mercoledì 18 dicembre 2013

Un Matrimonio di Pupi Avati: Adelmo Togliani è Edgardo.




Adelmo Togliani, il bravo e simpatico attore di cui abbiamo già parlato e che ci ha concesso un'intervista, ritorna sul web nelle pagine di Break Up Press News per parlarci di sè nella fiction Rai Un Matrimonio per la regia di Pupi Avati che vedremo a partire dal 29 dicembre in prima serata.

Abbiamo rivolto alcune domande ad Adelmo che così ci racconta.

Parlaci del cugino Edgardo, chi è?

Edgardo è un ragazzo di 18 anni cresciuto a Sasso Marconi. Un ragazzo di paese, monarchico e un po’ ‘nerd’.
I capelli, glieli fa la madre. Non socializza molto, adora la cugina interpretata da Micaela Ramazzotti e la sua storia è scritta sin dall’inizio: finirà per occuparsi tutta la vita del bar di famiglia. Il bar del paese ritrovo di tutti i giovani e gli anziani di Sasso Marconi.
Negli anni ’70 lo ritroviamo con i suoi LP e gli impianti Hi-Fi, la musica, la sua grande passione, ma sempre chiuso nel suo mondo nel quale non permette a nessuno di entrare.

Ti sei dovuto documentare sui periodi storici in cui sono ambientate le vicende, o è stato il regista a condurti nella parte?

Mi sono documentato molto sul periodo, ho fatto domande in casa…mia madre, soprattutto. La mia principale interlocutrice quando si tratta di vicende relative agli anni ’50 e alla storia d’Italia dal dopoguerra in poi.
Pupi ha ben chiaro in testa il suo quadro e ti indirizza senza dire molto, parla se vai fuori strada e devo dire che è in grado di far sentire le sue ragioni benissimo. Certe strigliate! Però è proprio in questa piccola tensione che Pupi riesce a creare - NdA anche se lui dice il contrario - che risiede la sua forza, la sua conduzione registica dalla mano forte ma allo stesso tempo precisa e calcolata.


Katia Ricciarelli e Adelmo Togliani sul set


Come è stato lavorare con tanti attori diversi?

Con molti di loro avevo già lavorato. Con Micaela Ramazzotti abbiamo fatto già un altro film presentato a Venezia nel 2005, siamo amici, ho anche realizzato come regista il backstage per la sua copertina di Max nel 2008, quella del suo nudo integrale, per intenderci. Katia Ricciarelli invece, è la protagonista di una serie di cui ho realizzato un pilota, dal titolo, Wilma, presentata al RomaFictionFest un paio di anni fa. Lei è una grande attrice, ironica, brillante, è stato un piacere dirigerla, ma il mio sogno era recitarvi assieme. Nel ruolo di suo figlio, Edgardo, ho avuto occasione di girare  assieme a lei pressoché sempre, e capire perché è così amata da Pupi Avati. Katia è l’emblema della semplicità recitativa, della naturalezza, del minimalismo interpretativo, emozionandoti comunque, che è poi quello che Avati richiede a tutti i suoi attori. “C’è una sola verità”, mi ha detto Pupi l’ultimo giorno di riprese, “Tu hai la tua…devi arrivarci con semplicità”.

C'è un attore o un'attrice con cui ti sei sentito meglio "sintonizzato" sul set?

Ne potrei citare tanti. Alessandro Sperduti per esempio è un attore che non conoscevo, interpreta Angelo, uno dei figli di Micaela Ramazotti, è bravo e molto generoso in scena; uno che non si risparmia, credo sia una grande dote per un attore. Purtroppo non ho nessuna scena con Chiara Ricci, un’attrice che conosco da molti anni e che stimo. Al di fuori del set c’è grande sintonia tra di noi, sono anni che diciamo di fare una cosa assieme…chissà. (Nella nostra video intervista, un piccolo assaggio di quello che potrebbero fare insieme!)

Ti hanno truccato da anziano: com'è sentirsi "su di età", per un tipo spumeggiante come sei?

Un bella sensazione. Emozionante. Anche se ho paura della vecchiaia…mi spaventa. Recitando un ‘anziano’ - sul finale della serie - ho dovuto tenere a bada il mio estro, la mia vitalità. Non è stato facile, perché per farlo ho rischiato di accentuare troppo certi atteggiamenti. Le movenze eccessivamente rallentate, la gestualità irrituale. L’errore può essere compiuto al contrario. Per fortuna Avati mi ha subito richiamato all’ordine.
  
Cosa è cambiato per te, vivendo un'ambientazione che propone il matrimonio come un valore indissolubile? Tu, ci credi al matrimonio per tutta la vita?

Credo nel matrimonio, ma più nelle unioni. L’amore può essere eterno, ma anche no. Bisogna essere fortunati...

Progetti futuri?

In primavera inizierò le riprese de L'UOMO VOLANTE, un progetto che mi sta molto a cuore e che ha ricevuto in primis il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali nonché di altri sponsor come Filafi Fithu e Centrale del Latte di Roma. Grazie al loro supporto abbiamo potuto costruire un progetto filmico di grande respiro. Sarà una storia sull’amore analogico, che inizia negli anni ’80 e finisce ai giorni nostri. D’altronde la passione in tutte le sue sfumature è sempre al centro di tutte le mie storie…e anche della mia vita.

Ed infine, si faccia una domanda, si dia una risposta: 

Vorresti lavorare di nuovo con Pupi Avati?

Certamente sì. Vi svelo una curiosità: nei suoi set non esiste il monitor. Avati ristabilisce il vecchio rapporto che l’autore deve avere con gli attori, tutti. Diretto, confidenziale, intimo, vero. Questo fa di lui un maestro. Ti guarda dentro, perché ti è talmente vicino che non puoi sfuggirgli.


Vi ricordiamo che Un Matrimonio andrà in onda dal 29 di dicembre in prima serata su Rai Uno.


C.B.