venerdì 28 marzo 2014

Purché finisca bene: la conferenza stampa in Rai del 27 marzo 2014.



Giancarlo Leone, Eleonora Andreatta e Agostino Sacca'

Si è svolta alla sede Rai di Roma di Viale Mazzini, la conferenza stampa con oggetto il nuovo ciclo di cinque TV movie per la Pepito Produzioni Purché finisca bene, un prodotto cinematografico, anche se riportato sul piccolo schermo, che si mostra al pubblico con freschezza e innovazione.

Presenti in sala, oltre al team Pepito composto da Agostino Saccà, i figli Giuseppe e Maria Grazia e Ornella Bernabei, la direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta, ill direttore di Rai 1 Giancarlo Leone, i registi Fabrizio Costa e Luca Ribuoli e molti attori. 

L'incontro si è sviluppato all'interno della Sala A del primo piano, dove, dopo la proiezione in anteprima del primo TV movie "Una Ferrari per due", è seguito il photocall degli attori protagonisti ed infine la conferenza stampa.

La portavoce dell' Ufficio stampa Rai ha introdotto ai presenti il contenuto del ciclo, che si sviluppa in cinque storie diverse, dedicate alla commedia sentimentale, agli intoppi ed equivoci che possono nascere nel quotidiano. Coppie apparentemente "scoppiate" che si ricongiungono, un bambino adottato che arriva in casa scombinando la vita di un single incallito, la burocrazia faraginosa del nostro Paese, tecniche di seduzione maldestre a base di tango argentino, la disoccupazione, il rischio di sposarsi due volte senza essere divorziati, l'amicizia, l'amore e tutto quello che gira intorno a esilanti ed ironiche "tragedie" dei protagonisti. Come ricordato da Agostino Saccà, l'obiettivo è di non perdere il sorriso davanti alle piccole e grandi vicissitudini del Bel Paese, e di trovare il modo di esplorare diversamente le nostre vite attraverso l'utilizzo del melò e dell'ironia.

 
Erano presenti in sala Neri Marcorè, prolifico e poliedrico sta infatti lavorando altresì sulla seconda serie di "Questo nostro amore" e in questi giorni è da poco terminato "Fuoriclasse 2"; Flavio Parenti reduce da un Matrimonio di Pupi Avati e adesso presente in TV con Un medico in famiglia; l'amato Ispettore Coliandro alias Giampaolo Morelli, instancabile fra teatro, doppiaggi, cinema e fiction - lo ricordiamo anche ultimamente in Braccialetti Rossi; Nino Frassica, che si divide tra televisione e radio con il suo programma "Meno male che c'e' Radio 2"; Chiara Ricci anche lei presente in Un Matrimonio e che ha appena terminato una sua piece teatrale. Ma anche Sergio Assisi, l'amato Commissario Nardone e protagonista di Capri e adesso anche scrittore, il giovanissimo Riccardo Alemanni, amatissimo dalle teen agers, Leonardo Della Bianca, giovanissimo e di talento, Aurora Ruffino, una vera rivelazione, in piena ascesa, Daniele Pecci, anche lui attivissimo in teatro, ma senza dimenticare nessuno (perché sono davvero tanti e molto talentuosi), Cristiana Capotondi, Giovanni Scifoni, Giorgio Marchesi, Bianca Guaccero, Anita Caprioli, Eleonora Sergio, Donatella Finocchiaro, e i non presenti alla conferenza come Nicole Grimaudo, da poco diventata mamma, Stefano Fresi, Simona Marchini, Giuliana Lojodice, Ennio Fantastichini...e molti altri.

Durante la conferenza una considerazione sulle fiction "seriali" è nata spontanea. Il pubblico, pur apprezzando i volti noti e le storie continuative da anni, e affezionandosi di conseguenza, ha ugualmente bisogno di una sferzata di novità, e come simpaticamente ha ricordato Sergio Assisi, di ridere, di divertirsi senza porsi il problema di cosa ci possa esserci di "recondito" dietro la commedia.

Le storie, realizzate nel Nord d'Italia, passando dalla Toscana, dal mar ligure alle alpi trentine, è stato anche un atto di coraggio. "Girare a Milano è proibitivo - ha detto Saccà - ma io mantengo le promesse. Non è stato facile, ma abbiamo raggiunto lo scopo." E' stato anche un progetto "veloce": in sole due settimane dalla conferma del progetto, Purché finisca bene ha iniziato le riprese nel 2012 a Portovenere. Un lavoro faticoso ma gratificante che è durato molti mesi, e che ha visto anche il cambiamento delle stagioni davanti alle telecamere. Come ormai abbiamo visto in passato, la famiglia Saccà è ambiziosa, ma pensiamo anche altresì che non siamo mai stati delusi delle nostre aspettive.


Non ci resta che accendere la Tv, su Rai uno, alle 21.10 a partire da lunedì 31 marzo e goderci lo spettacolo.

Clara Bartoletti




sabato 22 marzo 2014

Una Ferrari per due, video in anteprima con Neri Marcore', Giampaolo Morelli, Anita Caprioli, Aurora Ruffino


In arrivo il 31 marzo su Rai 1 il film TV Una Ferrari per due del ciclo Purché finisca bene. Diretto da Fabrizio Costa con Neri Marcore', Giampaolo Morelli, Anita Caprioli, Aurora Ruffino, Eleonora Sergio, Lorenzo Richelmy.


Immagini in anteprima dalla trasmissione Rai Player del 21 Aprile



Una ferrari per due - Purché finisca bene... by breakupressnews

giovedì 20 marzo 2014

Una Ferrari per due: in onda lunedì 31 marzo su Rai uno, primo TV movie del ciclo "Purché finisca bene".


Per il ciclo "Purché finisca bene", prodotto dalla Pepito Produzioni di Agostino, Giuseppe e Maria Grazia Saccà, andrà in onda il TV Movie "Una Ferrari per due", girato a Lerici e Portovere, Lucca e Milano. La regia è di Fabrizio Costa, lunedì 31 marzo ore 21.10 su Rai Uno.

Trama:
Essere licenziati è terribile. Essere licenziati a cinquant’anni è spaventoso. Essere licenziati a cinquant’anni con un’ex moglie e – soprattutto – una figlia da mantenere può far perdere la testa. A quel punto decidere di non dire nulla a nessuno è una reazione umana. Ma le bugie non sono fatte per durare in eterno…
Marcello ha quasi cinquant’anni, da più di 2 è stato fatto fuori da un’importante società di cui era Direttore Marketing. Andrea De Lazzaro, l’uomo che lo ha licenziato senza neanche volerlo incontrare, sulla carta lo aveva ritenuto “troppo vecchio”. Marcello del suo disastro non ha detto nulla a nessuno, e ha dato fondo ai suoi risparmi per continuare a mantenere la figlia in un collegio esclusivo. E soprattutto per mantenersi, ai suoi occhi, l’operoso e generoso padre manager di sempre.
Ma tutto cambia il giorno in cui, sul ciglio della strada, Marcello fa l’autostop per raggiungere la casa dell’ex moglie nella campagna lucchese. Come poteva prevedere che a dargli un passaggio su una Ferrari fosse proprio Andrea De Lazzaro, l’uomo che l’ha rovinato?
Ignari l’uno dell’identità dell’altro, al chiuso di una meravigliosa macchina, lanciata dolcemente tra Torino e Lucca, lungo alcune delle strade più belle del mondo, Marcello e Andrea sono costretti dalle circostanze a scambiarsi i ruoli: Marcello diventa il manager e Andrea il disoccupato; in un rovesciamento di prospettive e pregiudizi pieno di sorprese…

Nel film, oltre a Giampaolo Morelli e Neri Marcorè, anche Aurora Ruffino e Anita Caprioli.



                                                          Il backstage di Una ferrari per due

Rai Uno
Lunedì' 31 marzo ore 21.10




martedì 18 marzo 2014

Senza Stelle, al Teatro dei Conciatori a Roma


Teatro dei Conciatori
Contemporary Urban Theatre

18 marzo 2014 | 23 marzo 2014
SENZA STELLE
creazione drammaturgia e regia di Andrea Ciommiento
con Fatima Corinna Bernardi, Lara Brucci, Enoch Marrella, Daniele Parisi, Anna Elena Pepe, Dario Eros Tacconelli
assistente alla creazione: Daria Di Lernia - ascolto e visione: Laurent Trezegnies - piattaforma: Interazione Scenica - in collaborazione con Kataklisma ROMA e Co.H TORINO

Ti insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece. P.P.Pasolini

Sarà in scena al Teatro dei Conciatori - dal 18 al 23 marzo 2014, SENZA STELLE, creazione drammaturgia e regia di Andrea Ciommiento, con Fatima Corinna Bernardi, Lara Brucci, Enoch Marrella, Daniele Parisi, Anna Elena Pepe, Dario Eros Tacconelli.

Senza stelle è la storia di sei sognatori. Tre ragazze e tre ragazzi che non dormono mai. Vivono la notte per non morire dei propri sogni, immaginando una vita da un’altra parte senza storia già scritta. Oggi le città hanno paura della notte tanto da illuminarla a giorno.

Se le luci artificiali sono impegnate a coprire le stelle alterando la realtà, i sognatori continuano a resistere coltivando il pezzo di terra che sono venuti a raccontare con la propria vita. Di contro alle città i sei protagonisti abiteranno queste notti cercando una rivoluzione dello sguardo. Un rovesciamento nel modo di guardare al mondo. 

Senza Stelle è uno spettacolo sul desiderio e sulla lotta instancabile tra "chi siamo" e "chi vorremmo essere"



TEATRO DEI CONCIATORI - Contemporary Urban Theatre
Via dei conciatori, 5 – 00154 ROMA
Tel. 06.45448982 – 06.45470031   -   info@teatrodeiconciatori.it
Direzione Artistica: Antonio Serrano – Gianna Paola Scaffidi

Dove siamo: (clicca qui per vedere la mappa)
Costo biglietti: intero 18 euro, ridotto 15 euro; tessera associativa 2 euro.
Orario spettacoli: martedì, mercoledì venerdì e sabato ore 21,00 – giovedì e domenica  ore 18,00
Riduzioni per gli studenti universitari, gli over 65, tutti coloro che si presentano in teatro come lettori di Saltinaria.it, Teatro Italiano.

Il Teatro ha il patrocinio gratuito del Municipio VIII (ex XI)


Uff. Stampa: Maya Amenduni   

+39 3928157943

Steven Seagal Action, una collana di DVD


La Gazzetta dello Sport presenta STEVEN SEAGAL ACTION, una collana di DVD in edicola a partire dal 13 marzo 2014.

BACKGROUND:
Diventato celebre come attore grazie alle proprie abilità nelle arti marziali, cintura nera 7º Dan di Aikido, oggi 61enne, ex chitarrista, animalista convinto e da sempre in prima linea nel sostenere la causa del Dalai Lama. Per chi è cresciuto negli anni 80 Steven Seagal è un ‘mito’dell’action movie, al pari di ChuckNorris, Jean Claude Van Damme e Jackie Chan.

LA PRIMA USCITA: NICO
Steven Seagal fa il suo sensazionale debutto sullo schermo cinematografico nei panni di Nico, facendosi largo tra le star dei film d’azione grazie alla sua interpretazione di un poliziotto che scopre ex agenti CIA coinvolti in un traffico di droga e nella congiura per l’assassinio di un politico. Il regista Andrew Davis (“Il fuggitivo”, “Trappola in alto mare”) libera la furia su Windy City, quando Nico e la sua partner Jax (Pam Grier) stringono il cerchio su di un criminale psicotico (Henry Silva). In questo film recita in uno dei suoi primi esordi anche la bellissima e giovanissima Sharon Stone.

Le successive uscite sono dedicate ad altri classici dell’attore: “Trappola in alto mare” e “Decisione Critica”.

PARTICOLARITA’
In ogni DVD sarà presente un ricco booklet di 32 pagine che racconterà tutte le curiosità e i retroscena sul film, con una biografia dettagliata e a puntate di Seagal.
Completano il booklet approfondimenti socio-culturali sugli anni 80 e biografie dei principali personaggi del film. Per la collezione in DVD non ci sarà un cofanetto, ma solo delle coste composte.

Inoltre, per le prime 3 uscite i titoli “Nico”, “Trappola in alto mare” e “Trappola sulle Montagne rocciose” i DVD saranno disponibili per la prima volta anche in versione Blu-Ray.

PERSONALITA’ DI PRODOTTO
VINTAGEà forte sapore anni 80.
ADRENALINAàfilm d’azione per eccellenza, forte personalità e caratterizzazione.
EVERGREENànonostante manchi degli effetti speciali degli attuali action movie, resta una pietra miliare del cinema d’azione, un classico sempre attuale al quale si ispirano grandi registi come ad esempio Tarantino.
COLLEZIONEà un prodotto da collezionare completo e prezioso dei migliori film d’azione di Steven Seagal

LINK

Per approfondimenti e per acquistare la collana a costi ridotti: http://goo.gl/GkDIZt

lunedì 17 marzo 2014

Per amore del mio popolo, il video del backstage con Alessandro Preziosi


Il 18 e 19 marzo andra' in onda su Rai 1 in prima serata la miniserie "Per amore del mio popolo". E' la storia di Don Giuseppe Diana che proprio il 19 marzo fu ucciso dalla mafia.

Con Alessandro Preziosi, per la regia di Antonio Frazzi e la produzione di Aurora Film.

In anteprima il backstage Rai

Un medico in famiglia 9: la recensione della nostra Nicla.


Domenica 16 marzo le porte della casa piu' movimentata d' Italia,si sono riaperte.
Parliamo di Villa Martini, complesso residenziale di Poggiofiorito....dipartite (Lele, Annuccia, Melina per citarne qualcuna) e New Entry, nel cast di "Un medico in famiglia nove", tornano ad appassionare i telespettatori, gli afecionados di questa sagra famigliare. Tra le new entry, in primis, quella di Lorenzo Martini (Flavio Parenti, protagonista di Un Matrimonio di Pupi Avati), medico, nipote di nonno Libero, tornato dall'America e di Sara Levi (Valentina Corti), sorella di Marco Levi, campionessa di nuoto, le cui vicende si intrecceranno a partire da un incontro casuale e maldestro in aereo, nel viaggio di ritorno per Roma.


Figura costante, rassicurante per i telespettatori e' quella del capostipite, nonno Libero, un amatissimo Lino Banfi alle prese con questa famiglia allargata con tutte le implicazioni e complicazioni derivanti. Ma lui e' un tipo che non si perde d'animo: al massimo volerà un"Madonna del Gargano" ,che in questa serie andrà a sostituire la tanto famosa e da lui citata Madonna dell' Incoroneta ( rif. Santuario dell'Incoronata in provincia di Foggia, terra natia dell' attore)...e i riferimenti alla sua terra d' origine non sono pochi! 

Suo nipote Lorenzo,nella fiction, ha origini pugliesi, e cosi' anche la sua ex moglie, Veronica, interpretata dalla bellissima Claudia Vismara. Ci si chiede cosa faccia di questa fiction, un successo,vista la nona edizione e a parte la simpatia dei personaggi, sicuramente l'attualità delle tematiche sociali affrontate sempre con molto garbo e delicatezza. In Villa Martini c'e' sempre una camera e un posto a tavola per un ospite, anche se questo proviene da una situazione disagiata (vedasi la storia di Giada, bambina profuga, costretta a rubare per sopravvivere); e i Martini sanno essere molto ospitali,aiutare e accogliere il prossimo senza pregiudizi.



Un altro tema presente in questa edizione e' quello dei divorzi e dei figli in affido: Lorenzo Martini, trasferendosi a Roma, si trova a gestire il suo rapporto complicato con un figlio adolescenziale e con la sua ex moglie, che ama, ma che ormai ha una nuova vita sentimentale....e siamo sicuri che troverà garbatamente il modo per restare comunque accanto alla sua famiglia. Se non e' questo un monito e un esempio per la società odierna, travagliata dagli incomprensioni famigliari che spesso sfociano in tragedie come da cronaca nera?

Ne sara' felice Papa Bergoglio di questo messaggio, fan e sostenitore di questa fiction e da buona pugliese, avverto un po' la nostalgia dei teatrini in pugliese tra Cettina e nonno Libero, ma questa e' un'opinione personale.


Alla prossima domenica.

Nicla Mastropasqua

venerdì 14 marzo 2014

Law & Order: Special Victims Unit filming at Roosvelt Island Tram

 
Oggi posso dire: Io c'ero!!! Sono a New York per una mini vacanza e ho avuto la fortuna di imbattermi nel set di Law & Order SVU al Roosvelt Island Tram. Ho scattato alcune foto di Danny Pino (Detective Nick Amaro) e Kelli Giddish (Detective Amanda Rollins). E anche una mia con Danny Pino!!!



Today I can say: I was there!! I am in New York for a couple of days vacation and I've got so lucky I found the Law & Order SVU film shooting at the Roosvelt Island Tram. I got some pictures of Danny Pino (Detective Nick Amaro) and Kelli Giddish (Detective Amanda Rollins). And also one with me and Danny Pino!!!










C.R.





martedì 11 marzo 2014

Andando (a vedere) “In Bianco”


Dal 25 febbraio al 9 marzo 2014 è andata in scena l’opera prima di Marzia Turcato, nel piccolo teatro “Lo Spazio”, dietro San Giovanni, a Roma. Un palcoscenico versatile e plasmabile, che avvolge gli spettatori e permette alla storia di essere raccontata in un unico ambiente continuo, ma al tempo stesso separato, nelle stanze delle protagoniste di questa piacevole commedia.

I dialoghi dell’assorbente

La trama, sottile e leggera, ruota attorno ai piccoli e grandi malintesi che si possono avere tra tre amiche di lunga data diversissime tra loro, con progetti, desideri, gusti e capolavori completamente differenti, e quindi spesso reciprocamente incomprensibili. Ciò che è importante per una, è trascurabile per un’altra, quello che fa arrabbiare la pignola non tocca minimamente la sognatrice, e le esigenze della svampita non sfiorano la musona.

In realtà, la brillante alternanza delle attrici sul palco, con battute spesso fulminanti e acide al punto giusto, ritrae fin troppo bene le dinamiche tra donne, quasi a risultare didascalico di come esse possano saltare di palo in frasca nei loro discorsi, offendere mortalmente e abbracciarsi il minuto dopo, scaricarsi veleno addosso - o non farlo e poi pentirsi di non averlo fatto! Un excursus divertente tra capriole uterine e le stupende insicurezze dell’altra metà del cielo.

Il lieto fine, con l’amicizia che trionfa sopra le diversità e il perdono ruba la scena al rancore, arriva addirittura a intenerire, se non a commuovere. La profonda armonia che il testo ci propone suona quasi come un augurio a tutte le donne: siate uniche, ma sviluppate amicizie sincere e importanti, con le quali litigare, magari, ma sicuramente con le quali fare pace.

Theater Fusion

Un aspetto senz’altro innovativo nella narrazione della Turcato è l’alternanza, saggiamente dosata per non strafare, tra azione live in sala e le parti in esterna riprese in video e proiettate su uno schermo. La nostra ignoranza ci impedisce di poter dire che si tratti di una novità assoluta, ma sicuramente arricchisce e dà respiro alla storia, al tempo stesso permettendo trucchi (gli ingressi in scena, ad esempio) che aiutano l’immersione e aprono la narrazione a un “fuori” altrimenti difficilmente rappresentabile.

Per quanto poco ortodossa, la soluzione piace, è coraggiosa e innovativa, non invadente ma ben bilanciata nel racconto. E poi, diciamolo: se il teatro dovesse rimanere sempre identico a se stesso, senza mai farsi contaminare da altre forme espressive, a quest’ora ci chiederemmo dove sono i coreuti o le maschere e ci stracceremmo le vesti - forse le tunichei? - se una donna si azzardasse a recitare in teatro!

Come ogni esperimento, meriterà qualche aggiustamento tecnico e una calibratina artistica, ma l’impianto è solido, e ha convinto. Nulla toglie e molto aggiunge.

Bianca come Sveva

Maria Bighinati ha la luce bianca della vitalità, della passione, della creatività del suo mestiere di pubblicitaria, a volte dell’irresponsabilità e, spesso, dell’egocentrismo. La sua Sveva, ferrarese (anzi, eshtenshe) doc, rischia a più riprese di indispettire troppo le sue amiche, anche se mai con intenti maliziosi; e anche nel rapporto col suo sasso speciale, il Bianco del titolo, c’è un rapporto di amore-odio come in tutti i suoi rapporti, dagli uomini sposati che “mangia” di continuo, alle bugie che non riesce a smettere di inventare.

Colorata come Gabriella

La buffa maestrina, a cui dà voce e volto Rosalba Battaglia, è l’unica con un rapporto ben definito con l’altro sesso (altrimenti assente dalla scena): sta per sposarsi, ma questo porta più domande che risposte, visto che è un’indecisa cronica: si fa scegliere invece di scegliere, e si appoggia un po’ troppo all’opinione che gli altri hanno di lei, e troppo poco a se stessa. Un bravo soldatino, amante dei bambini e degli animali, ma un filo troppo passiva-aggressiva, anche per una donna!

Nera come Flavia

Infine la nostra Chiara Ricci interpreta un personaggio severo, spigoloso, perfezionista e decisamente permaloso, è la classica amica che ti critica sempre, ma solo per il tuo bene. Che con le sue piccole ossessioni verrebbe da attaccare al muro, ma che si sacrificherebbe senza risparmiarsi per le persone a cui vuole bene. Disturbi alimentari, analisi permanente (e la psicologa, in video, è proprio la regista Marzia Turcato!), fissazione col fitness, robivecchismo compulsivo. Le piccole manìe che permettono a Chiara di dar vita a un personaggio molto più affettuoso di quello che si permette di dimostrare, in un nero che sembra più di facciata che di sostanza.

Tutti i colori del mondo

Lo spettacolo scorre via veloce, scoppiettante, e i tre personaggi sono ben bilanciati e assortiti, le battute spontanee, naturali, come si farebbe realmente tra amici, e la sensazione che molto di quanto abbiamo visto sia stato affinato durante prove e repliche è molto forte. Per essere un primo lavoro alla regia, l’impegno è tangibile, e le idee ci sono, insieme ai Pantone!

Magari la storia non sarà un capolavoro di complessità, ma per una serata divertente e leggera è perfettamente adeguata. Le tre attrici sembrano realmente divertirsi nei loro ruoli (in realtà sappiamo che è così!) e l’assenza di una protagonista reale si compensa con tre personaggi equivalenti nelle loro diversità e tratti unici. Il fatto di aver assistito allo spettacolo proprio l’otto di marzo, esalta ancora di più questo piccolo capolavoro tutto al femminile.

Francesco Munda

lunedì 10 marzo 2014

In Bianco, hakuna matata!


L'acquisto di uno strano monolite, un sasso bianco pagato uno sproposito opera di un'artista sconosciuta, da parte della fanatica Sveva (Maria Bighinati) mette in crisi l'amicizia storica di tre ragazze. Flavia (Chiara Ricci) lo trova brutto "una merda!", Gabriella (Rosalba Battaglia) invece "fico!". 
Il bianco in realta' e' il pretesto su cui gira la storia, fatta di battibecchi, rancori e piccole gelosie mai esternate dalle tre brave protagoniste. Sveva e' una bugiarda patologica, troppo concentrata su di se' da tenere conto delle emozioni delle altre, Flavia e' nevrotica, fissata con il peso, la salute e l'attivita' fisica e si fascia la testa con mille seghe mentali, Gabriella e' quasi hippy, e vive in un suo mondo sospeso fatta di gatti immaginari, bambini da educare e l'amore del fidanzato che la vuole sposare. Ma chi veste la sposa, mamma o suocera?! 
Storia piena di ritmo che mette a confronto i diversi punti di vista delle tre, le conflittualita' hanno momenti esiliranti, altri commoventi. Molto brave le attrici, dirette da Marzia Turcato (Una donna, certo!) che riesce ad estropolare le emozioni, grazie anche all'ausilio di video in esterni che raccontano la quotidianita' di Sveva, dittatrice sul lavoro e problematica in amore, Flavia alle prese con allenamenti estenuanti alla rocky balboa, e Gabriella con la scuola, l'insegnamento e le beghe familiari. Geniale gli interventi della Psyco (Marzia Trucato)  che incita chiarimenti. "Di' cosa provi!!!"

Il nocciolo e' questo: dire cosa si prova e' liberatorio...un po' come nell'intimita' del proprio bagno...

Provate anche voi!

Hakuna matata!!

Clara Bartoletti

sabato 8 marzo 2014

L'Oriana, backstage con Vittoria Puccini e Vinicio Marchioni


In onda prossimamente su Rai 1 la fiction "L'Oriana" dedicata a Oriana Fallaci, giornalista, scrittrice, ma soprattutto personaggio molto scomodo, irrequieto, affascinante ma anche controverso.
Vittoria Puccini sara' Oriana Fallaci, affiancata da Vinicio Marchioni nei panni di Alexandros Panagoulis, eroe rivoluzionario greco grande amore di Oriana, di cui ne narro' la storia nel suo libro "Un uomo", con la regia di Marco Turco.

In anteprima il video del backstage con interviste tratto dalla trasmissione Rai Player.


venerdì 7 marzo 2014

Pepito Produzioni: Baciato dal sole un nuovo trailer.





Pepito Produzioni di Agostino, Giuseppe e Maria Grazia Saccà, in questi giorni ha girato a Roma un trailer con la partecipazione di Guglielmo Scilla - nome d'arte Willwoosh la star di You Tube-, Daniele Pecci, già protagonista di Una coppia Modello, Nicole Grimaudo, che vedremo ne La Tempesta, Luigi Di Fiore, Muraro in Commissario Nardone ,  Lorena Cacciatore,  Nina Torresi e Barbora Boubulova.

Il trailer della durata di pochi minuti sarà l'anticipazione di una fiction dal titolo Baciato dal sole. Molto presto verranno girate le 12 puntate da 60" l'una a Roma ma anche in location da definire. Anche il cast è in via di definizione.

Aggiornamenti marzo 2014: la regia sara' di Antonello Grimaldi, confermato il protagonista Guglielmo Scilla (Willwoosh ). Baciato dal sole è una fiction che racconta la storia di un ragazzo molto talentuoso che per trovare sua madre non esita a partecipare ad un talent show provocando le ire del padre. Un giovane emergente diventerà così protagonista della prima serata di Rai1, assieme a conflitti famigliari, emozioni, il tutto con un taglio narrativo e registico giovane, così come nelle idee innovative dalle linee guida dell’Andreatta, che grazie già a Braccialetti Rossi ha portata una ventata di novità.

                                                                 Guglielmo Scilla 

Nicole Grimaudo 

Lorena Cacciatore 

Daniele Pecci

Luigi Di Fiore
Nina Torresi

Clara Bartoletti 


Se tornassi indietro, Euridice Axen e Simone Montedoro ospiti di Applausi


Euridice Axen, il capitano Lucia Brancati della serie Tv Mediaset “R.I.S” e Simone Montedoro, il capitano Giulio Tommasi della fiction Rai “Don Matteo”, ospiti di Gigi Marzullo nella puntata di Applausi parlano dello spettacolo teatrale "Se tornassi indietro" al Teatro Golden di Roma dal 25 febbraio al 16 Marzo 2014.


Euridice Axen e Simone Montedoro insieme a teatro per la commedia brillante "Se tornassi indietro", una coppia di giovani sposi ormai arrivati alla "frutta", litigano dalla mattina alla sera fino a quando lui riesce a salvare un pochino la situazione tornando indietro nel tempo, rivivendo le varie fasi anche precedenti alle nozze, sistemando un po' le cose. Una storia che insegna motlo senza essere retorica, dando comunque un bel messaggio. 
Simone Montedoro aggiunge che questo e' un po' quello che la fiction e il teatro ci permettono di fare, cioe' tornare indietro nel tempo, cosa che nella realta' purtroppo non e' possibile, almeno non ancora.

Il video dell'intervista completa trasmessa da Rai 1



C.R.

giovedì 6 marzo 2014

Antonio Manetti: dai primi corti al Commissario Rex.

Ieri su Rai Due, al programma Insieme, è andata in onda l'intervista ad Antonio Manetti dei Manetti Bros. Ha ripercorso la loro carriera di registi, a partire dai primi corti, ai video musicali, alla TV con L'ispettore Coliandro e Il Commissario Rex (che presto andrà in onda su Rai Uno) al cinema: Piano 17, un cult, L'arrivo di Wang, film di fantascienza, e Song e' Napule, girato a Napoli con Giampaolo Morelli.


CB

Le due leggi, video backstage con Elena Sofia Ricci


Inizialmente programmata per l'11 e il 12 marzo, andra' invece in onda il 25 e 26 marzo su rai uno in prima serata la miniserie "Le due leggi" con Elena Sofia Ricci prodotta da Mario Rossini per Red Film per Rai Fiction. Una storia moderna di contenuti forti e attuali.

Altri interpreti Enrico Ianniello, Massimo De Francovich, Gaetano Bruno, Luigi Petrucci, Sara D’Amario, Anna Melato, Augusto Zucchi, Maurizio Lastrico e Ilaria De Laurentiis per la regia di Luciano Manuzzi.

In anteprima il video rai del backstage



mercoledì 5 marzo 2014

La Grande Bellezza: così bucolico da desiderare la pausa pubblicitaria.



Canale 5 ha proposto in esclusiva in prima serata "La Grande Bellezza", fresco di vincita come Premio Oscar migliore film straniero.
Prima di tutto mi pare di aver colto, in basso a destra, il bollino giallo. Segno che lo possono vedere anche i bambini in compagnia dei genitori, ma mi auguro che i genitori italiani siano stati accorti, e che non si siano fidati a priori. Del film mi è piaciuta la fotografia. Immagini di Roma e dei vari personaggi, ripresi in ogni momento, e sotto ogni punto di vista, ne fanno un ottimo documentario visivo. E una discreta colonna sonora accompagna lo spettatore, già quasi in crisi narcolettica.



Molto difficile dare un giudizio su questo film osannato un po' dappertutto, che a quanto sembra ha voluto rappresentare l'aspetto cafonal e snob di una Roma artistoide, bucolica, e intellettualoide. Il film insomma è pieno di mostri, donne rifatte dal botulino, vecchi decrepiti che rimembrano amori giovanili, giovani depressi, giovani sfatti dalla cocaina, persone divorate dal loro ego, dal narcisismo, ma convinti tutti di essere "qualcuno". E c'è pure lo sfigato di turno, questa volta è Carlo Verdone. Il tutto, almeno nella prima parte del film, è colorato di felliniana atmosfera: come clown patetici, vestiti di lustrini, i personaggi ostentano felicità apparente nei balli sfrenati, e nelle cene sfarzose a base di alcool e tartine al salmone. Ma il film presenta il conto. Servillo, non pago delle donne nude che ultimamente devono essere mostrate nelle loro intimità con inguini depilati in bella mostra, ci prova con il lato profondo della disillusione e del cinismo. Alla sua età, "una della sua età non è abbastanza", dice, e poi ricorda la prima ragazzina che gli ha fatto battere il cuore - profumava di fiori, ma fece vedere le tette - e mostra consumata benevolenza all'amica di letto che vuole mostrargli le foto nuda che ha messo su Facebook. Intrattiene una non ben definita amicizia pudica con Sabrina Ferrilli, che muore, ovviamente, onde evitare maggiori disturbi alla già delicata mente dello spettatore confuso. In qualche momento usa pure la carta del cinismo, quando con serafico controllo emotivo, dice ciò che pensa all'amica intellettuale, smontandole il castello di convinzioni in cui viveva, e riportandola alla realtà di menzogne e debolezze che lei ha faticosamente nascosto da sempre. E bla bla bla...

"Ma che belle persone, siete!", dice ancora. "Ma non vanno da nessuna parte..." 


Il film è quasi comico, ed è un horror incompiuto. La scena della ragazzina che imbratta il telo è da intervento psichiatrico, ma lui ironizza e blandisce la Ferrilli: "Ma dai, quella guadagna un sacco di soldi." Poi c'è l'anticlericale, che ci sta sempre bene. "In Italia pensavo ci fosse bisogno di preti", risponde al Cardinale che gli dice che ci sarebbe bisogno di scrittori.
Servillo alla fine è poi veramente il ritratto (classico, scontato) dell'uomo arrivato all'andropausa che si fa domande, e che non sa più che pesci prendere. Niente di nuovo, dunque. Il ciclo della vita, che quando sei giovane ti fa credere padrone del mondo, e che poi dopo, ti fa capire quello che sei. Con una suora quasi morta in casa, arrivata a 104 anni, che ha sposato la causa della povertà. (Che non si ostenta, si fa.)

"Perché non hai più scritto libri?"
"Perché cercavo la grande bellezza, e non l'ho trovata". 


Insomma, un bel ritratto della nostra Capitale da portare all'estero. Il film è ben costruito, è un film "civetta", affatto "di nicchia". Infatti mentre il primo strizza l'occhio al mercato americano, che adorano Fellini e Allen, e che amano essere tramortiti da sguardi persi nel vuoto, discorsi accorti che invitano ad una riflessione intima ma che non debba avere per forza un significato, dal chiasso colorato di figure grottesche e drammatiche, dalle tragedie dell'anima, dall'esagerazione e dall'opulenza; il secondo, quello di nicchia, quasi sempre sottovalutato e non commerciale non arriva mai al grande pubblico. E nel secondo caso, non ci sarà mai la pubblicità di una nota casa automobilistica. 



Il film è considerato un capolavoro, il Presidente della Repubblica Napolitano ha detto "Si è giustamente colto nel film di Sorrentino il senso della grande tradizione del cinema italiano e insieme una nuova capacità di rappresentazione creativa della realtà del costume del nostro tempo. È uno splendido riconoscimento, è una splendida vittoria per l’Italia”

Vorrei solo obiettare che se questa è una rappresentazione - creativa? direi impietosa - della realtà del costume del nostro tempo, allora siamo veramente messi male. Forse sarebbe arrivata l'ora di cambiare.

Sul serio.

Clara Bartoletti



martedì 4 marzo 2014

Renzo Arbore: la nostra intervista in occasione del nuovo tour 2014.


Abbiamo raggiunto telefonicamente Renzo Arbore per un'intervista in previsione della sua prossima tournée.

Arbore ci ha detto che artisticamente manca da Londra da parecchio tempo, dal memorabile concerto al Royal Albert Hall nel 1995, di cui verranno proiettate alcune immagini come testimonianza prima del concerto nuovo al Barbican. Arbore ci ricorda che fu un concerto veramente epico preceduto dalla banda della Regina. 

L'Ufficio stampa ci ha comunicato che purtroppo il concerto al Barbican è stato annullato, ma ci saranno ugualmente le altre date del tour.

Arbore e la sua orchestra sono reduci dal successo Sanremese grazie alle due canzoni "Reginella" e "Comme facette mammeta", per la prima volta nella storia del Festival si e' visto il pubblico alzarsi in piedi, ballare, battere le mani e cantare. Questo successo si e' ripercosso in tutta Italia e fioccano le serate: ne stanno già facendo, e poi si inizierà  tournée che partirà proprio da Londra per poi a seguire con  10 giorni al Teatro Sistina di Roma, e Avellino, Bari, Gallipoli, Genova, Sorrento, Bergamo, Napoli. Dopo una breve pausa ci saranno altre date all'estero da Praga e altre località ancora da definire per la primavera e estate.


Cosa pensa di Londra, cosa porterebbe delle usanze inglesi in Italia e viceversa?
"Fortunatamente noi abbiamo l'eccellenza italiana che e' straordinaria, abbiamo le nostre aziende i nostri architetti e designers, i nostri artigiani, i nostri stilisti, i nostri gastronomi, tante cose e dobbiamo esportare di piu' queste cose. Purtroppo Londra e' troppo vicina perche' non arrivi l'eco dei nostri problemi economici, sociali, della politica. La politica non corrisponde all'immagine del nostro paese, il nostro paese e' ancora molto amato, lo dimostra l'accoglienza che ha avuto il film italiano La grande Bellezza. Purtroppo c'e' una differenza tra l'immagine di noi artisti, compreso la musica, il cinema il jazz e poi l'immagine politica che e' cosi scombinata legata a tanti problemi. 
Dovremmo imparare da Londra la grande democrazia europea, l'etica, cioe' quando uno viene sospettato di non essere onesto viene allontanato o si allontana finche' non si chiarisce la sua posizione. Dovremmo imparare che la vita non e' fatta di furbizie, il successo e' fatto di valori, di lavoro, di sudore. Naturalmente quello che possono imparare gli Inglesi da noi, come faceva Byron e tutti gli altri, venire nel nostro paese per imparare che cos'e' la civilta', che cosa e' stata la nostra storia, quali bellezze ci ha lasciato. Ci sono posti dove il turismo inglese in Italia e' molto serrato, come Sorrento ad esempio, sanno quali sono le citta' e i posti civili dove andare e godersi l'Italia. Naturalmente anche citta' come Firenze e tutte le citta' d'arte, questa e' la nostra grandissima forza, devono capirlo le istituzioni soprattutto, vediamo con questo nuovo Ministro dei Beni Culturali.

Lei e' un talent scout: dalle sue trasmissioni sono usciti personaggi oggi famosissimi, Benigni, Milly Carlucci, Nino Frassica, Bracardi e molti altri. Pensa che oggi siano validi i talent show per far emergere i giovani talenti, o meglio la gavetta, lo studio e molta determinazione?
"Che ci siano dei talenti che abbiamo la chance di uscire attraverso i talent show va bene, mi lamento un po' che non vengano estesi ad altre discipline dell'arte, cioe' talent show per pianisti, per musicisti, devono fare una fatica terribile per imporsi, oppure i gruppi rock, i gruppi come il mio, i gruppi di jazz, i talent sono riservati solamente ai cantanti per la solita dittatura degli ascolti, i cantanti interessano l'altra musica no. Pero' lo dico sempre, meglio i talent che i no talent, gli stessi reality a me non piacciono, all'inizio c'era un po' di televisione curiosa, adesso vedere le vicende di certi personaggi squallidi a me non interessa."


Quanto dai importanza hanno social network, il web?

"Piu' che una pagina facebook io ho un Channel renzoarborechannel.tv con cui per ora stiamo facendo praticantato pero' fra poco diventarà, spero, una rete da frequentare dove ci sarà repertorio di tv d'autore, antico e moderno, una specie di selezione della buona televisione che c'e' ancora malgrado tutto."

Io sono di Torino, ho letto che lei e' un tifoso granata ed un estimatore della città.
"Sono un tifoso granata, vengo sempre a Torino e' una delle città piu' vicine alla mia Orchestra, al Teatro Afieri ogni anno facciamo sempre il sold out, e' un fenomeno incredibile come il pubblico di Torino sia non solo di "terroni" ma proprio di "madamine" torinesi, hanno un debole per me! E io mi diverto moltissimo a fare musica per loro."

Il successo della musica napoletana all'estero da cosa dipende?
"Noi abbiamo un patrimonio musicale di canzoni napoletane ma anche italiane dovute a Modugno, a Battisti straordinarie che non sono destinate ad essere consumate come succede con le conzonette banali dell'estate, sono canzoni destinate a rimanere come opere, non si possono cancellare le opere di De Andre', di Dalla, sono opere destinate a sopravvivere anche a noi, ad essere studiate a scuola. Ancora non lo hanno capito bene le estituzioni, lo hanno capito pero' alcuni giornalisti che fanno citazioni cult. E la musica napoletana e' un bellissimo serbatoio di melodie che non ha nessuno al mondo."
 
Vi ricordiamo che venerdì 7 marzo Renzo Arbore sarà ospite della trasmissione di Enrico Brignano, Il meglio d'Italia in onda in prima serata su Rai 1.

Ringraziamo Renzo Arbore per la disponibilità e l'organizzazione TIJEvents.

Cristina Richiardi




lunedì 3 marzo 2014

"Un Marito di troppo", video in anteprima con Flavio Parenti, Cristiana Capotondi, Giorgio Marchesi

In arrivo Prossimamente su Rai 1 il film TV Un marito di troppo del ciclo Purché finisca bene. Diretto da Luca Ribuoli con Flavio Parenti, Cristiana Capotondi, Giorgio Marchesi.

Girato tra Torino e Milano racconta la precarietà ma anche l'attaccamento alle radici in un'area come il Nord Ovest oltre alla storia sentimentale di una giovane donna nata e cresciuta in un quartiere popolare e periferico, indecisa tra l'ex marito che apparentemente ha poco da offrire e il nuovo amore appartente ad famiglia blasonata e potente.

In anteprima le prime immagine da Rai Player

domenica 2 marzo 2014

L'impresario delle Smirne: nove personaggi sul palco del Nuovo Garibaldi di Carrara.


Sabato primo marzo ho avuto l'occasione di vedere "L'impresario delle Smirne" per la regia di Roberto Valerio che è andato in scena a Carrara al Teatro Nuovo Garibaldi. La scenografia è stata d'impatto, ispirata quasi alla cartapesta del Carnevale di Viareggio, con le quinte coperte da ritagli di vecchie locandine ormai logore. 


La storia, scritta nella seconda metà del XVIII secolo da Carlo Goldoni è sorprendentemente attuale, e racconta un impietoso ritratto dell'ambiente degli artisti di teatro. Le vicende narrano di un gruppo di attori, tre donne e due uomini e uno sceneggiatore incompreso, che si ritrova senza il becco di un quattrino e talmente in crisi da meditare il suicidio. Improvvisamente compare nella loro vita il Conte Lasca (interpretato dallo stesso Roberto Valerio), dall'aspetto e dagli atteggiamenti ambigui,  che favoleggia loro la possibilità di essere assunti da un Turco, l'impresario delle Smirne, che si trova in città in cerca di talenti. Inutile dire che tutti gli attori improvvisamente rivelano la loro natura: pettegoli, invadenti, pigri, presuntuosi all'inverosimile, intriganti e maligni, pronti a sgomitare per un ruolo. Ognuno in cerca di ricavare una fetta di successo e di notorietà, nonché di una paga sicura. Sono talmente presi nel vantarsi di essere uno migliore dell'altro, criticandosi a vicenda, che non si rendono conto di essere vittime del perfido Conte, che sta tessendo le sue trame solo per profitto. La sensuale Lucrezia si concede a lui, per sorpassare le avversarie, e il comico Carluccio perde ogni dignità nel prostrarsi in ginocchio al fine di ottenere almeno 6 zecchini per poter ritirare il suo vecchio baule fermo in un deposito. Si presentano a turno davanti al Turco, che abbigliato come John Travolta, fa capire immediatamente il suo interesse verso le signore a cui spudoratamente offre denaro in cambio di favori. Il Conte è abile, e riesce a strappargli i contratti. Ma il Turco, colto da un momento di lucidità comprende l'inganno nel momento in cui lo scenografo Maccario gli racconta che oltre al gruppo dovranno essere assunte  altre persone per completare il cast, un totale di 70!, per la modica cifra di 5000 zecchini, quali sarte, tecnici, e tutto il personale adeguato per una vera compagnia teatrale. Spaventato dall'enorme zavorra che dovrebbe portarsi appresso, scappa con le prime ore del mattino, facendo saltare l'affare. In cambio del disagio, mosso forse da compassione, elargisce 2000 denari al Conte che possa ripagare gli attori, ma questi, con un abile mossa propone ai disperati di lasciarli a lui, che possa così meglio gestire la nuova compagnia. A spese del "fondo" ottenuto, ma anche...trovandone altri all'occorrenza nelle tasche dei poveracci. 
Come dice lo stesso Roberto Valerio "l'impresario delle Smirne è un grande affresco, una cantata corale affidata all'insieme della compagnia che lo rappresenta; ogni personaggio dal Turco al servitore, si rivela incisivo, necessario in un divertissement d'emsamble che restituisce il clima lezioso e libertino dell'epoca ma che allo stesso tempo offre l'occasione per porsi alcune domande di sconcertante attualità: che importanza ha l'Arte ed in modo specifico l'arte teatrale nella società contemporanea? E che ruolo riveste all'interno l'attore nella suddetta Arte? In quale modo è possibile riuscire a realizzare spettacoli di grande valore artistico senza adeguate risorse finanziarie?"


Il ritmo è molto veloce, nello stesso momento possono svolgersi scene diverse, disposte su due piani, in cui l'attenzione si sposta da destra o sinistra a seconda di chi stia parlando. Da una parte possiamo vedere come Tognina (interpretata da una simpaticissima Valentina Sperlì) tenti in ogni modo di conservare il suo ruolo di prima donna, al punto da ricorrere ad un parlato volutamente prolisso e teatrale con il Turco, ed inscenando una tragedia greca coinvolgendo il suo amato Pasqualino (interpretato da Alessandro Federico) che recita invece come un "cane", fidanzato tra l'altro poco serio perché intrattiene una relazione con l'eterna seconda, Annina (interpretata da una scoppiettante Federica Bern- memorabile quando salta addosso a Pasqualino e lo sbaciucchia fino alla pancia senza staccarsi da lui). In mezzo alle due attrici compare la terza, Lucrezia (interpretata dalla bellissima Chiara Degani) la più giovane, che conosce bene come usare le sue armi seduttive e "sembra" riuscire in un primo momento a mettere ai suoi piedi sia il Conte che il Turco, l'uno a colpi di fruste sadomaso, il secondo con ammiccamenti e prepotenze da gran diva. Dall'altra parte il povero Maccario (interpretato da Massimo Grigò, irriconoscibile per il look da "sfigato") è lo sceneggiatore incompreso che dapprima, molto umilmente sembra accontentarsi anche di poco, per poi presentare il conto, e Carluccio (interpretato dallo strepitoso Antonino Iuorio) passa da momenti di sconforto a momenti di pura esaltazione sulle sue qualità, e salta dalla comicità al ballo, al canto improvvisato solo per convincere il Turco (interpretato dal bravo Nicola Rignanese, indimenticabile nello spogliarello e nelle sue performance arabeggianti) a prenderlo nel cast. Ogni tanto sul palco compare l'oste, (scusate, il locandiere!!!) Beltrame (interpretato da Peter Weyel) che oltre a litigare con Carluccio e far da ambasciatore al Conte, si diletta a ruotare clave circensi sul palco. In fondo diventare attore fa gola anche a lui. Interessante il personaggio del giocoliere che si rivolge direttamente al pubblico per chiedere conferma delle sue abilità. Fantastici i costumi volutamente colorati e pittoreschi, che donano alla storia un'aria grottesca ma poetica. Come poetico e nostalgico il finale con la passerella e la musica di 8 e 1/2 di Nino Rota, un cammeo felliniano.


Lo spettacolo non ti concede distrazioni, o attimi di calma. Gli attori sono instancabili nel correre da una parte all'altra salendo su vecchi bauli, comparendo e ritornando dalle quinte e riescono a trasmettere con una comicità genuina a tratti esilarante- aggiungendo anche parole in dialetto napoletano, veneto e toscano -  una realtà che invece fa riflettere veramente. Quanti compromessi si è disposti a barattare per un posto di rilievo? Ma poi, ne varrebbe la pena? O in fondo, è meglio accontentarsi? 

L'importante è che non manchi mai..l'hamburger!!! (cit.)

(Un piccolo assaggio dello spettacolo)

Un particolare ringraziamento ad Antonino per il suo invito, è stato molto piacevole passare una sera con te e i tuoi colleghi. Spero di poterti incontrare ancora, ovviamente ancora a teatro.

Come mi chiami tu.... Bartoletti!!! 


L'impresario delle Smirne sarà a Senigallia il 16 marzo, per seguire a Brescia dal 20 al 23 marzo.

L'impresario delle Smirne di Carlo Goldoni

Ali' - Nicola Rignanese
Carluccio - Antonino Iuorio
Lucrezia - Chiara Degani
Tognina - Valentina Sperlì
Annina - Federica Bern
Pasqualino - Alessandro Federico
Il Conte Lasca - Roberto Valerio
Maccario - Massimo Grigò
Beltrame - Peter Weyel