martedì 4 marzo 2014

Renzo Arbore: la nostra intervista in occasione del nuovo tour 2014.




Abbiamo raggiunto telefonicamente Renzo Arbore per un'intervista in previsione della sua prossima tournée.

Arbore ci ha detto che artisticamente manca da Londra da parecchio tempo, dal memorabile concerto al Royal Albert Hall nel 1995, di cui verranno proiettate alcune immagini come testimonianza prima del concerto nuovo al Barbican. Arbore ci ricorda che fu un concerto veramente epico preceduto dalla banda della Regina. 

L'Ufficio stampa ci ha comunicato che purtroppo il concerto al Barbican è stato annullato, ma ci saranno ugualmente le altre date del tour.

Arbore e la sua orchestra sono reduci dal successo Sanremese grazie alle due canzoni "Reginella" e "Comme facette mammeta", per la prima volta nella storia del Festival si e' visto il pubblico alzarsi in piedi, ballare, battere le mani e cantare. Questo successo si e' ripercosso in tutta Italia e fioccano le serate: ne stanno già facendo, e poi si inizierà  tournée che partirà proprio da Londra per poi a seguire con  10 giorni al Teatro Sistina di Roma, e Avellino, Bari, Gallipoli, Genova, Sorrento, Bergamo, Napoli. Dopo una breve pausa ci saranno altre date all'estero da Praga e altre località ancora da definire per la primavera e estate.


Cosa pensa di Londra, cosa porterebbe delle usanze inglesi in Italia e viceversa?
"Fortunatamente noi abbiamo l'eccellenza italiana che e' straordinaria, abbiamo le nostre aziende i nostri architetti e designers, i nostri artigiani, i nostri stilisti, i nostri gastronomi, tante cose e dobbiamo esportare di piu' queste cose. Purtroppo Londra e' troppo vicina perche' non arrivi l'eco dei nostri problemi economici, sociali, della politica. La politica non corrisponde all'immagine del nostro paese, il nostro paese e' ancora molto amato, lo dimostra l'accoglienza che ha avuto il film italiano La grande Bellezza. Purtroppo c'e' una differenza tra l'immagine di noi artisti, compreso la musica, il cinema il jazz e poi l'immagine politica che e' cosi scombinata legata a tanti problemi. 
Dovremmo imparare da Londra la grande democrazia europea, l'etica, cioe' quando uno viene sospettato di non essere onesto viene allontanato o si allontana finche' non si chiarisce la sua posizione. Dovremmo imparare che la vita non e' fatta di furbizie, il successo e' fatto di valori, di lavoro, di sudore. Naturalmente quello che possono imparare gli Inglesi da noi, come faceva Byron e tutti gli altri, venire nel nostro paese per imparare che cos'e' la civilta', che cosa e' stata la nostra storia, quali bellezze ci ha lasciato. Ci sono posti dove il turismo inglese in Italia e' molto serrato, come Sorrento ad esempio, sanno quali sono le citta' e i posti civili dove andare e godersi l'Italia. Naturalmente anche citta' come Firenze e tutte le citta' d'arte, questa e' la nostra grandissima forza, devono capirlo le istituzioni soprattutto, vediamo con questo nuovo Ministro dei Beni Culturali.

Lei e' un talent scout: dalle sue trasmissioni sono usciti personaggi oggi famosissimi, Benigni, Milly Carlucci, Nino Frassica, Bracardi e molti altri. Pensa che oggi siano validi i talent show per far emergere i giovani talenti, o meglio la gavetta, lo studio e molta determinazione?
"Che ci siano dei talenti che abbiamo la chance di uscire attraverso i talent show va bene, mi lamento un po' che non vengano estesi ad altre discipline dell'arte, cioe' talent show per pianisti, per musicisti, devono fare una fatica terribile per imporsi, oppure i gruppi rock, i gruppi come il mio, i gruppi di jazz, i talent sono riservati solamente ai cantanti per la solita dittatura degli ascolti, i cantanti interessano l'altra musica no. Pero' lo dico sempre, meglio i talent che i no talent, gli stessi reality a me non piacciono, all'inizio c'era un po' di televisione curiosa, adesso vedere le vicende di certi personaggi squallidi a me non interessa."


Quanto dai importanza hanno social network, il web?

"Piu' che una pagina facebook io ho un Channel renzoarborechannel.tv con cui per ora stiamo facendo praticantato pero' fra poco diventarà, spero, una rete da frequentare dove ci sarà repertorio di tv d'autore, antico e moderno, una specie di selezione della buona televisione che c'e' ancora malgrado tutto."

Io sono di Torino, ho letto che lei e' un tifoso granata ed un estimatore della città.
"Sono un tifoso granata, vengo sempre a Torino e' una delle città piu' vicine alla mia Orchestra, al Teatro Afieri ogni anno facciamo sempre il sold out, e' un fenomeno incredibile come il pubblico di Torino sia non solo di "terroni" ma proprio di "madamine" torinesi, hanno un debole per me! E io mi diverto moltissimo a fare musica per loro."

Il successo della musica napoletana all'estero da cosa dipende?
"Noi abbiamo un patrimonio musicale di canzoni napoletane ma anche italiane dovute a Modugno, a Battisti straordinarie che non sono destinate ad essere consumate come succede con le conzonette banali dell'estate, sono canzoni destinate a rimanere come opere, non si possono cancellare le opere di De Andre', di Dalla, sono opere destinate a sopravvivere anche a noi, ad essere studiate a scuola. Ancora non lo hanno capito bene le estituzioni, lo hanno capito pero' alcuni giornalisti che fanno citazioni cult. E la musica napoletana e' un bellissimo serbatoio di melodie che non ha nessuno al mondo."
 
Vi ricordiamo che venerdì 7 marzo Renzo Arbore sarà ospite della trasmissione di Enrico Brignano, Il meglio d'Italia in onda in prima serata su Rai 1.

Ringraziamo Renzo Arbore per la disponibilità e l'organizzazione TIJEvents.

Cristina Richiardi