giovedì 26 febbraio 2015

Noi e la Giulia: siamo tutti falliti.



Per completare la terna sui film che trasmigrano dalla città alla campagna non poteva mancare Noi e la Giulia di Edoardo Leo, tratto dal romanzo “Giulia 1300 e altri miracoli” di Fabio Bartolomei, storia spassosa e ricca di gag esilaranti. Ci troviamo di fronte ad una commedia tratta da un romanzo di successo e Edoardo Leo riesce bene ad amalgamare i protagonisti, un manipolo di "soci per caso" che si ritrovano a dover rimettere in piedi e gestire un agriturismo sperduto nelle campagne del sud.

I tre soci sono dei falliti a tutti gli effetti: Fausto (Edoardo Leo) fa le televendite di orologi patacca in una TV locale e si crede figo come Corona ai bei tempi, Diego (Luca Argentero) è un frustratissimo venditore di auto di lusso in un concessionario, odia il suo lavoro e ha l'aria da bravo ragazzo alias sfigato; Claudio (Stefano Fresi) gestisce una gastronomia storica di famiglia dai tempi di Esaù ma è costretto a vendere il negozio per incapacità ed è pure in rotta di fallimento con il matrimonio con la moglie (Georgia Lepore).

L'incipit quindi può essere apparentemente banale: é l'incontro casuale di tre scappati di casa, con pochi soldi e con tanti sogni e voglia di fare, tanto per cambiare in fuga dalla crisi economica italiana. Ma per fortuna la vicenda non si svolge come qualcuno si aspetterebbe. I tre sono alle prese con un water da riparare e una buca dove infilare una piscina, contano gli spiccioli per gli interventi di ristrutturazione e intanto si svolgono i dialoghi fra di loro, mettendo in luce le diverse personalità. Stefano Fresi è un insicuro, bravissimo nel ruolo di quello che ha sempre paura di mettersi nei guai; Edoardo Leo è uno spaccone convinto di avere mille amici - anche famosi! - sparsi per il mondo in realtà è un disgraziato che ne ha combinate troppe e quindi gli amici gli hanno voltato le spalle; Luca Argentero è di animo sensibile e docile.

Per fortuna loro entra nella storia il comunista. Sergio (Claudio Amendola), barba e sguardo truce, pendente nei confronti di Edoardo Leo per una cospicua somma di denaro, irrompe nell'agriturismo organizzando le operazioni come un maresciallo. E' un temerario, la spassosa macchietta del comunista incallito, tutto falce, martello, rivoluzione, portatore sano di  pensiero di cooperazione e di fratellanza comune. Oltre a mettere tutti in riga, salva il gruppo da un pericoloso camorrista, Vito (Carlo Buccirosso), che viene a minacciarli per il pagamento del pizzo. Amendola fra pugni e martellate sventa l'estorsione e ficca nella cantina il malcapitato mafioso e i suoi due sgherri capitati in motorino.

A questo punto entra in scena la protagonista del film: l'automobile d'epoca Giulia 1300, con lo stereo e la batteria nuovi di pacca. Il gruppo, neofita di sequestri ma motivati da Amendola che incita l'avanposto di resistenza civile, nasconde la macchina nella buca della piscina. Ad aiutarli arriva anche un extracomunitario e i suoi amici, un uomo che viene dal Ghana che suscita sentimenti contrastanti. Il comunista lo considera un suo pari, Edoardo Leo lo insulta in quanto diffidente nei confronti delle altre nazionalità che non siano italiani veri. 

Le gag si succedono in modo esilarante, la banda improvvisata di gestori di locali deve vedersela anche con i sequestrati che ovviamente vogliono dire la loro e nel frattempo arriva pure Elisa (Anna Foglietta), incinta, punkettara, svampita, toscana con tanta voglia di preparare manicaretti e passare la scopa sui pavimenti sporchi. La Giulia, dal canto suo, (scusate il gioco di parole) canta dal sottosuolo Mozart e Beethoveen, creando un'atmosfera surreale e trasognante. Nonostante i pasticci il locale sembra piacere. Sul posto arrivano i vigili a certificare l'idoneità del locale in cambio di un TV al plasma (che  starebbe bene in salotto),  i carabinieri in cerca del camorrista scomparso e i primi clienti entusiasti nel panorama, dei servizi, della musica di sottofondo di Giulia e dei piatti alla Masterchef della Foglietta

Il finale dove tutti si dichiarano falliti ma brindano al successo dell'inaspettata riuscita della bislacca società, lascia il posto ad una conclusione diversa dal lieto fine a cui siamo abituati. E' un happy end che suscita riflessioni, attraverso le parole di Luca Argentero, dove si percepisce la volontà di non lasciare nulla di intentato e che in fondo l'amicizia è la cosa più importante che possa capitare nella vita. 

Ottimo il cast, tutti molto bravi e un bravo anche ad Edoardo Leo che si conferma un regista vivace che sa "smussare" i cliché dei personaggi in modo piacevole, senza ritorcere su se stesso le ovvietà che altrove abbiamo trovato. 

Pertanto noi di Break Up press News lo consigliamo vivamente: ridere mette buon sangue ed è questo il tipo di intrattenimento che piace al pubblico. 
Nonostante la fumaggine sugli ulivi e uno scooter che ormai non partirà più...

CB