mercoledì 29 ottobre 2014

Questo nostro amore 70, la sigla cantata da Nadeah




La sigla di Questo nostro amore 70 e' la canzone One way Lie di Nadeah, ringraziamo una nostra follower per l'informazione.




domenica 26 ottobre 2014

Comunicato stampa di Massimo Monaci in risposta alla conferenza stampa dei due terzi della Eliseo Immobiliare e del Sig. Barbareschi‏

Aggiornamento:
Le informazioni rilasciate oggi alla trasmissione "Domenica In" dal Sig. Luca Barbareschi intorno alle ore 18,00, nelle quali dichiara l'acquisto della gestione e dell'immobile del Teatro Eliseo, sono destituite di ogni fondamento.

Ci riserviamo di agire a tutela dei nostri diritti ed interessi in ogni sede legale.
La Direzione del Teatro Eliseo


Comumicato stampa del 25 ottobre 2014

In merito alle notizie uscite oggi, all’esito della conferenza stampa dei due terzi della Eliseo Immobiliare e del Sig. Barbareschi tenutasi all’Hotel D'Inghilterra, occorre precisare che:

- A oggi non esiste un accordo con Luca Barbareschi né per la cessione delle quote né per la gestione del teatro. Esistono tre proposte, formalizzate da Francesco Bellomo, da Goldenstar AM srl e da Casanova Spa che devono essere valutate dall’assemblea dei soci di Eliseo Immobiliare, che per prendere decisioni necessita della maggioranza dei quattro quinti delle quote (che sono suddivise tra i tre soci sostanzialmente paritetici) che non è stata mai convocata, nonostante le numerose richieste di convocazione formalizzate dallo scorso febbraio a oggi; le proposte devono rispettare 4 condizioni fondamentali (concordate il 13 ottobre tra le parti in sede prefettizia):o La tutela di tutti i lavoratori del teatro

o La garanzia della prosecuzione della stagione in corso senza ulteriori intralci nell’interesse degli abbonati, degli artisti, dei tecnici, delle compagnia e di tutti coloro che lavorano intorno al Teatro Eliseo

o Il mantenimento del contributo FUS che, data la situazione grave generata dallo sfratto, non è ancora stato assegnato

o Il rilascio dei locali “senza strappi”

-Le affermazioni di Carlo Eleuteri non corrispondono al vero in quanto lo sfratto è stato intimato quando il debito era ben inferiore al milione di Euro e in una situazione in cui si era proposto un accordo per il risarcimento del debito contratto a causa della grave crisi che aveva investito il teatro e di cui si è diffusamente parlato in tutte le sedi. Peraltro lo sfratto, atto gravissimo, fu intimato senza neanche informare il socio Vincenzo Monaci e l’Assemblea dei Soci e proditoriamente convalidato malgrado una nostra proposta di accordo di rientro e il versamento di circa il 50% del debito allora maturato.

La grave situazione attuale è stata generata da un continuo rimandare e alzare l’asticella delle richieste da parte di due terzi della Eliseo Immobiliare, cosa che ha provocato danni alla stagione e all’immagine del teatro. Un accordo si sarebbe potuto trovare già da molti mesi.

Prendiamo atto della proposta di Luca Barbareschi senza preclusioni e si prevede un incontro quanto prima, ma non si capisce il presupposto della conferenza stampa di oggi dato che un accordo, allo stato attuale, non c’è. D’altronde, se un accordo si fosse realmente trovato, forse la conferenza stampa di oggi si sarebbe svolta al Teatro Eliseo.




Massimo Monaci,




Direttore artistico Teatro Eliseo

giovedì 9 ottobre 2014

La dama velata il backstage

Backstage de La dama velata per la regia di Carmine Elia con Miriam Leone, Lino Guanciale, Jaime Olias, Andrea Bosca, Lucrezia Lante della Rovere e Mario Virgilio

domenica 5 ottobre 2014

Ad Occhi Chiusi, il teatro itinerante

Con Adelmo Togliani

La nostra redazione ha partecipato alla rappresentazione di "Ad Occhi Chiusi" nel filone dedicato all'avvocato Guerrieri nell'originale adattamento "a trois" di Carlo Fineschi.


Il romanzo di Carofiglio racconta una vicenda molto attuale, un caso di stalking ai danni di una giovane laureata ossessionata dall'ex fidanzato che tenta in ogni modo di prevaricarla e di riportarla a sè.
Fin qui sembra che venga in atto un'opera teatrale come le altre, ma invece l'originalità vuole che i filoni da "seguire" da parte del pubblico siano ben tre, da prenotarsi per un numero massimo di 36 persone a sera.

Quindi, venerdì sera, ultima data disponibile, io e Cristina ci siamo ritrovate in una strada di Roma, all'angolo di un bar, per prendere sia i biglietti ma sopratutto "posto" sulle auto guidate dagli attori stessi che in fila indiana hanno girato per le vie di Roma conducendoci dapprima al terzo piano di un palazzo, poi in un Istituto scolastico gestito dalle suore, e perfino in un complesso fieristico d'avanguardia, Il Maxxi. In questi locali si è svolta la storia, dove il pubblico ha partecipato emotivamente oltre che fisicamente, in quanto si è trovato praticamente vis a vis con gli attori. Attori che hanno messo gli occhi negli occhi, durante i monologhi, lasciandoci riflettere e mettendo anche in atto una sorta di "voglia di dire la mia" in certi momenti di alta tensione, specialmente nelle scene del tribunale.


Lo spettacolo è quindi impegnativo: non si può dire di stare in completo relax. Non trovi il classico sedile del cinema imbottito di rosso, dove il tuo compagno se preso da stanchezza può farsi un pisolino. No, il pubblico è partecipante attivo. Deve rispettare il silenzio, deve usare tutti i sensi e metterli all'erta: vedere quel particolare, notare quella parola, immaginare ascoltando certe musiche o certe frasi che escono da un Cd, deve origliare le telefonate, deve immedesimarsi durante l'arresto del colpevole, deve sentire la polizia che ti spinge, giù sulle scale. Dove in quella stanza... tutto può essere successo.


Volutamente non ho letto il libro da cui è stato tratto lo spettacolo: a me piace essere sorpresa. Se il pubblico deve immedesimarsi, meglio essere all'oscuro della storia e lasciarmi trascinare, senza lasciarmi invece influenzare dal testo scritto. Quindi da non lettrice, il prodotto è stato vincente. Ho compreso esattamente cosa stava succedendo e gli stati d'animo dei protagonisti. Chiara Ricci nel ruolo di Suor Claudia e Adelmo Togliani nel ruolo dell'avvocato Guerrieri riescono a coinvolgere gli spettatori grazie alla loro abilità di immedesimazione. Chiara Ricci è spietatamente dura con se stessa, e difende con le unghie e coi i denti la giovane Martina Fumai, e sopratutto la bambina Angela che ancora ha bisogno d'amore dentro di sè. In psicologia si dice che teniamo dentro di noi il bambino che eravamo, e lo proteggiamo da quello che ha subito nell'infanzia. Però si dice anche che quel bambino NON soffrirà più, che il passato è passato. E suor Claudia comprende questa importanza di chiudere con un passato doloroso solo adesso. Si rivelerà agli altri in piena onesta, senza mistificarsi: sarà d'ora in poi Claudia. E "Angela" è solo un ricordo.


Sia Adelmo che il barbuto Camillo Ventola  sono credibili nel loro ruolo e riescono a dare "concretezza" a ciò che succede nei tribunali a proposito delle cause di stalking e maltrattamenti. La legge permette di aggirare le evidenze: i risultati di un processo dipendono molto di più dalla capacità dell'oratoria legale che dei fatti concreti. Adelmo è rabbioso, fragile, e determinato, spaventato ma coraggioso. E' la metafora di quello che siamo: sempre in conflitto con quello che è giusto fare, quello che è un dovere fare, quello che si fa per compromesso.


Bravi anche la PM Valeria Mafera, il giudice Roberto Allegrucci, la vittima Sara Allegrucci e il presunto colpevole Matteo Bolognese.


Alla fine della rappresentazione si dovrebbe applaudire. Ma tanta è la tensione, e il coinvolgimento che non si ha "il coraggio" di spezzare l'atmosfera resa quasi densa di emozioni con il gesto classico del battere le mani. Si rimane quasi soffocati dalla tensione, ed è solo il monologo dell'avvocato Guerrieri a ridare "ossigeno". Nonostante il lancio con il paracadute...


Clara Bartoletti