lunedì 13 maggio 2013

Rose di Maggio: quando il mal di vivere prende il posto dei sogni.



Come vi si può rendere partecipi di una rappresentazione che lascia senza fiato fin dalle sue primissime battute? Come cercare di farvi anche solo immaginare il coinvolgimento che ti prende per più di un ora sull'ultima opera teatrale "Rose di Maggio" scritta e diretta da Giancarlo Moretti: non siete ancora andati a vederlo? Beh, fatelo! Ne apprezzerete ogni minuto. Due giovani novelli sposi, una nuova casa, nuovo lavoro in una grande città,la quotidianità che alla fine si scontra con altre realtà, molto più difficili da gestire. Un difficile dramma da superare per Elena, che accresce le sue insicurezze, fino a renderle padrone della sua vita, di quella del marito e degli amici. Le mura domestiche diventano in realtà una prigione, nella quale ci si sente sicuri, dove niente è nessuno potrà fare mai male. La mania del rendere ogni oggetto asettico, aumenta il comportamento ossessivo-compulsivo di una donna fragile il cui marito e' incapace di aiutarla. Il piccolo mondo fuori sparisce dal suo microcosmo, per poi rientrare prepotentemente con un evento traumatico, rubando quella sicurezza che nell'arco degli anni quelle quattro mura domestiche avevano generato. È allora che diventa tardi per rimpianti o colpe.


Abbiamo imparato in questi anni ad apprezzare la leison artistica tra Marcello Mancusi e Chiara Ricci che questa sera ci hanno regalato una performance strabiliante, un coinvolgimento emotivo che non mi aspettavo. Chiara Ricci interpreta una Elena superlativa, che riesce a coinvolgere lo spettatore nel suo dramma interiore fin dai primi istanti; le musiche scelte poi dal regista ti creano quello stato d'animo quasi reverenziale di fronte ad una storia che non è poi così lontana dalla quotidianità di molti esseri umani.

Bravi tutti, anche al resto del cast (Laura Petroni, Paolo Franzini, Francesco Castaldi, Assia Favillo, Antonio Atte) che completa questa meravigliosa rappresentazione!


Barbara E.