mercoledì 20 febbraio 2013

Beppe Fiorello in "Volare", la storia di Modugno.




La Rai ha proposto la fiction sulla vita di Domenico Modugno, ripercorrendola dagli inizi, quando un giovanissimo Domenico Modugno lascia la sua città, Polignano a Mare, in Puglia, per cercare fortuna a Roma, fino al successo di "Nel blu dipinto di blu", la canzone che vinse a Sanremo nel 1958 e che segnò la nascita di un nuovo genere musicale, lontano da Claudio Villa e da Nilla Pizzi. 

La straordinarietà di questa fiction non è solo l'interpretazione di Beppe Fiorello, così simile all'originale, ma quanto nella storia che sembra una favola. Domenico è un ragazzo passionale, pieno di estro e talento, e cerca in ogni modo di avere successo. Il suo impegno è senza soste: passa mesi con l'amico Migliacci a scrivere canzoni, che devono essere rivoluzionarie, che possano parlare d'amore, l'amore quello vero, quello che ti dà delle emozioni, e infatti dedica alla moglie "Musetto", con cui ha avuto alcuni problemi che l'hanno indotta a lasciarlo.


(Giuseppe Fiorello canta Volare)

Ma è "Volare", come la chiamano gli americani - la canzone vince due Grammy e rimase in classifica per ben tredici settimane- che lo consacra al successo. Lui la scrive, e la riscrive, e si ispira a quel senso di libertà e di vertigine che solo l'amore può dare. "Poi d'improvviso venivo dal cielo rapito e cominciavo a volare nel cielo infinito" solo le parole che anticipano l'esplosione di felicità del ritornello "Volare", che ormai conoscono tutti al mondo.

Modugno non è compreso all'inizio: i suoi suoni sono rivoluzionari, il titolo della canzone stessa, troppo lunga, è ritenuta una stupidaggine dal suo stesso agente, che lo compiace solo per una sorta di amicizia, ma di cui non è affatto convinto.

Questa storia ha dentro di sè un invito a non lasciarsi scoraggiare, a credere sempre nei propri obiettivi. Modugno infatti, realizza il suo sogno, di "volare" nel mondo della musica.


Nella fiction, oltre a Beppe Fiorello, una bravissima Kasia Smutniak, - ricordiamo la compagna dello scomparso e amatissimo Pietro Taricone - che interpreta la moglie e attrice Franca Gandolfi, che si commuove nella saletta di ascolto di un negozio di dischi, ascoltando l'ennesima canzone d'amore a lei dedicata, e che la spinge a tornare da lui. Inoltre ai nostri occhi attenti non è sfuggita l'apparizione, quasi magica, di Giampaolo Morelli nel ruolo di Walter Chiari. Giampaolo, dalla sua pagina facebook dichiara: "Una piccola partecipazione. Era un onore esserci, anche solo per un secondo, in una cosa così bella."

(Giampaolo Morelli nei panni di Walter Chiari)

La fiction di Modugno, in un momento così delicato della nostra Italia, ci rappresenta. Ci dice che volere è potere, che nessuno può abbattersi davanti ai NO e alle difficoltà. Ed è forse anche per questo messaggio insito che lo share è stato altissimo, più di dieci milioni di italiani hanno seguito le due puntate.

Per quello che mi riguarda, posso dire di aver visto Modugno, nell'ormai lontano 1990, a Lampedusa, in un ristorante, che, se la memoria non mi inganna, si trovava nei pressi di Cala Pulcino. Modugno arrivò, con due amici, a bordo di una Mehari senza capotte. Arrivò sorridendo, annunciando la sua presenza con risa e pacche sulle spalle, e per lui fu preparato un enorme pesce al forno. 

Mi piace ricordarlo in questo modo,  di uomo autentico, amante del buon cibo, della sua amata isola, del sole e del Sud. Un uomo che ha preferito morire nel suo mare, il Mediterraneo, inseguendo una tartaruga che andava verso la vita. "Volando" verso altre destinazioni.

Clara Bartoletti