mercoledì 30 aprile 2014

Purché finisca bene: la nostra recensione a Una Villa per due e La tempesta.





Il 21 aprile e il 28 aprile sono andati in onda rispettivamente "Una Villa per due" e "La Tempesta", ultimi due TV movie per il ciclo "Purché finisca bene" della Pepito Produzioni di Roma.

Entrambe hanno avuto un largo consenso di pubblico, al punto che tutto il ciclo ha battuto inesorabilmente il Grande Fratello sulla lunghezza delle cinque puntate.

Queste due ultime storie hanno un comun denominatore: l'ambizione di persone senza scrupoli che mettono in difficoltà i protagonisti nel raggiungimento dei loro obiettivi.



In Una villa per due è un arrogante uomo di successo (Stefano Santospago) che vuole impedire al simpatico Marcorè di realizzare la villetta dei sogni di maman e di conseguenza far fallire la piccola impresa edile di Morelli che la sta costruendo. Il "signore" si avvale dapprima del suo fascino amoroso sull'Assessore dell'ufficio Tecnico del Comune, una prosperosa e avvenente Donatella Finocchiaro che succube della relazione clandestina si presta a giochetti sporchi, poi passa alle minacce quando vede che ella comincia a ribellarsi alla situazione. A farne le spese l'ignaro avvocato di città, che preso nel mezzo dalla fidanzata pretenziosa e una mamma esigente, finisce per creare equivoci a non finire per far credere a tutti che le cose stanno procedendo a meraviglia. L'imprenditore Morelli, invece, con una bambina piccolissima, una moglie molto paziente, se la deve vedere tra alberi da spostare e ripiantare, da trafiggere con chiodi per rendere la loro fine impietosa, e gruppo di tangheri argentini che hanno preso cattive abitudini volte alla piccola truffa casalinga. Il tutto si svolge nella location bellissima della Valle di Ledro, fra montagne monumentali e valli incantate, dove l'amore ritorna a base di balli sensuali e ricordi nostalgici di tette formose. I dialoghi sono veloci, spiritosi, le gag assicurate. Bravissimi gli attori calati nel personaggi, dove si vede un Morelli lontano dallo stereotipo Coliandresco, ma finalmente umano in senso meno grottesco del personaggio di Lucarelli. Le donne della storia sono ben caratterizzate: l'Assessore è disillusa dall'amore, ma ancora pronta a trovarlo, la moglie dell'imprenditore (Camilla Filippi) conosce così bene il suo uomo da sopportare i suoi fallimenti, e le insicurezze. Un taglio giovane nella storia con protagonisti quarantenni.



Il cattivo di La Tempesta è il perfido Fantastichini, ormai abituato a masticare cinese mandarino al punto di sognare di vendere la Tognana, la famosa azienda di porcellane al richiedente dagli occhi a mandorla in cambio di una bel compenso da spendere per una barca a vela da sessanta metri. L'imprevisto della scomparsa, forse la morte, del proprietario, il rampollo di famiglia disperso in un malaugurato viaggio in Malesia, lo spinge ad abbindolare l'ignaro fratello, un "cazzaro" dedito alle belle donne dai nomi più variopinti e che non ha alcuna voglia di prendersi le sue responsabilità. Ma l'arrivo del temerario e introverso orfanello Natoli, adottato nel frattempo e piombato all'improvviso nella vita di Giovanni Scifoni, renderà tutto più incasinato e allo stesso aprirà gli occhi dell'inguaribile single. Nella storia anche una dolcissima Nicole Grimaudo che si offrirà volontaria di sposare Scifoni solo per dare una famiglia al bambino, abile guidatore di Porche e possibile fumatore incallito. Bepi, il padre di Nicole, interpretato da Nino Frassica, mostra al pubblico il personaggio dell'operaio serio e affezionato all'azienda, che ha tirato su quattro figli e che non si lascia prendere per il naso da nessuno. Anche qui le vicissitudini si susseguono a pieno ritmo, i dialoghi sono a tratti profondi e commoventi, e a tratti esilaranti e frizzanti, conferendo alla trama un mix di emozioni che il pubblico ha recepito senza difficoltà. Nessun momento "stanco", la storia ben ritmata, porta lo spettatore a tirare un sospiro di sollievo quando tutto finisce bene. La regia delle due storie è stata affidata a Fabrizio Costa, che non ha certo deluso le aspettative.

Purché finisca bene ha trovato consensi sia da parte del pubblico televisivo che sui social. Molti sperano in una seconda "serie". Gli attori scelti nelle diverse storie sono molto conosciuti, ma alcuni, come Giovanni Scifoni, si sono dimostrati delle vere sorprese, di bravura e professionalità.

Purché finisca bene ci voleva proprio nel palinsesto Rai, e il successo è meritato. Ringraziamo la Produzione Pepito e ci auguriamo di trovare nel piccolo schermo altre belle storie a lieto fine.


C.B.