giovedì 16 maggio 2013

Rose di maggio: un insolito week end a Roma.




Quando si tratta di muoversi per incontrare bravi artisti, e sopratutto amici, noi di Break Up Press News, siamo sempre con lo zaino sulle spalle, pronte a partire: Cristina, da Londra, con volo Ciampino, Clara da Viareggio, sui veloci binari di Frecciabianca, alla volta della Capitale. 


L'occasione è lo spettacolo di Giancarlo Moretti, in scena al teatro dell' Orologio, "Rose di Maggio", fino al 19 maggio, e anche per fare quattro chiacchiere con Luigi Di Fiore, il buon Commissario Murano de' Il Commissario Nardone, il simpatico e promettente Andrea Carpinteri, l'attore italo svizzero che abbiamo visto in Che Dio ci aiuti e in Rex, il poliedrico e sportivo Francesco Castaldi, il ragazzo della pubblicità del MonCheri, e la nostra amica Chiara Ricci, volto noto di Carabinieri 7 e adesso sulla scena nei panni di un fragile e problematica moglie, devastata dal mal di vivere.

(con Luigi Di Fiore)

Il nostro primo incontro è sul ponte di Castel Sant'Angelo, dove un puntualissimo Luigi Di Fiore ci viene incontro con il casco della moto. "Girare a Roma è impossibile, e nonostante io viva in città, è raro che io mi fermi da queste parti. Di solito giriamo le scene altrove, qui mi trovo spesso di passaggio." esorta con un sorriso magnetico. "Vi porto a bere un caffè da "Guglielmo", così ci facciamo una passeggiata e intanto parliamo un po'." Luigi è simpatico, e molto alla mano. In pochissimi istanti stiamo già parlando di Rosso San Valentino, la fiction che è appena andata in onda su Rai Uno, e dell'inaspettato successo, tant'è che se ne prevede un sequel. Luigi parla di Nardone, di come sia stato emozionante rivedersi in televisione. "Fabrizio Costa è bravissimo, con lui si lavora in perfetta armonia." Ha come un guizzo di nostalgia "Sarebbe bello rifare un bis di Nardone, è stata un'esperienza indimenticabile". Entriamo nel bar, un caffè, un cappuccino non all'inglese, e la conversazione si sofferma sulla grave crisi italiana, che ha colpito anche il mondo dello spettacolo. "Purtroppo nessuno è esente da questo brutto periodo, ormai ogni settore ha subito la discesa, buon per te che abiti a Londra!" dice a Cristina. Poi, ci racconta dei suoi impegni. Sta girando "1992" la fiction su Mani Pulite per Sky nei panni di Lucio Corradi, e presto lo vedremo sulla Rai, nel serial Crossing Lines con Gabriella Pession.
Il tempo passa velocemente, un'ora e mezzo di considerazioni, poi la foto di rito, in Piazza della Chiesa Nuova, un abbraccio, la promessa di ritrovarci. 

Luigi, è stato bellissimo conoscerti, sei una persona passionale e vera, proprio come i personaggi che interpreti!


Riprendiamo il cammino: l'inglese Cristina opta per una birra, e Clara per una Red Bull. C'è bisogno di ali. Siamo in un pub di Campo de Fiori, ci sono le bancarelle, fa caldo. Barbara ci ha raggiunto, imprecando contro i sanpietrini disconnessi che le impediscono una camminata fluida. Poi tra la folla, inconfondibile, la figura di Chiara Ricci si fa spazio fra i turisti. Sportiva, con la giacca di pelle, e un'immensa borsa, ci invita ad un bar poco distante, per scambiare due parole prima dello spettacolo. Incontrarla è sempre bello, anche lei è sempre gentile, ci racconta delle sue giornate tipo, ci mostra le foto della sua bimba che, nonostante la tenera età, è già alta e promette di diventare come la mamma. Chiara non ci racconta dello spettacolo, ma ci prega di guardarlo con attenzione e di esprimere, senza pregiudizi, la nostra opinione. Mentre siamo impegnate nella conversazione, arriva, splendido, Andrea Carpinteri. Beve qualcosa con noi, parla di alcuni progetti futuri, una possibile fiction in Svizzera, ci racconta di come gestisce la sua pagina facebook, dei suoi studi, l'atmosfera è fantastica. Sembra di conoscere questi attori da sempre.
Chiara si congeda da noi: è l'ora dello spettacolo. Lei deve prepararsi, noi abbiamo ancora un pò di tempo, Andrea ci offre la cena, a base di birra per Cristina, ovviamente, e Red Bull per Clara. Ormai sta volando, davvero! Davanti ad un vassoio ricolmo di salumi e formaggi romani, attendiamo l'arrivo degli ultimi ritardatari, Estella e Francesco. 

Siamo adesso euforici, foto di rito davanti al teatro, l'incontro con abbracci al regista, Giancarlo Moretti che è molto felice di ritrovarci. Si va in scena. Chiara e Marcello Mancusi si affrontano.

(Il cast di Rose di Maggio)
Rose di Maggio è un racconto minimale, una di quelle tante storie che si celano dietro le pareti di casa, che nessuno conosce, che tutti immaginano, ma che nessuno si osa di parlarne. E' la depressione, l'incapacità di reagire a certi eventi che possono capitare all'intento di una coppia. Chiara interpreta una donna morbosamente attaccata al marito, alla sua casa, agli affetti. Marcello è un marito bonario, forse troppo accondiscendente, che preferisce "far star tranquilla" la consorte, piuttosto che farla reagire alla malattia. Quando poi lo fa, risulta un tentativo maldestro e tardivo. 
In questa opera teatrale sono gli oggetti che parlano. Gli oggetti inanimati che vengono presi come metafora del cambiamento psicologico della protagonista. Dapprima solo fonte di entusiasmo, sono i ricordi di una coppia, e vengono delicatamente appoggiati sui mobili in modo affettuoso, come a rappresentare una vita futura piena di aspettative. Gli stessi oggetti vengono poi puliti in modo maniacale, e nascosti, in scatole, perchè ormai significano una vita distrutta, un passato che ormai non esiste più. Vengono inscatolati da Elena, in modo scrupoloso, e protettivo, quasi fossero umani, e avessero dei sentimenti. Il momento è pieno di pathos, e regala emozioni contrastanti. Viene quasi d'istinto fermare il processo, come se il riportare gli oggetti al loro posto, possa fermare i meccanismi distruttivi della protagonista. Poi degli oggetti, non rimane niente, sono solo cose da portare via, ormai inutili. Chiara Ricci subisce tre trasformazioni nei tre atti, da giovane sposa con uno splendido sorriso, si tramuta nell'ombra di se stessa. I suoi occhi sono spenti, illuminati a tratti dalla follia imperante, il suo corpo è l'emblema del suo dolore infinito. Non vi è speranza di ritorno, tutto ha preso il suo corso. Ottime le interpretazioni di Chiara e Marcello, e di Francesco, calato nella parte dell'operaio del gas, costretto dalla crisi a rubare, a usare violenza, in cambio di un pò di soldi.


Dopo lo spettacolo, siamo di nuovo tutti assieme. Roma di notte è più viva che di giorno. Trastevere ci mostra la città nella sua "movida", con la sua musica e i suoi profumi. Profumi ben graditi a quell'ora, perché parlano di bruschette e pasta al cacio e pepe. Siamo tutti al tavolo, facciamo foto assurde, facciamo smorfie, con Francesco parliamo di skate, snowboard e surf da onda, e con Chiara di vecchie foto trovate su internet. Il gruppo è affiatato, le risate tante, è un momento di vero relax. Dopo la cena, gli abbracci, le strade si dividono. Francesco, casco con luce strobo, si avvia in bicicletta, Chiara ci lascia poco dopo, Francesco ed Estella ci lasciano ad un incrocio, mentre Clara, Cristina e Barbara trovano in Andrea un valido cavaliere, che si offre di accompagnarle fino all'auto, nei vicoli stretti e bui di una Roma ormai mezza addormentata. All'ultimo abbraccio Andrea finge una lacrimuccia, ma confessa di essersi commosso. 

E' stato anche per noi una giornata speciale, e la ricorderemo con piacere, sperando possano essercene ancora, per poterli riabbracciare tutti.

Nel frattempo attendiamo notizie... 
se qualcosa bolle in pentola, noi abbiamo già i mestoli pronti!!!
Clara & Cri