sabato 11 gennaio 2014

Antonella Ferrari: per saper recitare non devi saper correre.






Oggi la redazione di Break Up Press News ha intervistato Antonella Ferrari, la spumeggiante  e brava attrice conosciuta dal pubblico del piccolo schermo per molte partecipazioni a fiction televisive: ha dato il volto a Lorenza Giraldi di "Centrovetrine", ma è stata al fianco di Terence Hill in "L'uomo che sognava con le aquile", tanto per citarne alcune. Nasce artisticamente come ballerina, ma a causa della malattia che l'affligge, la sclerosi multipla, opta per la carriera di attrice. Antonella non è solo un' attrice, ma anche una donna combattente e coraggiosa che non ha perso la gioia di vivere, e si è reinventata con grandi sacrifici e con tanta forza d'animo, realizzando i suoi sogni. E' ironica e simpatica, e riesce a stemperare i momenti bui con il suo splendido sorriso. Oggi è di esempio per persone malate come lei che possono ritrovare la gioia di ambire a qualcosa di fortemente voluto, se ci credono. Come ci ha scritto: per saper recitare non devi saper correre. 

Puoi parlarci della tua infanzia e delle tue ambizioni, hai un ricordo di cui vuoi parlarci di quando hai deciso di intraprendere la strada per il ballo e la recitazione.


Ho sempre desiderato fare la ballerina, fin da piccola. Avevo le idee chiare. Mia madre mi iscriveva a nuoto e pallavolo per la scoliosi ma io piangevo perché volevo fare danza. Alla fine l’ho scampata ma per sfinimento.


Hai affrontato il personaggio di una ex ballerina nel musical "I re del mambo": come è stato a livello emozionale visto che si può dire che sia un po’ la tua storia?


Il musical era molto ironico quindi non si avvicinava molto alla mia vita. Mi sono divertita ma mi è costato veder ballare gli altri mentre io me ne stavo seduta su una chaise longue.


Nonostante la malattia non si sei mai persa d'animo e hai continuato a fare provini come attrice. Finalmente arriva un riconoscimento molto ambito: miglior attrice nel film "Come un fantasma." al festival Cinema di Bruxelles. Che personaggio eri, cosa ti ha lasciato?

Il personaggio era di una disabile emarginata per questo. Avevo, come dire, il physique du role!



So che hai lavorato con Adelmo Togliani, com'è con lui? Siete entrambi pieni di energia, vi divertite, avete idee che facilmente riuscite a realizzare?


Adelmo produce il mio spettacolo teatrale “Più forte del destino”. Ha creduto da subito nel progetto e mi è stato vicino nel realizzarlo. Non abbiamo lavorato insieme, finora, come attori,  perché sul set di Avati avevamo ruoli che non si incontravano mai. Speriamo che succeda in futuro.



Il tuo libro edito da Mondadori "Più forte del destino" ha avuto successo anche come trasposizione teatrale. C'è un messaggio diretto a chi come te ha dovuto passare momenti difficili, o c'è anche un messaggio riguardo certi pregiudizi nei confronti delle persone disabili?

Il libro, come lo spettacolo è pieno di messaggi dettati dalla mia diretta esperienza di vita. Nessun insegnamento però. Io non devo insegnare nulla e non sono un’eroina come spesso mi dipingono. Sono una donna normale , con i suoi momenti si e momenti no. Amo la vita e non voglio rinunciare alla speranza. E poi amo ironizzare anche sulla mia situazione e sulla disabilità in genere. Prendersi in giro è terapeutico e tutti dovrebbero farlo.


Sono rimasta colpita dalla frase "la malattia non è un'opportunità", adducendo ad alcuni disabili che "se la raccontano" sul fatto della loro malattia. Tu hai mai pensato come fosse stato diverso il tuo percorso se avresti avuto la stessa forza e coraggio di voler raggiungere mete stabilite?


Io non amo chi si dipinge da eroe, non ammettendo momenti di sconforto che sono umani e plausibili. Non credo alla serenità perenne. Io non cerco l’applauso facile con frasi d’effetto. Io desidero essere vera, sempre. Se non mi fossi ammalata avrei proseguito con la danza, non abbattendomi di fronte a porte chiuse in faccia. Come ora. Magari sarei passata più inosservata ma….tra la salute nell’ombra e la malattia sotto i riflettori….preferirei comunque la salute!!!



Aism: sei un'ambasciatrice dell'associazione. Cosa fai per aiutare o per lo meno per sostenere le famiglie e i malati nel loro percorso doloroso nell'affrontare la malattia?

Da più di 10 anni sono la madrina nazionale di AISM, il volto che sempre sposa le iniziative dell’associazione. Ricevo migliaia dio lettere e molti mi vedono come la loro paladina ma io non credo di fare cose eccezionali. Cerco di spiegare loro che so cosa provano e che…non è tutto oro quel che luccica. Vedermi in tv truccata e ben vestita non significa che faccio cure miracolose ma semplicemente che faccio un mestiere che c’entra con l’aspetto esteriore e per questo curo ogni dettaglio. Ma fuori dal set faccio le loro stesse cure e passo notti insonni per il dolore. Come loro.


Nella vita di tutti i giorni cosa fai? Leggi, scrivi? Hai un posto in particolare nel mondo dove vorresti andare? Sei pigra o super attiva? Pessimista o ottimista? 


Sono iperattiva da sempre ma in questo momento sono cosi stanca che…..vorrei potermi permettere un po’ di pigrizia. Sto facendo tante cose, troppe forse, e il mio fisico incomincia a lanciarmi segnali che non dovrei trascurare. A volte sono ottimista, a volte pessimista. Dipende. Sono meteoropatica quindi il tempo condiziona il mio umore. Sula lavoro tendo al pessimismo, sulla salute ottimista sempre!!!



Pupi Avati corona il tuo sogno. Chi è Anna Paola, la donna paraplegica di Un Matrimonio? E' stato difficile interpretarla? Cosa c'è di te in lei, che sei riuscita a portare agli occhi del pubblico? Come è stato lavorare con Pupi? 



Pupi lo conobbi più di sei anni fa e mi parlò subito di questo progetto, che stava scrivendo. Mi parlò di un ruolo perfetto per me e mi disse che più lo scriveva, più mi somigliava. Il giorno del provino su parte non lo dimenticherò mai: si commosse e mi disse “Lei oggi mi ha sedotto e sedurre me non è facile. Lei è una brava attrice e se lotto da mesi per avere lei non è per la sua condizione ma per il suo talento . Amo attorniarmi di attori bravi, che mi emozionano e lei mi emoziona. “ Di fronte ad una frase cosi detta dal maestro come puoi non scioglierti???

La sclerosi multipla in una sola parola: quale.

Egocentrica (più di me).


Progetti per il futuro?


Lo spettacolo da portare in giro per l’Italia. Tornare sul palcoscenico teatrale, dopo una pausa obbligata, è un'emozione che spero di vivere per tanto tempo ancora. Sugli altri progetti preferisco non parlarne per scaramanzia. E’ così complicato questo ambiente che una parola detta male può fregarti per sempre.



Si faccia una domanda, si faccia una risposta. (alla Marzullo)


Sogno nel cassetto? Sogno il cinema e un programma tutto mio sugli animali.


Ringraziamo Antonella per la sua disponibilità, e vi ricordiamo l'appuntamento a teatro al Cine Teatro Pax di Cinisello Balsamo (Milano) venerdì 24 gennaio 2014 alle ore 21.00 con l’acclamato spettacolo Più forte del destino - Tra camici e paillette la mia lotta alla sclerosi multipla” in occasione di una serata benefica a favore di Anffas Onlus Nordmilano.

Lo spettacolo - realizzato grazie al supporto di Focaccia Group, Novartis e Sicurbagno, per la regia di Arturo Di Tullio, prodotto da Adelmo Togliani per Accademia Togliani di Roma e scritto e interpretato da Antonella Ferrari - è liberamente tratto dall’omonimo libro autobiografico pubblicato da Mondadori.

"Più forte del destino – Tra camici e paillette la mia lotta alla sclerosi multipla
Venerdì 24 gennaio 2014, ore 21.00
Cine Teatro Pax, Via Fiume, Cinisello Balsamo (Milano)
Biglietto Unico: 10.00 €
Per informazioni e vendita biglietti: 02.6185899"