domenica 3 marzo 2013

Giampaolo Morelli: alla fine vi ho fatto innamorare



Non c'e' niente che faccia più male di un amore impossibile. 
(G. Morelli)




Giampaolo Morelli è in libreria con il suo ultimo romanzo, edito da Piemme, con il titolo  "Sette ore per farti innamorare", che sta spopolando un po' dappertutto, sia come versione cartacea,  che in Epub on line su Amazon e altri siti che si occupano di vendite digitali.

Ho letto il libro in poche ore, essendo scritto in modo scorrevole e dinamico, è stato semplice seguire la storia senza annoiarsi. Il pretesto, è la seduzione. Sia sulla sua pagina Facebook, che alle presentazioni - in televisione e nei circoli letterari - il perno centrale sembra sia questo: come far innamorare la donna dei propri sogni - a cui corrisponde il punteggio di dieci - in sole sette ore. E questo è ciò che il lettore crede di trovare, le istruzioni per l'uso per il perfetto seduttore moderno, quello che deve vedersela con una donna emancipata, e poco propensa a farsi conquistare dall'uomo normale, ma che invece sembra attratta dal tipico maschio Alfa, quello che potrà darle continuazione intesa come famiglia, reddito, vita sociale impeccabile. In realtà, Morelli, ma questo è il mio punto di vista, ci ha "sedotto" con un articolo - la seduzione - quando in realtà ci ha venduto il Sacro Graal, ovvero il nostro desiderio inconscio e primordiale di amare.


Le sue metodologie tipo quella di far credere ad una donna di avere altre ragazze nell'agenda, pronte a rimpiazzare la ragazza in questione, sono tecniche vecchie, che molti ragazzi hanno adottato da sempre, per darsi un tono da non sfigato. La tecnica di non rispondere alle telefonate, che tanto fa arrabbiare le donne che pretendono di essere considerate, ha fatto storia. Non possiamo negare, al giorno d'oggi - e le riviste femminili sono piene di accorate lettere di ragazze che hanno questo problema - che i maschietti adottano spesso questa tecnica spiazzante, ovvero ad un interesse esagerato nei primi appuntamenti, fanno seguire il silenzio, o un atteggiamento indisponente e insofferente, che porta la ragazza a insistere per avere spiegazioni. Il più delle volte le ragazze rimuginano per giorni, chiedendosi se hanno fatto o meno qualcosa di errato durante gli incontri o le telefonate. E a quel punto, le donne si credono "innamorate", perché il non controllo della situazione, con gli alti e bassi della questione, le fa "trasformare" il disinteresse dell'altro come amore romantico, quello celato di mistero e pathos. Il che porta alla fine a relazioni a circuito chiuso, in cui le due "fazioni" non riescono veramente ad interagire. Credo che questi giochi abbiano alla fine uno scopo propriamente "terreno", ovvero quello di rimorchiare per fare sesso. Ma far innamorare, è altra cosa.



(Giampaolo Morelli ospite di Barbara D'urso a Domenica Live)

E qui Morelli mi sorprende, perché, girala come vuoi, alla fine l'intento non è sedurre, ma far innamorare nel vero senso della parola. Far perdere la testa alla bellissima di turno. Che però, guarda caso, è una donna disillusa e profondamente sensibile, poco propensa in realtà a fare sesso per il gusto di sedurre, e che vede in Paolo, in fondo, un dolce giornalista che dorme con il cerotto per impedire di russare, e lei, nonostante il fisicaccio da Bellucci e le mosse da pantera, ha l'apparecchio dentale. 

Insomma, una coppia con i suoi problemi quotidiani, con le incertezze ed insicurezze del nostro tempo, che si ritrovano a vivere una storia d'amore a loro insaputa. Troppo occupati a fare altro - lui vuole riconquistare la sua ex, lei preoccupata per il padre malato- solo alla fine si rendono conto di non poter vivere l'uno senza l'altro.

Di tutto il romanzo, trovo sincopata e per questo emozionante, quasi da commuoversi, la corsa finale di Valeria che vuole raggiungere Paolo prima che possa partire per sempre. Perchè l'amore è sopratutto crederci, e osare. Il resto, è solo rassegnazione. Ma al giorno d'oggi, anche un amore impossibile può essere eterno.

Un libro che si adatta come un calzino preformato alla fiction o alla commedia italiana: le scene si susseguono come un video, il che aiuta il lettore ad immedesimarsi nella storia. Un Morelli decisamente migliorato da un punto di vista letterario rispetto al precedente romanzo, mi aspetto pertanto un seguito alle sue fatiche. Non una seconda stagione, però, come si usa dire adesso: come è giusto che sia nelle favole di sempre, è bello pensare che vivranno a lungo felici e contenti.

Clara Bartoletti