mercoledì 21 maggio 2014

Ad occhi chiusi: intervista doppia a Chiara Ricci & Adelmo Togliani.



Oggi la nostra redazione intervista per voi Adelmo Togliani e Chiara Ricci per lo spettacolo "Ad occhi chiusi" che è in scena dal 15 al 25 Maggio a Roma.

Dopo Un matrimonio (qui la nostra video intervista), ancora insieme ma a teatro, per la trasposizione sperimentale di Ad occhi chiusi, tratto dal romanzo di Gianrico Carofiglio, che richiede la partecipazione attiva del pubblico che "sceglie" chi seguire materialmente on the road, nelle vie di Roma.



- Cosa vi aspettate dai vostri, se vogliamo chiamarli così, followers?

A: Tanta attenzione…è uno spettacolo che va seguito perché pieno di dettagli. E poi ci aspettiamo che si lascino trascinare e coinvolgere da questa follia.

C:  La parola chiave di questo spettacolo e' "viaggio". Il pubblico che sceglie di seguire uno dei tre filoni si ritrova coinvolto nel viaggio personale dei tre protagonisti...e vive la loro storia in profondità, anche grazie alla vicinanza con gli attori stessi. Ne vive i pensieri, le emozioni e si ritrova,  anche negli spostamenti, affianco (nel vero senso della parola) ai personaggi che vivono senza mai uscire dalla storia. Impossibile non farsi coinvolgere!!!

- Il concetto sembra ripreso dalle Web Series, dove il pubblico interagisce con la storia.

A: Il pubblico, come ho detto, devo solo lasciarsi trasportare in un vero e proprio viaggio. Per alcuni onirico, per altri crudo e reale…dipende dai punti di vista, appunto.
Come molti sanno infatti, lo spettacolo può essere visto, a scelta, attraverso gli occhi di uno solo dei tre protagonisti.

C:  E' sicuramente una formula nuova. Può spiazzare il pubblico, ma credo che questo sia esattamente quello che il regista Carlo Fineschi desideri provocare.



- Ritenete sia una formula azzardata ma fattibile, o temete che il pubblico possa sentirsi spaesato e in difficoltà di comprensione?


A: I nostri debutti confermano che il pubblico si trova perfettamente a suo agio in questa nuova forma di spettacolo dal vivo. Forse anche nei bandi comunali e regionali, dove viene spesso specificato che l’innovazione è uno di quegli aspetti cui ‘pare’ venga data grande importanza, dovrebbero inserire un articolo su questa formula di spettacolo. Ho visto bocciare cose geniali, forse se cambiassero proprio i requisiti alla base…certi format verrebbero percepiti in modo diverso e probabilmente accolti più facilmente, col beneficio di un fondo economico.

C:  Anche per me è un'esperienza nuova, ma dai commenti che stiamo ricevendo capisco che le persone hanno voglia proprio di questo: novità, originalità e trasporto emotivo.


Adelmo è un avvocato che si trova alle prese con un caso difficile di stalking e maltrattamento; Chiara è una suora apparentemente felice e sportiva, ma che nasconde un terribile segreto. 

-Come si siete approcciati ai due personaggi? Cosa c'è della vostra personalità?

A: Mi sono affidato al regista, Carlo Fineschi. Alla sua calma, quasi orientale. Sono partito da lì. Con Guerrieri - il mio personaggio - abbiamo in comune il sentirsi, in un momento particolare della vita, come dentro un frullatore. Un ostacolo che sembra superabile in modo semplice diventa mano a mano un tunnel inquietante. Farsi coinvolgere dagli eventi ed esserne vittima col proseguire della storia, è una di quelle caratteristiche che mi appassiona di più. Qui avviene questo, e spesso mi è accaduto anche nella vita reale.

C:  L'approccio con Suor Claudia e' stato subito di grande curiosità. La sua modalità così fredda di comunicare mi ha colpito molto....e grazie al regista ho capito come rendere fluide e organiche tutte le scene che vive nella storia. Suor Claudia mantiene sotto controllo le sue emozioni ed io che invece sono un vulcano emotivo ho avuto difficoltà proprio in questo senso.

Chiara insegnante di boxe cinese: credibile. Adelmo praticante di pugilato: poco credibile. 

- Siete tipi da "prendere a sberle" il prossimo che commette un'ingiustizia, o nella realtà siete diplomatici e preferite usare le parole?

A: Sono tendenzialmente diplomatico. E poi il mio personaggio….ha fatto solo un po’ di pugilato. Un po’!

C: Personalmente, mi ritengo una persona poco diplomatica....sono istintiva e spesso reagisco in modo impulsivo....insomma, sono un tipo da "sberle"!!!

I temi trattati sono attuali: stalking, crisi depressive, anoressia, suicidio. 

- Perchè proprio la scelta di argomenti non facili, duri, che entrano nel profondo? Per dare voce ad una realtà sociale? Perchè non invece una commedia?



A: La storia è molto bella. I personaggi lo sono altrettanto. Ma il format che poteva consentire di mettere in piedi l’intera vicenda - senza lasciare niente indietro - è l’aspetto più affascinante di questa avventura. Sullo spessore del tema e degli argomenti trattati, posso dire che non c’è modo per trasformare in commedia tutto questo. Anche io, pur avendo fatto tante cose brillanti, in momenti più ‘leggeri’ di Ad Occhi Chiusi mi trovo in imbarazzo, perché so cosa toccherà al pubblico di lì a poco.

C:  La scelta del testo e della soluzione con spostamenti e filoni incrociati e' stata del regista e del L'Albatro, la produzione che mi ha proposto questo personaggio. Credo che sia un testo forte e "necessario", soprattutto in questo momento!

Nel romanzo Guerrieri dice ad un certo punto : «Mi sentii triste e vecchio. Mi sentii come uno che guarda passare il tempo; come uno che guarda gli altri che cambiano, bene o male diventano grandi, se ne vanno. Fanno delle scelte. Mentre lui rimane sempre nello stesso posto, a fare le stesse cose, lasciando che sia il caso a decidere per lui. Uno che guarda passare la vita.»
- Voi come siete? Persone che lasciano decidere per voi, o combattete per raggiungere gli obiettivi? Quanto è importante credere in quello che si sta facendo e quando è il momento di lasciar perdere?

A: Ho sempre combattuto per i miei obiettivi. Ma c’è anche un momento in cui bisogna ‘allentare’. Che non vuol dire mollare, ovviamente. Durante lo spettacolo viene proprio spiegato questo aspetto. Evitare lo scontro, ma con strategia, per ottenere alla fine il massimo risultato. Si può lottare per qualcosa non necessariamente con armi tradizionali e quindi a viso aperto e a carte scoperte. Si possono ottenere grandi traguardi sapendo aspettare e cedendo alcune volte al destino e al prossimo.

C:  Sono da sempre una testarda cronica ma anche un'insicura. Mi scoraggio di fronte alle difficoltà, mi metto sempre in discussione ma se decido di andare fino in fondo non c'è ostacolo che possa fermarmi!!!

Dietro alla storia sembra esservi un messaggio importante: la giustizia alla fine trionfa.

- Siete ottimisti o pessimisti? Quale messaggio voi pensate di dare al vostro pubblico?


A: Ottimista e pessimista, a fasi alterne. Il messaggio che è stato colto mi piace sentirlo dal pubblico alla fine. Ognuno legge una storia diversa...

C:  I tre filoni hanno finali diversi. O meglio, i fatti ovviamente sono sempre gli stessi, ma i punti di vista dei singoli personaggi portano a conclusioni emotive diverse sia letteralmente che in senso metaforico. Credo che sia proprio questo il bello di questa idea folle!

Teatro, fiction, film: siete molto attivi su vari fronti, ma quale è la vostra zona di totale realizzazione in cui riuscite meglio ad esprimervi?



A: Dipende dalla situazione, dai colleghi, dal luogo, dal progetto. Quando la mia libertà espressiva non viene ostacolata io mi sento bene. E questo è indipendente dall’ambito lavorativo in cui mi muovo, che sia cinema, teatro o televisione.

C:  Io adoro il teatro. Da sempre. Adoro la preparazione del personaggio, le prove, l'alchimia che si crea con il gruppo ma soprattutto l'immediatezza delle emozioni e il flusso di energia con il pubblico. E' qualcosa di unico e incredibilmente stimolante! Non che non ami il set, ma a livello profondo, il teatro mi "riempie" di più...:-)

Una riflessione sul tema del maltrattamento.


- Cosa si può fare per sanare questa brutta "abitudine" di alcuni che non hanno rispetto degli altri?


A: Dalla mia posizione l’unica cosa che posso fare è parlarne attraverso questo spettacolo…il problema vero però sono le persone e la società. Non sono in grado di dare ulteriori risposte.

C:  Credo che questo tipo di ingiustizie ci sia sempre stato ma bisognerebbe sempre avere il coraggio di reagire e soprattutto di denunciare questi casi. Non vanno lasciati sotto silenzio, parlarne può forse aiutare a conoscere meglio l'argomento.

E per finire, dietro le quinte. Gli altri attori, il regista, lo staff.


- Come è stato lavorare con Carlo Fineschi, come sono state le prove? Siete affiatati? Cosa vi siete mangiati di buono durante le pause?


A: Fineschi è uno dei migliori registi con cui abbia mai lavorato. Non mi vergogno a dirlo. Preciso e pazzo al punto giusto. Soprattutto di una calma serafica…il mio opposto praticamente. Con il gruppo siamo molto affiatati. Il livello qualitativo, a mio parere, è molto alto. Chiara Ricci la conosco da una decina d’anni, ci siamo spesso incrociati in vari set ma non avevamo mai recitato assieme. C’è una stima reciproca che ci lega che si conferma ogni giorno. Un altro attore che ho avuto il piacere di scoprire in questo ‘viaggio’ è Camillo Ventola, il mio antagonista l’Avvocato Dellisanti. Lui non sa quanto sia bravo…non lo sa. Poi mi hai chiesto cosa abbiamo mangiato? Beh, se non c’era Camillo morivamo di fame. Che cuoco!

 C: Il clima durante le prove e' stato sempre incredibilmente sereno. Si è creato un feeling speciale tra tutti i componenti della compagnia....e questo non capita spesso! Grande professionalità , umiltà e aiuto reciproco. Carlo e' stato una grande guida in questo viaggio, preciso e disponibile, e, come direbbe Adelmo, molto zen!!!!:-)
 
Perché in scena portate un braccialetto celeste?

A: Perché insieme ai miei colleghi sosteniamo la campagna 100% Vacciniamoli tutti di UNICEF. Ogni sera a turno ci scambiamo il bracciale celeste con il campanellino per ricordare a tutti che ogni anno le vaccinazioni prevengono circa 2,5 milioni di morti infantili da difterite, tetano, pertosse e morbillo.

Ringraziamo Aldemo e Chiara per aver risposto alle nostre domande e vi invitiamo a Roma per vedere "Ad occhi chiusi".


Clara Bartoletti