giovedì 16 maggio 2013

Rose di maggio: un insolito week end a Roma.




Quando si tratta di muoversi per incontrare bravi artisti, e sopratutto amici, noi di Break Up Press News, siamo sempre con lo zaino sulle spalle, pronte a partire: Cristina, da Londra, con volo Ciampino, Clara da Viareggio, sui veloci binari di Frecciabianca, alla volta della Capitale. 


L'occasione è lo spettacolo di Giancarlo Moretti, in scena al teatro dell' Orologio, "Rose di Maggio", fino al 19 maggio, e anche per fare quattro chiacchiere con Luigi Di Fiore, il buon Commissario Murano de' Il Commissario Nardone, il simpatico e promettente Andrea Carpinteri, l'attore italo svizzero che abbiamo visto in Che Dio ci aiuti e in Rex, il poliedrico e sportivo Francesco Castaldi, il ragazzo della pubblicità del MonCheri, e la nostra amica Chiara Ricci, volto noto di Carabinieri 7 e adesso sulla scena nei panni di un fragile e problematica moglie, devastata dal mal di vivere.

(con Luigi Di Fiore)

Il nostro primo incontro è sul ponte di Castel Sant'Angelo, dove un puntualissimo Luigi Di Fiore ci viene incontro con il casco della moto. "Girare a Roma è impossibile, e nonostante io viva in città, è raro che io mi fermi da queste parti. Di solito giriamo le scene altrove, qui mi trovo spesso di passaggio." esorta con un sorriso magnetico. "Vi porto a bere un caffè da "Guglielmo", così ci facciamo una passeggiata e intanto parliamo un po'." Luigi è simpatico, e molto alla mano. In pochissimi istanti stiamo già parlando di Rosso San Valentino, la fiction che è appena andata in onda su Rai Uno, e dell'inaspettato successo, tant'è che se ne prevede un sequel. Luigi parla di Nardone, di come sia stato emozionante rivedersi in televisione. "Fabrizio Costa è bravissimo, con lui si lavora in perfetta armonia." Ha come un guizzo di nostalgia "Sarebbe bello rifare un bis di Nardone, è stata un'esperienza indimenticabile". Entriamo nel bar, un caffè, un cappuccino non all'inglese, e la conversazione si sofferma sulla grave crisi italiana, che ha colpito anche il mondo dello spettacolo. "Purtroppo nessuno è esente da questo brutto periodo, ormai ogni settore ha subito la discesa, buon per te che abiti a Londra!" dice a Cristina. Poi, ci racconta dei suoi impegni. Sta girando "1992" la fiction su Mani Pulite per Sky nei panni di Lucio Corradi, e presto lo vedremo sulla Rai, nel serial Crossing Lines con Gabriella Pession.
Il tempo passa velocemente, un'ora e mezzo di considerazioni, poi la foto di rito, in Piazza della Chiesa Nuova, un abbraccio, la promessa di ritrovarci. 

Luigi, è stato bellissimo conoscerti, sei una persona passionale e vera, proprio come i personaggi che interpreti!


Riprendiamo il cammino: l'inglese Cristina opta per una birra, e Clara per una Red Bull. C'è bisogno di ali. Siamo in un pub di Campo de Fiori, ci sono le bancarelle, fa caldo. Barbara ci ha raggiunto, imprecando contro i sanpietrini disconnessi che le impediscono una camminata fluida. Poi tra la folla, inconfondibile, la figura di Chiara Ricci si fa spazio fra i turisti. Sportiva, con la giacca di pelle, e un'immensa borsa, ci invita ad un bar poco distante, per scambiare due parole prima dello spettacolo. Incontrarla è sempre bello, anche lei è sempre gentile, ci racconta delle sue giornate tipo, ci mostra le foto della sua bimba che, nonostante la tenera età, è già alta e promette di diventare come la mamma. Chiara non ci racconta dello spettacolo, ma ci prega di guardarlo con attenzione e di esprimere, senza pregiudizi, la nostra opinione. Mentre siamo impegnate nella conversazione, arriva, splendido, Andrea Carpinteri. Beve qualcosa con noi, parla di alcuni progetti futuri, una possibile fiction in Svizzera, ci racconta di come gestisce la sua pagina facebook, dei suoi studi, l'atmosfera è fantastica. Sembra di conoscere questi attori da sempre.
Chiara si congeda da noi: è l'ora dello spettacolo. Lei deve prepararsi, noi abbiamo ancora un pò di tempo, Andrea ci offre la cena, a base di birra per Cristina, ovviamente, e Red Bull per Clara. Ormai sta volando, davvero! Davanti ad un vassoio ricolmo di salumi e formaggi romani, attendiamo l'arrivo degli ultimi ritardatari, Estella e Francesco. 

Siamo adesso euforici, foto di rito davanti al teatro, l'incontro con abbracci al regista, Giancarlo Moretti che è molto felice di ritrovarci. Si va in scena. Chiara e Marcello Mancusi si affrontano.

(Il cast di Rose di Maggio)
Rose di Maggio è un racconto minimale, una di quelle tante storie che si celano dietro le pareti di casa, che nessuno conosce, che tutti immaginano, ma che nessuno si osa di parlarne. E' la depressione, l'incapacità di reagire a certi eventi che possono capitare all'intento di una coppia. Chiara interpreta una donna morbosamente attaccata al marito, alla sua casa, agli affetti. Marcello è un marito bonario, forse troppo accondiscendente, che preferisce "far star tranquilla" la consorte, piuttosto che farla reagire alla malattia. Quando poi lo fa, risulta un tentativo maldestro e tardivo. 
In questa opera teatrale sono gli oggetti che parlano. Gli oggetti inanimati che vengono presi come metafora del cambiamento psicologico della protagonista. Dapprima solo fonte di entusiasmo, sono i ricordi di una coppia, e vengono delicatamente appoggiati sui mobili in modo affettuoso, come a rappresentare una vita futura piena di aspettative. Gli stessi oggetti vengono poi puliti in modo maniacale, e nascosti, in scatole, perchè ormai significano una vita distrutta, un passato che ormai non esiste più. Vengono inscatolati da Elena, in modo scrupoloso, e protettivo, quasi fossero umani, e avessero dei sentimenti. Il momento è pieno di pathos, e regala emozioni contrastanti. Viene quasi d'istinto fermare il processo, come se il riportare gli oggetti al loro posto, possa fermare i meccanismi distruttivi della protagonista. Poi degli oggetti, non rimane niente, sono solo cose da portare via, ormai inutili. Chiara Ricci subisce tre trasformazioni nei tre atti, da giovane sposa con uno splendido sorriso, si tramuta nell'ombra di se stessa. I suoi occhi sono spenti, illuminati a tratti dalla follia imperante, il suo corpo è l'emblema del suo dolore infinito. Non vi è speranza di ritorno, tutto ha preso il suo corso. Ottime le interpretazioni di Chiara e Marcello, e di Francesco, calato nella parte dell'operaio del gas, costretto dalla crisi a rubare, a usare violenza, in cambio di un pò di soldi.


Dopo lo spettacolo, siamo di nuovo tutti assieme. Roma di notte è più viva che di giorno. Trastevere ci mostra la città nella sua "movida", con la sua musica e i suoi profumi. Profumi ben graditi a quell'ora, perché parlano di bruschette e pasta al cacio e pepe. Siamo tutti al tavolo, facciamo foto assurde, facciamo smorfie, con Francesco parliamo di skate, snowboard e surf da onda, e con Chiara di vecchie foto trovate su internet. Il gruppo è affiatato, le risate tante, è un momento di vero relax. Dopo la cena, gli abbracci, le strade si dividono. Francesco, casco con luce strobo, si avvia in bicicletta, Chiara ci lascia poco dopo, Francesco ed Estella ci lasciano ad un incrocio, mentre Clara, Cristina e Barbara trovano in Andrea un valido cavaliere, che si offre di accompagnarle fino all'auto, nei vicoli stretti e bui di una Roma ormai mezza addormentata. All'ultimo abbraccio Andrea finge una lacrimuccia, ma confessa di essersi commosso. 

E' stato anche per noi una giornata speciale, e la ricorderemo con piacere, sperando possano essercene ancora, per poterli riabbracciare tutti.

Nel frattempo attendiamo notizie... 
se qualcosa bolle in pentola, noi abbiamo già i mestoli pronti!!!
Clara & Cri




mercoledì 15 maggio 2013

Giampaolo Morelli & Neri Marcorè: quando 2 x 2 fa quattro, ma non è un fuoristrada.

Ebbene si, è di ieri la notizia ufficiale della nuova produzione fiction Rai per Pepito di Agostino Saccà. Si tratta di Una Villa per Due, con la coppia consolidata Giampaolo Morelli e Neri Marcorè, già presenti nella miniserie Una Ferrari per Due.

Il binomio sembra funzionare per Pepito, che ci ripropone infatti i due, affiancati dalla pluri premiata   Donatella Finocchiaro e da Giuliana Lojodice,  bue bravissime attrici, in una nuova avventura. Le riprese inizieranno a partire da giugno, e il regista sarà ancora Fabrizio Costa.

Squadra che vince, non si cambia.

A presto per le novità sul nuovo "caso" G&N.

Clara Bartoletti

martedì 14 maggio 2013

"NON SIAMO ATTORI IN CRISI 2.0", La Notte dei Musei 2013


L’Accademia Achille Togliani in occasione dell’evento La Notte dei Musei 2013 presenta lo spettacolo NON SIAMO ATTORI IN CRISI 2.0 alla Biblioteca Mameli di Roma.


Roma, maggio 2013 - All’interno delle manifestazioni legate all’evento La Notte dei Musei 2013, l’Accademia Achille Togliani in collaborazione con Roma Capitale e il circuito Biblioteche di Roma presenta lo spettacolo NON SIAMO ATTORI IN CRISI 2.0 - da un'idea di Elena Tommasini e Adelmo Togliani e per la regia di Adelmo Togliani - che si terrà sabato 18 maggio 2013 alle ore 21.00 presso la Biblioteca Mameli (Via del Pigneto 22, Roma). 


“10 aspiranti attori, i loro personaggi, i loro monologhi in una piccola cornice, quella ristretta e inaspettata di una biblioteca, tanta energia e un’ora e un quarto di show da vedere e rivedere, in una sorta di teatro da camera. 

Pochi posti. Limitatissimi.


Uno sguardo dal buco della serratura tra segreti inconfessabili, bugie, tormenti, sconfitte e vittorie.
Ognuno di loro saprà collocare la propria tela nella cornice, ma…in quale di questi disegni saprete riconoscere voi stessi? Ecco che sul palco prende vita il labile confine tra la normalità e l’eccesso, tra quello che siamo e quello che vorremmo essere, tra sogno e realtà, tra finzione e verità.



In un continuo scorrere di stati d’animo, di situazioni e di condizioni umane rese sul palco attraverso un linguaggio diretto che regala al pubblico momenti di ilarità come di rara commozione, lo spettacolo fluisce rapido sulla strada della scoperta, come tante matrioske che si aprono svelando il proprio contenuto, attraverso l’interpretazione di giovani e talentuosi attori”.


Gli allievi dell’Accademia Achille Togliani, insieme a Elena Tommasini e con la partecipazione straordinaria di Adelmo Togliani, interpretano i testi originali: L’attore in erba – Una bimba troppo cresciuta – Il soldato in Afganistan – Un manager che si è fatto da solo – Una nerd poco raccomandabile – L’amante tradito – L’attrice in erba – L’uomo che viene da lontano – La compagna dell’artista – Un uomo innamorato.
Lo spettacolo è realizzato dall’Accademia Achille Togliani di Roma con testi inediti scritti e interpretati dai propri allievi nell’ambito del corso di Script Lab, il laboratorio di scrittura permanente della Scuola.



L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.
Per informazioni e prenotazioni:
E-mail: achilletogliani@tiscalinet.it
Cell. 347.1704428


Ufficio Stampa Accademia Achille Togliani
Via Nomentana 1018
00137 Roma
info@accademiatogliani.it

lunedì 13 maggio 2013

Rose di Maggio: all'Orologio sono in scena emozioni forti!





E' estremamente difficile descrivere quest'opera di Giancarlo Moretti senza rischiare di rovinare la trama e le sorprese che essa riserva, soprattutto considerando che la maggior parte di essa e' in realta' un flashback: tutto si racconta nella prima scena, e si spiega durante quelle successive.

Trama e dramma

Una giovane coppia, piu' ricca di speranze e di entusiasmo che di risorse ed esperienza, finalmente corona il sogno del matrimonio e acquista un appartamento dove avviare la nuova famiglia, magari in previsione di una prossima espansione. Una storia comunissima, quasi banale, di una qualsiasi metropoli italiana a cavallo del cambio di millennio. Ci sono i vicini di casa, gentili e disponibili; c'e' il lavoro, in un "fuori" indefinito e lontano; ci sono le piccole quotidianita', tenerezze e bisticci; potrebbe essere la storia di chiunque di noi, e proprio per questo, lo spettatore viene subito assorbito dai ruoli familiari e, per certi versi, rassicuranti.

Ma il teatro delle emozioni di Giancarlo non perdona la superficialita' nell'approccio alle sue storie, storie che poi sono di tutti noi. Anche se con qualche gradevole, occasionale concessione a battute e macchiette, il vero evento non tarda a manifestarsi nella sua tragicita' umana e disumana. Il vulnus, la frattura, il trauma e' addirittura solo accennato, mai completamente descritto nella narrazione, ma quando smette di serpeggiare in scena e colpisce lo spettatore, e' gia' troppo tardi: ormai i protagonisti sono troppo coinvolti, travolti, sconvolti dagli eventi, e non e' piu' in loro potere modificarli. Il massimo loro consentito e' arginarli, controllarli, provare a gestirli, sperare che si risolvano da soli, che le ossessioni passino, che le manie sfumino, che il tempo curi la ferita autoinflitta dalla mente allo spirito.

(Chiara Ricci e Marcello Mancusi)

Ma ovviamente cosi' non sara'. Il demone interiore scava, e scava profondo, alimentato da incomprensioni immaginare e alimentando compulsioni fin troppo reali. Sotto i riflettori si srotola una drammatica evoluzione/involuzione del rapporto della coppia, e soprattutto del rapporto dei coniugi con se stessi, con le proprie paure e con l'ambiente domestico. Le tre scene centrali del testo sono un crescendo di ansie, di angosce, di terrori veri di pericoli inventati, e i personaggi vengono risucchiati, ognuno a suo modo, in un vortice che precipta le anime in un gorgo infernale, gironi danteschi precursori di gesti estremi.

Quando nell'epilogo, la casa/rifugio/prigione passa ulteriormente di mano, riprendendo il discorso del prologo, gli eventi sono ormai consumati, e hanno consumato la vita dei protagonisti, ed e' fortissima la sensazione che la storia si ripetera', e le migliori intenzioni saranno corrotte, ancora una volta, dagli eventi incontrollabili che apparentemente governano le nostre vite.

Sette anime in cerca di pace

I due protagonisti Paolo (Marcello Mancusi) e soprattutto Elena (indovinate un po'?) sono al tempo stesso vittime e carnefici dei loro propri mostri, in un gioco al(l'auto) massacro che non conosce pieta', anche quando alimentato da un amore sincero, paziente, vivo e vivificante; piu' che essere protagonisti della storia, la subiscono e da soggetti passano rapidamente a complementi oggetti.

Nel resto del cast, i vicini cortesi Andrea e Luisa (Paolo Franzini e Laura Petroni), l'oasi sicura anche se un po' troppo fortemente in stile "Casa Vianello", sono l'ancora di stabilita' che potrebbe aiutare i protagonisti, ma che spesso viene trascurata o rifiutata, per scrupoli e remore e piccole, inutili vergogne.

(Chiara Ricci e Francesco Castaldi)

L'"omino del gas", o forse meglio dire omone, visto che si tratta dello statuario Francesco Castaldi, entra in scena inaspettato, e rappresenta "il mondo ostile di fuori": seppur animato da buone maniere, serieta' e senso del dovere, dimostra come sia l'occasione a fare l'uomo ladro, e il suo ruolo nella storia alla fine sara' cruciale, scivolando anche lui in un'oscura voragine della coscienza.

Infine, la coppia subentrante (Antonio Atte e Assia Favillo), riporta in scena una certa "normale idiosincrasia di coppia", con un rassicurante, stereotipato sbilanciamento tra il marito un po' succube ma paziente e determinato, e la moglie petulante ed esigente, a tratti scortese. Forse anche eccessivamente caratterizzata nelle pur precise interpretazioni, ma funzionale alla chiusura della storia, presagio di corsi e ricorsi ormai fin troppo familiari al pubblico.

L'ambientazione, spartana e fissa come la scenografia, oscilla tra essere luogo ed essere personaggio a sua volta: la casa difende, la casa opprime, la casa destabilizza. L'appartamento e' presente solo per la parte di ingresso/soggiorno, e un sapiente uso dei limitatissimi spazi della sala Gassman del Teatro Dell'Orologio, permette all'azione di scorrere letteralmente intorno allo spettatore, senza interruzione tra palco e platea, con la stretta porta d'accesso alla sala e il corridoio tra gli spalti usato realmente dagli attori come "fuori campo", a rappresentare il fuori, il mondo esterno, l'ostile che prova ad attaccare le nostre sicurezze.

Pareri e pensieri

Che testo tosto! La penna di Moretti non fa sconti a nessuno, e i sentimenti di angoscia e ansia sono palpabili in sala, alla fine dei pezzi piu' intensi. La storia scorre con buon ritmo, mai banale, forse un po' generosa di stereotipi coi personaggi secondari; ma sia lo schema generale, sia i dettagli preparati e realizzati puntigliosamente, non lasciano al caso nessuna delle battute, nessuno degli sguardi, nessuno dei movimenti che gli attori compiono sulle righe di questo Rose di Maggio. E' facilissimo identificarsi e ritrovarsi negli aspetti piu' normali dell'esperienza di coppia, ma e' decisamente inquietante ritrovare echi anche in quelli piu' reconditi, oscuri, segreti e terribili. Lo spettatore viene dapprima accompagnato in una scena amica e piano piano il sonno della ragione genera il mostro che lo accoltella, in un abbrutimento e imbruttimento della psiche traumatizzata.

E' duro venire "violentati" emotivamente cosi', ma per meta' della recitazione ho seguito in punta di sedia.

...E poi, gli attori: Marcello e' sempre a suo agio in scena e il ruolo del marito premuroso ma appesantito dalla vita e' proprio suo; riesce agilmente a passare dalla tenera complicita' con sua moglie, alla malcelata rabbia per gli eccessi del partner, alla disperazione per una situazione che gli sta sfuggendo di mano, agli sfoghi di un'anima frustrata ma ancora innamoratissima. Un'interpretazione molto piu' ricca e matura di quando lo vidi in "Dove sei?", sempre di Moretti, e dove il ruolo piu' ampio gli permette una liberta' espressiva piu' soddisfacente.

Delle due coppie minori, non si puo' dire che bene: interpretano con molta precisione e mestiere gli elementi esterni alla casa, gli ospiti. In quelle che sono tutto sommato poche battute, riescono a dare un taglio estremamente completo dei loro personaggi: la premurosa e attenta vicina, lo svampito ma bonario vicino, il tollerante futuro condomino e la sua soffocante, insopportabile compagna.

Un discorso a parte merita, pero', Francesco. La sua breve presenza in scena, l'azione della quale e' protagonista, sono stati un autentico pugno nello stomaco, per la bravura e la fisicita' di questo ragazzone. Mr. Moncheri, come affettuosamente chiamato dopo teatro, offre una prestazione davvero solida nel ruolo antipatico che gli viene affidato ed e' lui che da' corpo e voce al personaggio in fondo piu' negativo, nel quale la storia trova il suo compimento tragico e disperato.

Infine, la nostra Chiara. Tutti ne hanno tessuto le lodi piu' sperticate, gli apprezzamenti piu' sentiti, e i complimenti piu' vivi. E' vero, ha dato anima a un personaggio veramente difficile, che subisce una mutazione, una vera e propria trasfigurazione nel corso delle scene e che ha richiesto e preteso una fisicita', un disagio materiale, visibile, respirabile. La sua interpretazione e' stata realmente magistrale, a tratti anche un po' inquietante, e non posso nascondere il sollievo quando, uscita dal minuscolo teatro, sia tornata la ragazza solare di sempre.

Ma piu' che i meritati complimenti, mi preme porre l'accento su un aspetto: diciamo che seguo Chiara da qualche tempo, e quello che non finisce di stupirmi e' quanto ogni volta si riesca a superare, a migliorare, a tirar fuori dal cappello a cilindro il trucco che non ti aspetti. Ripercorrendo con la memoria il suo percorso artistico, dai primi passi come silenziosa modella, poi come VJ, la pubblicita', le molte fiction... Si ha sempre l'impressione che sia arrivata a una maturazione "stabile", che ormai abbia raggiunto il suo posto naturale nelle arti espressive.

Poi se ne esce con il ruolo di Elena, e d'improvviso ti mette di fronte a un fatto incontrovertibile: quest'artista e' molto piu' brava e convincente oggi di quanto non lo fosse ieri, e hai la certezza che domani sara' ancora meglio. La sua passione, il suo impegno, e anche la sua modesta riservatezza e la cordiale semplicita', non costruiscono solo un personaggio da locandina, ma stanno facendo da fondamenta per un'attrice di assoluto valore, di grandissima intensita' e di una bravura che, ingenuamente, neanche t'aspetti.

Francesco M.


Foto Benedetta Rescigno

Rose di Maggio: quando il mal di vivere prende il posto dei sogni.

Come vi si può rendere partecipi di una rappresentazione che lascia senza fiato fin dalle sue primissime battute? Come cercare di farvi anche solo immaginare il coinvolgimento che ti prende per più di un ora sull'ultima opera teatrale "Rose di Maggio" scritta e diretta da Giancarlo Moretti: non siete ancora andati a vederlo? Beh, fatelo! Ne apprezzerete ogni minuto. Due giovani novelli sposi, una nuova casa, nuovo lavoro in una grande città,la quotidianità che alla fine si scontra con altre realtà, molto più difficili da gestire. Un difficile dramma da superare per Elena, che accresce le sue insicurezze, fino a renderle padrone della sua vita, di quella del marito e degli amici. Le mura domestiche diventano in realtà una prigione, nella quale ci si sente sicuri, dove niente è nessuno potrà fare mai male. La mania del rendere ogni oggetto asettico, aumenta il comportamento ossessivo-compulsivo di una donna fragile il cui marito e' incapace di aiutarla. Il piccolo mondo fuori sparisce dal suo microcosmo, per poi rientrare prepotentemente con un evento traumatico, rubando quella sicurezza che nell'arco degli anni quelle quattro mura domestiche avevano generato. È allora che diventa tardi per rimpianti o colpe.


Abbiamo imparato in questi anni ad apprezzare la leison artistica tra Marcello Mancusi e Chiara Ricci che questa sera ci hanno regalato una performance strabiliante, un coinvolgimento emotivo che non mi aspettavo. Chiara Ricci interpreta una Elena superlativa, che riesce a coinvolgere lo spettatore nel suo dramma interiore fin dai primi istanti; le musiche scelte poi dal regista ti creano quello stato d'animo quasi reverenziale di fronte ad una storia che non è poi così lontana dalla quotidianità di molti esseri umani.

Bravi tutti, anche al resto del cast (Laura Petroni, Paolo Franzini, Francesco Castaldi, Assia Favillo, Antonio Atte) che completa questa meravigliosa rappresentazione!


Barbara E.

mercoledì 8 maggio 2013

“E se il Piccolo…” un inedito spettacolo di danza e prosa



 TEATRO COMETA OFF
Dal 21 al 26 MAGGIO 2013
Tappa romana del Tour 2013 dello spettacolo
“E se il Piccolo…”
UN INEDITO SPETTACOLO DI DANZA E PROSA

Con

BEATRICE BALDACCINI
GIORGIO CAMANDONA
MASSIMO PRANDELLI
SIMONE MAIER
NICOLA TRAZZI

DIREZIONE ARTISTICA : Tony Lofaro
TESTI : Daniele Cauduro
MUSICHE : Davide Perra
COSTUMI : Cicci Mura
SCENE : “Materico” di Cristiano Mazzarella

COREOGRAFIE : Tony Lofaro
REGIA : Daniele Cauduro

DIREZIONE DI SCENA: Stefano Romeo
DISEGNO LUCI : Marco Caccialupi
DISEGNO FONICO : Andrea Luterotti
ASSISTENTE ALLE COREOGRAFIE : Massimo Prandelli
PROGETTAZIONE SCENE : Lucia Franciosa
ATTREZZERIA E COLLABORATORE DI SARTORIA : Andrea Borin
PRODUZIONE ESECUTIVA : Antonio Cacciapuoti e Alice Erbetta.
LOGISTICA ED ORGANIZZAZIONE GENERALE : Francesca Ricci
ASSISTENTI ALLA PRODUZIONE : Gianluca Spatti e Maura Carcaiso
FOTO DI SCENA : Giovanna Marino
GRAFICA : Sara Pedroni

Sarà in scena a Roma, alla Cometa Off, dal 21 al 26 MAGGIO 2013 la tappa romana del Tour 2013 dello spettacolo “E se il Piccolo…”- UN INEDITO SPETTACOLO DI DANZA E PROSA con BEATRICE BALDACCINI, GIORGIO CAMANDONA, MASSIMO PRANDELLI, SIMONE MAIER, NICOLA TRAZZI. Direzione Artistica e coreografie sono a cura di Tony Lofaro, le musiche di Davide Perra, testi e regia di Daniele Cauduro.

Si tratta di uno spettacolo di danza e prosa, dall'aspetto e dalla struttura agile e scorrevole e nello stesso tempo intensa ed emozionale dove, attraverso il testo e la colonna sonora molto cinematografica, si vuole, senza alcuna presunzione, strizzare l'occhio anche alla poesia.

Lo spettacolo “E se il Piccolo” che ha debuttato in Prima Nazionale nel febbraio 2012 a Milano, torna a grande richiesta di critica e pubblico con il tour 2013.

L'amore e la passione nel ricordo di una celebre storia – quella de Il Piccolo Principe - che ha affascinato intere generazioni, coltivate negli anni da Tony Lofaro, trovano finalmente forma grazie all'incontro con Daniele Cauduro, testi e regia, e con Davide Perra al quale è affidata la colonna sonora interamente inedita.
La direzione artistica e le coreografie sono invece a cura di Tony Lofaro, ideatore di questa nuova esperienza artistica.


 “Una visione trasversale di una storia che ha affascinato intere generazioni, un viaggio trasognato fra testo e danza, essenziale e simbolico – cosi afferma il coreografo e direttore artistico, Tony Lofaro – Abbiamo voluto rimescolare la storia per farla rivivere nelle parole e nella voce di un unico personaggio femminile.
Attorno a lei presenze fantastiche, spogliate dell’aspetto favolistico divengono maschere danzanti dalle sensazioni umane, mentre un bambino cresce ed impara a vivere”




Cinque interpreti in scena, tra i quali tre ottimi danzatori (Simone Maier, Massimo Prandelli, Nicola Trazzi) affidati alla maestria, creatività e sperimentazione di Lofaro, danno vita ad una selezione di personaggi chiave del viaggio del Piccolo,  raccontando la propria personalità attraverso l'uso del corpo.
Il talento di Giorgio Camandona nel ruolo del Piccolo e l'emozione della voce di Beatrice Baldaccini, unica donna in scena nel ruolo trasversale di Rosa,  contribuiscono a creare la magia dello spettacolo.

La visione al femminile di tutta la storia, vera struttura e vera stravaganza dello spettacolo, offre al pubblico gli strumenti necessari affinché ognuno, con la propria sensibilità e la propria esperienza, possa cogliere quel che meglio crede, proprio come lo stesso romanzo ha suscitato per anni ed anni in intere generazioni di giovani lettori.
I costumi dello spettacolo sono nati dalla genialità di Cicci Mura, l'allestimento scenico è affidato a Cristiano Mazzarella, sotto progetto scenografico di Lucia Franciosa.

Lo spettacolo nasce dall’Associazione Culturale “L’Asteroide DanzaTeatro”, capitanata da Antonio Cacciapuoti, giovane imprenditore del settore green economy, con un passato di esperienze artistiche, grazie alle quali ha coltivato la propria passione per l’arte fino all’incontro con Tony Lofaro.

“In questo momento storico, in cui i giovani talenti italiani continuano a scappare all’estero, ho deciso di fare una scelta in controtendenza e dare fiducia ai giovani.
Ho conosciuto Tony Lofaro anni fa, e ho da subito apprezzato la sua professionalità e il suo genio artistico e così, quando mi ha presentato questa nuova idea, ho creduto da subito in questa nuova avventura e ho deciso quindi di produrre lo spettacolo.
Voglio che questo spettacolo, oltre al valore artistico, dia un segnale positivo a tutti i giovani e alla società in generale, per continuare a credere e a lottare, pur nel momento di crisi e difficoltà che stiamo attraversando. E la strada da percorrere è proprio quella della fiducia che va riposta nelle giovani generazioni.”


Il Tour 2013 di “E se il Piccolo” sostiene con orgoglio il progetto di AMREF (African Medical and Research Foundation) “Stand Up for Africa Mothers”, che si propone di migliorare lo stato di salute in Africa attraverso il coinvolgimento attivo delle comunità locali e formare 15.000 ostetriche entro il 2015 e contribuire alla riduzione       della  mortalità materna in Africa del          25%.
E’ attualmente la più grande organizzazione medica del continente africano.


“Il mondo degli adulti, tanto lontano e affascinante agli occhi di un bambino e la disillusione dell’infanzia, dolce nostalgia di chi quel tempo lo ha già dimenticato.
E se il Piccolo … diventasse grande?”


TOUR 2013
 09 MAGGIO : BORGOMANERO (NO) - TEATRO ROSMINI 
11 MAGGIO : TORINO - TEATRO ERBA 
17 MAGGIO : IVREA (TO) - TEATRO GIACOSA 
19 MAGGIO : MILANO - TEATRO ELFO PUCCINI 
21/26 MAGGIO : ROMA - TEATRO COMETA OFF 
31 MAGGIO : DESIO (MI) - TEATRO IL CENTRO

CONTATTI:
Facebook : E se il Piccolo
Cell. 3397344255 (Francesca Ricci - PRODUZIONE)
Cell. 3476910502 (Enzo Scudieri –Ufficio Stampa/PR)

TEATRO COMETA OFF
Via Luca della Robbia, 47 - Roma
Zona Testaccio, vedi mappa
Telefono: 06 57284637
ORARI BOTTEGHINO
Dal martedì al venerdì: dalle ore 15:00 a inizio spettacolo
Sabato e domenica: dalle ore 16:00 a inizio spettacolo - Lunedì: riposo
Orario spettacolidal martedì al venerdì ore 21,00. sabato doppia replica ore 16,00 e ore 21,00 – domenica ore 16,00
Costo biglietti:  INTERO : € 18 - RIDOTTO: € 15

Ufficio stampa Compagnia per Roma
Maya Amenduni
+393928157943