mercoledì 24 luglio 2013

Roma: Torna la lirica popolare.Dal 5 al 10 agosto “Tosca” e “Traviata” al chiostro di San Pietro in Vincoli



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Torna a Roma la lirica “popolare” a tutto tondo. Il chiostro di San Pietro in Vincoli, in via Eudossiana, a due passi dal Colosseo, ospiterà dal 5 al 10 agosto 4 recite di “Tosca”, l’opera di Giacomo Puccini romana per eccellenza, e 8 rappresentazioni de “ La Traviata”, nell’ambito delle celebrazioni del secondo centenario delle nascita di Giuseppe Verdi.

Due opere popolari per eccellenza, che il Teatro Lirico Europeo offre al gran pubblico romano in una formula altrettanto popolare. Le esibizioni romane rappresentano infatti l’ouverture dell’Italian Opera Festival, che a partire da quest’anno presenterà, nelle maggiori città d’arte italiane, le opere più note e amate del repertorio del bel canto italiano, in luoghi suggestivi di grande capienza e utilizzando – per la messa in scena - nuove tecnologie in grado di contenere i costi delle rappresentazioni, a tutto beneficio dei costi dei biglietti.

Il primo atto dell’Italian Opera Festival, a Roma, vedrà impegnato in Tosca e Traviata, un cast di tutto rispetto. Per la regia di Francesco Sgrò, l’orchestra di Donetsk e il coro d'Opera di Roma “G.Verdi” (Dir.Ar. M.Tartaglia) e verranno diretti da Silvano Frontalini e Olexandr Dolinsky.

Della compagnia fa parte anche (Alfredo nella Traviata) il tenore ROMOLO BRUNO , disabile deambulante, che nel corso della scorsa stagione ha ricevuto critiche lusinghiere in tutta Italia.

In “ La Traviata”, Violetta sarà interpretata da Natalia Magarit mentre nel ruolo di Alfredo si alterneranno i tenori Paolo Bartolucci, Romolo Bruno, Simon Esteban la Rosa. Alfio Grasso vestirà i panni di Germont e di Scarpia.

Natalia Magarit interpreterà Floria Tosca, alternandosi con Emanuela Salucci . i tenori nel ruolo del Patriota Cavaradossi saranno Paolo Bartolucci e Simon Esteban la Rosa.

La produzione, che ha attivato un botteghino virtuale su internet (www.italianoperafestival.it), ha previsto – sul costo già “popolare” del biglietto “intero”- una serie di sconti legati alle prenotazioni dei posti in sala, per garantire la fruizione degli spettacoli a una più vasta platea di pubblico.


“La nostra idea – afferma Silvano Frontalini, che del festival è ideatore - è quella di riportare l’opera lirica tra la gente, garantendo un alto livello artistico, ma abbattendo i costi di produzione. Solo così una delle più alte espressioni del nostro genio artistico – il bel canto – potrà ritornare ai più antichi fasti, ed essere conosciuta ed apprezzata dai turisti in visita in Italia”.

“Gli alti costi di produzione hanno man mano allontanato la gente dai teatri. Noi portiamo lo spettacolo nelle piazze, proponendo a un pubblico più vasto grandi opere, belle voci e orchestre di valore. Siamo riusciti a tenere bassi i costi di produzione sostituendo le scenografie con una rappresentazione mutlimediale di grandi immagini proiettate sul fondo scena, a vantaggio della accessibilità del costo dei biglietti che varia da e 35 a 21 euro.

La prevendita on line all'estero sta dando ottimi risultati con prenotazioni già effettuate dal Messico,Germania,Francia,Norvegia.

Per info: www.musicaldorica.it 
C.B.



lunedì 15 luglio 2013

ECLETTICA FEST, 11 giorni di spettacoli dal vivo e impegno sociale



ECLETTICA FEST dal 18 al 28 luglio 2013
11 GIORNI DI SPETTACOLI DAL VIVO E IMPEGNO SOCIALE
CONCERTI - TEATRO - DIBATTITI - LABORATORI
 
Per la nona edizione, Eclettica rinnova la collaborazione con il Parco delle Energie, Roma, un parco pubblico recuperato dalle associazioni del territorio, nella suggestiva scenografia urbana del Quadrato, il nuovo spazio polifunzionale a impatto zero, gestito dal Forum Territoriale Permanente. Un evento completamente alimentato ad energia solare, arricchito quest’anno dalla collaborazione con il Think Green Ecofestival.

Eclettica è un festival senza finanziamenti, organizzato da 9 anni da 3 associazioni attive nella promozione della cultura critica e indipendente e da un lavoro attivo per la riqualificazione dei territori e delle periferie attraverso l’arte: Kollatino Underground - Post.it - Artempo 
dalle 18 alle 22 _ area parco: spettacoli teatrali, live, workshop e aperitivi musicali
dalle 22 _ area quadrato: spettacoli da vivo
dalle 24 _ djset e video proiezioni
La caratteristica del festival è l’offerta di una proposta artistica di alta qualità e valore artistico e sociale, unita alla piena accessibilità per il pubblico (il costo del biglietto non è mai superiore ai 9 euro). Apre il 18 luglio la Serata del disonore di Paolo Rossi, seguito il giorno dopo dai Racconti di un altro dei mattatori più amati Ascanio Celestini. Il 24 luglio immancabile l’ultima produzione della coppia Rezza Mastrella con Fratto X, e ancora il 25 luglio, due lavori inediti delle compagnie SantaSangre, eMuta Imago. I concerti esprimono le linee del panorama contemporaneo: sabato 20 luglio l’hip hop degli IAM (Fr) e i migliori artisti della scena romana. Il 21 luglio, Trent’anni di Ortodossia con gli ex CCCP Zamboni, Baraldi, Canali, Fatur. Il 22 luglio, la musica dei Rock’ n Roll Kamikaze per la prima volta a Roma. Canzoni romane moderne grazie al Muro del Canto e Shots in the Dark il 26 luglio. Chiude il festival il concerto dei Villa Ada Posse il 28 luglio.
ingresso gratuito area parco

Eclettica – da nove anni senza finanziamenti è un’armonica unione tra teatro sperimentale, azioni performative, videoinstallazioni, concerti, cinematografia, laboratori di educazione ambientale, forum e incontri per immaginare e proporre percorsi di sviluppo locale sostenibile legati alla valorizzazione delle risorse del territorio.Una programmazione che unisce il pubblico di tutte le età. Dal pomeriggio, nell’ area gratuita, ludofficina per i bambini, aperitivi musicali, cene spettacolo, video proiezioni. Nell’area Quadrato, si avvicenderanno nomi di spicco della produzione culturale contemporanea, fino alla consolle notturna con i dj più ballati della scena musicale romana.Eclettica è un festival in periferia, che si caratterizza per la sua vocazione a configurarsi come “officina di idee, un laboratorio culturale animato, in cui poter praticare esperimenti di incontro e contaminazione, strumento prezioso per contribuire allaprogrammazione di un modello di sviluppo sostenibile e alla creazione di coscienze critiche.
Un progetto vitale e di lungo respiro, la cui ambizione e' quella di riuscire a catalizzare idee innovative e energie  
emergenti dalla periferia romanaConfermiamo l’attenzione per l’ambiente e la rivalutazione dei beni comuni attraverso la cultura. Nonostante la mancanza di adeguati finanziamenti, riusciamo a produrre il festival in collaborazione con le associazioni del territorio, animando l’ estate romana nella periferia e garantire una offerta culturale accessibile e al tempo stesso di qualità, rivolta ad un pubblico di tutte le età, anche se distante dai circuiti commerciali dello spettacolo dal vivo.

dal 18 al 28 luglio – Parco delle Energie
18 luglio Paolo Rossi _ Tutto il casino del mondo 
19 luglio 
Ascanio Celestini _ Racconti
20 luglio Freeman IAM (Fr) + Dsa Commando + GiudaFellas + Ice One 
21 luglio Zamboni, BaraldiFatur e Canali _ Trent'anni di ortodossia dai CCCP all’estinzione 
 il Corso delle Cose (opening act)
22
 luglio Rock n Roll Kamikaze + Super Dog party (opening act)
24 luglio 
Antonio Rezza e Flavia Mastrella _ Fratto X
25 luglio 
Santasangre + Muta Imago 
26 luglio Muro del Canto / Shots in the dark (opening act)
27 luglio 
Parco Fanfulla
28 luglio 
Villa Ada Posse + Dancehall by Yaga Yaga Suond & Bring Out Ganja


ACCESSO GRATUITO DAL POMERIGGIO
DUE PALCOSCENICI _ ZONA RISTORO _ STANDS DI ARTIGIANATO
ingresso per gli spettacoli max 9 euro
PARCO DELLE ENERGIE (EX SNIA)
VIA PRENESTINA 175 , ROMA

(Bus 81 – 810 – 12N Tram 5 – 14 – 19)

Info www.ecletticafest.com 3382006735 - 3923860424
Ufficio Stampa: Artinconnessione - artinconnessione@gmail.com

domenica 14 luglio 2013

“LE TROIANE - Variazioni sul mito” con Mandracchia, Reale, Toffolatti e Torres


COMUNICATO STAMPA

LE TROIANE
Variazioni sul mito

Un progetto Mitipretese
Mandracchia, Reale, Toffolatti, Torres

In collaborazione con Artisti Riuniti

Drammaturgia e Regia di Mitipretese e Luigi Saravo

IN SCENA IL:
18 luglio a Malborghetto (Teatri di Pietra - archeologica di Malborghetto )
19 luglio a Sutri (Teatri di Pietra - Anfitetro di Sutri )
20 luglio a ostia antica (Teatro Romano degli Scavi Archeologici di Ostia)

Scenografo: Emanuele Silvestri
Costumi: Annamaria Porcelli
Musiche: Francesco Santalucia
Elementi di scena: Bruna Calvaresi
Direttore tecnico: Mauro De Santis
Direttore di palcoscenico: Alberto Biondi
Produzione esecutiva: Paolo Broglio Montani
Progetto grafico: Silvia Placidi
Foto Locandina: Francesco Biscione

Dopo il debutto in prima nazionale a Tindari in provincia di Messina, arriva nel Lazio lo spettacolo “LE TROIANE - Variazioni sul mito”, un progetto Mitipretese
di Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolatti e Mariangeles Torres, drammaturgia e regia di Mitipretese e Luigi Saravo, spettacolo realizzato in collaborazione con Artisti Riuniti. Lo spettacolo sarà in scena il 18 luglio a Malborghetto (Rassegna Teatri di Pietra all'area archeologica di Malborghetto ), il 19 luglio a Sutri (Rassegna Teatri di Pietra all'Anfitetro di Sutri ), il 20 luglio a ostia antica (Teatro Romano degli Scavi Archeologici di Ostia Antica - Via dei Romagnoli, 717).

Mitipretese, dopo il grandissimo successo di “Roma ore 11” e “ Festa di famiglia” sono di nuovo insieme e si aprono alla collaborazione di Luigi Saravo per dare vita, voce e canto ad un nuovo spettacolo tratto da “ e Troiane” di Euripide. Per le caratteristiche del lavoro la drammaturgia dello spettacolo sarà centrata esclusivamente sulla presenza in scena delle quattro figure femminili create da Euripide. Tutti gli altri personaggi e il coro verranno assorbiti quindi dalla vita scenica di Ecuba, Elena, Andromaca e Cassandra.

Il pubblico prende posto in sala. La scena è spoglia, scandita da ciò che resta dopo la guerra. Un cumulo di vecchie valige, un tavolo divelto, sedie spaiate seminate attorno, resti di detriti e utensili, in fondo un muro coperto da vecchi drappi di tela. Una donna percorre la platea, smarrita, confusa. Si agita, e altre due la raggiungono a calmarla. E’ la fine della guerra e presto le donne rimaste saranno spartite dai vincitori. Poi le tre superstiti abbandonano il pubblico sotto il richiamo di una sirena, come se ancora qualcosa dovesse colpirle, come se ancora ci fosse qualcosa da cui potersi difendere. Le donne raggiungono il muro e tolgono i drappi. Ecco, su quel muro appaiono i volti di tutti quelli che la loro guerra ha ingoiato. E’ l’inizio della tragedia. Ecuba, Andromaca e Cassandra di lì a poco entreranno in contatto con Elena, colei che è stata la causa di ogni loro male.
L’attesa per le loro sorti le porterà attraverso la loro memoria a gettare uno sguardo verso il tempo a venire, un tempo privo di senso, distante da ogni legame con il mondo che fino ad allora avevano conosciuto. In quest’attesa ognuna delle quattro cercherà di trovare il modo di sopravvivere, portando via con sé, nella propria valigia ciò che gli consentirà di farlo. Per Cassandra sarà la vendetta, per Andromaca l’amore per il proprio figlio, per Elena la bellezza, e per Ecuba la memoria di ciò che è stato, di quello che ora è, e di cosa sarebbe potuto essere.
Questo allestimento delle troiane si concentra su queste quattro figure femminili, quattro donne antiche e ancora capaci di raccontarci i segreti recessi della nostra costituzione profonda.
Abbiamo cercato di rendere concreta e vitale la parola di Euripide, abbiamo lasciato che attraversasse i corpi di chi era in scena per lasciarla risuonare nella sua assoluta vibrante, tragica bellezza.

COS’E’ MITIPRETESE?
“Mitipretese” nasce dall’incontro di quattro attrici, tutte diplomate all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma. Dopo avere lavorato con alcuni tra i più grandi artisti italiani nel 2005 Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolatti e Mariangeles Torres hanno deciso di ricavarsi uno spazio e un tempo per lavorare insieme, in completa autonomia, con l’intenzione di trovare testi teatrali che raccontassero un femminile diverso e che affrontassero – al di la del genere – le grandi questioni dell’etica, della politica, della scienza, del lavoro.
All’origine del progetto era anche l’intenzione di partecipare attivamente all’elaborazione dello spettacolo: perciò il gruppo firma collettivamente sia la regia che la drammaturgia delle proprie messinscene.
Gli spettacoli ad oggi realizzati sono Roma ore 11 dall’omonimo libro-inchiesta di E. Petri (“Premio ETI - li Olimpici del Teatro”
2007, come “migliore spettacolo di innovazione”, Festa di famiglia da testi di L. Pirandello con la collaborazione di A. Camilleri (“Premio Alabarda d’Oro - Città di Trieste” come migliore spettacolo dell’anno .

 NOTE SULLO SPETTACOLO  di Luigi Saravo
Spesso ci si accosta a un testo perché sentiamo che ci parla in modo particolare, per le sue suggestioni formali, o perché è capitato e basta. Poi, man mano che ci inoltriamo nel lavoro di prova cominciamo a scorgere la sua sostanza, emergono i temi, la sua forza, i suoi limiti o il suo potenziale.
Di fronte alle troiane sapevamo che il materiale, quest’ininterrotto canto di morte e di vita, poteva riservarci molto, ma forse nessuna, nessuno di noi, avrebbe saputo immaginare cosa.
Il lavoro è cominciato da un’esplorazione del testo attraverso le improvvisazioni e non c’è voluto molto perché la potenza dei temi e delle situazioni aprisse in ognuno di noi varchi profondi, perché  qualcosa ci travolgesse, come una risata o un singhiozzo che ci scuota il corpo senza che nemmeno un perché possa essere sussurrato nella nostra mente.
Le troiane ci si è aperto tra le mani mostrandoci cose che forse, francamente, ognuna e ognuno di noi si sarebbe evitato. Durante il lavoro sono emersi richiami profondi, sconosciuti eppure vicinissimi. Quotidiani ed antichi quanto gli esseri umani. Il lutto, la perdita, la distruzione della guerra, i legami spezzati, l’immagine stessa dell’umanità che deflagra come un edificio che si sbricioli sotto la terra che tremi.
Eppure dietro tutto questo dolore, dietro le cortine di fumo che si levano dalle ceneri di questa città distrutta, ecco apparire la vita. La vita perduta eppure che chiama, attende, canta. La vita che sente e conosce solo una parola: necessità, necessità della vita stessa per sé stessa. La grande, tragica, visione greca dell’esistenza, dominata da una luce che noi occidentali, oggi, siamo a stento in grado di riconoscere e che, pure, chiara, ci chiama.
Ed ecco allora: dove il deserto aveva inghiottito ogni cosa, qualcosa rinasce. Proprio là, dove nulla sembrava più possibile, qualcosa fiorire ancora. Non è una nuova prospettiva, non una speranza, un progetto, un pensiero, è il respiro che ancora anima i corpi di chi è sopravvissuto, che lentamente torna a soffiare, potente, come se quei corpi fossero stati purificati dal dolore, e adesso risplendessero nella loro assoluta purezza, nella loro prima e ultima necessità: la vita stessa.
Nel nostro lavoro i corpi di queste donne, annientati e purificati, dolenti e luminosi, hanno lasciato trasparire i loro tratti nei volti di chi le interpretava. Ecco la vera, grande possibilità del teatro, la sua unica, grande, magia: avere la possibilità di veder affiorare l’umano dal corpo di chi abita la scena, la capacità di mostrarne le estreme possibilità attraverso la sua rappresentazione.
Molte volte il nostro gruppo di lavoro si è trovato in rapporto con questa possibilità e se, durante il lavoro con il pubblico avremo, anche solo in parte, la capacità di condividere la nostra esperienza, allora, per quella sera, ciò che facciamo avrà avuto la sua ragione e il suo senso.
Il percorso di lavoro che abbiamo compiuto, si è concentrato sulle quattro figure preminenti della tragedia, e saranno questi quattro personaggi, interpretati da Alvia, Sandra, Manuela e Mariangeles a presentarlo in scena, ma in questo viaggio non sono state sole. Durante le prove hanno condiviso intimamente la loro ricerca con Cristian, Emanuele e Claudia. Condiviso significa che i gesti di questi compagni di viaggio, i loro pensieri, le loro emozioni, i loro corpi, hanno lasciato impronte indelebili nel lavoro che il pubblico potrà vedere. Perché Manuela, Mariangeles, Alvia e Sandra, hanno accarezzato i loro volti e da loro sono state accarezzate, con loro in scena hanno pianto e riso, sono state da loro vessate e consolate, accompagnate e sedotte, perché con loro, sussurri, baci, colpi e parole, hanno reso reale e vivo il momento delle prove.
Non potremo mai, fino in fondo, essere pronti per questo spettacolo. Non sapremo mai dove potrebbe portarci. Potremo solo aprire la condivisione del nostro percorso al pubblico. Potremo capire e imparare attraverso questa condivisione un poco di più, compiere ancora un passo ed accorgerci, allora, di tutto quello che ancora ci sfugge.
Comunemente si dice che Le Troiane parli della guerra, ma, forse, è la guerra che parla a noi attraverso questa tragedia. La guerra, il cui orrore mette in luce quello che costantemente perdiamo di umano nelle nostre vite. La guerra che non ha mai abbandonato l’uomo, il suo specchio, la sua fine e il suo inizio. Laddove si riuscisse a bandire dalla terra ogni guerra, forse, l’uomo scoprirebbe che tutto quello che fino ad allora pensava fosse la propria immagine era, alla fine, soltanto inganno.


Ufficio Stampa
Maya Amenduni   

+39 3928157943

L'Orchestra di Piazza Vittorio a Villa Ada e al Womad Festival‏


COMUNICATO STAMPA
ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO
-         IL 19 LUGLIO IN CONCERTO A VILLA ADA PER “ROMA INCONTRA IL MONDO”
-         25 LUGLIO INAUGURA IL WOMAD FESTIVAL UK CON IL FLAUTO MAGICO
Una stagione estiva intensa quella dell'Orchestra di Piazza Vittorio, che propone il suo concerto in molte città italiane e non solo.
Dopo l'importante impegno del debutto mondiale della CARMEN  al Festival Nuits de Fourvière di  Lione, che ha riscosso un successo straordinario, l'Orchestra si esibirà con la formula del concerto il 19 luglio a Villa Ada, a distanza di pochi giorni da quello che sarà un nuovo grande evento che vedrà protagonista la famosa orchestra multietnica: il 25 luglio 2013 l’Orchestra Di Piazza Vittorio inaugurerà il Womad Festival UK, Fondato da Peter Gabriel, riproponendo la sua rilettura moderna del Il Flauto Magico. 
Due importanti appuntamenti dunque per questo undicesimo anno di attività che ha visto anche la pubblicazione del nuovo disco dell'orchestra uscito nella scorsa primavera dal titolo "L'Isola di Legno"
Nella serata di Villa Ada del 19 luglio alle ore 22,00 L'Orchestra diretta dal Maestro Mario Tronco regalerà al pubblico una festa concerto che ripercorrerà gli undici indimenticabili anni trascorsi, permettendo a tutti i presenti di godere della bellezza dei brani del nuovo album. "Con questa serata e con il nuovo lavoro discografico - afferma Mario Tronco - celebriamo i 10 anni di attività ma soprattutto la dimensione dove ogni musicista vuole vivere: il palco. Un disco ferma il tempo, permette di fare il punto di un percorso artistico in un determinato momento, ma noi dell'Orchestra di Piazza Vittorio siamo nati e viviamo per il palcoscenico".
E dopo Villa Ada, si parte immediatamente: Direzione Womad Festival UK. Un vero e proprio evento storico, nel quale si proporrà quello che probabilmente fino ad oggi è lo spettacolo simbolo dell'Orchestra: Il Flauto Magico secondo L'orchestra di Piazza Vittorio. “Gli organizzatori del Womad avevano già chiuso il cartellone – afferma Mario Tronco – lo hanno riaperto apposta per noi. Tutti continuano a chiederci il Flauto, ma per noi è una benedizione. Non ci stancheremo mai di portarlo in scena". Nella splendida cornice del Charlton Park l'Orchestra avrà dunque l'onore di inaugurare quello che è da tutti riconosciuto come uno dei più importanti festival al mondo.
Il successo globale ottenuto dal mozartiano Flauto magico, è sicuramente stato uno dei motivi della fama internazionale dell'Orchestra. E a fine 2014 inizieranno le riprese del film su questa avventura così epica, firmato a quattro mani proprio da Mario Tronco insieme a Fabrizio Bentivoglio. La formula insomma è a tal punto collaudata che il fattore multiculturalità sembra ormai aver fatto largo a un altro concetto, davvero a sorpresa: l'italianità. "Possiamo ormai dire, dopo tanti anni di tour, di essere diventati rappresentanti dell'immagine dell'Italia nel mondo" - osserva con orgoglio Tronco – “E non ci poteva essere probabilmente traguardo più impensabile e allo stesso tempo commovente, traguardo che porteremo con fierezza anche al Womad Uk”.
Per concludere, Mario Tronco racconta com'è andata a Lione con il debutto mondiale della CARMEN  al Festival Nuits de Fourvière: “Sono molto soddisfatto – dichiara il Maestro Mario Tronco – uno spettacolo con sessanta persone in scena, insolito per le nostre corde, è una grande sfida vinta dall’Orchestra di Piazza Vittorio. E’ stata una serata magica. Il pubblico di Lione ha reagito benissimo, inondandoci di cuscini come da tradizione del Festival, per gli spettacoli molto amati, reagendo con risate e commozione nei momenti giusti. Più di 10000 spettatori in 4 serate è un risultato strabiliante.  Spero di poterlo fare in Italia molto presto. La nostra Carmen come coproduttore ha il Teatro dell'Opera di Saint' Etienne.   Il fatto che un ente lirico francese affidi l'opera più importante della sua cultura  ad un gruppo di immigrati che viene da Roma, ha un valore enorme. Mi auguro di trovare lo stesso coraggio anche un Italia, il nostro sogno sarebbe farlo a Caracalla ”.

QUESTA LA COMPOSIZIONE DELL’ORCHESTRA CHE SI ESIBIRA’ CON LA FORMULA DEL CONCERTO A VILLA ADA IL 19 LUGLIO.

Mario Tronco, Italia, direzione e Fender Rhodes
Evandro Cesar Dos Reis, Brasile, voce, chitarra classica e elettrica, cavaquinho
Sylvie Lewis, UK/USA, voce e chitarra
“Kaw” Dialy Mady Sissoko, Senegal, voce e kora
Carlos Paz Duque, Ecuador, voce e flauti andini
El Hadji Yeri Samb, Senegal, voce, djembe, dumdum e sabar
Ziad Trabelsi, Tunisia, oud e voce
Omar Lopez Valle, Cuba, tromba e flicorno
Fausto Bottoni, Italia, trombone e euphonium
Peppe D’Argenzio, Italia, sax baritono e soprano, clarinetti
Duilio Galioto, Italia, tastiere
Pino Pecorelli, Italia, contrabbasso e basso elettrico
Sanjay Kansa Banik, India, tabla
Raul “El Cuervo” Scebba, Argentina, marimba, congas, percussioni e timpani
Awalys Ernesto Lopez Maturell, Cuba, batteria e congas

Ufficio Stampa Orchestra di Piazza Vittorio
Maya Amenduni

giovedì 11 luglio 2013

Bling Ring, da settembre al cinema


SINOSSI
In una Los Angeles ossessionata dalla celebrità, un gruppo di adolescenti ci trascina in una folle ed avvincente sequenza di crimini sulle colline di Hollywood. La storia è ispirata a fatti realmente accaduti, e il gruppo ossessionato dal glamour e dal lusso, utilizzando Internet, ha realmente studiato le celebrità da colpire, per poi rubare nelle loro case beni di lusso per oltre 3 milioni di dollari. Tra le vittime Paris Hilton, Orlando Bloom e Rachel Bilson. La banda è stata ribattezzata dai media “The Bling Ring”.

INTERVISTA A SOFIA COPPOLA
Avevi già sentito parlare dei furti del Bling Ring prima dell'articolo apparso su Vanity Fair?
Mi ricordo di quando se n'è cominciato a parlare nelle news, ma all'epoca non ci avevo prestato molta attenzione. Poi, quando ho letto l'articolo, ho pensato che sembrava proprio la trama di un film. Era incredibile: ragazzi giovani e carini che facevano quelle brutte cose nel mondo agiato e scintillante delle star. Le loro dichiarazioni mi hanno molto colpita. Sembrava che non si rendessero conto di aver fatto qualcosa di veramente sbagliato e che fossero interessati soprattutto alla celebrità ottenuta grazie alle rapine.
Tutta questa storia sembrava dire molto sulla nostra epoca e su come crescono i ragazzi nel mondo di Facebook e di Twitter.

Come hai trasformato questa storia in una sceneggiatura?
Ho letto le trascrizioni dei rapporti dei giornali e della polizia e ho incontrato alcuni dei ragazzi per cercare di capire quanto più possibile! Poi mi sono sforzata di ricordare com'ero io a quell'età e le cose che facevo, e ho cercato di trovare delle analogie. Per esempio mi sono ricordata di com'è sentirsi parte di un gruppo di amici, alle cose stupide che si fanno a quell'età, e a come ci si sforzi sempre di omologarsi agli altri. Per quanto riguarda i genitori, ho osservato la madre di una delle ragazze in un reality show alla televisione e ho costruito la sua personalità sulla base di quello che ho visto.

Cosa pensi di questi ragazzi? Li biasimi per quello che hanno fatto?
Ho cercato di essere empatica e di non giudicare. Non che volessi dire che quello che hanno fatto va bene, ma desideravo che il pubblico si facesse una sua opinione. Non mi piace stabilire quello che il pubblico dovrebbe pensare. Il film mostra come la cultura dominante riesca ad influenzare dei ragazzi ai quali le famiglie non hanno trasmesso valori forti in cui credere.

Per un francese il semplice fatto che le sorelle Neiers siano poi state scelte per un reality show in
televisione è incredibile…
Sì. Ho riflettuto su come questi adolescenti siano stati condizionati da tutto ciò, e a come i reality siano una cosa normale per tutti coloro che sono cresciuti guardandoli in TV. L'idea della mancanza di privacy è diventata una cosa normale. Non sono sicura di quale sia l'opinione della gente su questi ragazzi: credo che siano affascinati da come siano riusciti a spingersi oltre. A tutti piace dare un'occhiata ai giornali scandalistici di tanto in tanto, e i protagonisti della storia rappresentano l'estremizzazione di questa pulsione…!

Stilisticamente il tuo film sembra un po' diverso dal precedente: la narrazione è più lineare, le
sequenze sono più brevi… Perché?
Perché funziona meglio per il materiale di partenza, che per me stabilisce sempre come devo girare un film. Inoltre dopo SOMEWHERE, il mio ultimo film, volevo fare qualcosa che avesse un ritmo più veloce. Ma ci sono anche sequenze lunghe, come quella della casa vista dall'alto, con i due ragazzi che entrano ed escono da una stanza all'altra. Girare dalla collina è stata un'idea di Harris Savides, uno dei direttori della fotografia. Adoro quella sequenza e sono felice che Harris abbia insistito per farla, visto che stavamo cercando modi alternativi per mostrare le rapine. Harris ha contribuito moltissimo ai miei film, mi ha sostenuto e mi ha aiutata a realizzarli.

A parte quella di Paris Hilton, hai girato altre scene in vere case di celebrità?
La sua è l'unica vera. Per gli altri, ne abbiamo realizzato una nostra versione. Ma devo ammettere che è stato eccitante girare in uno dei luoghi reali della storia e dare un'occhiata al suo mondo, nei suoi armadi...

Hai messo insieme un'attrice molto esperta, Emma Watson, con degli esordienti. Come mai?
Ho pensato che Emma sarebbe stata perfetta nel ruolo di Nicki, e mi è sempre piaciuto lavorare con ragazzi che sono agli inizi della loro carriera, pieni di entusiasmo e di freschezza. Mi piaceva l'idea che avessero davvero 16 e 17 anni. Ho cercato di metterli a loro agio e ho cercato anche di farli uscire insieme il più possibile prima di iniziare le riprese, perché si affiatassero e sembrassero davvero amici.

Definiresti “Bling Ring” un racconto morale?
Forse lo definirei un monito...


Le foto sono estratte dal film.

C.R.

venerdì 5 luglio 2013

"Più forte del destino", una lezione di vita vera


Ho assistito allo spettacolo "Più forte del destino – Tra camici e paillette la mia lotta alla sclerosi multipla" tratto dall'omonimo libro di Antonella Ferrari e da lei interpretato, con la regia di Arturo Di Tullio, prodotto dall'Accademia Togliani di Roma.
Conoscevo pochissimo la storia di Antonella, ma mi incuriosiva e cosi ho colto l'occasione e sono andata ad
Asti al Piccolo Teatro Giraudi in occasione del Festival Asti Teatro.

Grazie ad Adelmo Togliani e Laura Beretta dell'Accademia Togliani, ho potuto incontrare per qualche minuto Antonella prima dell'inizio. Mi ha subito colpito la sua solarità, l'entusiasmo con cui mi ha accolta e mi ha detto "poi mi dirai cosa ne pensi!"


Ero emozionata, si capiva che il pubblico era molto più informato di me, ma forse la disinformazione poteva giocare a mio favore, non avevo pregiudizi su quel che avrei visto, era una sorpresa. E sorpresa è stata, già dall'inizio frizzante ho capito che non sarebbe stata una storia strappalacrime di quelle che si vedono spesso in tv, e che la stessa Antonella durante il suo monologo, prende in giro.
Si ride, e ci si commuove,  inoltre ti accorgi che la protagonista è brava, sa recitare e di questi tempi sembra essere un optional, è una bella donna e ci tiene a sottolineare come l'essere disabile non significa imbruttirsi, lasciarsi andare, ma anzi bisogna lottare per mantenere la proprio dignità, la propria bellezza. Non c'è commiserazione da parte di Antonella, ma una lotta a testa alta.

La coreografia composta da una enorme ragnatela che cattura oggetti dell'infanzia e dell'adolescenza di Antonella, è essenziale, senza troppi fronzoli, rappresenta perfettamente la sensazione di trappola che un malato di Sclerosi Multipla percepisce.

Alla fine ci si commuove, credo sia inevitabile, ma non è ciò che ti lascia lo spettacolo anzi ti rimane quel senso di speranza che tutte le persone malate e non dovrebbero sempre avere, la speranza che lottando si può continuare a fare ciò che ti piace, sicuramente con maggiore difficoltà, ma ottenendo maggiore soddisfazione.

Al termine dello spettacolo c'è stato un incontro con il pubblico moderato dalla giornalista Noria Nalli, attraverso un dibattito garbato, hanno cercato di approfondire gli argomenti trattati durante la rappresentazione teatrale.
Antonella ha raccontato che, nonostante nel libro abbia un po' bistrattato la categoria dei neurologi, è venuta a conoscenza tramite altri malati, che gli stessi neurologi consigliano il suo libro ai loro pazienti.

Ringrazio Antonella Ferrari e Noria Nalli, con cui ho avuto il piacere di parlare dopo lo spettacolo, per la lezione di vita vera, consiglio a tutti quelli che ne avranno la possibilità di andare a vedere "Più forte del destino – Tra camici e paillette la mia lotta alla sclerosi multipla".

Lo spettacolo è stato realizzato grazie all'indispensabile supporto di Focaccia Group, azienda di Cervia (RA) che si occupa di allestimenti di veicoli speciali e per disabili.

Antonella Ferrari Più forte del destino


C.R.

lunedì 1 luglio 2013

Bling Ring: il nuovo film di Sofia Coppola.


La regista di culto americana in arrivo nelle sale italiane con una storia ispirata a fatti di cronaca.

“Bling Ring” è il nuovo film della pluripremiata regista statunitense Sofia Coppola e racconta la vicenda, ispirata ad una storia vera, di una gang di quattro giovani bad girl - provenienti da benestanti famiglie di Los Angeles - che, ossessionate dalla moda e dalle celebrities, tra il 2008 e il 2009 svaligiarono le ville di alcune star hollywoodiane tra cui Paris Hilton, Lindsay Lohan, Megan Fox e Orlando Bloom, rubando 3 milioni di dollari in vestiti, gioielli, opere d’arte e accessori di lusso. Nel film Emma Watson, l’ex Hermione di “Harry Potter” e nuova e richiestissima pupilla del cinema hollywoodiano.


Prodotto da Lucky Red, sarà in sala a partire dal 19 di settembre.



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Cast artistico:
Israel Broussard è Mark
Katie Chang è Rebecca
Taissa Farmiga è Sam
Georgia Rock è Emily
Emma Watson é Nichi
Leslie Mann è Laurie



C.B.