venerdì 31 gennaio 2014

Purché finisca bene: la presentazione ufficiale del ciclo film Tv di Pepito Produzioni per Rai Uno.





Rai Radio Televisione Italiana 
presenta:



Un ciclo di film per la televisione che si possa desiderare e godere come una chiacchierata fra amici, o di una serata in compagnia di storici compagni di scorribande, rappresenta una proposta editoriale con una precisa missione di palinsesto: cercare di stabilire anche nel panorama televisivo italiano un appuntamento fisso settimanale con commedie ironiche, indisciplinate e in grado di divertire, incuriosire e far innamorare. 
Esattamente come accade ai protagonisti dei cinque film, queste storie si muovono tra problematiche comuni, anche se mai convenzionali, ai tempi di un' Italia in crisi e dall'identità sempre più confusa.

In "Una Ferrari per due" ci si interroga sulla perdita del lavoro e dello status sociale di un manager e della conseguente fatica di nascondere la nuova realtà ai parenti, cercando di riconquistare un posto nella società. 

Ne "La Tempesta" sono i tentativi di essere "genitori moderni" ed elettivi e la necessità di assumersi le proprie responsabilità adulte a proporre spunti di riflessione.

In "Una villa per due" partecipiamo alle difficoltà di un piccolo imprenditore alle prese con una burocrazia farraginosa e labirintica e alla comparsa di un vecchio amore pronto a sconvolgere i piani dei nostri protagonisti. 

In "Una coppia modello" è il topos comico della "strana coppia" ad essere utilizzato e sconvolto fino a farlo esplodere in un incrocio di coppie che mettono a nudo la difficoltà, nella moderna e "liquida" società, di coltivare e mantenere i rapporti sentimentali, fino ad arrivare alla necessità di mutare il "peggior nemico" nel "miglior alleato" possibile.

In "Un marito di troppo", oltre alla scelta sentimentale tra un ex marito che apparentemente ha ben poco da offrire e un nuovo amore appartenente ad una famiglia blasonata e potente, si racconta la precarietà ma anche l'attaccamento alle radici in un'area come Torino ed il Nord Ovest. Ed è anche nella scelta dell'ambientazione che questo nuovo ciclo tenta di aprirsi a forme narrative originali: è il Nord dinamico, all'avanguardia ed evidentemente alle prese con una crisi che non si ferma solamente alla propria sfumatura economica, ad essere uno dei protagonisti fondamentali di queste storie. 

"Purché finisca bene" non è solo un ciclo di storie raccontate con un linguaggio diretto, immediato e brillante, è un tentativo di esplorare insieme al pubblico, il nostro contemporaneo, i nostri limiti, i difetti ma anche le qualità in grado di farci "ricominciare". E per intraprendere questo viaggio, quale sentiero migliore se non quello che passa attraverso la vivacità della commedia, arricchita di volta in volta da sfumature guascone, melò, passaggi family e in compagnia di un dolce romanticismo?

                                                    Collezione film TV "Puché finisca bene"

Una Ferrari per due- Sinossi

Essere licenziati è terribile. Essere licenziati a cinquant'anni è spaventoso. Essere licenziati a cinquant'anni con un' ex moglie e - sopratutto - con una figlia da mantenere può far perdere la testa. A quel punto decidere di non dire nulla a nessuno è una reazione umana. Ma le bugie non sono fatte per durare in eterno...
Marcello (Neri Marcorè) ha quasi cinquant'anni, da più di due è stato fatto fuori da un'importante società di cui era Direttore Marketing. Andrea De Lazzaro (Giampaolo Morelli), l'uomo che lo ha licenziato senza neppure volerlo incontrare, sulla carta lo aveva ritenuto "troppo vecchio". Marcello del suo disastro non ha detto nulla a nessuno, e ha dato fondo ai suoi risparmi per continuare a mantenere la figlia in un collegio esclusivo. E soprattutto per mantenersi ai suoi occhi, l'operoso e generoso padre manager di sempre. Ma tutto cambia il giorno in cui, sul ciglio della strada, Marcello chiede l'autostop per raggiungere la casa dell'ex moglie della campagna lucchese. Come poteva prevedere che a dargli un passaggio su una Ferrari sarebbe stato Andrea De Lazzaro, l'uomo che l'ha rovinato? Ignari l'uno dell'identità dell'altro, al chiuso di una meravigliosa macchina, lanciata dolcemente tra Torino e Lucca, lungo alcune strade più belle del mondo, Marcello e Andrea sono costretti dalle circostanze a scambiarsi i ruoli: Marcello diventa il manager e Andrea il disoccupato: in un rovesciamento di prospettive e pregiudizi pieno di sorprese...



La tempesta - Sinossi

Aldo Del Serio è sparito. Era in vacanza ai tropici con la moglie e c'è stato uno tzunami. Nessuno riesce a mettersi in contatto con lui, e la situazione è grave. La sua azienda di ceramiche di eccellenza è rimasta senza
guida e lui ha appena adottato un bambino bielorusso,  Natoli (Leonardo Della Bianca) e dovrebbe andare ad accoglierlo all'aeroporto. Bisogna trovare qualcuno che lo sostituisca, e si pensa subito ad uno di famiglia. Ma c'è solo il fratello Paolo (Giovanni Scifoni), uno sfaccendato bambinone che si spaccia fotografo per rimorchiare le modelle. Bisogna trasformarlo in un padre/manager prima che il bambino, i servizi sociali, e il mercato della ceramica si accorgano che non lo è... Per fortuna c'è Manuela (Nicole Grimaudo) operaia in azienda, mix di affidabilità, buoni principi, bellezza popolare e intransigenza: è la vicina di casa di Paolo. Lo odia - lui sciupafemmine nullafacente, lei sognatrice operosa, ma adora, ricambiata il bambino. Sta ai due superare le granitiche reciproche diffidenze, per il bene del bambino e per tenere a galla la fabbrica in attesa del ritorno di Aldo. La vita in azienda però è dura. Sono tempi di crisi: niente credito, meno ordini, più tasse... I bilanci sono in rosso: per salvare l'azienda bisogna licenziare parte degli operai, e Manuela è tra questi. E' il momento per Paolo di diventare uomo...



Un marito di troppo - sinossi

Alessia (Cristiana Capotondi) è una giovane donna nata e cresciuta in un quartiere popolare e periferico di Torino. Per diventare quella che è oggi, un'incantevole e formidabile produttrice musical, negli anni ha lavorato molto su di sé: si è trasferita a Milano, ha migliorato il suo vocabolario, ha cambiato stilisti di riferimento e soprattutto ha mentito senza pudore sul suo passato e sulle umili origini. Quando a trentadue anni viene nominata Direttore Editoriale di una patinata etichetta musicale e l'affascinante avvocato Tancredi Della Seta (Flavio Parenti), rampollo di una famiglia milanese molto in vista, le chiede di sposarlo, Alessia crede di aver realizzato tutti i suoi sogni... Ma il passato che lei ha tentato di cancellare torna a scompigliare il presente...



Una villa per due - sinossi


Daniele (Neri Marcorè) è un avvocato di Trento, un professionista impeccabile, un fidanzato devoto, un fervido combattente dei germi che minacciano il mondo. Ma Daniele è anche il figlio amorevole dell'animosa signora Marion (Giuliana Lojodice), un figlio fin troppo amorevole...Per la sua adorata mamam, Daniele sta facendo costruire una casa sul lago di Ledro, la località dove erano soliti andare in vacanza quando era piccolo. Ma il giorno in cui Daniele si reca al cantiere della villa per prenderla in consegna, il costruttore Francesco Ferrandini (Giampaolo Morelli) è costretto a rivelargli la verità: la villa non è pronta. Ci sono stati problemi, debiti con i fornitori, operai non pagati e soprattutto - ma questo Daniele non lo sa - un evidente ostruzionismo da parte del Comune su certi permessi. Il "Comune" agisce nei panni di Marisa (Donatella Finocchiaro), affascinante assessore, che sembra avere sull'appalto di Ferrandini una mira segreta... Ma ciò che nessun sa, d'altra parte è che anche Marisa e Daniele si conoscono, grazie a un breve ed inespresso amore giovanile. Quell'antica sintonia sembra riaccendersi oggi quando si incontrano e complica in modo imprevisto i piani di tutti, piani dichiarati e piani segreti... da qui in avanti la diga di segreti e bugie inizierà a sgretolarsi: un'esplosione di incomprensioni e malintesi, notti in gattabuia, lezioni di tango con operai argentini, attacchi di cuore che non lascerà indenne nessuno... 


Una coppia modello - sinossi

Adriano (Sergio Assisi) e Enzo (Daniele Pecci) stanno, l'uno e l'altro vivendo un'istanza di separazione e si conoscono in un Tribunale durante l'udienza di conciliazione. Se Enzo già rimpiange la sua decisione, Adriano al contrario sembra prendere la situazione con molto disinvoltura. Cacciato di casa, Adriano bussa alla porta di Enzo e gli chiede di aiutarlo solo per una notte. Ma i giorni e le notti si succedono, anche perché i due uomini stringono un patto d'acciaio: aiutarsi a riconquistare le rispettive mogli, la bellissima e esasperata moglie di Adriano (Bianca Guaccero) e la sofisticata e un tantino algida moglie di Enzo, Ada (Chiara Ricci). Ma mai piano maschile fu più sciagurato di questo...



Il ciclo "Purché finisca bene" andrà in onda prossimamente su Rai Uno in prima serata, é prodotta da Rai Fiction e realizzata da Pepito Produzioni. 

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mercoledì 29 gennaio 2014

L'oro di Scampia con Beppe Fiorello, il Backstage


Ecco il video del Backstage de "L'oro di Scampia" prossimamente in onda su Rai Uno. Tv movie realizzato da Picomedia e diretto da Marco Pontecorvo con Giuseppe Fiorello nel ruolo di Giovanni Maddaloni, padre dell'olimpionico di judo Pino che fu medaglia d'oro a Sydney 2000.
"L’ oro di Scampia" racconta la storia tratta dalla vita di Gianni Maddaloni, fondatore di una palestra di Scampia. Le riprese si sono svolte tra Napoli e Caserta.

Insieme a Fiorello ci sono Gianluca Di GennaroAnna Foglietta, Gaetano Bruno, Anna Bellezza, Nello Mascia, Ciro Petrone, Francesco Martino, Salvatore Striano, Anna Ammirati, Salvio Simeoli, Christian Parlati, Francesca Liardo, Manuel Parlati, Nunzia Schiano.



lunedì 27 gennaio 2014

Tutta colpa di Freud: Paolo Genovese al cinema.


Ho visto il film di Paolo Genovese e devo ammettere che mi è piaciuto. La trama è accattivante e si snoda sulle vicende amorose dei protagonisti. Francesco (Marco Giallini) è uno psicologo cinquantenne rimasto ad accudire le tre figlie (Vittoria Puccini, Anna Foglietta e Laura Adriani) in quanto la moglie medico è partita per aiutare i bisognosi dall'altra parte del mondo. Si trova così a dover gestire il ruolo di padre e quello di analista, cosa non troppo facile visto che le sue figlie hanno immancabilmente problemi affettivi con l'altro sesso, e non solo. Marta (Vittoria Puccini) ha un negozio di libri, e sogna di trovare il grande amore in un poeta o in uno scrittore di fama, ma dopo tante delusioni finalmente trova la sua metà in un ragazzo sordomuto, Fabio (Vinicio Marchioni) che si è fatto notare per i suoi furti continui nel negozio. Il padre l'aiuterà nel rapportarsi con il ragazzo che ha sofferto molto della sua diversità e deve a sua volta imparare a comunicare con lei. Molto poetico e romantico il finale, dove lui trova un modo ingegnoso e originale per dichiararsi. Emma (Laura Adriani) invece è una ragazza diciottenne alle prese con un amore molto più grande di lei: sono ben trentadue anni che la separano dall'età di Alessandro, l'architetto cinquantenne interpretato da Alessandro Gassman a sua volta sposato con Claudia Gerini con cui le cose non stanno andando molto bene. Il padre si offre di aiutarlo con delle sedute private per fargli prendere la decisione finale: lasciare la moglie per sua figlia Emma. L'intento però è chiaro, lo psicologo gioca con il paziente in modo contrario, per fargli rivivere l'amore di gioventù e spingerlo a scegliere la moglie e non la ragazzina. Intento che riesce benissimo, e Alessandro torna dalla moglie che lo ha sempre amato (anche se lo ha mai confessato) e anche Emma comprende che non era proprio l'uomo giusto per lei, vista la differenza di età. Ben complicato il percorso di Sara (una brillante ed esplosiva Anna Foglietta) che dopo innumerevoli sconfitte amorose gay, si mette in testa di diventare etero, e di andare a caccia di maschi. Bellissimo l'affresco che fa notare le pecche maschili dei nostri giorni: uomini interessati al sesso, o meglio alla botta e via, e a dividere scrupolosamente il conto al ristorante.



La storia è carina e leggera, e si snoda senza volgarità. Il personaggio di Francesco è quasi d'altri tempi. Nonostante sia innamorato della moglie di Alessandro da tempo, preferisce rinunciare che approfittare della situazione per subentrare al marito, concedendolo alla figlia. Insomma, tutto deve comunque rispettare le regole, perché ci sia un lieto fine. Anche Emma ha il suo happy end. Nell'amore di papà rivede se stessa, e non subisce il trauma dell'abbandono dell'amante. In realtà non è mai così semplice. Sara invece dovrà vedersela con un pompiere donna che non è detto sia la donna della sua vita. 

Il film è scorrevole, è piacevole da guardare. Se devo essere sincera mi sarei aspettata un intreccio di storie più complesso, con colpo di scena finale. Nel complesso un film che possono vedere tutti, ma che non lascia delle riflessioni. L'unica forse è nel personaggio di Marco Giallini, che rappresenta la saggezza di un cinquantenne che sa rinunciare a qualcosa a cui teneva molto, ma che mette al secondo posto rispetto all'amore per la figlia. 

Un finale che non dà adito a immaginazioni future, peccato.

Tutta colpa di Freud
di Paolo Genovese

Marco Giallini
Marco Giallini(50 anni)4 Aprile 1963Interpreta Francesco
Anna Foglietta
Anna Foglietta(34 anni)3 Aprile 1979Interpreta Sara
Vittoria Puccini
Vittoria Puccini(32 anni)18 Novembre1981 Interpreta Marta
Vinicio Marchioni
Vinicio Marchioni (38 anni) 10 Agosto1975 Interpreta Fabio
Laura Adriani
Laura Adriani(19 anni)4 Aprile 1994Interpreta Emma
Daniele Liotti
Daniele Liotti (42 anni) 1 Aprile1971 Interpreta Luca

venerdì 24 gennaio 2014

Un matrimonio di Pupi Avati: 50 anni di sussurri e tradimenti.


Solitamente la nostra redazione non "attacca" un programma televisivo. Siamo dell'opinione che "tutto sommato" quello che ci viene proposto in prima serata non siano programmi malvagi. Ma la messa in onda di "Un Matrimonio" di Pupi Avati ci ha lasciato un tantino perplesse.
Ho deciso pertanto di esternare ai lettori la mia recensione. Signor Avati, non me ne voglia, ma evidentemente da un Maestro mi sarei aspettata meno buonismo, meno lacrime, meno ipocrisia. 

Il disagio nel guardare 600 minuti di spettacolo ha due aspetti, quello tecnico e quello emozionale.

Parliamo dall'aspetto tecnico. I protagonisti, Flavio Parenti e Micaela Ramazzotti spifferano e bofonchiano in modo incomprensibile per buona parte della recitazione. Qualcuno lo ha trovato fastidioso, come me, qualcuno lo ha trovato meraviglioso trovandone una giustificazione direi poetica. Chi in quegli anni non era così pacato e rilassato da parlare a voce alta? Mi rendo conto che a nessuno piaccia sentire gli attori urlare a squarciagola, ma neppure non sentirli per niente nonostante il volume del televisore messo a dieci. Dubito fermamente poi che in "quegli anni",(da molte utenze di Facebook decantati come anni da vivere assolutamente), la gente bofonchiasse in modo incomprensibile. Se vogliamo prendere come riferimento i grandi attori del tempo, e ne cito solo alcuni quali Gassman, Tognazzi, Sordi e Anna Magnani, nessuno di loro ha mai smangiucchiato le parole rivolgendosi alla telecamera muovendo appena appena le labbra. Anzi, per molti versi essi hanno rappresentato al meglio di come fosse allora:: Anna Magnani appassionata e determinata, Sordi nelle mille sfaccettature della nostra italianità, Gassman sopra gli altri con il suo stile autoritario..ma insomma, diciamocelo. Avete mai avuto bisogno dei sottotitoli? Come dice l'attore Giuseppe Battiston nel video seguente, se Giancarlo Giannini avesse sussurrato "Bottana Industriale", avrebbe avuto lo stesso successo? 



Questa è davvero una pecca. Ho sentito dire che il regista non sia un tipo a cui piaccia esternare le emozioni: mi sta bene, ma che tutti abbiamo un modo di fare quasi narcolettico, con un'abbondanza di sguardi persi e languidi, no. Insomma, se come ha detto qualcuno gli sguardi sono meglio del conversare, facciamo un bel film muto anni '30. Lì se non avevi lo sguardo giusto eri un attore finito.

Inoltre se vogliamo andare a cercare le incongruenze temporali, vediamo gli attori possedere automobili non del loro tempo, e andare al cinema a vedere film usciti in epoche successive, ma qui dobbiamo anche supporre che la memoria ci gioca brutti scherzi e il regista può aver fatto confusione nella sua testa. Non sono perdonabili i montatori della fiction: possibile che nessuno si sia accorto dell'audio pessimo e delle discordanze? E che dire del trucco impietoso che ridicolizza certi attori che paiono la copia del protagonista de "I soliti idioti"? E di voglie sul viso che oggi ci sono, e nella scena dopo non più?

Passiamo al fatto emozionale e psicologico: molti hanno impalmato la storia come ricca di valori, come se questi cinquant'anni di matrimonio siano valenza di amore nel tempo e felicità. Qualcuno ha detto: belli quegli anni dove l'amore esisteva ancora. Partiamo da un presupposto: in quegli anni se un uomo tradiva la moglie la stessa aveva ben poco da protestare. Ingoiava il rospo e tirava avanti tra mille umiliazioni. Vorrei proprio vedere se la ragazza di Facebook di 27 anni avrebbe sopportato con veemenza, la stessa che ha usato per esaltare il romanticismo di Un Matrimonio. Ma anche qui non possiamo attaccare troppo il regista, è un uomo. E come tale avrà visto che nonostante Micaela abbia dovuto subire molte umiliazioni dal moscio marito, la loro storia d'amore ha trionfato. Non so se sarebbe stato dello stesso avviso se fosse successo il contrario, se la madre fosse stata una libertina, e il marito uno zerbino depresso. Le scene più terrificanti sono quando Micaela Ramazzotti affronta la bella Zabban: si porta dietro il figlio per ribadire il concetto che il marito è suo. Roba da traumatizzare un figliolo per la vita. Pane per gli psicologi. E l'altra di come il marito racconti candidamente di essere fedifrago. Al giorno d'oggi sarebbe volato fuori dalla finestra, lui e il suo sorrisino maschilista.

Per concludere dico che "allora" le persone non erano manichini sussurranti. I movimenti studenteschi del 68, la ripresa economica degli anni 60, la presa di coscienza politica e studentesca, le minigonne, l'emancipazione femminile, la liberalizzazione dei costumi, il sesso, il pacifismo, la droga hanno fatto crescere il nostro Paese, e non certo lo hanno  ammuffito come le mummie parlanti di questo sceneggiato.

Nonostante questo ci sono stati attori molto bravi, che si sono fatti sentire bene. Ma non voglio essere di parte in modo spudorato. Mi limito solo a dire che la storia è melensa, lenta, e fa pensare che se tutti i matrimoni durati più di quarant'anni sono così, meglio soli. O forse con un cane.

 Tanto non occorre capirlo a parole, ma dagli sguardi.

C.B. 


martedì 21 gennaio 2014

Apulia Film Commission: 6 nuovi progetti di prossima realizzazione.




Il Consiglio di Amministrazione di Apulia Film Commission, riunitosi giovedì 16 gennaio 2014, ha vagliato gli otto progetti filmici presentati per i finanziamenti 2014 dell’Apulia National Film Found. Di questi hanno ottenuto il contributo cinque produzioni: due lungometraggi, un documentario, un cortometraggio e un fuori formato.

I progetti scelti sono i seguenti:

"Noi siamo Francesco" prodotto da Arancia Cinema con Paolo Sassanelli e Elena Sofia Ricci. Regia di Giundalina Zampagni. Sinossi: l'amore travagliato di Francesco, ragazzo focomelico e studente all'Università di Bari per Maddalena, e la sua amicizia con Stefano.

"Nomi e cognomi", girato a Giovinazzo, per Draka Production, con Enrico Loverlo e Maria Grazia Cucinotta. Film incentrato sull'impegno civile e sul giornalismo coraggioso.

"A fuoco", documentario girato da Giovanni De Blasi a Novoli (Lecce) che racconta della manifestazione della Fòcara, dove si celebra il Santo Patrono col fuoco.

"I giganti", prodotto da Pepito Produzioni, documentario diretto da Francesca Muci che ripercorre la storia delle nostre regioni attraverso gli alberi secolari del nostro Paese. Storie di miti e leggende che si tramandano da sempre.

"M come Maria", cortometraggio prodotto da Emma Film e diretto da Anna Gigante, storia della piccola Maria che vive nella certezza di non essere amata dal padre vedovo amante dei libri in modo insano e cronico.

"Il commissario Rex", diretto dai Manetti Bros e prodotto da Dog's Life per Beta Film, di cui due episodi sono stati girati all'aeroporto di Bari, a Fasano, Monopoli e zone limitrofe.

C.B.





domenica 19 gennaio 2014

Purché finisca bene: ciclo di cinque film per Pepito Produzioni.


Il ciclo dei film di Pepito Produzioni cambia nome. Non più In caso d'amore e.. bensì "Purchè finisca bene". I cinque film prodotti dalla casa romana di proprietà della famiglia Saccà comprende Una ferrari per due con Neri Marcorè e Giampaolo Morelli, presenti anche in Una villa per due; Una coppia modello con Sergio Assisi, Daniele Pecci, Chiara Ricci e Bianca Guaccero; La tempesta con Nicole Grimaudo, Nino Frassica e Giovanni Scifoni e Un marito di troppo con la coppia Flavio Parenti e Cristiana Capotondi. La serie di film girata nel nord d'Italia fra la Ligura, Toscana, Veneto, Lombardia e Piemonte è già pronta per la messa in onda. Siamo solo in attesa di vederli su Rai Uno. La regia dei film è stata affidata a Fabrizio Costa e Luca Ribuoli. 

Le trame: 


Una ferrari per due : 
Essere licenziati è terribile. Essere licenziati a cinquant’anni è spaventoso. Essere licenziati a cinquant’anni con un’ex moglie e – soprattutto – una figlia da mantenere può far perdere la testa. A quel punto decidere di non dire nulla a nessuno è una reazione umana. Ma le bugie non sono fatte per durare in eterno…
Marcello ha quasi cinquant’anni, da più di 2 è stato fatto fuori da un’importante società di cui era Direttore Marketing. Andrea De Lazzaro, l’uomo che lo ha licenziato senza neanche volerlo incontrare, sulla carta lo aveva ritenuto “troppo vecchio”. Marcello del suo disastro non ha detto nulla a nessuno, e ha dato fondo ai suoi risparmi per continuare a mantenere la figlia in un collegio esclusivo. E soprattutto per mantenersi, ai suoi occhi, l’operoso e generoso padre manager di sempre.
Ma tutto cambia il giorno in cui, sul ciglio della strada, Marcello fa l’autostop per raggiungere la casa dell’ex moglie nella campagna lucchese. Come poteva prevedere che a dargli un passaggio su una Ferrari fosse proprio Andrea De Lazzaro, l’uomo che l’ha rovinato?
Ignari l’uno dell’identità dell’altro, al chiuso di una meravigliosa macchina, lanciata dolcemente tra Torino e Lucca, lungo alcune delle strade più belle del mondo, Marcello e Andrea sono costretti dalle circostanze a scambiarsi i ruoli: Marcello diventa il manager e Andrea il disoccupato; in un rovesciamento di prospettive e pregiudizi pieno di sorprese…




La tempesta : 

Aldo Del Serio è sparito. Era in vacanza ai tropici con la moglie e c’è stato uno tsunami. Nessuno riesce a mettersi in contatto con lui, e la situazione è grave: la sua azienda di ceramiche di eccellenza è rimasta senza guida e ha un bambino bielorusso appena adottato – Natoli – da accogliere all’aeroporto.
Bisogna trovare qualcuno che lo sostituisca, e si pensa subito ad uno di famiglia. Ma c’è solo il fratello Paolo, uno sfaccendato bambinone che si spaccia per fotografo per rimorchiare le modelle. Bisogna trasformarlo in un padre/manager prima che il bambino, i servizi sociali e il mercato della ceramica si accorgano che non lo è…
Per fortuna c’è Manuela, operaia in azienda, mix di affidabilità, buoni principi, bellezza popolana e intransigenza: è la vicina di casa di Paolo. Lo odia – lui sciupafemmine nullafacente, lei sognatrice operosa – ma adora, ricambiata, il bambino.
Sta ai due superare le granitiche, reciproche diffidenze per il bene del bambino e per tenere a galla la fabbrica in attesa del ritorno di Aldo. La vita in azienda però è dura. Sono tempi di crisi: niente credito, meno ordini, più tasse… I bilanci sono in rosso: per salvare l’azienda bisogna licenziare parte degli operai, e Manuela è tra questi.
E’ il momento per Paolo di diventare uomo…



Un marito di troppo:

Alessia è una giovane donna nata e cresciuta in un quartiere popolare e periferico di Torino.
Per diventare quella che è oggi, un’incantevole, formidabile produttrice musicale, negli anni ha lavorato molto su di sé: si è trasferita a Milano, ha migliorato il suo vocabolario, ha cambiato stilisti di riferimento e soprattutto ha mentito senza pudore sul suo passato e sulle sue umili origini.
Quando, a 32 anni, viene nominata Direttore editoriale di una patinata etichetta musicale e l’affascinante avvocato Tancredi della Seta, rampollo di una famiglia milanese molto in vista, le chiede di sposarlo, Alessia crede di aver realizzato tutti i suoi sogni…
Ma il passato che lei ha tentato di cancellare torna a scompaginare il presente…



Una villa per due:

Daniele (Neri Marcorè) è un avvocato di Trento, un professionista impeccabile, un fidanzato devoto, un fervido combattente dei germi che minacciano il mondo.
Ma Daniele è anche il figlio amorevole dell’animosa Marion (Giuliana Lojodice), un figlio fin troppo amorevole…
Per la sua adorata maman Daniele sta facendo costruire una casa sul lago di Ledro, la località dove erano soliti andare in vacanza quando era piccolo.
Ma il giorno in cui Daniele si reca al cantiere della villa per prenderla in consegna, il costruttore Francesco Ferrandini (Giampaolo Morelli) è costretto a rivelargli la verità: la villa non è pronta. Ci sono stati problemi, debiti con i fornitori, operai non pagati e soprattutto, ma questo Daniele non lo sa, un evidente ostruzionismo da parte del Comune su certi permessi. Il “Comune” agisce nei panni di una certa Marisa (Donatella Finocchiaro) l’affascinante assessore, che sembra avere sull’appalto di Ferrandini una mira segreta…
Ma ciò che nessuno sa, d’altra parte, è che anche Marisa e Daniele si conoscono, grazie a un breve ed inespresso amore giovanile. E quell’antica sintonia sembra riaccendersi oggi quando si rincontrano e inizia a complicare in modo imprevisto i piani di tutti, piani dichiarati e piani segreti …
Da qui in avanti la diga di segreti e bugie comincerà a sgretolarsi: un’esplosione di incomprensioni e malintesi, notti in gattabuia, lezioni di tango con operai argentini, attacchi di cuore che non lascerà indenne nessuno.



Una coppia modello:

Adriano (Sergio Assisi) e Enzo (Daniele Pecci) stanno, l’uno e l’altro, vivendo un istanza di separazione e si conoscono in Tribunale durante l’udienza di conciliazione.
Se Enzo già rimpiange la sua decisione, Adriano, al contrario, sembra prendere la situazione con molta disinvoltura.
Cacciato di casa, Adriano bussa alla porta di Enzo, e gli chiede di aiutarlo solo per una notte.
Ma i giorni e le notti si succedono.
Anche perché i due uomini stringono un patto d’acciaio: aiutarsi a riconquistare le rispettive mogli; la bellissima ed esasperata moglie di Adriano, Valeria (Bianca Guaccero), e la sofistica e un filino algida moglie di Enzo, Ada (Chiara Ricci).
Ma mai piano maschile fu più sciagurato di questo…

Perchè ricordate: Purchè finisca bene!!!

C.B.

sabato 11 gennaio 2014

Antonella Ferrari: per saper recitare non devi saper correre.




Oggi la redazione di Break Up Press News ha intervistato Antonella Ferrari, la spumeggiante  e brava attrice conosciuta dal pubblico del piccolo schermo per molte partecipazioni a fiction televisive: ha dato il volto a Lorenza Giraldi di "Centrovetrine", ma è stata al fianco di Terence Hill in "L'uomo che sognava con le aquile", tanto per citarne alcune. Nasce artisticamente come ballerina, ma a causa della malattia che l'affligge, la sclerosi multipla, opta per la carriera di attrice. Antonella non è solo un' attrice, ma anche una donna combattente e coraggiosa che non ha perso la gioia di vivere, e si è reinventata con grandi sacrifici e con tanta forza d'animo, realizzando i suoi sogni. E' ironica e simpatica, e riesce a stemperare i momenti bui con il suo splendido sorriso. Oggi è di esempio per persone malate come lei che possono ritrovare la gioia di ambire a qualcosa di fortemente voluto, se ci credono. Come ci ha scritto: per saper recitare non devi saper correre. 

Puoi parlarci della tua infanzia e delle tue ambizioni, hai un ricordo di cui vuoi parlarci di quando hai deciso di intraprendere la strada per il ballo e la recitazione.


Ho sempre desiderato fare la ballerina, fin da piccola. Avevo le idee chiare. Mia madre mi iscriveva a nuoto e pallavolo per la scoliosi ma io piangevo perché volevo fare danza. Alla fine l’ho scampata ma per sfinimento.


Hai affrontato il personaggio di una ex ballerina nel musical "I re del mambo": come è stato a livello emozionale visto che si può dire che sia un po’ la tua storia?


Il musical era molto ironico quindi non si avvicinava molto alla mia vita. Mi sono divertita ma mi è costato veder ballare gli altri mentre io me ne stavo seduta su una chaise longue.


Nonostante la malattia non si sei mai persa d'animo e hai continuato a fare provini come attrice. Finalmente arriva un riconoscimento molto ambito: miglior attrice nel film "Come un fantasma." al festival Cinema di Bruxelles. Che personaggio eri, cosa ti ha lasciato?

Il personaggio era di una disabile emarginata per questo. Avevo, come dire, il physique du role!



So che hai lavorato con Adelmo Togliani, com'è con lui? Siete entrambi pieni di energia, vi divertite, avete idee che facilmente riuscite a realizzare?


Adelmo produce il mio spettacolo teatrale “Più forte del destino”. Ha creduto da subito nel progetto e mi è stato vicino nel realizzarlo. Non abbiamo lavorato insieme, finora, come attori,  perché sul set di Avati avevamo ruoli che non si incontravano mai. Speriamo che succeda in futuro.



Il tuo libro edito da Mondadori "Più forte del destino" ha avuto successo anche come trasposizione teatrale. C'è un messaggio diretto a chi come te ha dovuto passare momenti difficili, o c'è anche un messaggio riguardo certi pregiudizi nei confronti delle persone disabili?

Il libro, come lo spettacolo è pieno di messaggi dettati dalla mia diretta esperienza di vita. Nessun insegnamento però. Io non devo insegnare nulla e non sono un’eroina come spesso mi dipingono. Sono una donna normale , con i suoi momenti si e momenti no. Amo la vita e non voglio rinunciare alla speranza. E poi amo ironizzare anche sulla mia situazione e sulla disabilità in genere. Prendersi in giro è terapeutico e tutti dovrebbero farlo.


Sono rimasta colpita dalla frase "la malattia non è un'opportunità", adducendo ad alcuni disabili che "se la raccontano" sul fatto della loro malattia. Tu hai mai pensato come fosse stato diverso il tuo percorso se avresti avuto la stessa forza e coraggio di voler raggiungere mete stabilite?


Io non amo chi si dipinge da eroe, non ammettendo momenti di sconforto che sono umani e plausibili. Non credo alla serenità perenne. Io non cerco l’applauso facile con frasi d’effetto. Io desidero essere vera, sempre. Se non mi fossi ammalata avrei proseguito con la danza, non abbattendomi di fronte a porte chiuse in faccia. Come ora. Magari sarei passata più inosservata ma….tra la salute nell’ombra e la malattia sotto i riflettori….preferirei comunque la salute!!!



Aism: sei un'ambasciatrice dell'associazione. Cosa fai per aiutare o per lo meno per sostenere le famiglie e i malati nel loro percorso doloroso nell'affrontare la malattia?

Da più di 10 anni sono la madrina nazionale di AISM, il volto che sempre sposa le iniziative dell’associazione. Ricevo migliaia dio lettere e molti mi vedono come la loro paladina ma io non credo di fare cose eccezionali. Cerco di spiegare loro che so cosa provano e che…non è tutto oro quel che luccica. Vedermi in tv truccata e ben vestita non significa che faccio cure miracolose ma semplicemente che faccio un mestiere che c’entra con l’aspetto esteriore e per questo curo ogni dettaglio. Ma fuori dal set faccio le loro stesse cure e passo notti insonni per il dolore. Come loro.


Nella vita di tutti i giorni cosa fai? Leggi, scrivi? Hai un posto in particolare nel mondo dove vorresti andare? Sei pigra o super attiva? Pessimista o ottimista? 


Sono iperattiva da sempre ma in questo momento sono cosi stanca che…..vorrei potermi permettere un po’ di pigrizia. Sto facendo tante cose, troppe forse, e il mio fisico incomincia a lanciarmi segnali che non dovrei trascurare. A volte sono ottimista, a volte pessimista. Dipende. Sono meteoropatica quindi il tempo condiziona il mio umore. Sula lavoro tendo al pessimismo, sulla salute ottimista sempre!!!



Pupi Avati corona il tuo sogno. Chi è Anna Paola, la donna paraplegica di Un Matrimonio? E' stato difficile interpretarla? Cosa c'è di te in lei, che sei riuscita a portare agli occhi del pubblico? Come è stato lavorare con Pupi? 



Pupi lo conobbi più di sei anni fa e mi parlò subito di questo progetto, che stava scrivendo. Mi parlò di un ruolo perfetto per me e mi disse che più lo scriveva, più mi somigliava. Il giorno del provino su parte non lo dimenticherò mai: si commosse e mi disse “Lei oggi mi ha sedotto e sedurre me non è facile. Lei è una brava attrice e se lotto da mesi per avere lei non è per la sua condizione ma per il suo talento . Amo attorniarmi di attori bravi, che mi emozionano e lei mi emoziona. “ Di fronte ad una frase cosi detta dal maestro come puoi non scioglierti???

La sclerosi multipla in una sola parola: quale.

Egocentrica (più di me).


Progetti per il futuro?


Lo spettacolo da portare in giro per l’Italia. Tornare sul palcoscenico teatrale, dopo una pausa obbligata, è un'emozione che spero di vivere per tanto tempo ancora. Sugli altri progetti preferisco non parlarne per scaramanzia. E’ così complicato questo ambiente che una parola detta male può fregarti per sempre.



Si faccia una domanda, si faccia una risposta. (alla Marzullo)


Sogno nel cassetto? Sogno il cinema e un programma tutto mio sugli animali.


Ringraziamo Antonella per la sua disponibilità, e vi ricordiamo l'appuntamento a teatro al Cine Teatro Pax di Cinisello Balsamo (Milano) venerdì 24 gennaio 2014 alle ore 21.00 con l’acclamato spettacolo Più forte del destino - Tra camici e paillette la mia lotta alla sclerosi multipla” in occasione di una serata benefica a favore di Anffas Onlus Nordmilano.

Lo spettacolo - realizzato grazie al supporto di Focaccia Group, Novartis e Sicurbagno, per la regia di Arturo Di Tullio, prodotto da Adelmo Togliani per Accademia Togliani di Roma e scritto e interpretato da Antonella Ferrari - è liberamente tratto dall’omonimo libro autobiografico pubblicato da Mondadori.

"Più forte del destino – Tra camici e paillette la mia lotta alla sclerosi multipla
Venerdì 24 gennaio 2014, ore 21.00
Cine Teatro Pax, Via Fiume, Cinisello Balsamo (Milano)
Biglietto Unico: 10.00 €
Per informazioni e vendita biglietti: 02.6185899"

venerdì 3 gennaio 2014

Graziano Salvadori: da Fucecchio a Massarosa solo per amore.


Cominciamo il nuovo anno con un'intervista davvero speciale, a Graziano Salvadori, comico e regista di successo. I suoi inizi sono il cabaret e la radio, ma presto diventa famoso per la partecipazione a Vernice Fresca, insieme compagni di avventura diventati anch'essi noti al grande pubblico, Carlo Conti, Giorgio Panariello, Niki Giustini e Leonardo Pieraccioni. Ma non è solo un personaggio televisivo - lo ricordiamo accanto a Raffaella Carrà, Gigi Sabani e Mara Venier in Domenica In- ma anche attore televisivo con Alessandro Paci, Alessandro Benvenuti e Carlo Vanzina. Di recente è stato il regista e protagonista di "Sarebbe stato facile", una brillante commedia dove si "racconta l'omosessualità non come pretesto comico ma come legame sincero costretto ad infiniti sotterfugi, all'interno di una realtà - quella italiana - che si nutre di apparenze e ipocrisia". (cit. Mymovies.it)



Fucecchio d'origine, Massarosa d'adozione: come è successo? Seppur città toscane entrambe, cosa cogli di diverso sia nel posto che nei suoi abitanti? Qualcuno ha ispirato i tuoi personaggi? 

E' successo per amore, io di Fucecchio lei di Ventimiglia abbiamo optato per vivere vicino al mare: un anno a Viareggio e poi le dolci colline di Massarosa. Di diverso c'è poco, come si dice tutto il mondo è paese, però si gli abitanti ispirano sempre i personaggi.


Sei un ragioniere, e hai pure lavorato come tale. La vena comica era già sui banchi di scuola, e fra le fatture?

La vena comica è nata proprio sui banchi di scuola:  imitavo i professori,  era molto divertente e devo dire che un professore di italiano delle medie che ogni tanto ritrovo a Viareggio mi chiede ancora la sua imitazione!


Il tuo partner da sempre è Niki Giustini: quali sono i personaggi che prediligi fare con lui? Confessa: chi è fra di voi il miglior Atto-rone? Hai un aneddoto  da raccontarci?

Da sempre e per sempre Niki credo.. Maruska ha una storia molto particolare ed a me cara. Eravamo a Livorno con Niki ad Effetto Venezia ed una sua zia ci venne a vedere dicendoci che probabilmente a causa di un brutto male sarebbe stata l'ultima. Si chiamava Maruska, ecco a lei abbiamo dedicato il personaggio, ed abbiamo preso anche il nome.

Come è la tua comicità, spontanea o studiata? Vorresti interpretare un ruolo completamente diverso da quello comico? Se si, quale?

Sicuramente spontanea. Vorrei fare una parte molto drammatica, oppure un poliziotto tipo Giustiziere della Notte!

C'è un regista, o un'attrice con cui vorresti lavorare, e perchè?



Asia Argento. Mi piace da impazzire come recita!!!



Cosa fai nella vita di tutti i giorni? Quali sono i tuoi interessi? Sei uno spericolato o un tipo casa e famiglia?

Amo andare in giro con la moto, fare la spesa, fare da mangiare e la mattina "cazzeggiare" al bar dopo aver portato i bimbi a scuola.

Visto che sei un ragioniere, me lo faresti un "bilancio" della tua avventura artistica? Cosa ti aspetti dal 2014? Ci sono progetti in corso?

Bilancio in rosso, peccato, mi aspetto che magari quelli che hai aiutato si ricordino anche di te. La vedo dura e quindi tiro avanti con la progettazione di un nuovo film...

La tua ultima fatica è il film " Sarebbe stato facile", che hai deciso di presentare all'Eden di Viareggio. Puoi parlarcene? Come è stato fare il regista? E come mai il film è stato oggetto di alcune polemiche burrascose?

Fare il film da regista bellissimo, tutto il lavoro che c'è dietro è fantastico. Le polemiche vanno benissimo, magari ce ne fossero di più vuol dire che almeno piaccia o non piaccia se ne parla. All'Eden ho pianto, un po' come una donna quando partorisce, o come me quando ho visto nascere i miei due figli, quello era il terzo. non si scorda mai.

Ci dici un motto, o una frase che ti rappresenta?

Casino sempre, mestizia mai, e tirare sempre dritto!!!

Si faccia una domanda e si risponda. (alla Marzullo)

Ti piaci?? Ni,  mi fo caa!!!!

Ringraziamo Graziano per la simpatica intervista, dove trapela tutta la sua toscanità, e riportiamo la sua frase conclusiva " a presto cara se un ti ho soddisfatto si rifà aòòa grande"!!!!

Clara Bartoletti