lunedì 21 gennaio 2013

"La guerra dei Vulcani", Magnani, Rossellini, Bergman e un tuffo nel passato.



Ieri sfidando la neve che scendeva abbondante qui a Londra, sono andata al Riverside Studio per vedere il film-documentario "La guerra dei Vulcani" (The war of Volcanoes). Mi piace vedere i vecchi film e mi incuriosiva vedere come avrebbero presentato questo intreccio amoroso che all'epoca, erano gli inizi degli anni '50, fece parecchio scalpore.
Nonostante il tempaccio la sala e' abbastanza piena, mi sono persa il discorso iniziale ma confido nell'incontro al termine della proiezione. 
La guerra dei vulcani racconta del triangolo, all’alba degli anni ’50, tra l’attrice più famosa del mondo, Ingrid Bergman, il regista più corteggiato da Hollywood, Roberto Rossellini e l’interprete italiana più importante del momento, Anna Magnani. Rossellini è il prototipo dell'uomo mediterraneo: scaltro e surreale, geniale e al tempo stesso ingenuo. La Magnani è “la diva”: presuntuosa, geniale, violenta. L’abbandono da parte di Rossellini la segnerà per sempre. La Bergman, apparentemente insicura, compie la scelta più coraggiosa che la porterà all’ostracismo di Hollywood.
Ma protagonista è anche l’isola di Stromboli e il vulcano sempre attivo: forte e magnetico dà ai nostri protagonisti la forza per scelte rischiose.                               
                             Francesco Patierno
Conoscevo a grandi linee questo "triangolo amoroso" per sentito dire e per averlo letto nella biografia di Anna Magnani di Italo Moscati, ma vederlo rappresentato con filmati d'epoca e' tutta un'altra cosa. Il documentario dura un'ora, grazie alla voce splendida narrante di Ilaria Stagni viene raccontata la vicenda ricca di particolari.
Durante l'incontro alla fine della proiezione con il produttore Andrea Patierno, il fratello di Francesco, regista di "La guerra dei Vulcani", mi permette di capire ancora piu' in dettaglio e scoprire aneddoti sul documentario.


Andrea Patierno ci racconta che la storia era conosciuta tra la popolazione delle Eolie ed era stata raccontata nel libro "La guerra dei Vulcani" di Alberto Anile e Maria Gabriella Giannice a cui si sono ispirati. Francesco, il regista, ha avuto l'idea di utilizzare spezzoni di film e di news dell'epoca senza inserire pero' nessuna intervista e,  partendo dallo script,  hanno cercato le immagini che meglio potevano rappresentare ogni singolo avvenimento. E aggiungo io direi che ci sono riusciti perfettamente, infatti le scene sembrano girate per l'occasione!
Il produttore suscita anche una risata quando spiega che sono riusciti a trovare tutte le scene che cercavano: non avrebbero rinunciato a trovare quello che volevano e si erano ripromessi di usare ogni mezzo legale o "illegale" per ottenere i loro obiettivi. Hanno fatto un accordo con l'Istituto Luce per poter avere il loro materiale, mentre hanno incontrato alcune ostilità per quanto riguarda gli spezzoni dei vecchi film, soprattutto dei due al centro della storia, Stromboli e Vulcano, in quanto le società' produttrici sono fallite. Nonostante la famiglia dei produttori di Vulcano non detenessero più i diritti del film,  hanno intentato causa e alla fine Patierno ammette di avere comunque pagato per l'utilizzo degli spezzoni per evitare di avere problemi in seguito. Il documentario, infatti,  iniziava ad essere di interesse anche all'estero, partecipando a parecchi festival mondiali.
Le famiglie dei protagonisti non sono state coinvolte anche se, ci racconta Andrea, hanno chiesto ad Isabella Rossellini, figlia di Roberto Rossellini e Ingrid Bergman, di essere la voce narrante ma sembra che abbia gentilmente rifiutato.
Inizialmente pensavano di farne un film con attori magari come Penelope Cruz, ma si sono resi subito conto che sarebbe stato troppo complicato e hanno quindi deciso che il documentario sarebbe stato un ottimo risultato.

Per quanto riguarda l'intreccio amoroso fu principalmente montato dalla stampa, succedeva gia' 60 anni fa, infatti Roberto Rossellini aveva lasciato Anna Magnani prima di iniziare la storia con Ingrid Bergman, quindi non fu un reale triangolo.

Consiglio di vedere questo film-documentario che racconta non solo la storia personale di questi famosissimi personaggi ma anche ci ricorda com'era l'Italia agli inizi degli anni '50.

Cristina Richiardi



English version

Yesterday challenging the snow coming down plenty here in London, I went to the Riverside Studio to see the documentary film "War of the Volcanoes". I like to see old movies and I was curious to see how they would present this mix of love that at the time, the early 50s, made a lot of sensation. 
Despite the bad weather the room is full enough, I missed the opening speech, but I am confident in the meeting at the end of the projection.
The War of the volcanoes tells of the triangle, at the dawn of the '50s between the world's most famous actress, Ingrid Bergman, the director most courted by Hollywood, Roberto Rossellini, and the Italian interpreter most important of the time, Anna Magnani. Rossellini is the prototype of the Mediterranean man: sly and surreal, brilliant and naive at the same time. Anna Magnani is the arrogant, brilliant, violent "diva". The desertion by Rossellini will mark her forever. Bergman, apparently insecure, makes the 
most courageous choice that will lead to her ostracism in Hollywood.
But protagonist are also the island of Stromboli and the active volcano: strong, magnetic  and give our players the power to make risky choices. 
  Francesco Patierno
I knew roughly this "love triangle" by hearsay and having read the biography of Anna Magnani by Italo Moscati, but seeing it represented by old scenes from the original movies is more exciting. The documentary takes one hour and thanks to the wonderful voice of narrator Ilaria Stagni the story is told rich in detail.
At the end of the film listening to producer Andrea Patierno, the director of "The War of the Volcanoes" Francesco's brother, allows me to understand even more in detail and discover stories about the documentary.
Andrea Patierno tells us that the story was known among the population of the Aeolian Islands and was told in the book "War of the Volcanoes" by Alberto Anile and Maria Gabriella Giannice from which they are inspired.
Francesco, the director, had the idea of ​​using old film clips and old news clips without using any interviews. They looked for any image that could represent every single episode of the story. I would say that they did it perfectly, the scenes seem to been shot for the occasion!
The producer also gives rise to a laugh when he explains that they were able to find all the scenes they were looking for, they would not have given up on finding what they wanted and had promised to use all means, legal or "illegal", to get what they wanted.
They made an agreement with the Istituto Luce in order to have their material, but have encountered some hostility regarding the clips from old movies, especially the two in the center of the story, Stromboli and Vulcano, as the company producers have gone bankrupt.
Despite the fact that the family producers of Vulcan did no longer hold the rights of the film, they sued and at the end Patierno admits he anyway paid for the use of the clips to avoid having problems later on, as the documentary began to raise interest abroad, taking part in several festivals worldwide.
The families of the players were not involved though, Andrea says, they asked Isabella Rossellini, daughter of Ingrid Bergman and Roberto Rossellini, to be the narrator, but she kindly refused.
They initially planned to make a fiction with actors like Penelope Cruz maybe, but they soon realized that it would be too complicated so they decided that the documentary would be a better idea.

The loving affair was mainly driven by the press; in fact Roberto Rossellini had left Anna Magnani before he started the story with Ingrid Bergman, so it wasn't a real triangle.

I suggest to go and see this documentary film that tells not only the personal history of these famous characters but also reminds us of Italy as it was in the early 50's.



Cristina Richiardi