giovedì 10 gennaio 2013

Chiara Conti: se fossi nata prima avrei voluto essere una bionda per Hitchcock



(Chiara fotografata da Arash Radpour)

Dopo la pausa natalizia, Break Up Press News riapre al nuovo anno con l'intervista a Chiara Conti, la bellissima attrice protagonista del nuovo film di Toni D'Angelo "L'innocenza di Clara", ma già volto noto del piccolo schermo. Chiara ha risposto alle nostre domande, svelandoci qualcosa di lei, sia dal punto di vista professionale che personale.

Hai iniziato a lavorare assiduamente dopo aver vinto Bellissima, e dopo aver fatto "Non è la Rai". Avevi sempre pensato di fare Tv e cinema? Come è nata questa passione? Raccontaci un episodio che ti ha fatto comprendere che era la tua strada.

Chiara: Ho iniziato a fare teatro da bambina, ero molto timida, parlavo poco. L'insegnante mi mandava sempre sul palco per un'improvvisazione ed io mi paralizzavo. Un giorno mi disse che su quel palco ero libera: potevo ridere, piangere, saltare, ballare, urlare, spaccare tutto, o restare immobile; libera di giocare,  di esprimere, libera di vivere altre vite. Ed in quel momento ho capito che era quello che avrei voluto fare.

Quali sono i tuoi libri ? Ci sono personaggi femminili della letteratura che vorresti interpretare e perché? 

Chiara: amo leggere (un altro dei miei sogni è quello di tradurre romanzi, avere la possibilità di leggere il più possibile), dai grandi autori alle opere prime. A volte mi faccio conquistare da una copertina, da un colore, da una frase. Mi piacciono Jonathan Carroll, Haruki Murakami, il primo Palahniuk, Jonathan Safran Foer, i libri sulle grandi donne (Anna Karenina, Camille Claudel), Follia di Mcgrath, i libri sulla Russia, i grandi e piccoli poeti, Shantaram, Limonov, storie di vita, storie di sentimenti, storie di emozioni forti, distruttive, ma vere.

                                             (Chiara in Le ragazze di San Frediano)

Hai lavorato con attori molto affascinanti, Morelli, Dionisi, Preziosi, Greco: come ti sei trovata con loro sul set? C'è un partner o anche una partner con cui ti sei sentita particolarmente affine, e con cui vorresti lavorare di nuovo? 

Chiara: Ho avuto la fortuna di incontrare quasi sempre attori generosi sul lavoro e belle persone nella vita.Ognuno di loro mi ha dato qualcosa, mi ha arricchita e migliorata. Ho sempre imparato qualcosa, ed ho riso tanto, ho incontrato bei compagni di giochi e avventure, e mi piacerebbe lavorare ancora con tanti di loro. Magari con quelli incontrati all'inizio (Tilda Swinton, Kevin Klein, Neri Marcorè, Sergio Castellitto, Claudio Gioè, Simone Gandolfo, Stefano Dionisi).

Sei passata dalla recitazione in costume d'epoca, all'horror, alla fiction d'azione: quale stile ti rispecchia di più, dove trovi maggiori soddisfazioni, come ti prepari ad affrontare i diversi caratteri? hai un sistema, o ti lasci guidare dalle emozioni e dall'istinto? 

Chiara: adoro travestirmi, il costume ti aiuta ad entrare in parte, a muoverti e comportarti nel modo più consono all'epoca. Adoro i film in costume, quindi, le crinoline, i corpetti, le borsette ed i cappellini. Ma mi piacciono soprattutto i ruoli che mi spingono e costringono ad uscire dalla linea di sicurezza, quelli che mi fanno scavare dentro e scoprire altri lati di me (H2odio, L'innocenza di Clara, L'ora di religione).
Quando scelgo un personaggio, mi innamoro e lo vivo ogni giorno, lo creo ogni giorno, lo invento ogni giorno, lo trovo ogni giorno. Mi fido del mio istinto, a volte mi ispiro a personaggi letti nei libri, a frasi trovate tra le pagine, e spesso mi fido del regista con cui lavoro e allora mi affido. 

                             (Chiara ne L'innocenza di Clara, foto di Cristina Di Paolo Antonio)

Un nome, due donne diverse. In David Copperfield sei Clara, la mamma del giovane scrittore, che si lascia irretire da uno spietato Dionisi, e che non riesce, essendone innamorata, a contrastarne la tirannia. Clara del noir "L'innocenza di Clara" è una femme fatale, che sa quello che vuole, che vive per se stessa. Parlaci di loro. Meglio un personaggio positivo o negativo?

Chiara: Due donne diverse, ma simili: entrambe alla ricerca ossessiva e maniacale dell'amore, entrambe impotenti davanti a quello che scatenano negli altri. Vogliono l'amore e fanno di tutto per averlo: una si annienta e distrugge la sua vita, l'altra distrugge quella degli altri. Un personaggio negativo è spesso più affascinante, più sfaccettato, esplorare la nostra parte buia è sempre sconvolgente, istruttivo, emozionante. Ma anche i personaggi positivi hanno forza e colore. Sono meno evidenti e per questo più complessi. Penso sia più semplice trasformarsi in un perfetto cattivo che in un grande buono. (Le ombre sono più semplici da tirare fuori, come il pianto, rispetto alla luce non banale o al riso.)

La tua ultima fatica, appunto, L'innocenza di Clara. Toni D'Angelo è il giovane regista che ti ha diretto in questo film. Come è stato lavorare con lui? 

ChiaraHo trovato bellissimo lavorare con Toni. E' un regista che sa esattamente cosa vuole, e sa come ottenerlo. Ci ha fatto improvvisare molto, e facendo questo ci ha dato nuove responsabilità, emozioni fortissime ed un lavoro di squadra vero ed intenso. Ha tenuto insieme equilibri molto precari, e ci ha aiutato a dare il meglio. Pochi registi riescono a farlo. E la sua scelta registica mi affascina e mi cattura ad ogni immagine, ad ogni sfumatura. È un regista che vede oltre, che sente e riesce a farti sentire. Sono onorata di aver avuto la possibilità di lavorare per lui.

                                                    (Chiara fotografata da Susi Belianska)

Cinema made in italy o americano? Ti piacerebbe essere protagonista di un film made in Usa, di che genere e con chi?

Chiara : Credo nelle storie italiane,vorrei che si smettesse di dire che quando un film italiano è buono, "non sembra italiano". E' triste e grave. L'America mi ha sempre spaventata, il cinema è un business, io riesco a vederlo ancora romanticamente come espressione di sé, attraverso le immagini e le storie. Quindi, quando ho avuto l'occasione di potermici stabilire, mi sono tirata indietro. Ma è indubbio che sia fantastico. Vorrei lavorare con Meryl Streep, Anthony Hopkins, Andy Garcia, Al Pacino, Jodie Foster, Tarantino, Buz Luhrmann, Tim Burton, Johnny Depp e mille altri. Se fossi nata prima avrei adorato lavorare con Hitchcock...

Nella vita privata, sei un tipo rock?  Hobby? Sport? Ti tieni aggiornata? I social network: che importanza hanno per le tue comunicazioni?

ChiaraDecisamente rock. Per ora indomabile ed irrequieta, in cerca di una calma serenità. Sono stata un po' rock e un po' soft: si attacca o si subisce a fasi alterne nella vita nella ricerca di noi. Leggo molto, adoro l'acqua, quindi faccio immersioni appena posso e canottaggio durante l'anno. Vado a trovare la mia famiglia 
(i miei genitori, mia sorella, mio fratello) appena posso perché mi danno la forza e l'amore di cui spesso ho bisogno, esco e rido con le amiche, mi piace il buon vino ed il buon cibo..ed un massaggio una volta al mese. 
I social network sono importantissimi, è il mezzo di comunicazione più immediato e ad ampio raggio: grazie a loro, per esempio, L'innocenza di Clara è ancora al cinema!

                                                    (Chiara fotografata da Susi Belianska)

E per finire, vorremmo sapere se ci sono progetti futuri..

ChiaraSto collaborando ad una sceneggiatura su un mio soggetto che vorrebbero produrre, ho il terzo callback per un film francese e aspetto una risposta per un progetto molto bello e attuale italiano...vedremo..

Ringraziamo Chiara Conti di essere stata con noi, siamo in attesa di vedere L'innocenza di Clara per la nostra recensione e nel frattempo il nostro Blog le augura in bocca al lupo per il suo futuro! 
Ps. una mia nota personale: anche io adoro fare le immersioni, spero un giorno di poterne fare una con te!

Clara Bartoletti