lunedì 23 marzo 2015

L'Uomo volante, non solo per una donna con Bianca Guaccero





Abbiamo visto in anteprima il corto L'Uomo Volante prodotto da Accademia Togliani di Roma con protagonisti Achille (Adelmo Togliani) e Greta (Bianca Guaccero), ed in considerazione che al corto seguirà il film, vogliamo darvi le nostre impressioni.
L'uomo volante è un quarantenne disilluso dalla vita che è rimasto nell'animo un ragazzo anni 80: quello dei giochi sulla spiaggia, dei flirt occasionali e senza importanza, delle festine con gli amici, quello che amava la musica dance e il commodore 64. Greta è una ragazza buona e comprensiva: la voce narrante è la sua, e si definisce "vittima" di un Achille "carnefice". Achille infatti è un enfant prodige, un genio pieno di iniziative e idee divertenti, quello che calamita il gruppo di amici, il ragazzo che finisce sempre nei pasticci. Quasi sempre per colpa di una donna. O forse non è solo per una donna...




E' questo il dubbio che ci ha fatto riflettere. Achille è uno spensierato dongiovanni, sempre pronto alla risata. Ma quel faccino sorridente non nasconderà in realtà un'inquietudine? Dal corto si evince che mentre Greta cerca la normalità, una famiglia, una vita senza scossoni, Achille è invece si circonda di storie superficiali e cerca in ogni modo di tornare "di moda", come quando era l'icona della pubblicità dell'Uomo Volante. Vuole fare l'attore, emergere nel mondo dello spettacolo, ma la cosa risulta difficile e mortificante.
Emerge dalla storia un cambio generazionale: i ragazzi anni 80 erano pieni di sogni, ma anche "analogici", senza pretese, genuini. La realtà del nostro tempo è crudele, sbatte in faccia la dura verità. E' l'era delle disillusioni, della tecnologia sfrenata, dei rapporti on line, nulla a che vedere con i primi videogiochi e delle amicizie vere, mai bypassate da what'up e video chiamate. 
La storia si sviluppa tra oggi e i flashback dei bei momenti che furono, e la domanda che ci poniamo è: c'è speranza di un cambiamento? C'è la possibilità di soddisfare i propri desideri o ci sarà una rassegnazione?
I sogni vanno coltivati ad ogni costo o bisogna dire basta?


Foto Selvaggia Chechi
Bravi gli attori, anche i giovanissimi. Belle le location: il mare d'estate della costa romana, Marsiglia, Roma. Ottima la fotografia che nei flashback è velata di malinconia. Ci sono piaciuti i dialoghi, le scene divertenti, quelle amare che puntano ad una retrospettiva del vissuto di Achille. Finalmente una storia non banale, che riesce a raccontare la psicologia fragile dei protagonisti, che fa intravedere quel "mal di vivere" che colpisce molti quarantenni e quasi cinquantenni di oggi che si trovano a fare un magro bilancio della loro vita. 

In fondo c'è un Uomo Volante in tutti noi, perché in ognuno di noi c'è un sogno avverato e un sogno infranto.


CB