sabato 28 febbraio 2015

Willwoosh & Co. brindano ad un futuro “Baciato dal sole”



 Si sono concluse con una festa in grande stile nel teatro 8 degli Studi De Paolis di via Tiburtina, le riprese della fiction  “Baciato dal sole”, protagonista Gugliemo Scilla – fenomeno del web con lo pseudonimo di Willwoosh – insieme a Barbora Bobulova, Giuseppe Zeno, Nina Torresi, Lorena Cacciatore, Luigi Di Fiore e tanti altri in onda su Rai 1 in prima serata nella prossima stagione televisiva.

Musica ad alto volume e via vai di champagne e sangria per accompagnare le note dei dj che hanno scatenato gli attori del cast, la gigantesca troupe che ha lavorato per ben cinque mesi di riprese e i produttori Agostino e Maria Grazia Saccà patron della “Pepito” che ha realizzato il progetto.

Tante risate e anche qualche lacrima di commozione quando a metà serata la musica si è fermata per dare spazio ad un montaggio di backstage su maxi schermo che ha raccontato  scherzi e tensioni, abbracci e sguardi cupi, stanchezza e soddisfazione di un enorme gruppo di lavoro che ha dovuto convivere da settembre dello scorso anno viaggiando dalla Puglia a Roma e fino in Inghilterra per realizzare un prodotto che si annuncia mastodontico.

E' seguito un breve discorso dell'amministratore unico di Pepito Produzioni, Agostino Saccà che ha dichiarato: “Abbiamo messo in piedi qualcosa di ancora inesplorato nel panorama italiano, perchè per la prima volta raccontiamo in una fiction le dinamiche del varietà televisivo e per descriverle abbiamo creato realmente due programmi che vedremo nel corso della storia, sostanzialmente una tv nella tv.
Devo ringraziare il Direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta, per aver creduto in un progetto ambizioso e innovativo come questo e sono fiero del lavoro svolto da tutto il cast e in particolare da Guglielmo che si è lasciato traghettare dal mondo del web a quello della tv generalista restando però fedele a se stesso e diventando qualcosa di più che sarà il vero regalo ai suoi fan e agli spettatori”.
 
Non poteva mancare la maxi torta che ha riunito tutti per brindare e augurarsi il meglio per “Baciato da sole” prima di lasciarsi trasportare dalla musica fino a notte fonda.


Roma, 28 febbraio 2015






giovedì 26 febbraio 2015

Noi e la Giulia: siamo tutti falliti.

Per completare la terna sui film che trasmigrano dalla città alla campagna non poteva mancare Noi e la Giulia di Edoardo Leo, tratto dal romanzo “Giulia 1300 e altri miracoli” di Fabio Bartolomei, storia spassosa e ricca di gag esilaranti. Ci troviamo di fronte ad una commedia tratta da un romanzo di successo e Edoardo Leo riesce bene ad amalgamare i protagonisti, un manipolo di "soci per caso" che si ritrovano a dover rimettere in piedi e gestire un agriturismo sperduto nelle campagne del sud.

I tre soci sono dei falliti a tutti gli effetti: Fausto (Edoardo Leo) fa le televendite di orologi patacca in una TV locale e si crede figo come Corona ai bei tempi, Diego (Luca Argentero) è un frustratissimo venditore di auto di lusso in un concessionario, odia il suo lavoro e ha l'aria da bravo ragazzo alias sfigato; Claudio (Stefano Fresi) gestisce una gastronomia storica di famiglia dai tempi di Esaù ma è costretto a vendere il negozio per incapacità ed è pure in rotta di fallimento con il matrimonio con la moglie (Georgia Lepore).

L'incipit quindi può essere apparentemente banale: é l'incontro casuale di tre scappati di casa, con pochi soldi e con tanti sogni e voglia di fare, tanto per cambiare in fuga dalla crisi economica italiana. Ma per fortuna la vicenda non si svolge come qualcuno si aspetterebbe. I tre sono alle prese con un water da riparare e una buca dove infilare una piscina, contano gli spiccioli per gli interventi di ristrutturazione e intanto si svolgono i dialoghi fra di loro, mettendo in luce le diverse personalità. Stefano Fresi è un insicuro, bravissimo nel ruolo di quello che ha sempre paura di mettersi nei guai; Edoardo Leo è uno spaccone convinto di avere mille amici - anche famosi! - sparsi per il mondo in realtà è un disgraziato che ne ha combinate troppe e quindi gli amici gli hanno voltato le spalle; Luca Argentero è di animo sensibile e docile.

Per fortuna loro entra nella storia il comunista. Sergio (Claudio Amendola), barba e sguardo truce, pendente nei confronti di Edoardo Leo per una cospicua somma di denaro, irrompe nell'agriturismo organizzando le operazioni come un maresciallo. E' un temerario, la spassosa macchietta del comunista incallito, tutto falce, martello, rivoluzione, portatore sano di  pensiero di cooperazione e di fratellanza comune. Oltre a mettere tutti in riga, salva il gruppo da un pericoloso camorrista, Vito (Carlo Buccirosso), che viene a minacciarli per il pagamento del pizzo. Amendola fra pugni e martellate sventa l'estorsione e ficca nella cantina il malcapitato mafioso e i suoi due sgherri capitati in motorino.

A questo punto entra in scena la protagonista del film: l'automobile d'epoca Giulia 1300, con lo stereo e la batteria nuovi di pacca. Il gruppo, neofita di sequestri ma motivati da Amendola che incita l'avanposto di resistenza civile, nasconde la macchina nella buca della piscina. Ad aiutarli arriva anche un extracomunitario e i suoi amici, un uomo che viene dal Ghana che suscita sentimenti contrastanti. Il comunista lo considera un suo pari, Edoardo Leo lo insulta in quanto diffidente nei confronti delle altre nazionalità che non siano italiani veri. 

Le gag si succedono in modo esilarante, la banda improvvisata di gestori di locali deve vedersela anche con i sequestrati che ovviamente vogliono dire la loro e nel frattempo arriva pure Elisa (Anna Foglietta), incinta, punkettara, svampita, toscana con tanta voglia di preparare manicaretti e passare la scopa sui pavimenti sporchi. La Giulia, dal canto suo, (scusate il gioco di parole) canta dal sottosuolo Mozart e Beethoveen, creando un'atmosfera surreale e trasognante. Nonostante i pasticci il locale sembra piacere. Sul posto arrivano i vigili a certificare l'idoneità del locale in cambio di un TV al plasma (che  starebbe bene in salotto),  i carabinieri in cerca del camorrista scomparso e i primi clienti entusiasti nel panorama, dei servizi, della musica di sottofondo di Giulia e dei piatti alla Masterchef della Foglietta

Il finale dove tutti si dichiarano falliti ma brindano al successo dell'inaspettata riuscita della bislacca società, lascia il posto ad una conclusione diversa dal lieto fine a cui siamo abituati. E' un happy end che suscita riflessioni, attraverso le parole di Luca Argentero, dove si percepisce la volontà di non lasciare nulla di intentato e che in fondo l'amicizia è la cosa più importante che possa capitare nella vita. 

Ottimo il cast, tutti molto bravi e un bravo anche ad Edoardo Leo che si conferma un regista vivace che sa "smussare" i cliché dei personaggi in modo piacevole, senza ritorcere su se stesso le ovvietà che altrove abbiamo trovato. 

Pertanto noi di Break Up press News lo consigliamo vivamente: ridere mette buon sangue ed è questo il tipo di intrattenimento che piace al pubblico. 
Nonostante la fumaggine sugli ulivi e uno scooter che ormai non partirà più...

CB

mercoledì 25 febbraio 2015

Si accettano miracoli: quando i protagonisti sono i bambini.

Vista la tendenza di questi ultimi tempi di raccontare storie di città che finiscono in campagna e dopo la valutazione personale di Sei mai stata sulla luna? di Paolo Genovese, Break Up Press News oggi racconta le impressioni di Si accettano miracoli regia di Alessandro Siani. Il cast è composto da attori bravi e conosciuti al pubblico:  Alessandro Siani, Fabio De Luigi, Serena Autieri, Ana Caterina Morariu, Giovanni EspositoGiacomo Rizzo, Paolo Triestino, Maria Del Monte.

Siani è sia  regista che il protagonista della storia ed è affiancato dal fratello prete Don Germano (Fabio De Luigi). La trama ricalca scene già viste: Fulvio (Alessandro Siani) è un tagliatore di teste di un'importante società di Napoli, il cui compito è licenziare senza pietà i suoi collaboratori, finché la malasorte lo colpisce direttamente, diventando anch'esso un disoccupato a tutti gli effetti. Arrabbiato, colpisce con una testata il suo direttore e per questo finisce agli arresti. La cauzione la paga il fratello prete che lo accoglie nella sua scalcinata parrocchia di paese dove si occupa di quattro vecchiette affezionate alla Messa e di un gruppo di orfanelli scatenati che ricordano le simpatiche canaglie.

Probabilmente il regista per dar importanza all'atmosfera romantica e retrò della commedia, veste tutti gli attori con abiti non particolarmente moderni. Non si vede un paio di jeans, né minigonne ma leggiadri abitini a fiori per Serena Autieri - munita anche di scialletto anteguerra - e per Ana Caterina Morariu che interpreta Chiara una ragazza cieca; gli uomini indossano pantaloni con pences color tabacco, cappellacci e bretelle. Il tutto inserito in un paesino polveroso ricorda il set dei film western di Sergio Leone.

Fin qui tutto negli standard, quasi che i film italiani non propriamente dei cinepanettoni debbano contenere delle scalette obbligate: scene di città, paesino dei primi del novecento, ragazzini poco credibili che giocano come negli anni settanta e non hanno videogiochi né android a portata di mano e condimento di scenari surreali che poco hanno di veritiero. Ovviamente essendo italiani non poteva mancare il lato cristiano: come per Sei mai stato sulla luna con funerale pseudo tecno, qui è la statua del santo (San Tommaso) che inizia a lacrimare. Questa straordinaria novità mette in circolo il paese addormentato: via la polvere, via ai gadgets con tanto di autografo del Santo, feste corali e miracoli che arrivano senza problemi. Persino la povera Adele Canfora (Serena Autieri) rimane incinta del marito bruttone e sterile Vittorio (bravissimo Giovanni Esposito), quando in realtà trattasi di una fecondazione rock' a billy del cantante rap - un incrocio fra Little Tony e Fedez - che le fa battere il cuore. 

I bambini combinano molti pasticci e sono molto bravi a recitare. La morale l'ho interpretata come un ritorno ai giochi dell'innocenza e una riscoperta della vita all'aria aperta possibilmente comunicando con gli altri senza l'uso di sms e internet. Fulvio ovviamente si innamora della bella Chiara (Ana Caterina Morariu) che, pervasa dall'entusiasmo mistico proveniente dalla statua miracolosa, chiede la grazia a San Tommaso. Ritrovare la vista, rivedere i luoghi cari dell'infanzia - bella la fotografia girata sulla Costiera Amalfitana - sarebbe un dono bellissimo, ed è qui che Alessandro Siani confessa l'inganno. Le lacrime sono finte, il suo è stato solo un escamotage per ridare speranza e lustro ai suoi amici che erano sconfitti dalle abitudini e anche un mezzuccio per raccattare due euro, tecniche da buon italiano prototipo.

Il finale pirotecnico nel vero senso della parola, con balli e fuochi d'artificio ricorda ancora una volta gli standard del film italiano. Ancora non riesco a capire perché ogni film debba contenere un finale o un intramezzo corale con tanto di balli e canzoni tipiche, che servono quasi a riempimento. Sto sospettando che sia un cliché che insegnano alla scuola di cinematografia. Come ogni storia che finisce bene, vi è una confessione finale dei peccati dei protagonisti e la morale sembra che sia la stessa: si può vivere felici anche senza fare il manager e guadagnare euro a palate. Anche se tutto ciò svilisce la realtà perché al giorno d'oggi se vai a fare il contadino o il barbiere di paese non è che si viva poi così felicemente. 
Questo però sembra essere un messaggio condiviso dalla maggior parte dei registi e produttori italiani, che lanciano un messaggio di serenità a buon mercato. Essendo però una commedia non possiamo neppure stare a guardare il pelo e accontentiamoci di cosa passa il convento.
Il film comunque risulta gradevole, senza eccessi. La storia è pulita e mette in luce almeno la bontà d'animo e l'aspetto psicologico di alcuni personaggi. Non ce la sentiamo di impalmarlo ma neppure di massacrarlo: un film per famiglie, che in qualche momento ha strappato anche qualche risata genuina.

CB 

Safari Live - Work in Progress, Teatro Tordinona Roma

SAFARI




Dal cortometraggio alla performance live, passando, come sempre, per la rivolta.

Sycamore T. Company
presenta

Safari Live - Work in Progress
un progetto di Emanuela Liverani
Da martedì 24 a domenica 29 marzo 2015
h 21 (domenica h 18)
Teatro Tordinona - Sala Strasberg
Via degli Acquasparta, 16 - Roma

In un tempo di indifferenze, un uomo racconta come e perché è diventato il Cacciatore, guidandoci passo dopo passo all'interno del sentiero che lo ha condotto nel luogo in cui ora vive, la jungla (con la j salgariana), da cui parte e torna quotidianamente per ingaggiare l'eterna lotta contro i suoi nemici, i sopraffattori. Convinto di essere solo, si accorge che nella jungla vive, per gli stessi motivi e con le stesse modalità, una Donna. Il loro incontro sospende la convinzione di essere soli e muovendosi tra passato e presente, tra digressioni e citazioni, danno forma a ciò che li ha condotti in quello spazio, il limite oltre il quale prende forma la rivolta.
Oggi, finalmente, la rivolta prende forma, vita, luci, suoni e colori al Teatro Tordinona di Roma, dal 24 al 29 marzo 2015.
Il progetto Safari Live – Work in progress è lo spin-off di un cortometraggio in via di realizzazione e di quest’ultimo porta con sè il tema, alcuni brani, suggestioni. Da qui il motivo per cui Emanuela Liverani ha scelto di definirlo “Live”. Essendo, però, del tutto autonomo dalla sceneggiatura del cortometraggio, ne completa l'idea di base, le molteplici suggestioni (letterarie, fotografiche, cinematografiche, teatrali, musicali) e quello che potremmo chiamare il “dietro le quinte”.
Pur avendo una scrittura di base molto rigida, Safari Live ha una forma e un contenuto sempre aperti, in linea con il tema che narra - la rivolta - motivo per cui a ogni messa in scena possono corrispondere modifiche del testo, nuovi personaggi, video, foto, suoni, musica, persino partecipazioni “dell'ultima ora” pensati come sviluppo di quella precedente. Questo il motivo del work in progress.
Una prima prova aperta, in forma ridotta, è andata in scena a Roma, il 15 marzo 2014, grazie al Teatro Bipop Zaccaria Verucci in uno spazio alla periferia della città. Da quel momento, Safari Live – work in progress è realizzato in collaborazione con loro.

Ogni suggerimento è offerto gentilmente da: A. Camus, E. Salgari, J. Steinbeck, W. Evans, i tumbleweed, le persone che ogni giorno dicono no, quelle che ancora lo devono dire e quelle che vorrebbero farlo ma non sanno da dove cominciare.

Personaggi e Interpreti
Gabriele Sabatini - Il Cacciatore
Emilia Scarpati Fanetti - La Donna
e con l'amichevole partecipazione audio di Luciano Curreli
                                                                    
Tecnico luci e audio/video: Martin E. Palma
(audio/video in collaborazione con Francesca Spinozzi
Riprese video e disegno luci: Giuseppe “Beppe” Gallo
Montaggio video: Federico Greco
Costruzioni sonore: Emanuela Cotellessa
Aiuto regia: Francesca Spinozzi
Scritto e diretto da: Emanuela Liverani
Si ringrazia Pierpaolo Verdecchi per il contributo fotografico.
Safari Live - Work in Progress è realizzato in collaborazione con il Teatro Bipop Zaccaria Verrucci

martedì 17 febbraio 2015

Sei mai stata sulla luna: un film del cavolo.

Sei mai stata sulla luna?  si può riassumere con "al contadino non far sapere quant'è bona la blogger con le pere", anche se i protagonisti sono i cavoli.

Cominciamo da qui: il film di Genovese, uscito a gennaio, è liberamente tratto da Amour Vache del 2009 e diciamolo, pure liberamente ispirato da Un'ottima annata del 2006 di Ridley Scott. E' il mix dei film precedenti che dà vita a Sei mai stata sulla luna?. C'è un funerale anziché un matrimonio, c'è una blogger strafighissima che viaggia in Maserati invece del cinico uomo d'affari, c'è la sede di Marie Claire anziché gli uffici megagalattici di Bloomberg. Insomma lo spettatore non deve neppure sforzarsi di seguire gli eventi: li ha visti e rivisti. 

Ma arriviamo all'avvincente trama: la blogger multilingue eredita una masseria in Puglia. Da Parigi vola per constatare di persona l'entità del malloppo e la cosa la disturba. Ci sono troppi animali, scorpioni, topi, conigli, oche, capre, api, mucche e pericolosissime galline. Tutto da governare. Le proviene dal mondo patinato dell'alta moda e dei servizi fotografici, delle copertine e delle modelle: non c'entra un cavolo.

Appena arrivata in paese ( e qui bisogna sapere che la location è rimasta al 1950, con il bar che somministra Cynar e limonate), una musichina alla Sergio Leone l'accoglie. Dopo un veloce sopralluogo della masseria e dopo l'incontro con Pino (Neri Marcorè che fa il cugino autistico), lei viene approcciata dal contadino Bova. Dopo una sbicchierata che passa dal vino rosso al mojito (ma non servivano limonate???) e cocktail colorati e forniti di cannuccia e ciliegina, i due finiscono a letto. Cioé: dopo diciotto minuti di film, dove Bova è "comparso" in tutto due minuti scarsi, in questi due minuti di hard core improvvisando diversi modi di cuccaggio (non si capisce cosa stiano facendo, tanto le scene sono disordinate e veloci!) lui la conquista e la porta in masseria per....
Diciamo che la banalità della donna di città che si lascia andare al contadino ruspante è leggenda. E Genovese ce la infila senza cavoli. 
Dopo l'avventura lei dimentica le mutande sul tavolo di cucina, che vengono ritrovate dal figlio di Bova (poverino, è orfano di madre!) che le mostra alla Solari facendo capire cosa sia successo. La blogger non batte ciglio e si infila le mutande giusto in tempo perché sta arrivando il fidanzato (Sermonti) da Milano. 

Veramente un climax grandioso, non c'è che dire.

Il fidanzato, il cinico Sermonti, dicevamo, è un tipo senza scrupoli che tradisce la protagonista (pan per focaccia?) e che è ossessionato dal fisco. Ma non dimentichiamo che Bova è fidanzato (per dire) con una veterinaria che però è sposata con figli. Insomma: l'amore è una cosa meravigliosa, ma col cavolo. Tutti i personaggi han problemi d'amore e quindi la domanda sorge spontanea: cosa può succedere di sconvolgente in questa incredibile storia?

Un cavolo. 
(Manco la promessa di vedere questa famigerata valle dove sembra di stare sulla luna, accade!). E non ci sono riprese della campagna pugliese: tutto si svolge al bar, alla masseria, al tavolo della masseria, nella camera della masseria. Il bagno? 

Succede che tutti sono felici e contenti e (udite udite) c'è un inaspettato finale. Da brividi. Per leggere il finale cliccare sul bottone SHOW

La blogger non va a vivere in Puglia. Eh già, è Bova che compra un bateux sulla Senna e ci coltiva cavoli. Si, avete letto bene. Così stanno vicini vicini, lei gira in bici fra Paris Alta Moda e la Senna e lui ammuffisce sul fiume coltivando ortaggi di qualità. Si, la qualità del cavolo.



Adesso voglio dire cosa son state le cose banali che mi hanno colpito, alcune sono a livello agricolo. Immagino che nessun sceneggiatore né il regista di questo film abbiano mai portato al pascolo le mucche. Le mucche corrono da ogni parte e non stanno lì a giornate a favore di telecamera. Il campanaccio (orribile, cit. Solari) serve per rintracciarle. Le galline non occorre prenderle e sbatterle dietro un recinto: le galline sono intelligenti e all'ora del crepuscolo entrano nel pollaio da sole. I conigli stanno nelle conigliere: non finiscono per caso nei letti. Gli scorpioni di Nardò paiono usciti da Jurassik Park o da Indiana Jones. Le mucche non si fanno mungere dal primo che capita: se le mungi male ti becchi anche un'incornata. La vita di campagna non è raccogliere un cavolo o affumicare un'arnia che fa fico con la tuta tipo Samantha Cristoforetti, ma lavorare sodo. La raccolta dell'erba medica o del grano in estate è un lavoro estenuante. Il fieno non deve marcire, deve essere costantemente ossigenato perché non diventi tossico  e non faccia male agli animali. Ma Bova fa solo due sforzi epici: spostare con le braccia la Jeep e sollevare una cassetta di pomodori. Anche se sfogliare un cavolo rimane il suo gesto preferito. Banalità è il funerale con Liz Solari in versione Colazione da Tiffany dove Genovese viene rapito da momenti mistici "sacri e profani" radical chic e sovrappone immagini sacre del funerale a visioni eteree di modelle seminude che ondeggiano incenso con il sottofondo gregoriano di una canzone degli Enigma. Sa un pò di effetto acido da trip e non c'azzecca un cavolo proprio con la storiella melensa. O forse è stato un momento di outing spirituale? Cosa voleva comunicare Genovese? Mistero della fede, proprio.

Gli attori: (pagella senza voti)
Bravo Frassica (poco valorizzato, sembrava una roba un pò da pubblicità da minestrone Findus). Peccato.
Bravo Marcorè, anche se la parte dell'autistico lo avevamo già visto in una fiction Rai. 
Bravi Impacciatore, Solfrizzi, Sermonti, Abbrescia, Rubini: tutti nella parte, anche se le loro storie non sono state valorizzate come la principale. Ci voleva più spazio.
Solari: ma come porta bene i vestiti, questa, eh? 
Bova: una barba non fa contadino. Diciamo che non ci è pervenuto: se avesse trovato un prezioso reperto Ming al posto del cavolo la sua espressione sarebbe stata uguale.

Conclusione:
Gli abiti di Blue Marine e Antonio Riva sono strepitosi. L'unica parte del film che mi è piaciuta. E' stato l'unico modo per rendere onore al made in Italy. Perché un filmino così insipido ce lo potevano risparmiare. 
Perché se la storia non sa di un cavolo, col cavolo che lo andiamo a vedere!

CB

Londra - Cinema Made In Italy dal 5 al 9 Marzo 2015

Cinema Made In Italy
Make way for Italian cinema: 5 – 9 March 2015
“La Mafia uccide solo d'estate” di Pierfrancesco Diliberto aka Pif

Londra - Cinema Made in Italy torna dal 5 al 9 marzo, Ciné Lumière celebra la quinta edizione del festival del cinema italiano a Londra. Per gli appassionati di cinema italiani questo evento annuale  di cinque giorni mette in mostra le recenti migliori produzioni del nostro cinema. Ancora una volta, il programma ricco e variegato di quest'anno promette di deliziare e coinvolgere gli spettatori, con film di registi affermati e nuovi. Come negli anni precedenti, le proiezioni saranno seguite da incontri con registi e attori, consentendo la partecipazione del pubblico.

Il programma del 2015 offre qualcosa per tutti, il Festival si aprirà con Torneranno i Prati del regista Ermanno Olmi, che si posiziona come uno dei migliori d'Italia. Un ricordo struggente ed evocativo dei soldati italiani che hanno perso la vita sul fronte nord-orientale durante la Prima Guerra Mondiale, il film dovrebbe essere proiettato durante una serata speciale del Festival di Berlino di quest'anno.

Un altro titolo da non perdere è la commedia tagliente Buoni a nulla, di Gianni Di Gregorio, meglio conosciuto per aver diretto il successo internazionale Pranzo di Ferragosto e che ha anche collaborato alla sceneggiatura di Gomorra di Matteo Garrone. Il duo all'avanguardia Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni, aka Masbedo ci presenta The Lack, un lavoro altamente innovativo che è stato presentato al Festival di Venezia lo scorso anno come un evento speciale nella sezione Venice Days. Un altro punto forte di quest'edizione è senza dubbio La mafia uccide solo in estate di Pierfrancesco Diliberto aka Pif, un punto di vista comico sull'influenza della mafia nella vita nella moderna Sicilia, che ha vinto il Best European Award Commedy al  European Film Awards 2014.

Cinema Made in Italy è organizzato da Istituto Luce - dipartimento promozionale di Cinecittà a Roma (Filmitalia). Il programma di quest'anno comprende nove lungometraggi e un breve antologia 9x10 Novanta. Otto titoli sono stati scelti dal critico cinematografico e organizzatore del festival Maurizio Di Rienzo, e due film sono stati selezionati da Adrian Wootton, CEO di Film London. Per ulteriori dettagli su Istituto Luce - Cinecittà, si prega di visitare il sito: www.filmitalia.org.

Cinema Made in Italy will be back from 5 – 9 March, as Ciné Lumière celebrates the fifth edition of London’s favourite Italian film festival. Italian cinema aficionados can look forward to another bumper crop, as this five day annual event showcases the best recent Italian productions. Once again, this year’s rich and diverse programme promises to delight and engage viewers, with films by established and new directors alike. As in previous years, screenings will be followed by Q&As with visiting filmmakers, allowing for audience participation and vibrant exchange.

The 2015 line-up offers something for everyone, and the Festival will open with Greenery Will Bloom Again by the renowned film-maker Ermanno Olmi, who ranks as one of Italy’s finest.  A poignant and evocative reminder of the Italian soldiers who lost their lives on the North-Eastern front during WW1, the film is due to be shown at a special gala screening at this year’s Berlin International Film Festival.

Another title not to be missed is the sharp-witted comedy Good for Nothing, by Gianni Di Gregorio, best known for directing the international arthouse hit Mid-August Lunch, and who also collaborated on the screenplay for Matteo Garrone’s Gomorrah. The cutting edge video art duo Nicolò Massazza and Iacopo Bedogni, aka Masbedo bring us The Lack, a highly innovative work which was screened at last year’s Venice Film Festival as a special event within the Venice Days section. One of this year’s other highlights is undoubtedly The Mafia Kills Only in Summer by Pierfrancesco Diliberto aka Pif, a comic take on the mob’s influence on life in modern day Sicily, which won Best European Comedy Award at the 2014 European Film Awards.

Cinema Made in Italy is organised by Istituto Luce - Cinecittà’s promotional department in Rome (Filmitalia). This year’s line-up includes nine feature films and the short film anthology 9x10 Novanta. Eight titles were chosen by the film critic and festival programmer Maurizio Di Rienzo, and two films were selected by Adrian Wootton, CEO of Film London. For further details on Istituto Luce - Cinecittà, please go to: www.filmitalia.org.





VENUE AND BOX OFFICE INFORMATION
Screenings: 5 – 9 March 2015
Ciné Lumière : 17 Queensbury Place, London SW7 2DT, T +44 (0)20 7871 3515
Tickets: £10-12 plus booking fee
Full programme and booking details: http://www.institut-francais.org.uk/cinema-made-in-italy/

Twitter: @CinemaMadeinIt


SCREENING PROGRAMME


Thursday 5th March
6.30pm Greenery Will Bloom Again 80 mins
Q&A with Alessandro Sperduti (actor)
 
8.50pm 9x10 NOVANTA 90 mins

Friday 6th March
6.30pm Perfidia 103 mins
Q&A with Bonifacio Angius (director)

8.50pm The Ice Forest 99 mins
Q&A with Claudio Noce (director)

Saturday 7th March
6.30pm The Mafia Kills Only in Summer 90 mins
Q&A with Pierfrancesco Diliberto aka Pif (director) and Michele Astori (screenwriter)

8.50pm Quiet Bliss 130 mins
Q&A with Edoardo Winspeare (director) and Celeste Casciaro (actress)

Sunday 8th March
6.15pm Good For Nothing 87 mins
Q&A with Valentina Lodovini (actress)

8.30pm Darker than Midnight 98 mins
Q&A with Sebastiano Riso (director)

Monday 9th March
6.30pm So Far So Good 80 mins
Q&A with Roan Johnson (director)

8.30pm The Lack 76 mins
Q&A with Iacopo Bedogni and Nicolò Massazza aka Masbedo (directors)

LINE-UP FOR CINEMA MADE IN ITALY 2015
GREENERY WILL BLOOM AGAIN (Torneranno i Prati)
Director: Ermanno Olmi – 80 mins
Cast: Claudio SantamariaAlessandro SperdutiFrancesco FormichettiAndrea Di MariaCamillo GrassiNiccolò SenniDomenico BenettiAndrea BenettiCarlo Stefani,Niccolò TredeseFranz StefaniAndrea FrigoIgor Pistollato, Giorgio Vellar, Roberto Rigoni Stern, Davide Rigoni, Sam Ursida, Francesco Nardelli, Brais Vallarin

Siamo sul fronte Nord-Est, dopo gli ultimi sanguinosi scontri del 1917 sugli Altipiani. Nel film il racconto si svolge nel tempo di una sola nottata. Gli accadimenti si susseguono sempre imprevedibili: a volte sono lunghe attese dove la paura ti fa contare, attimo dopo attimo, fino al momento che toccherà anche a te. Tanto che la pace della montagna diventa un luogo dove si muore. Tutto ciò che si narra in questo film è realmente accaduto.

In Greenery Will Bloom Again we are transported back to the Asiago plateau, 1800 metres above sea level, during the winter of 1917. Surrounded by snow covered mountains, a disheartened troop of soldiers worn down by fever and the threat of snipers try to survive another long night in an unforgiving Italian stronghold. A hundred years since the outbreak of World War I, maestro Ermanno Olmi looks back on a conflict that cost the lives of 16 million people.

9X10 NOVANTA
Directors: Marco Bonfanti, Claudio Giovannesi, Alina Marazzi, Pietro Marcello, Roland Sejko, Giovanni Piperno, Costanza Quatriglio, Paola Randi, Alice Rohrwacher, Sara Fgaier – 90 mins

Nel 2014 l'Istituto Luce ha compiuto 90 anni. Una lunga storia che ha accompagnato l'Italia attraverso il cinema, e con quel patrimonio di immagini unico al mondo che è l'Archivio Luce. Dieci registi sono stati invitati a realizzare un piccolo film, ciascuno con 10 minuti di immagini dell'Archivio, scelte tra le migliaia di ore di filmati che esso contiene. Ne è nato un album di narrazioni diverse. Ci sono la favola e il diario, la fantastoria e la poesia, le parole di grandi scrittori accanto alle voci di persone comuni. Con personaggi reali e storici, e personaggi di pura finzione.

To celebrate its 90th birthday in 2014, Istituto Luce - Cinecittà invited some of Italy’s most acclaimed rising filmmakers to make a short film, using ten minutes of footage selected from the thousands of hours of footage to be found in the treasure trove of their archives. Each filmmaker chose a subject for their film from a list supplied by Istituto Luce - Cinecittà, and the nine films were assembled into a project called 9x10 NOVANTA. The result is a unique anthology which portrays present-day Italy through images from its past.

PERFIDIA
Director: Bonifacio Angius – 103 mins
Cast: Stefano DeffenuMario OlivieriNoemi MedasDomenico Montixi, Alessandro Gazale, Andrea Carboni

La storia ruota intorno ad Angelo (Stefano Deffenu), un trentacinquenne senz'arte né parte, che vive a Sassari e passa le sue giornate al bar, con un gruppo di disperati come lui. Quando sua madre muore, il padre Peppino (Mario Olivieri) scopre di non sapere niente di lui e cerca di trovargli un lavoro. Ma la tragedia è dietro l'angolo e questo “bambino mai cresciuto” nasconde un lato oscuro sotto l'apparenza pacifica.
Ambientato nella periferia della città di Sassari, Perfidia e' il ritratto in un rapporto distante tra padre e figlio, offre inoltre una critica sull'attuale clima socio-economico in Italia.

When Pepino unexpectedly becomes a widower, he is forced to interact with his grown up son, Angelo, in whom he has never really shown much of an interest. It soon becomes apparent that he knows very little about Angelo, to the extent that he even gets his age wrong and can’t recall the only job his son has ever held down.  Set in the outskirts of the Sardinian city of Sassari, Perfidia portrays a distanced father-son relationship, as well as offering a critique on Italy’s current socio-economic climate.

THE ICE FOREST (La Foresta di Ghiaccio)
Director: Claudio Noce – 99 mins
Cast: Emir KusturicaKsenia RappoportAdriano GianniniDomenico DieleGiovanni VettorazzoMaria RoveranRinat KhismatoulineDiego Ribon, Danilo Panzeri, Marco Tenti, Adriano Mosca, Stefano Pellizzari, Nusret Salija, Armend Salija, Bambara Aboubacar, Franco Paissan

Con una tempesta che incombe minacciosa sullo sfondo, un giovane tecnico specializzato arriva nella valle per riparare un guasto alla centrale elettrica in alta quota, e si trova improvvisamente di fronte ad una strana sparizione. Si consuma quindi lo scontro fra il giovane e due fratelli che vivono e lavorano nella zona. Quando il ragazzo comprende l'origine dei segreti nascosti nel cuore della valle, le tensioni esplodono e comincia un gioco di specchi deformanti in cui nessuno è immune dal sospetto, neppure Lana, la zoologa esperta di orsi.

Featuring Emir Kusturica, The Ice Forest is a taut thriller set in a north-eastern corner of Italy’s borderlands with Slovenia. A young mechanic is summoned to what seems to be a peaceful rural settlement, charged with the task of repairing its electricity supply. Before long he encounters Lana, an Italian forest ranger, who is actually a Slovenian undercover detective. A slowly unwinding string of revelations make way for intrigue, and uncover the dark criminal secret this quiet Italian town is hiding from the outside world.

THE MAFIA KILLS ONLY IN SUMMER (La Mafia uccide solo d’Estate)
Director: Pierfrancesco Diliberto aka Pif – 90 mins

Crescere e amare nella Palermo della mafia. Un racconto lungo venti anni attraverso gli occhi di un bambino, Arturo, che diventa grande in una città affascinante e terribile, ma dove c’è ancora spazio per la passione e il sorriso. La mafia uccide solo d’estate è, infatti, una storia d’amore che racconta i tentativi di Arturo di conquistare il cuore della sua amata Flora, una compagna di banco di cui si è invaghito alle elementari e che vede come una principessa. Sullo sfondo di questa tenera e divertente storia, scorrono e si susseguono gli episodi di cronaca accaduti in Sicilia tra gli anni ‘70 e ‘90.
Francesco Diliberto (aka Pif) e' stato aiuto regista di Marco Tullio Giordana nel film I Cento Passi (1998). Oltre ad essere un regista, scrittore e attore, è anche un presentatore che ha partecipato a numerosi show televisivi italiani tra cui Le Iene. Ha avuto il suo show, Il Testimone, su MTV dal 2007 e conduce il programma radiofonico I provinciali su RAI 2, insieme al suo collaboratore sceneggiatore Michele Astori.

In The Mafia Kills Only in Summer our protagonist is Arturo, an unsuspecting average Joe who happens to have been born on the same day the notorious Mafioso Vito Ciancimino was elected mayor of Palermo. A coincidence which he discovers will have many a consequence throughout his life…  Featuring the clever use of archive footage and a generous dose of comedy, Pierfrancesco Diliberto succeeds in giving us a glimpse of the destruction the Mafia brings to everyday life in Sicily.
Francesco Diliberto (aka Pif) was assistant director to Marco Tullio Giordana on the anti-Mafia film I Cento Passi in 1998. Besides being a film director, writer and actor, he is also satirical current-affairs broadcaster who has contributed to numerous Italian TV shows, including Le Iene. He has had his own show, Il Testimone, on MTV since 2007 and hosts the radio show I Provinciali on RAI 2, along with his screenwriting collaborator Michele Astori.

QUIET BLISS (In Grazia di Dio)
Director: Edoardo Winspeare – 130 mins
Cast: Celeste Casciaro, Laura Licchetta, Barbara De Matteis, Gustavo Caputo, Anna Boccadamo, Amerigo Russo, Angelico Ferrarese

Finis Terrae. Leuca, il confine. Una famiglia che sta per perdere tutto. Quattro donne diverse tra loro ma legate in modo indissolubile alla natura e ai luoghi che amano più di qualsiasi altra cosa. La loro casa, la terra alla quale appartengono. La crisi economica sembra distruggere tutto, compresi i legami. Ma loro non ci stanno. C'è un modo per contrastare tutto ciò. C'è da guardare davvero a ciò che si possiede. I beni dei quali, a volte, il mondo si dimentica. Per sentirsi "in grazia di Dio".
When their small family-run textile factory is forced to close down, three generations of women have no choice but to find an alternative way to generate an income. They decide to move to the sun-dappled Salento countryside, and soon life seems to find its own rhythm as they begin cultivating the soil and selling or bartering their produce. Not only do they discover that their new self-sufficient lifestyle is a relaxing down-shift, it also gives them new found strength and provides a path to unexpected happiness.

GOOD FOR NOTHING (Buoni a Nulla)
Director: Gianni Di Gregorio – 87 mins

Quante ingiustizie deve ancora subire il povero Gianni? Dai colleghi d’ufficio, alla vicina di casa pestilenziale, fino alle pretese impossibili della ex moglie, le angherie quotidiane sono infinite. Marco invece é un uomo buono, gentile, indifeso. Innamorato di Cinzia la giovane collega che lo schiavizza e lo illude. Bisognerebbe arrabbiarsi e imparare a farsi rispettare, ma come si fa? Da soli è difficile ma forse unendo le forze...

Gianni is a mild-mannered civil servant who is looking forward to retiring from his cosseted position he has grown so used to over the years. When just before his retirement date his manager breaks the news that due to a recent policy change he will have to carry on working for another three years, his world falls apart. Not only is Gianni transferred to a subsidiary office in an unprepossessing area on the outskirts of Rome, but he is given actual work to do! The days of reading the newspaper in between cosy chit-chats by the coffee machine become a thing of the past.  However, after striking up some unlikely friendships, our loveable anti-hero starts to discover another side to himself.

DARKER THAN MIDNIGHT (Più Buio di Mezzanotte)
Director: Sebastiano Riso – 98 mins
Cast: Davide Capone, Micaela Ramazotti, Vincenzo Amato, Pippo Delbono, Lucia Sardo

Davide non è un adolescente come gli altri. C’è qualcosa in lui, nel suo aspetto, che lo fa somigliare ad una ragazza. Davide ha quattordici anni quando scappa di casa. Il suo istinto, o forse il destino, lo porta a scegliere come rifugio il parco più grande di Catania: Villa Bellini è un mondo a parte, che il resto della città fa finta di non vedere. Il mondo degli emarginati, a cui appartengono anche La Rettore e il suo gruppo di amici, coetanei di Davide e come lui scappati dalle rispettive famiglie. Quando Davide viene accettato in quella famiglia allargata, il passato da cui stava fuggendo sembra svanire definitivamente. Fino a quando il passato irrompe nel presente e a Davide tocca la scelta più difficile, di fronte alla quale si trova, questa volta senza possibilità di fughe o rinvii, da solo.

Fourteen year old Davide is not the son his father had envisaged, who sees his delicate and effeminate looks as an embarrassment. When his father’s torment finally becomes too much for him, Davide runs away from home and ends up in Catania’s Villa Bellini Park. He seeks refuge with a group of gay outcasts living on the margins of society, who accept him for who he is. Before long, he finds himself exploring Catania’s dark side in the company of a group of young hustlers who push him to make impossible choices, which he ultimately has to face alone.

SO FAR SO GOOD (Fino a qui tutto bene)
Director: Roan Johnson – 80 mins

L'ultimo weekend di cinque ragazzi che hanno studiato e vissuto a Pisa, nella stessa casa che è stata per loro teatro di amori nati e finiti, festeggiamenti per i trenta e lode e nottate passate insonni su libri indecifrabili. Adesso quel tempo di vita così acerbo, divertente e protetto, sta per finire. Ognuno prenderà direzioni diverse, andando incontro alle scelte che determinano il corso di una vita. Chi rimanendo nella sua città, Pisa, chi partendo a lavorare all'estero. Una metafora di una generazione chiamata ad una sfida.
In So Far So Good five students reminisce about the good and the bad times they have had in the house they have shared during their university years. Only three more days remain before they each go their separate ways, leaving behind what may have been the best days of their life. The result is an uplifting narrative full of anecdotes, laugh out loud scenarios, as well as moving tales, offering a true to life portrait of a young and dynamic generation.

THE LACK
Director: Masbedo – 76 mins
Cast: Lea MornarXin WangGiorgia SinicorniGinevra BulgariEmanuela Villagrossi, Cinzia Brugnola, Sofia Di Negro

The Lack, quattro variazioni sul tema la "mancanza", è un film rappresentato da sei personaggi femminili. Ognuna di queste donne è immersa in una propria natura silenziosa e primitiva. Non ci sono comparse, nessuno accompagna la solitudine di queste donne. Eve affronta il dolore dell’abbandono. L’ossessione d’amore lascia spazio a una ribellione in cui il gesto violento trova la sua capacità di rinascita in una natura sublime, bellissima e matrigna. Nella seconda storia, il viaggio reale e onirico di Xiù, culmina nel momento in cui riporta con fatica e coraggio un faro proiettore nell’isola disabitata che un tempo fu testimone di una famosa sparizione cinematografica. La terza storia si svolge in una terra lunare, un paesaggio immerso in scenari apocalittici, nel quale convivono centrali geotermiche e territori arcaici. Due donne affrontano il sentimento difficile e necessario del distacco, compiendo il passaggio da uno stato conosciuto verso una dimensione inesplorata. Una deriva che lascia aperto uno spiraglio di rinascita e speranza. Infine, Sarah ripercorre il suo viaggio interiore, attraverso le sue visioni. In una seduta psicanalitica, cerca di ricomporre i pezzi della sua esistenza frantumata e di colmare il suo vuoto.

Nicolò Massazza and Iacopo Bedogni, aka Masbedo, live and work in Milan and are the most prominent video artists and innovators in the field of contemporary art in Italy today. The Lack presents four variations on the theme of "failure", represented by six female characters. Each protagonist is immersed in a sublime and mysterious natural setting, and undertakes a journey of self-discovery. They experience abandonment, separation, courage and exertion, and through this inner voyage try to put the broken pieces back together and fill the emptiness in their lives. Using a minimal crew and no background actors, the filmmakers focus purely on being the craftsmen of their work.

Cristina Richiardi