una barca di soldi", che racconta la giornata tipo dell'artista Fausto Delle Chiaie. Un artista che espone le sue opere "on plain air" da circa quaranta anni tra i marciapiedi attorno all'Ara Pacis a Roma.

Come è nata la tua passione per la regia. Che tipo di studi hai fatto, quale regista ti ha ispirato maggiormente?

La mia passione per la regia è nata subito dopo l'adolescenza, una curiosità ed un fascino immediato per le immagini in movimento mi hanno fatto amare da subito la macchina da presa. All'inizio per lavori di videoarte, poi per lavori sempre più vicini alla narrazione filmica. Mi sono laureato al Dams di Roma Tre ed il regista che ha segnato più profondamente il mio immaginario, proprio durante l'adolescenza, è stato David Lynch.


Al tuo attivo la regia di Capri 3 e di Il bene e il male, per Rai Uno. Ma ci sono anche i videoclip musicali, e adesso il documentario su Fasto Delle Chiaie. Quali di questi format ti dà più soddisfazioni e perché. Dove riesci ad esprimerti al meglio?

Credo che per un regista la cosa più stimolante sia cambiare sempre oggetto e stile delle storie che deve raccontare. E' sempre un banco di prova importante passare dal linguaggio dello spot televisivo, al documentario o ancora dalla serie tv generalista al video musicale. Sicuramente, dovendo dire la mia, alla costruzione/costrizione narrativa tipica della fiction, che incatena gli attori in un ruolo da interpretare, preferisco e mi sento molto più vicino allo spirito documentaristico che per me oggi ha un valore ben diverso da quello che questo genere ha avuto in passato. Credo che oggi ci si possa riferire al documentario con un'unica dicitura possibile: cinema del reale.

Sceneggiatore, regista, esperto di montaggi. Quale è la parte più difficile.

La parte più difficile è quella che richiede una grande dose di fantasia per creare qualcosa che prima non c'era e raccontarla in modo credibile ed originale. In sostanza tutte e nessuna. La tecnica nel montaggio, nella coerenza delle inquadrature e nel respiro della storia, si acquisiscono con il tempo, la fantasia invece, è sempre merce rara.


Quali sono le letture e/o i generi musicali che preferisci. C'è un eroe della letteratura o dei fumetti che senti di avere nelle tue corde?

Ho sempre prediletto la narrativa contemporanea, la prosa in genere, romanzi e racconti. Difficile sceglierne uno in particolare, ma visto che si parlava di fantasia citerei Michail Bulgakov. I fumetti? Purtroppo non ne ho mai subito il fascino.

Sul set di Il bene e il male hai conosciuto tua moglie, Bianca Guaccero. E' stato il classico colpo di fulmine o l'amore è maturato durante la lavorazione del film. Come è possibile coniugare il lavoro e l'amore, è complicato?

Sono tendenzialmente restio a parlare della mia vita privata, ma quello che posso affemare con certezza è questo: coniugare amore e passione per il proprio lavoro può riuscire solo quando chi ti è accanto ti ama veramente e desidera la tua realizzazione senza ostacolarla.


Presenterai al Festival di Roma il documentario "Ho fatto una barca di soldi" basato su una giornata tipo "on plain air" dell'artista Fausto Delle Chiaie, il quale riesce a cogliere la poesia e trasformarla in arte usando oggetti dimenticati e non più servibili, come la spazzatura. Vuoi parlarcene? Cosa ti ha lasciato questa esperienza a livello emotivo?

Credo che Fausto Delle Chiaie sia l'artista più completo e degno di questo nome che abbia mai incontrato. Non esige altro, non si lamenta mai ed insieme abbiamo sempre e solo parlato dell'importanza dell'esprimersi quotidianamente su ogni livello. Il pubblico è indispensabile, ma lo è anche il non fermarsi mai, e lui non si ferma da almeno quarant'anni. Non gli interessano fama, soldi, popolarità e null'altro che sia legato allo spirito narcisistico ed onnipotente che accompagna qualunque artista. Fausto è un maestro di vita ed un esempio straordinario di umanità.



Se ti proponessero un film americano, quale storia ti piacerebbe girare. Quali attori sarebbero nel tuo cast?

Sicuramente tenterei di stare lontano dai grandi progetti milionari di Hollywood. Mi piacerebbe raccontare l'America che emerge raramente nei film; così come non ho mai amato i supereroi perchè non hanno un tallone d'Achille, racconterei invece le storie che registi come Gus Van Sant o Paul Thomas Anderson hanno approfondito e portato alla luce (da Paranoid Park a Magnolia) e gli attori che sceglierei non sarebbero altro che quelli giusti per quella storie.

Quanto è stata dura (o lunga) la strada per l'affermazione professionale. Hai un consiglio da dare ai giovani aspiranti registi? Cosa è meglio curare. la storia, i dialoghi, la fotografia?

Se è stata dura? No. E' durissima, e badate bene che sto dicendo "è" e non "è stata". E' una guerra quotidiana tra il desiderio di libertà nel raccontare ciò che ci piace, ovvero la libertà espressiva e la stretta fascia di mercato di oggi, pronta ad essere poco ricettiva sui lavori di "ricerca" e più attenta a tutto ciò che fa incassi. Un consiglio? Resistere, resistere, resistere!
Cosa pensi delle web series, e che importanza dai ai social network. Sei un tipo analogico, digitale o addirittura 3d?

Amo molto la tecnologia e credo che sia una straordinaria risorsa. Le web series sono una grande cosa, possono essere realizzate con poco e raggiungere ogni angolo del mondo con il minimo sforzo. Sono un ottima possibilità da cogliere per sperimentare e trovare nuove strade, l'importante è sempre però evitare di generare progetti ad uso e consumo quotidiano dello spettatore. Di Twin Peaks se ne parla ancora dopo oltre vent'anni, delle web series dello scorso anno spesso non si ricorda più neanche il titolo!



Quali progetti hai per il futuro. Ritieni che il tuo mestiere sia una professione o una vocazione?

Progetti per il futuro tantissimi, speriamo che almeno uno vada in porto! Credo che fare il regista sia una professione come le altre, essere artisti è un altra cosa e dura per sempre.

Raccontaci qualcosa, un ricordo che non potrai mai dimenticare.

Posso solo dire che non dimenticherò mail il primo giorno "ufficiale" di set nelle vesti di regista, dove avevo finalmente una troupe a mia disposizione e gli attori non erano più parenti e amici. La prima domanda fu: "...e mi pagano per fare questo?".




Ringraziamo Dario per la sua disponibilità, e Vi ricordiamo che potrete assistere alla proiezione ufficiale di "Ho fatto una barca di soldi" Sabato 9 novembre alle ore 20.00, in collaborazione con Rai Cinema e realizzato con il contributo della Regione Lazio, presso il Museo Maxxi di Roma, Via Guido Reni 4/A.



Clara Bartoletti



martedì 29 ottobre 2013

"Ho fatto una barca di soldi" al Festival del Cinema di Roma



Il film documentario Ho fatto una barca di soldi di Dario Acocella è presentato fuori concorso al Festival Internazionale del Cinema di Roma nella sezione Prospettive Doc Italia


Sabato 9 novembre 2013 il museo MAXXI ospita, all’interno delle manifestazioni del Festival Internazionale del Cinema di Roma, l’anteprima mondiale del film documentario Ho fatto una barca di soldi, una produzione Zerozerocento in collaborazione con Rai Cinema e Fanfara Film, per la regia di Dario Acocella

Roma, ottobre 2013Ho fatto una barca di soldi di Dario Acocella, prodotto da Zerozerocento Produzioni in collaborazione con Rai Cinema e Fanfara Film, sarà presentato fuori concorso al Festival Internazionale del Cinema di Roma (8-17 novembre 2013) nella sezione Prospettive Doc Italia in un’anteprima mondiale che si terrà sabato 9 novembre alle ore 20.00 nella suggestiva cornice del museo MAXXI (Via Guido Reni 4/A, Roma).

Dario Acocella, già regista e sceneggiatore di serie televisive, film documentari, videoclip e cortometraggi, con Ho fatto una barca di soldi esordisce con un film documentario per il cinema da lui scritto e diretto con sensibilità straordinaria e capace di restituirci un ritratto dal vero senza filtri.



Il film è un viaggio lungo un giorno con Fausto delle Chiaie, artista pioniere della Street Art che - con un carrello della spesa come atelier nel suo spazio en plein air in Piazza Augusto Imperatore a Roma - da oltre quarant’anni si pone l’obiettivo di portare l’arte in mezzo a persone che difficilmente entrerebbero in un museo. Il titolo del film riprende proprio quello di un’opera dell’artista: una barchetta costruita con plastilina o stagnola e riempita con monete da pochi centesimi.

Con questo film ho voluto compiere un viaggio nella radice più profonda dell’essere artisti, ovvero nella gratificazione generata dall’esprimere quotidianamente le proprie esigenze creative. – dichiara il regista Dario Acocella – Racconto di un artista che ha scelto di rimanere al di fuori dei circuiti espositivi ufficiali,  portando la propria arte per strada, lì dove il rapporto con il pubblico è diretto. Sono rimasto folgorato dallo sguardo di Fausto sul mondo, ma senza abbandonarmi al cliché dell’artista pazzo e solitario ho voluto capire se vi fosse un segreto nella sua felicità e se questa potesse nascondere codici universalmente validi per tutti”.

Il film dopo la proiezione in anteprima a Roma, verrà presentato a numerosi festival nazionali e intorno al mondo.

                                    

lunedì 28 ottobre 2013

7 ore per farti innamorare: la ricetta giusta è cocktail di gamberi!


Domenica 26 ottobre siamo andate a Roma per vedere lo  spettacolo di Giampaolo Morelli, 7 ore per farti innamorare, tratto dal libro dello stesso Morelli, al Teatro Golden.

Non è facile ridurre una storia d'amore, a tratti svolta in esterni e dal ritmo veloce in una sceneggiatura, ma il regista Gianluca Ansanelli ci è riuscito bene. La scenografia è essenziale, alcuni mobili bianchi si trasformano nell' ufficio, in un gate dell'aeroporto, nella camera della fidanzata Giorgia, nella casa di Valeria, nell'ufficio di Paolo, a seconda delle necessità di copione. Basta solo aggiungere alcuni oggetti, che poi spariscono con l'uscita dei personaggi, e si entra nel vivo della commedia.

I personaggi sono quattro, più due di supporto, che vengono chiamati in ballo attraverso l'ausilio di un fondale che ci porta in un attimo su Skype. Si, questa storia è moderna, parla di testate giornalistiche, Macho Man o Micio Man per il papà di Valeria, o del Sole 24 ore,- quel quotidiano per zitelle?- ma anche di tradimenti "analogici", - Giorgia infatti preferisce il tradimento solito, farsi trovare nella doccia con l'Alfonso, - hai mai visto uno che ti tradisce mentre si lava a pezzi?- che  messaggiando su Whatsup, e del potere della seduzione.



Non si dice infatti, in amore vince chi fugge? Paolo, giornalista sfigatissimo, interpretato da uno straordinario Morelli, scopre il tradimento, proprio in vista di una promozione nel giornale dove Alfonso è il suo capo, e quindi decide di licenziarsi. Solo, affranto e abbandonato, si fa convincere da Marcello (un grandioso Stefano Fresi) a scrivere articoli per una rivista per soli uomini, dove il tema principale è sempre quello: come rimorchiare una donna in un battibaleno. Ovviamente dopo essersi depilati, palestrati e aver fatto un bel corso di dizione. Meglio ancora, di seduzione. Da Valeria, ragazza molto rock, che in fondo non è così dura come vuole farci credere, ma anche lei in cerca del grande amore.



In questa storia leggera e molto divertente, dove le battute non si sprecano, ci sono poi i risvolti psicologici. Giorgia, (Chiara Ricci) è una donna attraente, sofisticata, amante di Antigua e non delle Maldive - ci vanno tutti!-, ama i mobili di marca, non sa attaccare neppure una mensola, ma adora sposarsi  in gennaio, che fa molto alternativo. Una programmatrice del futuro dove tutti hanno un ruolo, pure il figlio che dovrà nascere. E che avrà quel nome. Tradisce Paolo, non si sentiva amata, non era felice, ma il suo personaggio è lo specchio dei nostri tempi, dove si preferisce di gran lunga sposarsi per convenienza, che per amore. Paolo è timido, il classico zerbino, grande imitatore di Forrest Gump,  che non riesce a dimenticarsi della sua ex, per usare un termine caro alla seduzione, è in ONE ITIS, - cotto e stracotto - e quindi il suo unico obiettivo è riconquistare Giorgia. Per farlo sbaglierà tecnica, finché Valeria, la maestrina Carolina Crescentini, gli spiegherà - a volte in modo brusco- che per farsi amare non si deve rincorrere, ma farsi cercare. E non parlare di lavoro, ma di emozioni, le stesse che fanno partire in quarta anche la più ostica delle donne in carriera. Il tutto, che potrebbe essere molto semplice, viene ogni volta complicato da Marcello, che una ne pensa e cento ne fa. Nel suo tentativo di far ricongiungere la coppia, fa solo pasticci. Le sue gag sono esilaranti, e nel guardare come interagisce con gli altri attori, ho il vago sospetto che ogni tanto improvvisi, e che questo coinvolga ancora di più il pubblico. I due personaggi virtuali sono il bravissimo Giorgio Colangeli padre di Valeria, il cui unico scopo nella vita è veder fidanzare la figlia, e il suo buffissimo badante, interpretato da Miloud Mourad Benamara, il cui obiettivo invece è di natura puramente ...sessuale! Lo zighizighi!



Ebbene, in questo vortice di comicità e di figure barbine, ci sono anche momenti di commozione. Giampaolo e Carolina nel momento dell'abbandono reciproco e del loro riaversi, mostrano davvero la faccia dell'amore. Sembra che abbiano dei problemi di comunicabilità, vinti entrambi dalla paura, dall'orgoglio, dal timore di apparire fragili. 

Una storia a lieto fine, dove l'amore trionfa e mi chiedo a questo punto se sia stato merito delle tecniche di seduzione, o semplicemente perché quando l'amore arriva lo fa quando meno te lo aspetti e basta solo dar retta al cuore. 

Che ci sia la colonna sonora di Peppino di Capri, o di Nicola di Bari - che di Bari non è- o dei Clash, ma senza dubbio che ci  sia una ricetta coi gamberi...


Lo spettacolo 7 ore per farti innamorare sarà al Golden fino al 10 di novembre. Il teatro Golden anche quest'anno sostiene la casa di Peter Pan, una struttura che ospita le famiglie e i bambini malati di cancro.


Clara Bartoletti
 


venerdì 25 ottobre 2013

L'IMMAGINE DEL SUONO 2013 - Meeting Pro Face2Face con i professionisti del mondo creativo‏


Il 30 ottobre dalle ore 14,30 presso i Trafalgar Recording Studios di Roma, gli storici studi dove sono nate molte celebri colonne sonore, si terranno gli incontri tra i videomaker che hanno partecipato alla seconda edizione del Contest L’IMMAGINE DEL SUONO e alcuni tra i più importanti professionisti che operano nel settore.
Si tratta di uno dei momenti più attesi da coloro che hanno realizzato i cortometraggi in gara ispirandosi alle musiche messe a disposizione dalla Cinevox Record.


Per tutto il pomeriggio, infatti, i futuri professionisti potranno confrontarsi con registi del calibro di Manetti bros., Davide Marengo, Francesco Pavolini e Giannantonio Marcon, o fare domande sulla creazione di uno script a Enrico Vanzina, Paolo Logli e Alessandro Pondi.
Grazie alla lunga esperienza di Verdiana Bixio e Carlo Principini della Publispei, i ragazzi scopriranno i complessi metodi che la produzione televisiva e cinematografica nasconde e come rivolgersi a un produttore per far sì che il proprio progetto possa diventare realtà.
Lo scenografo Marco Dentici racconterà la costruzione delle scene di un set, il famoso doppiatore Teo Bellia potrà svelare i meccanismi del doppiaggio; Leandro Pesci e Mario Fiorito di Bolero Film e Filippo Roviglioni, già amministratore delegato di 01 Distribution (Rai), spiegheranno come prendere contatti con i distributori cinematografici.
Luciana Pandolfelli fornirà indicazioni sulle tecniche di montaggio e Vincenzo Condorelli offrirà i suoi consigli rispetto a come curare la fotografia di un progetto video.


Il Presidente del Contest Franco Bixio e il Direttore Artistico Renato Marengo hanno espresso grande soddisfazione per la qualità dei corti inviati dai partecipanti di questa seconda edizione del Contest, che ha raddoppiato le adesioni e il numero di visualizzazioni sul canale YouTube youtube.com/immaginedelsuono.
Diversi i generi cinematografici in cui i partecipanti hanno potuto cimentarsi: drammatico, commedia, animazione, horror e anche comico, grazie a “RISATE SONORE”, nuova sezione del Contest, interamente dedicata a questo genere.


Al termine degli incontri della giornata, il Presidente della Giuria Italo Moscati annuncerà i titoli dei 10 cortometraggi che accederanno alla finale e verranno consegnati i primi riconoscimenti del Contest: Premio Giuria Popolare per i cortometraggi che avranno ricevuto più voti sul canale YouTube, Premio Speciale Cinevox e Premio Miglior Idea.

L’appuntamento per la finale del Contest e la consegna di tutti i riconoscimenti è previsto per martedì 26 novembre a Roma.


CONTEST - L’IMMAGINE DEL SUONO
Presidente: Franco Bixio
Direttore Artistico: Renato Marengo
Presidente della Giuria: Italo Moscati
Redazione Cinevox: Federico Diliberto Paulsen e Silvia Siano
Organizzazione eventi esterni: Palco Reale
Info: contest@cinevox.it - Tel. 06.39728216 - Fax 06.39728215

mercoledì 9 ottobre 2013

MI PRESTI LA TUA FAMIGLIA? LA MIA È UN PO' IN DIFFICOLTÀ

(da Non e' ancora domani)

Rassegna cinematografica dedicata all'affidamento familiare
6 appuntamenti
dal 14 ottobre al 16 dicembre 2013

Cinema Massimo (Via Verdi 18, Torino)
Cecchi Point - Hub Multiculturale (Via Antonio Cecchi 17, Torino)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

L'Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) in collaborazione con l'Assessorato alla Salute, Politiche Sociali e Abitative della Città di Torino, Videocommunity, Casa dell'Affidamento, Educatorio della Provvidenza e le Associazioni delle famiglie affidatarie del territorio presentano “Mi presti la tua famiglia? La mia è un po’ in difficoltà”, rassegna cinematografica dedicata all’affidamento familiare. Saranno sei gli appuntamenti in programma, che si svolgeranno tra ottobre e dicembre al Cinema Massimo e al Cecchi Point - Hub Multiculturale, tutti accomunati dall’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sul tema dell'affido familiare. Tre saranno le proiezioni serali al Cinema Massimo rivolte ad un pubblico adulto (14 ottobre, 11 novembre, 16 dicembre) e tre quelle pomeridiane al Cecchi Point per tutta la famiglia (FilmFamily 3 novembre, 24 novembre, 1 dicembre).


“Il tema dell'affido - commenta Vittorio Sclaverani, presidente dell’Associazione Museo Nazionale del Cinema - è presente in tutta la storia del cinema e ha ispirato importanti autori come Charlie Chaplin (Il Monello), i Fratelli Dardenne (Il ragazzo con la bicicletta), Kitano Takeshi (L'estate di Kikujiro), Wim Wenders (Paris, Texas), Gianni Amelio (Il ladro di bambini). Grazie a questa rassegna cinematografica si fortifica sempre di più la collaborazione tra l'Assessorato alla Salute e alle Politiche sociali della Città e l'AMNC, una relazione per noi molto importante che valorizza e legittima la nostra progettualità tesa all'inclusione sociale che sviluppiamo in appuntamenti come cinemAutismo, il concorso Lavori in Corto e le attività al Centro Interculturale e il laboratorio di Cinema plurale.”


“Grazie alla collaborazione con l'Educatorio della Provvidenza e con l'Associazione Museo Nazionale del Cinema - dichiara Elide Tisi, Vice Sindaco e Assessore alla Salute, Politiche Sociali e Abitative della Città di Torino - abbiamo voluto rilanciare la campagna affido in un modo nuovo, utilizzando le immagini e le storie raccontate da registi contemporanei per raccontare a grandi e bambini il significato dell'accoglienza e il valore della solidarietà, quali pilastri della società di domani.”


Il primo appuntamento della rassegna cinematograficaMi presti la tua famiglia? La mia è un po’ in difficoltà” è in programma lunedì 14 ottobre, ore 20.45 al Cinema Massimo (sala 3) e vedrà la presenza della regista Tizza Covi che introdurrà la proiezione del suo film Non è ancora domani (La Pivellina), diretto a quattro mani con Rainer Frimmel. Con forte umanità e lirismo neorealista, il film racconta di una bambina, Asia abbandonata dai genitori e della vocazione di una madre per caso, Patrizia; sullo sfondo la periferia di Roma e una colorata comunità di artisti di strada e circensi che diventerà una nuova famiglia per Asia. Una storia commuovente arricchita da eccellenti interpreti, per lo più non professionisti, e da uno stile di regia tra cinema di finzione e documentario.


Per informazioni:
info@amnc.it e www.movieontheroad.com


Ufficio stampa Associazione Museo Nazionale del Cinema
Giulia Gaiato mail: gaiatogiulia@gmail.com
mobile: 346 5606493






PROGRAMMA:


Lunedì 14 ottobre, ore 20.45 – Cinema Massimo, Sala 3


Non è ancora domani (La Pivellina) (Austria/Italia 2009, 100') di Tizza Covi e Rainer Frimmel con Patrizia Gerardi, Asia Crippa, Tairo Caroli e Walter Saabel.

Patrizia, cinquantenne dai capelli rosso fuoco, cercando il suo cane Ercole in un parco della periferia di Roma, trova una bambina piccolissima lasciata sola su un’altalena, con in tasca un messaggio della mamma che promette di tornare, un giorno. La bimba, che dice di chiamarsi Aia (Asia), è accolta in un campo abitato da artisti di circo nel quartiere di San Basilio. Con l'aiuto del tredicenne Tairo, Patrizia si mette alla ricerca della madre.

Interviene la regista Tizza Covi.


Domenica 3 novembre, ore 16.30 – Cecchi Point - Hub Multiculturale


Il mio vicino Totoro (Giappone 1988, 86') di Hayao Miyazaki – Proiezione FilmFamily

Le sorelline Satsuki e Mei si trasferiscono insieme al padre in un paesino di campagna, per stare vicine alla mamma ricoverata in ospedale. Le due bambine scoprono che la foresta accanto alla loro nuova abitazione è abitata da creature magiche, tra le quali c’è Totoro, un enorme essere peloso…


Lunedì 11 novembre, ore 20.45 – Cinema Massimo, Sala 3


Lasciando la baia del re (Italia 2011, 78') di Claudia Cipriani

Cosa succede se un’insegnante decide di filmare i suoi allievi durante le ore di lezione? E se un’allieva decide di filmare l’insegnante? È quello che capita nel quartiere popolare “Baia del Re”. Lì i destini di una ragazzina e della sua educatrice s’incrociano, trasformando il ritratto di una strana comunità nella storia della catarsi da una tragica perdita.

Intervengono la regista, Claudia Cipriani e la protagonista, Valentina Barile.

Domenica 24 novembre, ore 16.30 – Cecchi Point - Hub Multiculturale


Leafie – La storia di un amore (Corea del Sud 2010, 93') di Seong-yun Oh – Proiezione FilmFamily

Una gallina di nome Leafie non sopporta la cattività del pollaio. Quando finalmente riesce a fuggire scopre che il mondo è un luogo ostile, popolato da predatori come la donnola One-Eye. Quando trova un anatroccolo, rimasto orfano a causa di One-Eye, Leafie decide di allevarlo come se ne fosse la madre, nonostante le innumerevoli differenze che li separano.


Domenica 1 dicembre, ore 16.30 – Cecchi Point - Hub Multiculturale


La profezia delle ranocchie (Francia 2003, 86') di Jacques-Rémy Girerd – Proiezione FilmFamily

Sinossi Ai confini del mondo, in un casolare sulla cima di una collina vive una famiglia composta da Ferdinand, marinaio in pensione, la moglie Juliette, di origini africane, e il loro figlio adottivo Tom. Loro ospite è la figlia dei vicini, i quali possiedono un piccolo zoo familiare. Un giorno le ranocchie, esperte meteorologhe, annunciano l’imminente arrivo di un diluvio. Il silos della fattoria, con l'aiuto di un enorme pneumatico, si trasformerà in una nuova Arca…


Lunedì 16 dicembre, ore 20.45 – Cinema Massimo, Sala 3


Tutti per uno (Francia 2010, 90') di Romain Goupil con Valeria Bruni Tedeschi, Linda Doudaeva, Jules Ritmanic, Louna Klanit, Louka Masset, Jérémie Yousaf, Dramane Sarambounou e Hippolyte Girardot.

22 marzo 2067: la 60enne Milana, residente in Francia ma di origine cecena, ricorda i momenti trascorsi nel 2009 con i suoi compagni delle scuole elementari - Blaise, Alice, Claudio, Ali e Youssef - ma soprattutto come insieme a loro riuscì a mettere in atto un piano per rimanere sempre uniti ed evitare l'espulsione per quelli del gruppo che, come lei, erano degli immigrati...